UN’ALTRA GIORNATA DRAMMATICA PER PIACENZA CON 27 DECESSI. VENTURI “DIMINUISCONO I RICOVERI ALLE TERAPIE INTENSIVE”

Un’altra giornata drammatica per Piacenza che segna ancora 27 decessi nelle ultime 24 ore. I nuovi contagi arrivano a 1575, 147 in più rispetto a ieri. A livello regionale le morti passano da 531 a 640: 109, quindi, quelli nuovi, di cui 36 donne e 73 uomini.

I casi di positività sono in Emilia Romagna sono in tutto 5968, 754 in più rispetto a ieri.

I campioni refertati passano da 18.344 a 20.753 i campioni, 2.409 test in più effettuati rispetto a ieri.
Complessivamente, sono 2.491 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 267 (7 in più rispetto a ieri). “I casi gravi sono minori rispetto ai giorni scorsi – ha commentato Venturi – lo di vedere dai dati degli accessi alle terapie intensive. Speriamo che la tendenza venga confermata”.

E salgono a 239 (62 in più rispetto alle 177 di ieri) le guarigioni, 219 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite” e 20 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

3.124 sono i posti letto aggiuntivi già allestiti, 101 in più di ieri: 2.707 ordinari e 417 di terapia intensiva.

“Tra la fine della settimana e l’inizio della prossima capiremo se stiamo raggiungendo il picco, con il massimo sforzo da parte dei sanitari e la nostra collaborazione ad evitare ogni contatto sociale”.

L’ECATOMBE DI PIACENZA: 29 NUOVI DECESSI IN UN GIORNO

E’ una nuova ecatombe: i numeri dei decessi si alzano ancora, 29 in un giorno solo a Piacenza. In Emilia Romagna 70 nelle ultime 24 ore, per un totale di 531. Un numero altissimo che continua a far preoccupare come se al peggio non ci fosse una fine. I contagiati da Covid 19 a Piacenza arrivano a 1428 con un incremento di 88 nuove positività rispetto a ieri. Un incremento minore rispetto a ieri, quando la crescita era di 136 casi in più.

In Emilia-Romagna sono complessivamente 5.214 i casi di positività al Coronavirus, 689 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Complessivamente, sono 2.196 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 260 (13 in più rispetto a ieri). Crescono anche le guarigioni: 177 (ieri erano 152) le guarigioni, 158 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite” e 19 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

I posti letto ammontano a 3023, di cui 2603 ordinari, il resto riservati alla terapia intensiva. Entro domenica sarà pronto l’ospedale da campo all’Arsanale con 40 posti letto.

Il commissario regionale all’emergenza Codiv 19 Sergio Venturi ci ha tenuto a sottolineare l’importanza di aver raddoppiato i circuiti dei ventilatori: “grazie al dott. Ranieri, direttore dell’unità operativa di anestesia di Bologna, siamo riusciti a collegare ad un ventilatore due circuiti di respiratori e di raddoppiare così il numero dei pazienti che ne possono usufruire. La sperimentazione arriverà nei prossimi giorni a Piacenza e Parma”.

I sindaci della provincia di Piacenza e il prefetto hanno manifestato con estrema dignità la forte preoccupazione per l’intero territorio, “c’è da parte della regione la massima collaborazione ad accogliere i pazienti da Piacenza, a fornire medici aggiuntivi e personale infermieristico” ha detto Venturi.

Non è detto che non vengano prese misure ancora più stringenti per evitare il contatto sociale soprattutto in termini di mobilità; già il presidente Bonaccini ha vietato di allontanarsi da casa a piedi, oltre 5 chilometri. “Non posso credere che ci si renda conto a cosa si può andare incontro” ha concluso Venturi.

 

ANNULLATA LA PLACENTIA HALF MARATHON

“E’ stata una scelta difficile, ma giusta. Grazie agli organizzatori per il senso di responsabilità”. La ha detto il sindaco Barbieri nel commentare la decisione di annullare l’edizione 2020 della mezza maratona di Piacenza da parte degli organizzatori.

