EX ACNA: ASSEMBLEA PUBBLICA MERCOLEDI’ CON IL VICESINDACO BONGIORNI

Il futuro dell’area ex Acna torna al centro del confronto pubblico. Mercoledì 18 marzo alle ore 20.45, alla Sala della Partecipazione di via Taverna 39 a Piacenza, si terrà un incontro aperto alla cittadinanza dedicato alla bonifica e alla riqualificazione dell’ex area industriale.
Dopo il partecipato appuntamento dello scorso 8 gennaio, i cittadini potranno confrontarsi nuovamente con l’amministrazione comunale sugli sviluppi del progetto. Alla serata interverrà il vicesindaco Matteo Bongiorni, assessore ai lavori pubblici.

Durante l’incontro saranno illustrati gli aggiornamenti sullo stato della bonifica, sulla riapertura di via Cantarana, sull’accesso al parcheggio previsto nell’area e sul cronoprogramma dei lavori per il parcheggio e la futura area verde.
Al centro del confronto anche una proposta elaborata da un gruppo di residenti per spostare l’accesso veicolare al nuovo parcheggio da Porta Borghetto all’inizio di via Tramello. Questa soluzione consentirebbe di ridurre sensibilmente il traffico lungo il fronte delle Mura Farnesiane, accorciando il percorso dei veicoli diretti al parcheggio e limitando la presenza di traffico nell’area soggetta al vincolo di tutela della Soprintendenza. La percorrenza complessiva dei veicoli diretti al parcheggio verrebbe Infatti ridotta di oltre la metà, passando da oltre 1.100 a circa 500 chilometri al giorno, con una conseguente diminuzione delle emissioni annue di CO₂ da circa 53 a poco più di 24 tonnellate. Rispetto alla soluzione prevista dal progetto dell’amministrazione, si tratterebbe quindi di un miglioramento significativo per la vivibilità del quartiere e della città.

La proposta, inviata il mese scorso all’amministrazione comunale, richiede tuttavia una modifica puntuale del vincolo della Soprintendenza relativo al tracciato della strada di accesso. Per questo, durante l’incontro dell’8 gennaio, era emersa la necessità di un’interlocuzione dell’amministrazione comunale con la Soprintendenza, come suggerito dall’assessore Bongiorni.
L’incontro del 18 marzo sarà quindi un momento di aggiornamento e confronto su un progetto che riguarda da vicino il futuro del quartiere e della città.

APPALTO ENERGIA, DATI SECRETATI A GETEC: PER L’OPPOSIZIONE “DISATTESA LA SENTENZA DEL TAR”, MAGGIORANZA “SCELTA PRUDENZIALE”

“Pressapochismo e mancanza di trasparenza”: così l’opposizione di centro destra ha definito i debiti fuori bilancio dell’amministrazione che hanno prodotto una variazione degli stanziamenti di cassa. Variazione approvata, al termine della discussione generale, con 18 voti favorevoli (maggioranza di centro sinistra), tre astenuti (Rabuffi, Cugini e Trespidi) e otto non partecipanti (opposizione di centro destra).

A far discutere e ad indispettire il centro destra, in particolare, è stato il versamento da parte del Comune di Piacenza delle spese di lite relative al ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna, sezione di Parma, che ammontano complessivamente a 1.759 euro rispetto al diniego di informazione alla società Getec, legato all’affidamento del maxi appalto energia. Il versamento della somma era stato stabilito dalla sentenza del Tribunale amministrativo che aveva accolto l’istanza di Getec che aveva chiesto un accesso agli atti relativa ad alcuni documenti. Ma l’amministrazione, al termine dei trenta giorni, gliene ha fornita solo una parte, secretandone un’altra. Getec si è opposta e il Tar le ha dato ragione, condannando il Comune al pagamento delle spese.

