CGIL VERSO IL CONGRESSO: GRAZIE AL SINDACATO SALVATI 10MILA POSTI DI LAVORO IN DUE ANNI”

“Persi 2500 posti di lavoro, ma il rischio era di perderne 13mila tra prima e dopo pandemia. La nostra provincia ha tenuto in termini occupazionali grazie al lavoro del sindacato, al blocco dei licenziamenti e agli ammortizzatori sociali”. E’ la posizione del segretario della Cgil di Piacenza Ivo Bussacchini che ha presentato il 19esimo Congresso provinciale in programma il 9 e 10 gennaio.

Oltre 400 assemblee nei mesi di novembre e dicembre, che hanno portato al voto oltre 5300 iscritti e coinvolto oltre 12mila persone nei luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati in tutta la provincia di Piacenza. “Questi numeri la dicono lunga sul radicamento della Cgil sul territorio piacentino, siamo qui da 132 anni e vogliamo affrontare le sfide di equità e giustizia come sempre insieme, con forza, dal basso e per raddrizzare un mondo del lavoro sempre più precario con un intollerabile gap salariale tra donne e uomini, con le prime pagate in media il 17% in meno”.

Il Congresso sarà l’occasione per presentare i dati dell’Osservatorio Economia e Lavoro a cura di Ires Emilia Romagna. “Nel 2023 le previsioni elaborate su dati Istat dicono che la crescita sarà di poco superiora allo zero, se leghiamo questo dato con un’inflazione a doppia cifra abbiamo serie preoccupazione in termini di prospettiva”  ha anticipato Bussacchini. Nel rapporto si analizza anche il Reddito di cittadinanza. “A Piacenza le famiglie che lo hanno chiesto sono il 2,2%, in Regione il 2,7, in Italia la media è del il 6,7%. Qui la media del RdC è di 464 euro a famiglia al mese, e un quinto di queste ha disabili nel nucleo familiare. Bisogna smetterla di prendere di mira ideologicamente questo strumento dicendo che le persone non hanno voglia di lavorare. Si usino strumenti più efficaci di politiche attive del lavoro, siamo di fronte a situazione di reale bisogno”.

 

RIFIUTI DALLA LIGURIA: ECCO COSA SI LEGGE NELLA DELIBERA REGIONALE DEL 19 DICEMBRE

Il conferimento dei rifiuti dalla Liguria al termovalorizzatore di Piacenza continua a far discutere, anche dopo che l’assessora all’Ambiente Serena Groppelli ha cercato di smorzare le polemiche definendole “semplicistiche e strumentali”.

L’assessora precisa che l’amministrazione comunale “non ha potere autorizzativo o di veto” per rifiutarsi ad accogliere i rifiuti liguri. “Nessuna passiva accettazione, sudditanza politica o interesse economico” specifica Groppelli, “basti pensare al Patto per lo sviluppo siglato nel 2017 tra Emilia Romagna e Liguria, che stabilì lo smaltimento di 10 mila tonnellate di rifiuti equamente suddivise, nel 2018, tra Parma e Piacenza, o al più recente
accordo tecnico-attuativo tra le due Regioni il cui schema è stato approvato nel 2020 per arrivare alla sottoscrizione nel 2021”.

L’assessora Groppelli pone l’attenzione sulla collaborazione reciproca in materia di infrastrutture e politiche ambientali. Questo si traduce, spiega “nel poter fruire, come è avvenuto nei mesi estivi, del rilascio aggiuntivo di risorse
idriche dalla diga del Brugneto in un periodo di gravissima siccità nelle nostre campagne. Posso confermare sin d’ora che questa Amministrazione avrà la massima attenzione affinché il criterio della reciprocità venga fatto valere sempre, con rigore e con risultati concreti”.

La delibera di giunta regionale datata 19 dicembre 2022, presieduta dal presidente Bonaccini, ha come oggetto Disposizione per la gestione emergenziale e temporanea dei rifiuti urbani prodotti in regione Liguria in impianti presenti in Emilia Romagna nelle more dell’approvazione dell’accordo tecnico attuativo previsto dalla DGR 307/2020. 