“Celebrare, tra qualche settimana, la 25° edizione, avrebbe significato molto per ciascuno di loro e per la città, ma gli organizzatori hanno anteposto a ogni altra considerazione il senso di responsabilità cui tutti siamo chiamati in questa fase di emergenza; per questo vorrei ringraziarli, nella consapevolezza di quanto possa essere stata dolorosa questa scelta”.

“Nelle loro motivazioni – aggiunge il sindaco – ricorrono parole importanti: il rispetto, la necessità di fare ciascuno la propria parte, la riconoscenza e la gratitudine nei confronti di tutti coloro che oggi sono in prima linea nella battaglia per proteggere la salute delle persone. Credo che le loro riflessioni esprimano bene ciò che rende speciale, da ormai 25 anni, la Placentia Half Marathon, che da sempre rappresenta molto di più di una competizione podistica. E’ un evento che vive nella città e con la città, è partecipazione e coinvolgimento, è occasione di gioia e di condivisione. Per questa ragione, non posso che accogliere con entusiasmo la loro proposta di organizzare, quando finalmente avremo superato e risolto le gravi criticità che oggi stiamo affrontando, una festa che sia mossa dagli stessi ideali, dalla stessa volontà di stare insieme e di onorare, come merita, la bellezza di poterlo fare senza preoccupazioni, senza vincoli, senza mettere a repentaglio la sicurezza di chi è più fragile”.

A PIACENZA SI CONTANO 12 MORTI. PIU’ DI 1300 I CONTAGI. VENTURI “E’ DA PIACENZA CHE AVVERRA’ LA RIPARTENZA”

Ancore 12 persone che  non ce l’hanno fatta, uccise dal virus più insidioso e pericoloso di sempre. A Piacenza oggi si registra un numero più basso di decessi rispetto a ieri, ma si tratta pur sempre di morti; persone strappate all’affetto delle proprie famiglie senza neppure aver avuto la possibilità dell’ultimo saluto, un dramma nel dramma.

Proprio per questo il commissario all’emergenza Coronavirus Sergio Venturi nella giornaliera diretta su Facebook ha riservato un momento particolare proprio a Piacenza: “Tutta l’Emilia Romagna uscirà da questa emergenza ripartendo proprio da lì, è da Piacenza che ripartiremo più forti di prima. Non è troppo tardi per avere comportamenti di isolamento sociale, anche i più banali comportamenti sono importanti. Tenete duro- rivolgendosi ai piacentini – teniamo duro, mostrate i muscoli, perché ce la potete fare. Ora il decremento non c’è ancora, non lo vediamo, ma quando comincerà, partirà proprio da lì”.

In Emilia salgono a 465 i decessi totali e si riferiscono a persone che si sono ammalate prima delle misure restrittive emesse dal Governo.

Sono 4525 i contagiati in Emilia, 525 in più rispetto a ieri, un aumento costante che corrisponde circa al 13%. “Una percentuale che non ci soddisfa – ha detto Venturi – perché dimostra che il picco non è ancora arrivato. Prima questo si verifica, prima comincerà la fase discendente”. Di questi positivi, 1735 sono in isolamento nelle proprie abitazione con sintomi lievi o asintomatici; 247 invece sono ricoverati in terapia intensiva.
Le guarigioni sono 152 (34 in più rispetto a ieri).

Dai prossimi giorni sarà potenziato il rilevamento dei tamponi differenziandosi da area ad area, partendo dagli operatori sanitari in servizio. Questo porterà ad effettuare 5100 tamponi al giorno, più del doppio rispetto ad oggi.

I posti letto in regione sono 2690, 187 i volontari attivi ad oggi per un totale di 1600.

Publiée par Regione Emilia-Romagna sur Mercredi 18 mars 2020

CIFRE ANCORA DA BRIVIDI: 26 DECESSI IN UN GIORNO A PIACENZA. VENTURI “POTENZIEREMO I TAMPONI IN TUTTA LA REGIONE ANCHE PER GLI ASINTOMATICI”

Il drammatico bollettino dei decessi non lascia tregua a Piacenza, dove si contano 26 morti nelle ultime 24 ore. Una crescita ha sottolineato il commissario ad acta Sergio Venturi che rappresenta la realtà di 15 giorni fa, non quella odierna. “Oggi raccontiamo il passato, non il futuro. I casi di decessi fanno riferimento ai contagi di una quindicina di giorni fa. I risultati della stretta potremo averli tra una settimana – dieci giorni”. 