“Lo zelo talvolta è contrario al buon senso – ha detto il consigliere Massimo Trepidi – nemmeno Edison (società che si è aggiudicata l’appalto) ha chiesto che venissero secretati i documenti e perché invece il Comune l’ha fatto? Sarebbe interessare chi lo ha fatto e che si assumesse le proprie responsabilità”. “Ho notato da parte vostra – detto la consigliera Patrizia Barbieri – una certa presunzione da parte vostra tutte le volte che si fanno degli accessi agli atti, anche rispetto ai consiglieri. Il più delle volte hanno un parere negativo, tutto è secretato. Per poter negare l’accesso agli atti bisogna dimostrare che l’informazione provoca un vantaggio a chi ne viene a conoscenza. Chi dice di non procedere con trasparenza a quelle che sono le informazioni pubbliche fornite a chi legittimamente le chiede?” domanda la capogruppo della civica di centro destra. Anche Sara Soresi (Fdi) ha fatto presente che “gli accessi agli atti vengono spesso negati, personalmente quando ho fatto istanza al Difensore civico mi è stata data sempre ragione”. La maggioranza con il capogruppo Pd Andrea Fossati ha posto l’attenzione sull’approccio prudente del Comune, “che ha rispettato poi la decisione del giudice quando ha ritenuto opportuna l’ostensione integrale”. Caterina Pagani (Pc Oltre) ha sottolineato come “la sentenza stessa lasciasse all’amministrazione la possibilità di decidere cosa doveva  o non doveva essere dichiarato.  Pressapochismo sarebbe stato pubblicare tutto, anche nei confronti dell’altra società”.

Sono state le parole dell’onorevole De Micheli ad accendere il dibattito e la contrarietà dell’opposizione. “non sostituiamo il nostro ruolo politico di consiglieri con quello tecnico che attiene ai dirigenti – ha detto la parlamentare del PD- se il Comune avesse dato alcuni dati al momento della gara, gli altri partecipanti avrebbero ricorso. Lo stesso trattamento era stato riservato anche all’altro concorrente, Edison, che aveva a sua volta presentato una richiesta di accesso agli atti”. Dichiarazione che ha fatto saltare sulla sedia il consigliere Trespidi: “la consigliera De Micheli ha parlato di pari trattamento con altri concorrenti, si vede che qualcuno sa più di altri. Non ci crediamo che c’è stata la trasparenza richiesta, ma invece c’è stata una forzatura”. Dichiarazioni a cui ha, telegraficamente, risposto la sindaca Tarasconi per assicurare che “viene garantito pari trattamento a tutti sugli accessi agli atti, e a nessun consigliere vengono date informazioni segrete”.

 

 

 

 

CRESCE IL TURUSMO IN REGIONE: PIACENZA SFIORA I 300MILA TURISTI IN UN ANNO

Il turismo in Emilia-Romagna continua a crescere e nel 2025 supera una nuova soglia: oltre 44,1 milioni di presenze (44.170.468) e più di 13,2 milioni di arrivi (13.231.732) dai dati consolidati ISTAT, con un aumento rispettivamente del +3,9% e del +7,8% rispetto al 2024.

A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale: gli arrivi dall’estero raggiungono 4,17 milioni (+10%) e le presenze 14,1 milioni (+7,9%). Nel complesso i turisti italiani sono oltre 9 milioni, per un totale di oltre 30 milioni presenze, in aumento rispettivamente del +6,75% e del +2,13% rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano l’Emilia-Romagna come regione sempre più attrattiva sui mercati esteri.

Un  trend che coinvolge anche Piacenza che arriva a 292.902 turisti, con una crescita del +6,40% degli arrivi e 638.027 presenze (+6,98); Parma supera 790 mila turisti con un incremento del +10,97% e totalizza 1,71 milioni di presenze (+ 7,77); Modena conta 935.806 turisti (+8,64% arrivi) e 2,11 milioni di pernottamenti (+6,65%); Ferrara raggiunge 672.915 turisti (+8,01% arrivi) e 2,93 milioni di presenze (1,55%); Ravenna totalizza 1,75 milioni di arrivi (+8,96%) e 7,24 milioni di presenze (+6,06%). Forlì-Cesena, infine, chiude l’anno con 1,23 milioni di turisti (+2,77% arrivi) e 5,8 milioni di pernottamenti (-0,94 %).