A pagina 3 del documento c’è il riferimento al Comune di Piacenza: rilevato che da un primo esame della situazione degli impianti presenti in Regione Emilia-Romagna, i rifiuti liguri potrebbero essere conferiti all’impianto di termovalorizzazione di Piacenza di Iren Ambiente S.p.A. nel rispetto del
principio comunitario di prossimità dal momento che tale impianto risulta in una provincia di confine con la Regione Liguria. 

Poco sotto si fa chiaramente cenno all’assenso dell’amministrazione al conferimento dei rifiuti con queste parole Acquisito per le vie brevi l’assenso dell’Amministrazione comunale sede dell’impianto di termovalorizzazione che, nel quadro di condivisione dell’esigenza di collaborazione interistituzionale, si è resa disponibile all’accoglimento della richiesta nei termini di cui in seguito;
Verificato per le vie brevi che la capacità di trattamento dell’impianto di Iren Ambiente S.p.A., tenuto conto dei flussi già pianificati e dei contratti già
sottoscritti, risulta consentire l’ingresso di 7.000 t di rifiuti urbani dalla Regione Liguria per il periodo compreso tra il 01/01/2023 e il 31/12/2023.

Si parla esplicitamente di “assenso” dell’amministrazione comunale di Piacenza ad accogliere la richiesta di conferimento. Semplicemente da un punto di vista linguistico, se si parla di “assenso” è implicito che poteva anche essere contemplata la possibilità di un dissenso, altrimenti si sarebbe parlato di “presa d’atto”? Perché allora l’assessora, nella nota diffusa alla stampa, scrive che il Comune “non ha potere autorizzativo o di veto”?

Le parole hanno un peso e un significato preciso. Non si vuole mettere i puntini sulle I, si cerca solo di fare chiarezza per i piacentini.

RIFIUTI DALLA LIGURIA, ASSESSORA GROPPELLI: “ACCUSE STRUMENTALI, NON SI PUO’ RAGIONARE IN UN’OTTICA CAMPANILISTICA”

Dopo numerose sollecitazioni arrivata sia dal mondo ambientalista che da quello politico, l’assessora all’Ambiente ha ritenuto doveroso fare alcune precisazioni in merito al conferimento dei rifiuti liguri al termovalorizzatore di Piacenza, dal momento che questo passaggio è mancato nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale.

“Come gran parte dei colleghi che siedono in Consiglio dovrebbero
sapere – scrive l’assessora Serena Groppelli – per la loro pregressa esperienza in alcuni casi anche come assessori, non solo l’accordo tra Emilia Romagna e Liguria che sovrintende a questa operazione non è una novità dell’ultima ora, ma l’Amministrazione comunale non ha potere autorizzativo o di veto a riguardo”.

Nella nota l’assessora fa riferimento al Patto per lo sviluppo siglato tra Emilia Romagna e Liguria nel 2017 nel segno della reciproca collaborazione in materia ambientale e di infrastrutture. “Spiace constatare – aggiunge l’assessora Groppelli – che ci sia chi si limita ad accuse semplicistiche o strumentali di connivenza e passiva accettazione per sudditanza politica
o interesse economico, a fronte dell’emergenza in un territorio confinante che è già stata affrontata e gestita, allo stesso modo, negli anni scorsi. Pensiamo al Patto per lo sviluppo siglato nel 2017 tra Emilia Romagna e Liguria, che stabilì lo smaltimento di 10 mila tonnellate di rifiuti equamente suddivise, nel 2018, tra Parma e Piacenza, o al più recente accordo tecnico-attuativo tra le due Regioni il cui schema è stato approvato nel 2020 per arrivare alla sottoscrizione nel 2021. C’è, in quel documento, una locuzione chiave:
collaborazione reciproca in materia di infrastrutture e politiche ambientali. Il che significa poter fruire, come è avvenuto nei mesi estivi, del rilascio aggiuntivo di risorse idriche dalla diga del Brugneto in un periodo di gravissima siccità nelle nostre campagne.
Posso confermare sin d’ora che questa Amministrazione avrà la massima attenzione affinché il criterio della reciprocità venga fatto valere sempre, con rigore e con risultati concreti”.