I positivi tra Piacenza e provincia salgono a 1204, 131 in più rispetto a ieri: una crescita dovuta anche al recupero di numerosi tamponi arretrati che da qualche giorno vengono analizzati direttamente dal laboratorio dell’ospedale di Piacenza. 

“Verranno potenziati i tamponi in tutta la regione – ha annunciato Venturi – – un piano di potenziamento dell’attività per la ricerca dei positivi e degli asintomatici. Verranno estesi a tutti i dipendenti e ai convenzionati al sistema sanitario nazionale. Si tratta di un piano più complessivo di ricerca del virus”.  Un’altra notizia positiva che arriva dalla collaborazione con la regione Lombardia è la possibilità di abbinare due o quattro persone ad un solo ventilatore in modo da potervi accedere un numero più alto di pazienti. 

In tutta l’Emilia Romagna si registrano 4000 contagi di cui 1446 sono in isolamento nella propria abitazione; 223 quelle ricoverate in terapia intensiva; salgono a 134 le guarigioni. I decessi salgono a 396: 50 quelli nuovi, 26 delle quali registrate nella provincia di Piacenza. 

Crescono i posti letto: 2480 sono quelli aggiuntivi in regione, 218 in più di ieri: 2.111 ordinari e 369 di terapia intensiva. A Piacenza si contano 606 posti letto aggiuntivi (di cui 40 per la terapia intensiva). Confermato da Venturi la  creazione di un ospedale di campo a Piacenza, per cui sono in corso i contatti con l’Esercito. 

 

ORDINI DEI MEDICI REGIONALI: “MANCANO I PRESIDI DI PROTEZIONE PER I NOSTRI MEDICI, LA REGIONE NON MINIMIZZI IL PROBLEMA”

I medici dell’Emilia Romagna scrivono all’assessore Donini, preoccupati per l’evolversi della pandemia Coronavirus e per il numero sempre crescente di operatori sanitari contagiati nella nostra Regione. A oggi agli ordini regionali dei medici non è stato comunicato da parte della regione e dell’assessorato alla Sanità il numero dei medici contagiati o posti in quarantena, né è stato comunicato il numero degli altri operatori sanitari infettati in occasione di lavoro.

“Per motivi che a noi sfuggono – si legge nella lettera invita all’assessore – sembra ci sia una “logica” di minimizzare il problema, quando invece il problema c’è ed è molto sentito da parte di chi è in prima linea contro il coronavirus. Il personale medico e sanitario in generale sta dando una grande prova di professionalità, che va oltre il
dettato deontologico, con spirito di abnegazione e sacrificio. Sacrificio che non deve però arrivare all’eroismo o peggio ancora al rischio per la propria integrità psico-
fisica”.

Ciò che viene lamentato dai medici è la carenza di misure di prevenzione/protezione della salute degli operatori sanitari, fondamentale per poter svolgere il sicurezza il lavoro in corsia. “Infatti, l’adeguata applicazione di tali misure può limitare la trasmissione e la circolazione del coronavirus permettendo quindi di mantenere i servizi sanitari “efficienti”, anche in situazioni di emergenza.
Ad oggi abbiamo notizie, ma i dati ufficiali li attendiamo dal competente assessorato alla Sanità, che molti operatori sanitari sono infettati o posti in quarantena, e questo impone una riflessione seria sul fatto che ci sia stato qualcosa che non ha funzionato nella protezione personale. E’ nostro dovere sottolineare che la buona organizzazione del lavoro, la chiarezza dei ruoli, il rispetto delle procedure, accompagnati da una corretta comunicazione, informazione e formazione, rappresentano misure
di prevenzione collettiva. Al singolo operatore sanitario che opera in situazioni che prevedono il contatto con casi sospetti o confermati di COVID 19, alle misure collettive deve essere affiancato l’uso di idonei dispositivi di protezione individuale. Riteniamo illogico proteggere poco il personale sanitario esistente ed esperto e poi fare bandi di assunzione urgente di nuovo personale inesperto e da formare.

