E’ una economia in stallo, non tragica, non di crisi ma sicuramente non agganciata a quella che è la crescita che invece è importante e ci si aspetta in ogni settore economico. Il direttore di Confapi Industria Piacenza Andrea Paparo riassume così quanto emerge dall’indagine congiunturale 2025 che ha coinvolto 150 piccole e medie imprese di Piacenza e provincia, elaborata appunto da Confapi.
Tenuta, cautela e investimenti mirati: sono le parole chiave che hanno caratterizzato il 2025 e che occupano anche i primi mesi del 2026. Lo rivela l’indagine di Confapi industria piacenza che ha coinvolto un campione rappresentativo di 150 piccole e medie imprese del territorio composto per gran parte da imprese manifatturiere. Nel corso del 2025 le imprese hanno mostrato una buona capacità di tenuta, una quota rilevate cresce ma in modo contenuto, senza una vera e propria fase espansiva. Nel 2025, le imprese piacentine hanno mostrato una buona capacità di tenuta. Il 43% delle aziende ha registrato un aumento, in molti casi contenuto, della produzione, mentre il 29% ha evidenziato una contrazione; per il restante 28% i livelli produttivi sono rimasti sostanzialmente invariati.
Le aspettative per il 2026, e in particolare per il primo semestre, sono dominate da un clima di cautela. Il 53% delle imprese di Piacenza prevede una produzione stabile, mentre il 24% si attende un aumento e il 23% una diminuzione. Anche il fatturato è atteso prevalentemente stabile dal 52% delle aziende, con una quota pari al 26% che prevede una crescita e il 22% che teme una flessione. Il 21% delle imprese piacentine prevede nuove assunzioni nel 2026, a conferma di un quadro occupazionale sostanzialmente fermo, mentre il 58% esclude un incremento dell’organico e il restante 21% prevede una sostanziale stabilità o possibili riduzioni.
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