“Al di là del fatto che le 7000 tonnellate in arrivo a Piacenza – rimarca Serena Groppelli – rappresentano una minima parte delle 200 mila che, complessivamente, la Liguria distribuirà negli impianti limitrofi, penso sia profondamente sbagliato guardare alla drammatica crisi ambientale del nostro tempo in un’ottica campanilista: quella per la tutela dell’ecosistema è una battaglia che si può e si deve combattere insieme, non solo a livello provinciale ma in una prospettiva di impegno congiunto e condiviso ad ampio
raggio territoriale. E’ un principio non di solidarietà, ma di responsabilità collettiva, sotteso anche ai più importanti accordi internazionali per la salvaguardia del Pianeta: credo che la consapevolezza e l’impegno per l’ambiente non ci porterebbero mai a dire che lo scioglimento dei ghiacciai o l’innalzamento del livello del mare non ci riguarda, solo perché nel nostro territorio non ci sono né gli uni né l’altro. Auspico che, a maggior ragione su problemi prioritari e urgenti come quelli ambientali, ci si possa confrontare
sempre sul merito e sui contenuti, senza ridurre la dialettica politica al solo gusto della polemica fine a sé stessa”.

 

 

RABUFFI SUL BRACCIO DI FERRO IN CONSIGLIO COMUNALE: “UNA BRUTTA PAGINA DI POLITICA”

“E’ stata una bruttissima pagina di politica, un braccio di ferro inutile, a rimetterci sono i cittadini”. Così il consigliere di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi definisce l’ultima seduta di consiglio comunale che si è protratta fino a mezzanotte. All’ordine del giorno la modifica del regolamento della Tari, la tariffa dei rifiuti. Dei 48 emendamenti presentati dall’opposizione, nessuno è stato approvato. Ecco come è andata.

LA GIUNTA APPROVA IL RIAVVIO DELLA TRATTATIVA ECONOMICA SU PIAZZA CITTADELLA

Su piazza Cittadella la giunta conferma la persistenza dell’interesse pubblico e riavvia il Tavolo tecnico sul Piano economico-finanziario. E’ quanto deciso nella seduta odierna che, di fatto, riprende l’iter avviato e interrotto negli anni scorsi sulla riqualificazione di piazza Cittadella.

“Un atto doveroso sotto il profilo della regolarità amministrativa e degli adempimenti normativi che il Comune è chiamato a rispettare, a fronte dell’acconto sul canone minimo garantito per il 2020 e per il 2021 versato in questi giorni dalla ditta concessionaria del servizio”, è il pensiero della sindaca Tarasconi.

Un iter che dovrà essere completato entro 90 giorni dall’avvio del Tavolo tecnico e che, sottolinea la sindaca, “rappresenta un procedimento dal quale, per correttezza e trasparenza, non potevamo esimerci, innanzitutto per evitare pesanti contenziosi a carico del Comune. A maggior ragione tenendo conto del richiamo indirizzato da Anac all’Amministrazione nell’ottobre 2020, in cui si segnalavano ritardi (imputabili a entrambe le parti in causa) nella gestione del rapporto contrattuale”. Aggiunge Tarasconi: “Si conferma l’interesse pubblico dell’infrastruttura, in una zona in cui la carenza di posti auto costituisce storicamente una criticità, destinata peraltro ad aumentare, in prospettiva, con i nuovi plessi scolastici che troveranno sede nell’ex Laboratorio Pontieri, la ricollocazione del mercato rionale di piazza Casali e la crescente valorizzazione delle attività museali interne a Palazzo Farnese. Negli ultimi anni, inoltre, si sono concentrate in quest’area nuove funzioni e servizi, dal Laboratorio Aperto nel complesso del Carmine al previsto insediamento degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, che determinano un’alta richiesta di spazi di sosta a rotazione”.

