RABUFFI SUL BRACCIO DI FERRO IN CONSIGLIO COMUNALE: “UNA BRUTTA PAGINA DI POLITICA”

“E’ stata una bruttissima pagina di politica, un braccio di ferro inutile, a rimetterci sono i cittadini”. Così il consigliere di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi definisce l’ultima seduta di consiglio comunale che si è protratta fino a mezzanotte. All’ordine del giorno la modifica del regolamento della Tari, la tariffa dei rifiuti. Dei 48 emendamenti presentati dall’opposizione, nessuno è stato approvato. Ecco come è andata.

LA GIUNTA APPROVA IL RIAVVIO DELLA TRATTATIVA ECONOMICA SU PIAZZA CITTADELLA

Su piazza Cittadella la giunta conferma la persistenza dell’interesse pubblico e riavvia il Tavolo tecnico sul Piano economico-finanziario. E’ quanto deciso nella seduta odierna che, di fatto, riprende l’iter avviato e interrotto negli anni scorsi sulla riqualificazione di piazza Cittadella.

“Un atto doveroso sotto il profilo della regolarità amministrativa e degli adempimenti normativi che il Comune è chiamato a rispettare, a fronte dell’acconto sul canone minimo garantito per il 2020 e per il 2021 versato in questi giorni dalla ditta concessionaria del servizio”, è il pensiero della sindaca Tarasconi.

Un iter che dovrà essere completato entro 90 giorni dall’avvio del Tavolo tecnico e che, sottolinea la sindaca, “rappresenta un procedimento dal quale, per correttezza e trasparenza, non potevamo esimerci, innanzitutto per evitare pesanti contenziosi a carico del Comune. A maggior ragione tenendo conto del richiamo indirizzato da Anac all’Amministrazione nell’ottobre 2020, in cui si segnalavano ritardi (imputabili a entrambe le parti in causa) nella gestione del rapporto contrattuale”. Aggiunge Tarasconi: “Si conferma l’interesse pubblico dell’infrastruttura, in una zona in cui la carenza di posti auto costituisce storicamente una criticità, destinata peraltro ad aumentare, in prospettiva, con i nuovi plessi scolastici che troveranno sede nell’ex Laboratorio Pontieri, la ricollocazione del mercato rionale di piazza Casali e la crescente valorizzazione delle attività museali interne a Palazzo Farnese. Negli ultimi anni, inoltre, si sono concentrate in quest’area nuove funzioni e servizi, dal Laboratorio Aperto nel complesso del Carmine al previsto insediamento degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, che determinano un’alta richiesta di spazi di sosta a rotazione”.

Nel formalizzare la ripresa dei lavori del Tavolo tecnico mirato a definire un’ipotesi condivisa di riequilibrio economico finanziario – sia per quanto concerne i canoni concessori, sia in merito alla durata – la delibera approvata stamani ripercorre le diverse fasi di un percorso ultradecennale, iniziato nel 2012 con la sottoscrizione, di fronte al notaio Giuseppe Rocca, del contratto tra il Comune di Piacenza e la Società Piacenza Parcheggi, con validità per 27 anni dal 1° gennaio 2013.

Concluso, nell’agosto 2016, l’iter della Conferenza dei servizi, è del 24 marzo 2017 l’approvazione della progettazione definitiva della costruzione del parcheggio interrato e della riqualificazione di piazza Cittadella, con il relativo quadro economico per l’importo di 10.186.217,51 euro. Porta la data del 16 novembre 2018, invece, la delibera con cui la Giunta retta da Patrizia Barbieri ha approvato il Masterplan con le indicazioni di sviluppo relative al comparto piazza Cittadella, piazza Casali e Laboratorio Pontieri, mentre risale a 13 luglio 2020 l’istituzione del Tavolo tecnico richiesto dal concessionario a seguito dell’emergenza pandemica, per la procedura di revisione consensuale dell’equilibrio economico-finanziario per quello stesso anno: l’ultima seduta si è tenuta il 30 aprile 2021, ma in attesa della valutazione di pubblico interesse non ne sono stati formalmente approvati gli esiti.

Il 7 settembre 2020, l’approvazione del progetto esecutivo per il parcheggio pubblico interrato in piazza Cittadella, scevro però dagli elaborati economici e, di conseguenza, senza procedere alla consegna delle aree necessarie alla realizzazione dell’intervento. Di qui la delibera Anac del 14 ottobre 2020, che dà inizio al monitoraggio sull’esecuzione della concessione, con obbligo, per il Comune di Piacenza, di rendicontare l’andamento dei lavori entro il 31 gennaio di ogni anno, sino all’avvio della gestione del parcheggio interrato.