RABUFFI, APP: “PIACENZA NON HA BISOGNO NE’ DI CEMENTO NE’ DI GRANDE DISTRIBUZIONE”. NOI DIFENDIAMO IL FUTURO DELLA CITTA'”

La notizie riportate dai mezzi di informazione sui nuovi insediamenti commerciali in città, da via Goitre all’area ex Camuzzi in corso Europa, confermano purtroppo una direzione che contestiamo da anni: più supermercati, più grandi superfici di vendita in città e ancora nuova cementificazione.
Alternativa per Piacenza ha portato avanti, in questi quattro anni di opposizione, campagne di sensibilizzazione pubblica nelle strade, fra i cittadini, oltre ad aspre battaglie in Consiglio comunale contro questo modello di sviluppo urbano. In diversi casi siamo riusciti, faticosamente, a frenare nuovi interventi, ma soprattutto abbiamo aperto un dibattito che altrimenti sarebbe rimasto chiuso nelle stanze di Palazzo Mercanti, tra la maggioranza e i grandi operatori economici, con il silenzio complice e interessato di buona parte del centrodestra.

La nostra posizione è sempre stata chiara: difendere il commercio di vicinato,
limitare l’espansione dei centri commerciali e tutelare le aree verdi della città,
bloccando nuova cementificazione e consumo di suolo.
Piacenza non ha bisogno di altro cemento né di altra grande distribuzione, che mette in difficoltà i piccoli negozi e stravolge la vita dei quartieri.
La città è dei cittadini, non delle lobby economiche.
Su questo Alternativa per Piacenza continuerà a battersi dentro e fuori il Consiglio comunale. E alle prossime elezioni le scelte saranno chiare: da una parte un modello di sviluppo che favorisce i grandi gruppi economici e finanziari e dall’altra chi difende il futuro della città.
Ai cittadini/elettori di Piacenza il dovere di scegliere quale strada percorrere.
Noi, di Alternativa per Piacenza, di dubbi non ne abbiamo.

SOLTANI: “L’EUROPA HA UN’ALTRA SOLUZIONE CHE NON SIA LA GUERRA PER LIBERARE L’IRAN? LA DICA SUBITO”

Speranza e paura, gioia e tristezza; sono i sentimenti contrastanti che vive il popolo iraniano, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso contro il regime. Una situazione difficile da spiegare anche per chi, come Hooman Soltani, vive a distanza, in costante contatto con familiari e amici. Soltani, iraniano della diaspora, attivista per i diritti umani, oggi chef e imprenditore residente a Lecco, ha incontrato alcune classi di studenti del liceo Gioia, analizzando la situazione della Persia, dalla gloria al declino. Inevitabile non riflettere su quello che oggi sta vivendo il popolo iraniano.

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CASA IDA E IL MANDORLO: DUE CASE DI ACCOGLIENZA PER LE DONNE IN VISTA DELLA LORO AUTONOMIA

Due progetti di accoglienza effettiva e concreta per offrire un sostegno temporaneo alla donne in difficoltà: si chiamano Casa Ida e Il Mandorlo gestiti dalla Diocesi di Piacenza Bobbio.

Casa Ida prende il nome dalla storica volontaria della Caritas Ida Filippi, si trova in via Taverna 43; “è una struttura di co-housing composta da
quattro monolocali e un bilocale – ha spiegato il vescovo Adriano Cevolotto –  il progetto è rivolto in particolare a lavoratrici con occupazioni precarie, che necessitano di un periodo di stabilità abitativa per riorganizzare la propria situazione personale e lavorativa. L’accoglienza è temporanea e può avere una durata massima di 18 mesi, periodo durante il quale le ospiti vengono accompagnate in un percorso orientato alla piena autonomia”.