Nel formalizzare la ripresa dei lavori del Tavolo tecnico mirato a definire un’ipotesi condivisa di riequilibrio economico finanziario – sia per quanto concerne i canoni concessori, sia in merito alla durata – la delibera approvata stamani ripercorre le diverse fasi di un percorso ultradecennale, iniziato nel 2012 con la sottoscrizione, di fronte al notaio Giuseppe Rocca, del contratto tra il Comune di Piacenza e la Società Piacenza Parcheggi, con validità per 27 anni dal 1° gennaio 2013.

Concluso, nell’agosto 2016, l’iter della Conferenza dei servizi, è del 24 marzo 2017 l’approvazione della progettazione definitiva della costruzione del parcheggio interrato e della riqualificazione di piazza Cittadella, con il relativo quadro economico per l’importo di 10.186.217,51 euro. Porta la data del 16 novembre 2018, invece, la delibera con cui la Giunta retta da Patrizia Barbieri ha approvato il Masterplan con le indicazioni di sviluppo relative al comparto piazza Cittadella, piazza Casali e Laboratorio Pontieri, mentre risale a 13 luglio 2020 l’istituzione del Tavolo tecnico richiesto dal concessionario a seguito dell’emergenza pandemica, per la procedura di revisione consensuale dell’equilibrio economico-finanziario per quello stesso anno: l’ultima seduta si è tenuta il 30 aprile 2021, ma in attesa della valutazione di pubblico interesse non ne sono stati formalmente approvati gli esiti.

Il 7 settembre 2020, l’approvazione del progetto esecutivo per il parcheggio pubblico interrato in piazza Cittadella, scevro però dagli elaborati economici e, di conseguenza, senza procedere alla consegna delle aree necessarie alla realizzazione dell’intervento. Di qui la delibera Anac del 14 ottobre 2020, che dà inizio al monitoraggio sull’esecuzione della concessione, con obbligo, per il Comune di Piacenza, di rendicontare l’andamento dei lavori entro il 31 gennaio di ogni anno, sino all’avvio della gestione del parcheggio interrato.

“Riavviare la trattativa economica – spiega Katia Tarasconi – è necessario proprio perché, rispetto alle condizioni di partenza in cui venne sottoscritto il contratto, ci sono stati in questi anni cambiamenti profondi, che non possono essere ignorati. Solo al termine del confronto con il concessionario, quando anche il quadro finanziario sarà definito, potremo esprimere una valutazione complessiva sul progetto, senza ulteriori rinvii che a nulla sono serviti, in questi anni, se non a creare una situazione di stallo che ha di fatto impedito di concretizzare qualsiasi proposta di rivitalizzazione di piazza Cittadella e del comparto Nord tra il centro storico e il Po”.

LEGAMBIENTE: “ANCORA RIFIUTI DALLA LIGURIA, E’ OLTRE IL LIMITE ACCETTABILE”

Una centrale termoelettrica, un cementificio a pochi passi e due autostrade tra le più trafficate d’Italia, A1 e A21. In questo triangolo nefasto si inserisce l’inceneritore, per completare l’opera, verrebbe da dire. Impianto che accoglierà 7mila tonnellate di rifiuti dalla vicina Liguria, non perché si trova in una condizione emergenziale o di calamità naturale ma perché non arriva ad percentuale sufficienti di raccolta differenziata. Per altro non è la prima volta che Piacenza va in soccorso: già nel 2015 e nel 2018.

Eppure la nostra città è messa parecchio male dal punto di vista della qualità dell’aria; lo dicono i dati Arpae e anche i medici dell’ospedale. Secondo Legambiente questa situazione è oltre il limite dell’accettabile. Anche per questo ha chiesto alla Provincia uno studio di valutazione sull’impatto ambientale cumulativo.