“Riavviare la trattativa economica – spiega Katia Tarasconi – è necessario proprio perché, rispetto alle condizioni di partenza in cui venne sottoscritto il contratto, ci sono stati in questi anni cambiamenti profondi, che non possono essere ignorati. Solo al termine del confronto con il concessionario, quando anche il quadro finanziario sarà definito, potremo esprimere una valutazione complessiva sul progetto, senza ulteriori rinvii che a nulla sono serviti, in questi anni, se non a creare una situazione di stallo che ha di fatto impedito di concretizzare qualsiasi proposta di rivitalizzazione di piazza Cittadella e del comparto Nord tra il centro storico e il Po”.

LEGAMBIENTE: “ANCORA RIFIUTI DALLA LIGURIA, E’ OLTRE IL LIMITE ACCETTABILE”

Una centrale termoelettrica, un cementificio a pochi passi e due autostrade tra le più trafficate d’Italia, A1 e A21. In questo triangolo nefasto si inserisce l’inceneritore, per completare l’opera, verrebbe da dire. Impianto che accoglierà 7mila tonnellate di rifiuti dalla vicina Liguria, non perché si trova in una condizione emergenziale o di calamità naturale ma perché non arriva ad percentuale sufficienti di raccolta differenziata. Per altro non è la prima volta che Piacenza va in soccorso: già nel 2015 e nel 2018.

Eppure la nostra città è messa parecchio male dal punto di vista della qualità dell’aria; lo dicono i dati Arpae e anche i medici dell’ospedale. Secondo Legambiente questa situazione è oltre il limite dell’accettabile. Anche per questo ha chiesto alla Provincia uno studio di valutazione sull’impatto ambientale cumulativo.

APP: RIFIUTI DA GENOVA? NO, ABBIAMO GIA’ DATO

Rifiuti dalla Liguria? Anche no, abbiamo già dato. Così Alternativa per Piacenza reagisce alla notizia del conferimento di 7mial tonnellate di rifiuti che da Genova verranno destinati all’inceneritore di Piacenza. Quello che sorprende, prosegue la nota a firma di ApP, è il silenzio di sindaca e assessore all’ambiente durante l’ultima seduta di consiglio dove si stava proprio discutendo del regolamento sulla Tari.
Ecco la nota
La notizia del conferimento di 7.000 tonnellate di rifiuti da Genova all’inceneritore di Piacenza lascia davvero interdetti, soprattutto considerando la situazione assolutamente emergenziale del territorio di Piacenza in rapporto alla pessima qualità dell’aria e all’incidenza sulla salute dei cittadini. 
Intendiamoci, siamo favorevoli alla solidarietà in casi eccezionali, quando un territorio è colpito da una calamità estrema e imprevedibile, ma non quando una città come Genova viaggia con quote di raccolta differenziata intorno al 35%, ai minimi nel nord Italia.
Secondo i dati ARPAE nel 2021 sono stati registrati 37 sforamenti di polveri sottili PM10 nella centralina di Montecucco, 45 sforamenti in via Giordani, 51 sforamenti a Gerbido. 
Non a caso nel novembre 2020 la Corte di Giustizia Europea ha pronunciato la sentenza contro l’Italia (e l’Emilia Romagna) per la violazione della Direttiva 2008/50  in materia di qualità dell’aria, con riferimento specifico proprio al particolato PM10. Per questo il PAIR (Piano Aria Integrato Regionale) del 2017 si era posto come obiettivo una riduzione delle polveri sottili del 37% entro il 2020, obiettivo ampiamente disatteso.
L’inceneritore di Piacenza è collocato all’interno di un triangolo nefasto, rappresentato dalla centrale termoelettrica, da un cementificio e dall’incrocio di due fra le più transitate autostrade italiane: A1 e A21. Non bastasse, convive con uno dei poli logistici più trafficati d’Italia, in massima parte basato sul trasporto su gomma, che sarà tra l’altro a breve implementato dai capannoni in fase di costruzione in località Granella e a Roncaglia, con decine di baie di carico supplementari e migliaia di camion ulteriori. 
A due passi da Roncaglia, si è appena autorizzato l’aumento di produzione del trattamento di rifiuti legnosi (da 495.000 a 780.000 t/anno), con successiva approvazione di apposita variante urbanistica per gestire altro traffico pesante. Il tutto, come più volte sottolineato dai nostri consiglieri comunali, con la scelta del Comune di Piacenza di non partecipare alla Conferenza dei Servizi in cui si è trattata la questione.
Per questo motivo ApP ha recentemente chiesto alla Presidente della Provincia Monica Patelli di farsi promotrice presso la Regione di uno studio mirato sull’impatto del complesso dei fattori di rischio per la qualità dell’aria e conseguentemente per la salute dei cittadini, al fine di valutare le misure compensative necessarie e per condizionare la pianificazione territoriale futura.
La notizia dei rifiuti da Genova è per queste ragioni davvero spiazzante e frutto – a nostro avviso –  di una insufficiente consapevolezza, tutta giocata sulla pelle dei cittadini, purtroppo non in senso figurato, questa volta. 
Come valutare, se non assoluta mancanza di rispetto verso il Consiglio comunale, l’incredibile silenzio di Sindaco e assessore all’ambiente, che martedì pomeriggio si sono ben guardate dal rendere partecipi i presenti del benestare dato dal Comune all’operazione, nonostante in aula si stesse parlando, guarda caso, proprio di regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti?
Dal canto nostro non smetteremo di gridare che è ora di finirla di dare un prezzo alla salute delle persone! Lasciamo perdere i 20 euro a tonnellata di compensazione!
Tutte le classifiche sulla qualità dell’aria ci collocano fra gli ultimi posti in Europa: abbiamo bisogno di invertire la china, non di insistere nella direzione sbagliata, limitandoci alle solite scuse e a parole di circostanza utili solo a gettare fumo simbolico negli occhi, mentre quello vero ci avvelena sempre più i polmoni.