Mari e Alessandra Rapaccioli sono le nipoti di Ida Filippi “una donna battagliera e combattiva per ottenere le cose importanti – raccontano – in particolare nell’aiutare le persone in difficoltà. Anche con piccoli gesti – ricordano le nipoti – aveva sempre in tasca le caramelle che distribuiva a tutti, la chiamavano la zia delle caramelle”.

Il Mandorlo si trova in via Vescovado 9 nei locali prima occupati dalla casa della carità; “è  una casa di accoglienza in forma di co-housing destinata a mamme con bambini in situazione di precarietà abitativa – spiega il vescovo – la struttura può ospitare fino a quattro nuclei familiari, per un massimo complessivo di 16 persone. Anche in questo caso si tratta di un’accoglienza temporanea, con una permanenza fino a 18 mesi, finalizzata a sostenere le famiglie in un percorso di stabilizzazione abitativa e sociale”.

PIACENZA ALLA FIERA MIPIM DI CANNES: IN VETRINA QUATTRO AREE RIGENERABILI

Si è chiusa la missione piacentina al MIPIM di Cannes, la principale fiera internazionale dedicata agli investimenti immobiliari e allo sviluppo dei territori. All’evento hanno partecipato oltre venticinquemila operatori provenienti da novanta paesi: il luogo dove si incontrano capitali, visioni e opportunità di trasformazione urbana.

Per il quarto anno consecutivo Piacenza ha occupato uno spazio all’interno dello stand di Invest in Emilia-Romagna di Art-ER e Regione, confermando una presenza che ormai fa parte della strategia di promozione del territorio. A guidare la delegazione, Confindustria Piacenza insieme alla sindaca Katia Tarasconi e all’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini per il Comune, e ai presidenti provinciale e regionale di Ance Alessandro Losi e Maurizio Croci. Un fronte comune che, nelle precedenti edizioni, ha già dimostrato di saper aprire interlocuzioni con soggetti strategici internazionali.

Al centro della presentazione agli investitori quattro aree rigenerabili ad alto potenziale, tutte in attesa di risorse e progettualità capaci di restituirle alla città in una forma nuova: l’ex Caserma Jacopo dal Verme, Cascina San Savino, l’ex Ospedale Militare e Bastione Borghetto. Aree diverse per collocazione e vocazione, accomunate dalla possibilità di diventare occasioni di sviluppo per l’intero territorio provinciale, nell’ambito del progetto Invest in Piacenza.

«Essere al MIPIM significa portare Piacenza in un centro decisionale sugli investimenti» dichiara Erika Colla, vicepresidente di Confindustria Piacenza. «Ciò che distingue la nostra presenza rispetto ad altri territori è la coesione: non arriviamo a Cannes come soggetti separati, ma come un sistema Piacenza che parla con una voce sola. Le aree che abbiamo presentato hanno un potenziale importante e il dialogo avviato con alcuni interlocutori internazionali lo conferma. La nostra provincia unisce una posizione geografica strategica a una tradizione manifatturiera solida: sono elementi che, raccontati nel contesto giusto, suscitano interesse. La competizione tra territori è elevata pur nella totale correttezza e non lascia spazio all’improvvisazione: bisogna esserci con continuità, con proposte credibili e con la capacità di seguire nel tempo le relazioni avviate».

«Il MIPIM di Cannes è uno dei luoghi più importanti al mondo dove incontrare realtà, investitori e operatori dello sviluppo urbano – ha detto la sindaca Tarasconi – essere presenti significa portare l’esperienza e la visione di un territorio come il nostro, che vuole crescere e attrarre nuove opportunità. È stato importante, anche quest’anno, raccontare Piacenza, i suoi progetti, le sue potenzialità, ma anche costruire relazioni con interlocutori internazionali. Le città oggi competono anche sulla capacità di presentarsi, di dialogare con chi investe e di immaginare il proprio futuro insieme».