A confermare le richieste dei medici c’è anche l’INAIL che, in un documento, ritiene che il personale sanitario dovrà essere dotato di filtranti respiratori FFP2, protezione facciale/occhiali protettivi, camice impermeabile a maniche lunghe e guanti.

“Il Personale medico, ospedaliero, della medicina generale e dell’urgenza emergenza territoriale comprendendo tutti coloro che a vario titolo vi concorrono, in questa emergenza sanitaria ha un forte sovraccarico di lavoro e di stress e non deve preoccuparsi, sopra ogni limite accettabile, di rischiare di ammalarsi. In questa grave situazione bisogna fare di tutto per ridurre la probabilità di burn-out degli operatori”. Le prime avvisaglie sono di malessere e malumore tra i medici perché hanno la percezione di non essere adeguatamente protetti dalla infezione.

Tra le richieste che gli Ordini dei Medici-chirurghi e Odontoiatri della Emilia Romagna chiedono all’assessorato alla Sanità di comunicare ai medici, pediatri, il nominativo dei pazienti affetti da Covid 19 in modo da poter mettere in atto tutte le protezioni necessarie; dotazione dei dispositivi di protezione individuale adeguati; esecuzione dei tamponi a tutti i medici che sono venuti a contatto con pazienti positivi al virus; comunicare agli Ordini il numero dei medici contagiati o in quarantena.

E’ MORTO DON GIORGIO BOSINI, FONDATORE DE LA RICERCA. IL SINDACO “I FRUTTI DEL SUO LAVORO CONTINUERANNO A GERMOGLIARE”

Se n’è andato, nelle prime ore di questa mattina Don Giorgio Bosini, insegnante di religione, assistente diocesano dell’Azione Cattolica ragazzi, direttore della Caritas diocesana, fondatore e direttore del CEIS e dell’Associazione “La Ricerca”, direttore spirituale al Collegio Alberoni, direttore dell’Istituto Madonna della Bomba, economo della Diocesi. Nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza “Antonino d’oro” per i numerosi servizi alla Chiesa diocesana e alla comunità civile. Nel 2014 si era ritirato dalle attività per motivi di salute. 

Mons. Vescovo e tutta la comunità diocesana, ricordando il grande servizio che don Giorgio ha svolto, esprimono il proprio cordoglio a tutti i famigliari e parenti. La sepoltura avverrà in forma privata, in ossequio delle norme di sicurezza.

“Con la scomparsa di don Giorgio Bosini – sottolinea il sindaco Patrizia Barbieri – Piacenza perde una figura straordinaria non solo per la grande opera di solidarietà e assistenza di cui è stato fautore sul nostro territorio, ma anche per la sua capacità di rappresentare, con la semplicità che lo contraddistingueva, un esempio autentico di generosità, amore per il prossimo e vicinanza a chiunque avesse bisogno di aiuto, ponendosi come punto di riferimento per la nostra Chiesa e per il mondo del volontariato”. Attraverso l’associazione La Ricerca, di cui è stato fondatore, guida e costante ispiratore – prosegue il sindaco Barbieri – don Bosini ha teso la mano e restituito la speranza nel futuro a tantissimi giovani e famiglie in difficoltà. Con lungimiranza e determinazione, ha sempre fatto sentire la propria voce per promuovere la cultura della prevenzione, contribuendo a valorizzare l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e terzo settore. Nell’esprimere, oggi, il cordoglio dell’Amministrazione comunale per la scomparsa di don Bosini – conclude il sindaco – ho però una certezza: i frutti del suo infaticabile lavoro continueranno a germogliare, perché hanno radici solide e profonde. Grazie, don Giorgio: oggi più che mai, la testimonianza di una vita spesa per gli altri può esserci di insegnamento”.