CITTA’ DELL’ANNO 2022? SECONDO LA RIVISTA ARTRIBUNE, PIACENZA

Piacenza è considerata dalla rivista Artribune città dell’anno per il contemporaneo. “Grandi progetti diffusi e rinnovamenti in ottica contemporaneista, senza mai dimenticare la propria dimensione territoriale”. Con queste motivazioni, la prestigiosa rivista ha inserito nella rubrica Best of di fine anno anche Piacenza.

In particolare vengono citati i progetti di “XNL Aperto, manifestazione annuale e diffusa di arte contemporanea che ha portato i visitatori a sperimentare una nuova fruizione del territorio non solo urbano ma anche rurale attraverso l’arte, ampliando pubblico e accessibilità. L’itinerario si è snodato tra il piacentino e il centro storico della città, tra spazi culturali nuovi – come il centro culturale XNL Piacenza Contemporanea, l’ex struttura industriale da cui la manifestazione è gemmata, o la chiesa sconsacrata e recuperata che oggi ospita gli spazi di Volumnia – e vecchi, come la grande Galleria Ricci Oddi“.

“Proprio quest’ultima – si legge su Artribune – sta andando sempre più ad arricchire l’offerta culturale cittadina, motivo per cui ha chiamato a raccolta figure giovani e preparate per occupare nuove posizioni nel CdA, presidenza inclusa, e alla direzione, orientandosi verso un universo museale sempre più aggiornato, moderno e didattico”.

“MERCATO COPERTO ALLE EX SCUDERIE”. ARRIVATO L’OK DAL DEMANIO. RESTA BOLLENTE LA QUESTIONE PIAZZA CITTADELLA

L’ok è arrivato dal Demanio: il mercato coperto si trasferirà nelle scuderie di Maria Luigia. Lo ha annunciato la stessa sindaca Katia Tarasconi nel corso dell’incontro augurale con la stampa. L’acquisizione delle scuderie è un pezzo di quel grande puzzle di cui fa parte piazza Cittadella e, più in generale, tutta l’area nord della città. Uno dei dossier più bollenti che la nuova amministrazione si è trovata a dove gestire; “una situazione molto complicata” l’ha definita la stessa sindaca, una matassa che deve in qualche modo sbrogliarsi, fermo restando, se ce ne saranno ancora le condizioni, di costruire un parcheggio da 250 posto auto.

Poi la parola è passata aglio assessori che, in un video, hanno descritto come verranno utilizzati i fondi del PNRR che arriveranno a Piacenza. Tra gli annuncio della giunta, la vicina pedonalizzazione di piazza Cavalli e l’intenzione di procedere nelle stessa direzione anche con piazza Duomo, oltre che il lancio della campagna di comunicazione sul decoro Urbano.