APP: RIFIUTI DA GENOVA? NO, ABBIAMO GIA’ DATO

Rifiuti dalla Liguria? Anche no, abbiamo già dato. Così Alternativa per Piacenza reagisce alla notizia del conferimento di 7mial tonnellate di rifiuti che da Genova verranno destinati all’inceneritore di Piacenza. Quello che sorprende, prosegue la nota a firma di ApP, è il silenzio di sindaca e assessore all’ambiente durante l’ultima seduta di consiglio dove si stava proprio discutendo del regolamento sulla Tari.
Ecco la nota
La notizia del conferimento di 7.000 tonnellate di rifiuti da Genova all’inceneritore di Piacenza lascia davvero interdetti, soprattutto considerando la situazione assolutamente emergenziale del territorio di Piacenza in rapporto alla pessima qualità dell’aria e all’incidenza sulla salute dei cittadini. 
Intendiamoci, siamo favorevoli alla solidarietà in casi eccezionali, quando un territorio è colpito da una calamità estrema e imprevedibile, ma non quando una città come Genova viaggia con quote di raccolta differenziata intorno al 35%, ai minimi nel nord Italia.
Secondo i dati ARPAE nel 2021 sono stati registrati 37 sforamenti di polveri sottili PM10 nella centralina di Montecucco, 45 sforamenti in via Giordani, 51 sforamenti a Gerbido. 
Non a caso nel novembre 2020 la Corte di Giustizia Europea ha pronunciato la sentenza contro l’Italia (e l’Emilia Romagna) per la violazione della Direttiva 2008/50  in materia di qualità dell’aria, con riferimento specifico proprio al particolato PM10. Per questo il PAIR (Piano Aria Integrato Regionale) del 2017 si era posto come obiettivo una riduzione delle polveri sottili del 37% entro il 2020, obiettivo ampiamente disatteso.
L’inceneritore di Piacenza è collocato all’interno di un triangolo nefasto, rappresentato dalla centrale termoelettrica, da un cementificio e dall’incrocio di due fra le più transitate autostrade italiane: A1 e A21. Non bastasse, convive con uno dei poli logistici più trafficati d’Italia, in massima parte basato sul trasporto su gomma, che sarà tra l’altro a breve implementato dai capannoni in fase di costruzione in località Granella e a Roncaglia, con decine di baie di carico supplementari e migliaia di camion ulteriori. 
A due passi da Roncaglia, si è appena autorizzato l’aumento di produzione del trattamento di rifiuti legnosi (da 495.000 a 780.000 t/anno), con successiva approvazione di apposita variante urbanistica per gestire altro traffico pesante. Il tutto, come più volte sottolineato dai nostri consiglieri comunali, con la scelta del Comune di Piacenza di non partecipare alla Conferenza dei Servizi in cui si è trattata la questione.
Per questo motivo ApP ha recentemente chiesto alla Presidente della Provincia Monica Patelli di farsi promotrice presso la Regione di uno studio mirato sull’impatto del complesso dei fattori di rischio per la qualità dell’aria e conseguentemente per la salute dei cittadini, al fine di valutare le misure compensative necessarie e per condizionare la pianificazione territoriale futura.
La notizia dei rifiuti da Genova è per queste ragioni davvero spiazzante e frutto – a nostro avviso –  di una insufficiente consapevolezza, tutta giocata sulla pelle dei cittadini, purtroppo non in senso figurato, questa volta. 
Come valutare, se non assoluta mancanza di rispetto verso il Consiglio comunale, l’incredibile silenzio di Sindaco e assessore all’ambiente, che martedì pomeriggio si sono ben guardate dal rendere partecipi i presenti del benestare dato dal Comune all’operazione, nonostante in aula si stesse parlando, guarda caso, proprio di regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti?
Dal canto nostro non smetteremo di gridare che è ora di finirla di dare un prezzo alla salute delle persone! Lasciamo perdere i 20 euro a tonnellata di compensazione!
Tutte le classifiche sulla qualità dell’aria ci collocano fra gli ultimi posti in Europa: abbiamo bisogno di invertire la china, non di insistere nella direzione sbagliata, limitandoci alle solite scuse e a parole di circostanza utili solo a gettare fumo simbolico negli occhi, mentre quello vero ci avvelena sempre più i polmoni.