 

IN PEDIATRIA E NEONATOLOGIA UNA STANZA DEDICATA A RICCARDO

Porterà il nome di Ricky la nuova stanza delle medicazioni della Pediatria e neonatologia dell’ospedale di Piacenza, diretta dal professor Giacomo Biasucci. Lo spazio è stato dedicato a Riccardo scomparso nel 2024.
Il nuovo ambiente è stato pensato per rendere più accoglienti e sereni i momenti di cura dei bambini più piccoli, trasformando uno spazio sanitario in un luogo capace di trasmettere tranquillità, attenzione e vicinanza. La decorazione degli spazi è stata affidata all’associazione Fuori Serie, composta da utenti del dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche, già autori di altre decorazioni dedicate ad allietare i momenti che i bambini devono trascorrere in ospedale.
La stanza è stata realizzata grazie all’impegno de Il Pellicano Piacenza onlus e al contributo dell’associazione di pesca sportiva El Belensei di Caorso di cui Riccardo faceva parte, che hanno sostenuto concretamente il progetto con l’obiettivo di offrire ai piccoli pazienti e alle loro famiglie un ambiente più umano e rassicurante.
Fuori Serie, che si occupa di arteterapia come strumento di inclusione sociale e lavorativa per persone con fragilità e spiccate doti nel linguaggio artistico, in questo progetto, ha impiegato sei giovani artisti dell’associazione che hanno affiancato i professionisti nella fase di realizzazione, all’interno di un percorso di inserimento lavorativo che qualifica socialmente e operativamente le persone coinvolte, valorizzandone competenze, creatività e capacità espressive.

Alla presentazione hanno partecipato il direttore generale Paola Bardasi, il professor Biasucci, la presidente de Il Pellicano Piacenza onlus, Maria Angela Spezia, una rappresentanza dell’associazione El Belensei con il presidente Michele Zaffignani e Ambra Nalbone e l’associazione Fuori Serie con Veronica Cavalloni e alcuni degli artisti coinvolti. Presenti anche i genitori e Alessandro, fratello di Riccardo, accompagnati da Maria Lodovica Toma, amica di famiglia.
La dedica della stanza rappresenta un ulteriore momento del percorso di memoria e solidarietà promosso dall’associazione El Belensei, che a Riccardo ha dedicato due memorial con una gara di pesca durante la Festa del Po di Caorso, finalizzati alla raccolta di fondi per progetti di beneficenza. Da questa esperienza è nata anche la proposta di contribuire alla riqualificazione della stanza delle medicazioni della Pediatria: un progetto che Il Pellicano Piacenza onlus ha accolto e sostenuto, partecipando alla realizzazione dell’intervento e trasformando l’iniziativa in un gesto concreto capace di mantenere viva la memoria di Riccardo all’interno di un luogo dedicato alla cura dei bambini.

Questo progetto testimonia anche l’importanza del rapporto tra il sistema sanitario e il territorio. La collaborazione tra associazioni, volontariato e istituzioni sanitarie rappresenta oggi una risorsa preziosa per migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi offerti ai cittadini. Quando la comunità partecipa e sostiene attivamente il proprio ospedale, la sanità diventa davvero un patrimonio condiviso: un luogo di cura che appartiene al territorio e che cresce grazie alla responsabilità, alla generosità e all’impegno di tutti.
La stanza di Ricky resterà così non solo uno spazio dedicato alle medicazioni dei bambini, ma anche un segno concreto di memoria, vicinanza e solidarietà, fondamenti del valore di una comunità capace di riconoscere ogni giorno il significato più profondo della cura.