“A RONDINE SI IMPARA A CRESCERE”. L’ESPERIENZA DI BENEDETTA

A Rondine si vive, si studia, si convive e soprattutto si impara a crescere a e guardare il mondo con occhi nuovi. Se a dirlo sono studenti di 17 anni ci si può credere. Rondine è un borgo medievale in provincia di Arezzo, noto ai più come Cittadella della Pace. Da 20 anni ospita gli studenti del quarto anno dei licei da tutta Italia e dal mondo con il progetto Quarto anno a Rondine che grazie alla World House mette in realzione 25 paesi e colture diverse, uno studentato che internazionale che accoglie giovani provenienti da luoghi di conflitti armato che hanno scelto di studiare con il metodo Rondine per superare la logica del nemico.
La Fondazione di Piacenza e Vigevano anche per quest’anno finanzierà una nuova borsa di studio.

VENERDI’ FIACCOLATA NEL CUORE DELLA CITTA’ PER L’IRAN

Anche da Piacenza si leva forte il sostegno e la solidarietà a favore del popolo iraniano: la cittadinanza è invitata alla fiaccolata in programma venerdì 23 dicembre alle 18, partenza dai giardini Margherita fino in piazzetta Mercanti dove è previsto un momento di riflessione.

Il comitato “Donna – Vita – Libertà che ha organizzato la fiaccolato vuole “far sentire la vicinanza ai manifestanti iraniani in lotta per la libertà. In particolare vogliamo esprimere piena solidarietà a tutte e tutti coloro che, nonostante la dura repressione di questi giorni, continuano a chiedere, in Iran, il rispetto delle libertà fondamentali, l’uguaglianza, la giustizia sociale e la fine di un sistema dittatoriale e oppressivo. La cruenta uccisione della ventiduenne Mahsa (Jina) Amini, curdo-iraniana, da parte della polizia morale (Gasht-e Ershad, la pattuglia della morte) , ha reso visibile, a livello internazionale, l’oppressione delle donne nel sistema teocratico iraniano e contemporaneamente ha dimostrato altresì l’impossibilità di poter esprimere le proteste anche da parte della popolazione maschile.

Secondo le ricerche di Amnesty International, sono stati uccise sino ad ora 495 persone. 44 minorenni , 34 dei quali sono stati colpiti da proiettili mirati al cuore, al capo e ad altri organi vitali. Altri quattro sono stati uccisi da pallini di metallo esplosi da breve distanza; cinque, tra cui una ragazza, sono morti a seguito di pestaggi; infine, una minorenne è morta dopo essere stata colpita al capo da un candelotto lacrimogeno. L’età di 39 delle vittime di sesso maschile andava dai due ai 17 anni; una bambina aveva sei anni, le altre quattro tra i 16 e i 17 anni. Le donne sono colpite intenzionalmente al volto o nelle parti intime. 

Denunciamo le responsabilità italiane : i droni usati dalla Turchia per uccidere sono spesso di fabbricazione italiana, così come i proiettili usati dai Basiji contro le donne ed il popolo iraniano. E’ un grave vulnus normativo che permette ad un’azienda italiana di esportare parti essenziali di una munizione a paesi vietati e a regimi repressivi. In questo modo si fa business sulla violazione dei diritti umani nel mondo.

Chiediamo per questo al Governo italiano di fare tutte le pressioni diplomatiche possibili e di non concedere nessuna credibilità al regime iraniano”. 

Tra le forze politiche piacentine, Alternativa per Piacenza parteciperà alla fiaccolata “sosteniamo la lotta del popolo iraniano, una lotta per la libertà e i diritti che ApP ha da sempre fatto sua e che oggi è ora di urlare al di là di facili slogan. Non è un caso che tra gli organizzatori della fiaccolata ci siano proprio alcuni dei nostri soci. La fiaccolata di venerdì Donna – Vita – Libertà è un gesto concreto di solidarietà ma anche una chiamata alle responsabilità italiane, ad esempio, per la questione dell’esportazione degli armamenti, ma anche nel prendere apertamente posizione, a tutti i livelli, e sostenere la voce e la lotta delle donne e degli uomini iraniani che si stanno battendo per la libertà.
Alternativa per Piacenza sarà sempre al fianco delle minoranza per tutelarne libertà e diritti.