CITTA’ DELL’ANNO 2022? SECONDO LA RIVISTA ARTRIBUNE, PIACENZA

Piacenza è considerata dalla rivista Artribune città dell’anno per il contemporaneo. “Grandi progetti diffusi e rinnovamenti in ottica contemporaneista, senza mai dimenticare la propria dimensione territoriale”. Con queste motivazioni, la prestigiosa rivista ha inserito nella rubrica Best of di fine anno anche Piacenza.

In particolare vengono citati i progetti di “XNL Aperto, manifestazione annuale e diffusa di arte contemporanea che ha portato i visitatori a sperimentare una nuova fruizione del territorio non solo urbano ma anche rurale attraverso l’arte, ampliando pubblico e accessibilità. L’itinerario si è snodato tra il piacentino e il centro storico della città, tra spazi culturali nuovi – come il centro culturale XNL Piacenza Contemporanea, l’ex struttura industriale da cui la manifestazione è gemmata, o la chiesa sconsacrata e recuperata che oggi ospita gli spazi di Volumnia – e vecchi, come la grande Galleria Ricci Oddi“.

“Proprio quest’ultima – si legge su Artribune – sta andando sempre più ad arricchire l’offerta culturale cittadina, motivo per cui ha chiamato a raccolta figure giovani e preparate per occupare nuove posizioni nel CdA, presidenza inclusa, e alla direzione, orientandosi verso un universo museale sempre più aggiornato, moderno e didattico”.

FIACCOLATA DI SOLIDARIETA’ PER L’IRAN “ABBIAMO BISOGNO DEL SOSTEGNO DELLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE”

“Non solo le donne, ma anche gli uomini e i bambini dell’Iran stanno soffrendo e sono le vittime di questa situazione”. Così Elaheh Fereidooni, giovane architetto attivista iraniana in Italia da sei anni, ha partecipato alla fiaccolata di mobilitazione organizzata a Piacenza in favore delle popolazione iraniana violata nei diritti umani.

La fiaccolata, partita dai giardini Margherita e arrivata in piazza Mercanti, ha avuto un’ottima partecipazione. Il comitato organizzativo “Donna, Vita, Libertà” di Piacenza ha ribadito l’appello rivolto al governo italiano.

“MERCATO COPERTO ALLE EX SCUDERIE”. ARRIVATO L’OK DAL DEMANIO. RESTA BOLLENTE LA QUESTIONE PIAZZA CITTADELLA

L’ok è arrivato dal Demanio: il mercato coperto si trasferirà nelle scuderie di Maria Luigia. Lo ha annunciato la stessa sindaca Katia Tarasconi nel corso dell’incontro augurale con la stampa. L’acquisizione delle scuderie è un pezzo di quel grande puzzle di cui fa parte piazza Cittadella e, più in generale, tutta l’area nord della città. Uno dei dossier più bollenti che la nuova amministrazione si è trovata a dove gestire; “una situazione molto complicata” l’ha definita la stessa sindaca, una matassa che deve in qualche modo sbrogliarsi, fermo restando, se ce ne saranno ancora le condizioni, di costruire un parcheggio da 250 posto auto.

Poi la parola è passata aglio assessori che, in un video, hanno descritto come verranno utilizzati i fondi del PNRR che arriveranno a Piacenza. Tra gli annuncio della giunta, la vicina pedonalizzazione di piazza Cavalli e l’intenzione di procedere nelle stessa direzione anche con piazza Duomo, oltre che il lancio della campagna di comunicazione sul decoro Urbano.