ENERGIA IN COMUNE, IL PROTOCOLLO 2026 PER AIUTARE LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

A tre anni esatti dal suo avvio, nel marzo 2023, il progetto Energia in comune prosegue e si rinnova grazie al nuovo protocollo che le principali istituzioni del territorio, insieme a Banco dell’energia, hanno sottoscritto in questi giorni.
Se la necessità di contrastare la povertà energetica che affligge soprattutto le famiglie più fragili si conferma emergenza ormai strutturale, più che contingenza legata al post covid, la rete dei sostenitori del progetto risponde con uno stanziamento di risorse pari a 240 mila euro, e con la prospettiva di allargarne ulteriormente il bacino d’utenza, attraverso l’adesione di buona parte dei comuni della provincia. Una misura particolarmente attesa in
questi giorni, anche alla luce del crescente clima di incertezza e delle pressioni
inflazionistiche, nel settore energetico, generate dalle tensioni geopolitiche in atto.

Confermata la rete di partner coinvolti: Banco dell’energia, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Comune di Piacenza, Banca di Piacenza, Crédit Agricole Italia. Fanno parte della rete anche Caritas diocesana, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio dell’Emilia, Federconsumatori Piacenza e Università Cattolica del Sacro Cuore (che valuta l’efficacia del progetto).
Beneficiarie di Energia in comune sono le famiglie con Isee fino a 20.000 euro e la residenza sul territorio provinciale e dei comuni aderenti, che a causa di temporanea difficoltà non riescono a sostenere il pagamento delle utenze di luce e gas. ll pagamento delle bollette è svolto direttamente da Caritas, in coordinamento con i servizi sociali dei comuni, che segnalano le situazioni critiche. Oltre ad offrire un aiuto concreto, il progetto ha supportato anche le famiglie nell’acquisire le conoscenze per uso oculato dell’energia domestica, e per la sostituzione di elettrodomestici vecchi e ad alto consumo.

Nei primi tre anni Energia in comune ha registrato lo stanziamento di oltre 650 mila euro di risorse, e portato al pagamento di oltre 3.300 bollette; le famiglie finora assistite sono state più di 1.500, con la sostituzione di oltre 170 elettrodomestici obsoleti. Decine di volontari e operatori sono diventati Tutor per l’Energia Domestica (TED) e hanno affiancato i soggetti fragili nella migliore gestione dei consumi. All’impegno messo in campo fino ad ora si sommano 240 mila euro appena stanziati.
Hanno assicurato ciascuno 50 mila euro Fondazione di Piacenza e Vigevano, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Banca di Piacenza e Crédit Agricole Italia; altri 40 mila euro provengono dal Comune di Piacenza.

Con la sottoscrizione del nuovo protocollo, si apre anche la proposta di adesione ai comuni del territorio, coordinata dall’Amministrazione provinciale. Un dato particolarmente significativo è infatti il numero dei comuni coinvolti, che dai 12 iniziali è aumentato progressivamente fino ad arrivare nel 2025 a quota 26. Oltre a Piacenza, hanno aderito nel tempo Agazzano, Alta Val Tidone, Borgonovo, Cadeo, Calendasco, Caorso, Castel San Giovanni, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Gazzola, Gossolengo, Gragnano, Lugagnano, Pianello, Pontenure, Sarmato, Ziano e gli otto comuni dell’Unione Montana Valli
Trebbia e Luretta.

Soddisfazione viene espressa dai rappresentanti delle realtà che sostengono il progetto. Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano
“La nuova crisi energetica rende Energia in Comune ancora più attuale e necessario. È un progetto particolarmente incisivo, perché concentra le risorse per sostenere le famiglie che hanno effettivamente bisogno. In più, produce effetti positivi nell’immediato, grazie al pagamento tempestivo delle utenze. Energia in comune è una misura efficace resa possibile grazie all’impegno congiunto di tutte le istituzioni che si impegnano su un tema trasversale.
Mi auguro che anche in futuro si confermi la tendenza positiva delle adesioni da parte dei comuni: più saranno le amministrazioni coinvolte e maggiore sarà la possibilità di creare un effetto virtuoso a favore dei più fragili”.