 

 

 

 

 

ANCORA 23 VITTIME A PIACENZA. VENTURI: “SE NON STATE A CASA IL SISTEMA SANITARIO RISCHIA IL COLLASSO”. A BREVE UN NUOVO OSPEDALE DA CAMPO

“Se non restate a casa rischiamo che il sistema sanitario non riesca a far fronte alle necessità delle prossime settimane. Se non state a casa, come vi raccomandiamo da giorni, si prenderanno provvedimenti più coercitivi. Nei prossimi dieci giorni ci metteremo in gioco il sistema sanitario nazionale”. Sono le parole risolute pronunciate dal commissario ad acta Sergio Venturi al termine della giornaliera diretta facebook dalla pagina della Regione.  “In tutta l’Emilia ci sono 197 ricoverati in terapia intensiva, 28 in più rispetto a ieri, non mettiamo a repentaglio la possibilità di essere curati nel modo adeguato”.

Un nuovo duro e risoluto appello a restare a casa, che questa volta suona molto più che un consiglio ma, giustamente, un obbligo. “Basta passeggiate, basta corse mattutine, se non lo volete fare per voi, fatelo per chi lavora h24 in condizioni non sempre di sicurezza, che si prodiga per curare i malati e non sempre ci riesce. State a casa perché non c’è più tempo”.

Sono 3522 i contagiati in regione, di cui oltre un terzo in isolamento domiciliare; a Piacenza sono saliti a 1073, più 54 rispetto a ieri, con un incremento del 5% in linea con i giorni scorsi. E poi ancora una volta il bollettino dei decessi, implacabile, come se fossimo in guerra. 23 i decessi a Piacenza, ancora una giornata drammatica, un dato altissimo che porta a 346 il totale dei morti in regione, 62 in più rispetto a ieri.

Tra le novità che riguardano la città, l’allestimento di un ospedale da campo con 18 posti letto di cui 3 di terapia intensiva e 15 ordinari, con una propria dotazione di personale medico e infermieristico. ” Piacenza potrà così contare su un totale di 565 posti letto, di cui 40 per terapia intensiva”.

BILL GATES NEL 2015: “PROSSIMA MINACCIA UN VIRUS ALTAMENTE CONTAGIOSO”

La prossima minaccia per l’umanità non sarà una guerra nucleare, ma un’influenza causata da un virus altamente contagioso. No missili, ma microbi. Lo aveva detto Bill Gates cinque anni fa, in uno degli incontri organizzati nel mondo da tedX. Non sarebbe più stata la guerra nucleare a dover preoccupare l’umanità intera, ma un virus microscopico che ucciderà 10 milioni di persone nei prossimi decenni. Nessuna esplosione, nessuno scoppio, ma un impercettibile ma devastante microrganismo capace di tenerci sotto scacco e di uccidere. No missili, ma microbi appunto. Diceva Bill Gates. A riascoltarlo oggi, ve lo consiglio, mette i brividi. Perché è esattamente quello che sta accadendo. Il motivo? Che si sono investite cifre da capogiro in deterrenti nucleari e pochissimo in un sistema che possa far fronte ad un’epidemia globale. Non siamo pronti per la prossima epidemia, lo disse cinque anni fa ed oggi, al tempo del covid 19 tutto questo è sconvolgente. Bill Gates non è un mago, non legge il futuro, non legge la sfera di cristallo, ma semplicemente osservò e studiò. Un virus, profetizzava,che potrebbe portate ad una perdita di oltre 3 milioni di dollari. Nel 2015 rifletteva sulla minaccia appena superata, l’ebola, confinata per la maggior parte nei paesi dell’Africa occidentale. Dopo quell’epidemia i paesi cosa hanno fatto per il futuro? Quali misure di prevenzione collettiva? Evidentemente nulla

Nel suo intervento lasciò una ricetta in tre punti, perché la realtà è diversa dai film di hollywood dove tutto finisce bene: investire collettivamente sulla ricerca rinforzando i sistemi sanitari dei paesi più deboli,organizzare un esercito di sanitari da mettere in campo all’insorgere della malattia e ripensare all’utilizzo delle grandi forze militari con i soldati impegnati in azioni di contenimento nelle zone dei focolai.

Non è tempo di polemica, ci mancherebbe, ma di riflessione serie e costruttiva prima che sia davvero troppo tardi. Nessuno si farà forte del “io l’avevo detto” ma almeno l’umiltà di ascoltare e di legiferare nel modo migliore, quello è dovuto.