APP: “SOLO ORA IL COMUNE SI OCCUPA DELLA REVISIONE CONCESSIONE PARCHEGGI. MEGLIO TARDI CHE MAI”

Alternativa per Piacenza, dopo la conferenza stampa del 25 novembre scorso, torna sulla concessione di Piacenza Parcheggi, la società che gestisce gli spazi blu. In particolare in merito alla determina con cui l’amministrazione ha affidato ad una società esterna il servizio di supporto specialistico per la revisione del Piano Economico Finanziario relativo alla concessione esistente con la Piacenza Parcheggi. “Meglio tardi che mai” commentano il capogruppo Stefano Cugini e il consigliere Luigi Rabuffi.

Sotto l’albero di Natale, grazie alla puntigliosa intraprendenza di Alternativa per Piacenza, ecco d’incanto comparire all’albo pretorio del Comune la determina dirigenziale n. 3110 del 16/12/2022, con cui la nostra Amministrazione affida a una società specializzata “…i servizi di supporto specialistico per la revisione del Piano Economico Finanziario relativo alla Concessione in essere con la Società Piacenza Parcheggi Spa…”. Meglio tardi che mai, ci vien da dire, dopo aver dimostrato, carte alla mano, che non vengono incassati i canoni di concessione dei parcheggi da quasi due anni (conferenza stampa del 25 novembre scorso, cui è seguito un silenzio assordante di chi avrebbe dovuto invece spiegare ai cittadini l’arcano, dato che parliamo di soldi loro). Giova ricordare ai non addetti ai lavori che ciò dipende dai pareri chiesti al Dipe (dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e dalle osservazioni che ne sono derivate, cui, solo dopo il nostro accesso agli atti di fine ottobre 2022, il Comune ammette di non essere in grado di dare seguito, ”in quanto all’interno del Servizio non risultano esserci figure adeguate per poter rispondere alle richieste formulate dal Dipe”.

Non avere in organico le dovute competenze ci sta, nulla da dire. Non è invece accettabile che questo influisca sull’eccessivo prolungarsi dei tempi di incasso di denari pubblici, venendo così meno al proprio dovere di buona amministrazione. Specie se il parere al Dipe è stato chiesto il 27 aprile 2022, con più di un anno di ritardo sui termini delle spettanze 2020. Peggio ancora se il suddetto Dipe, nella corrispondenza con l’Ente, spiega che il proprio giudizio non debba ritenersi vincolante. Difficile non pensare che senza la nostra insistenza le carte sarebbero ancora ferme su qualche scrivania, aspetto alquanto spiacevole, dato che poi ai contribuenti le tasse vengono chieste e le scadenze si pretende siano rispettate. Si diceva che all’appello mancano i canoni 2020 e 2021, per un totale di almeno un milione e 860mila euro (senza contare l’ulteriore 10% dovuto da contratto sull’eccedente la somma di un milione e 200mila euro). Entro il 31 gennaio 2023 ci risulta sia da incassare anche il canone 2022.

In attesa di riscuotere ciò che spetta ai cittadini (che i parcheggi li pagano, e se non li pagano vengono doppiamente multati!), come Alternativa per Piacenza prendiamo amaramente atto della beffa, oltre al danno, posto che ai grandi ritardi di risorse in entrata la nostra comunità deve ulteriormente aggiungere, in uscita, la bella cifra di 17.199,56 euro (l’impegno di spesa del Comune di Piacenza per il conferimento dei servizi di supporto specialistico per la revisione del Piano Economico Finanziario relativo alla concessione in essere con la società Piacenza Parcheggi Spa alla Avalon Srl, come si legge nella determina dirigenziale n.3110, ndr). La revisione del Piano Economico Finanziario 2020, gioco forza, avverrà infatti sottraendo soldi ad altre iniziative di pubblica utilità.

 

“QUESTI RAGAZZI HANNO SAPUTO BUTTARSI NELLA VITA CON CORAGGIO”

Eccoli alcuni dei 49 studenti brillantemente laureati della facoltà di Economia e Giurisprudenza nel percorso del Double Degree dell’università Cattolica
oggi è il giorno della proclamazione, in toga e tocco, entusiasti ed emozionati. Dottori in Economia Aziendale, percorso International Management, la doppia laurea internazionale di studi e stage che consente di acquisire contemporaneamente tre titoli in quattro anni di formazione.
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