PONTE SUL NURE: RIAPERTURA GIOVEDI’ 19 MARZO

Il ponte sul Nure riaprirà alla viabilità il prossimo giovedì 19 marzo dopo sei mesi di chiusura. Lo ha deciso il Comitato Operativo Viabilità che si è riunito in Prefettura.  L’incontro presieduto dal Prefetto Patrizia Palmisani ha visto la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Piacenza, dei Comuni di Piacenza, Pontenure, Cadeo e Cortemaggiore, di Autostrade per l’Italia, di Tempi Agenzia, Seta S.p.A., Trenitalia Tper, di Rete Ferroviaria Italiana, del 118 oltre al Responsabile Anas Emilia-Romagna, Massimiliano Campanella.
Anas (Gruppo FS Italiane) ha l’illustrato lo stavo di avanzamento dell’importante piano dei lavori di manutenzione del ponte, avviato lo scorso 15 settembre con un investimento di circa 3 milioni di euro.
Gli interventi di manutenzione si sono concentrati al ripristino conservativo dell’opera che hanno reso necessaria l’interdizione al traffico del tratto sono in via di ultimazione e la riapertura al traffico del ponte è fissata per giovedì 19 marzo.
Nel rispetto del cronoprogramma e degli impegni assunti con il territorio in sede prefettizia si proseguirà in continuità con la fase successiva dei lavori, mirata al recupero superficiale delle sottostrutture, che sarà eseguita senza interferire con la circolazione stradale. Nei sei mesi di chiusura invece gli interventi di manutenzione si sono concentrati al ripristino conservativo dell’opera ed hanno reso necessaria l’interdizione al traffico del tratto interessato.

L’opera è stata realizzata nel 1838 ed è costituita da quattro pile in alveo e da
cinque arcate in muratura. La struttura originale è stata integrata in epoca recente da un cordolo realizzato in calcestruzzo armato a sbalzo (cioè, che sporge dalla struttura del ponte e sostenuto da struttura interna) su entrambi i lati. I lavori hanno avuto lo scopo di innalzare gli standard prestazionali del ponte rispettando l’originario e storico prospetto.
Il progetto è innovativo in relazione alle caratteristiche del ponte sottoposto a
vincolo: di fatto si è realizzato un nuovo ponte dentro quello esistente.
Contestualmente alla riapertura del Ponte alla circolazione a decorrere dal
prossimo 19 marzo cesseranno la loro efficacia le ordinanze vigenti in questi mesi di limitazione alla circolazione emanate rispettivamente da Anas e dalla Provincia di Piacenza, oltre che la misura di mitigazione del pedaggio gratuito nel tratto autostradale della A1 tra Piacenza Sud – Fiorenzuola d’Arda.
Analogamente anche i servizi sanitari del 118 saranno riorganizzati nei termini
antecedenti alla chiusura dell’infrastruttura.
Per quanto attiene, invece, gli orari ed i percorsi dei servizi di Trasporto Pubblico Locale interessati verranno modificati a decorrere dal prossimo lunedì 23 marzo. Sino a questa data resteranno in vigore i servizi attuali.Nei prossimi giorni tutte le informazioni di dettaglio verranno rese disponibili
attraverso il sito web e gli altri canali istituzionali di SETA.

Rispetto al trasporto ferroviario Trenitalia Tper e Regione Emilia Romagna hanno confermato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno 2026, per poi essere stabilizzato nel numero di 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.
In conclusione il Prefetto ha espresso il proprio compiacimento per l’importante risultato raggiunto da parte di Anas nel rispetto delle tempistiche preannunciate, nonché per l’efficacia del modello gestionale che ha visto la massima collaborazione da parte di tutti glie enti coinvolti con la limitazione dei disagi connessi alla messa in opera dell’intervento.

Foto area di Paolo Gaboardi 

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