DIMISSIONI VENEZIANI, SINDACA: “GLI CHIEDERÒ DI RIPENSARCI E RESTARE ALLA RICCI ODDI”

La prima cittadina interviene con una nota riguardo alle dimissione dalla presidenza della Ricci Oddi di Jacopo Veneziani. “Gli chiederò di ritirare le dimissioni, resto convinta che sia la persona giusta al posto giusto. In questo anno e mezzo si è dovuto occupare più di burocrazia che di arte”.

Ecco la nota

”Ho appreso solo questa mattina della decisione di Jacopo Veneziani di lasciare l’incarico di presidente della Galleria Ricci Oddi. Non ho ancora avuto l’occasione di confrontarmi con lui sulla scelta che ha preso e che per lui, conoscendo la passione che mette nel suo lavoro, dev’essere stata tutt’altro che semplice. Al momento non posso fare altro che prenderne atto con rammarico e con assoluto rispetto. Rammarico perché ero e sono tuttora convinta che un professionista dell’arte del calibro di Jacopo Veneziani avrebbe potuto e possa ancora dare un contributo determinante alla Ricci Oddi e, di riflesso, a tutta Piacenza. E’ mia intenzione chiedergli di ripensare alla sua decisione. E spero vivamente che lo faccia e che rimanga alla presidenza della Galleria. Comprendo la difficoltà di un incarico che, in questo anno e mezzo, ha portato Jacopo a doversi occupare più di complesse questioni burocratiche che di arte, della sua promozione e divulgazione, ovvero di ciò per cui è tra i più qualificati nel panorama nazionale. Questioni burocratiche tra le quali ad esempio il passaggio della Galleria a Fondazione, ma non solo, che hanno occupato la gran parte delle energie e del tempo del Consiglio d’amministrazione da quando Veneziani ha assunto la presidenza. In poche parole, il lavoro vero e proprio per il quale vedevo e vedo in lui la persona giusta al posto giusto doveva ancora iniziare. Ed è per questo che, lo ribadisco, gli chiederò di annullare le sue dimissioni”.

IN VIAGGIO PER IL MONDO IN BICICLETTA PER I DIRITTI UMANI DEL POPOLO SAHARAWI. SANNA E BENJAMIN VENERDI’ SARANNO A PIACENZA

Sono partiti il 15 maggio del 2022 da Gotenborg in Svezia e arriveranno nel Sahara occidentale l’anno prossimo. E’ il viaggio, in bicicletta, di Sanna Ghotbi e Benjamin Ladraa, due ciclisti svedesi difensori dei diritti umani. In sella alle bicilette, sono in viaggio per 30mila chilometri attraverso trenta paesi, per sensibilizzare le persone sulla questione del Sahara occidentale, l’ultima colonia dell’Africa.

Sanna e Benjamin, dialogano con governi, organizzazioni per i diritti umani, sportivi, docenti, studenti, giornalisti e cittadinanza di ogni paese che attraversano. Lo fanno pedalando da tre anni, instancabilmente, in giro per il mondo. Hanno già attraversato moltissimo paesi: dalla Svezia sono arrivati in Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Grecia, Turchia, Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Indonesia, Italia, Svizzera, Francia,
Andorre, Spagna, Portogallo, Algeria e Sahara Occidentale (arrivo previsto 2025).

Venerdì 22 marzo arriveranno anche a Piacenza per raccontare alla città la loro missione umanitaria: alle 21 presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano dove, in collegamento, interverrà anche Fatima Mahafud, rappresentante del fronte Polisario in Italia. Saranno in città anche sabato 23 marzo, alla Coop Infrangibile, a partire dalle 18.

Il 15 maggio 2022 sono saliti in sella con un obiettivo ben chiaro: gettare luce sul Sahara Occidentale occupato, l’ultima colonia africana. Il territorio è occupato illegalmente dal Marocco dal 1975 e i nativi saharawi stanno tuttora aspettando un referendum che darebbe loro l’indipendenza dal Marocco. Il quesito referendario è stato loro promesso dall’ONU e dal Marocco nel lontano 1991, ma ad oggi ancora non si è svolto.

Secondo l’ONU il Sahara Occidentale è la più grande colonia del mondo rimanente e, tuttavia, molti cittadini dei diciannove paesi visitati finora dai ciclisti non ne avevano mai sentito parlare fino all’arrivo di Sanna e Benjamin. Circa 200.000 saharawi vivono nei campi profughi in Algeria.

“Abbiamo parlato con famiglie in pena costante per i loro parenti incarcerati ingiustamente nelle prigioni marocchine nel Sahara Occidentale, sono preoccupati perché sanno che vengono torturati e, a volte, spariscono nel nulla  C’è un blocco mediatico quasi impenetrabile ed è per questo che sono davvero poche le persone a conoscenza della questione saharawi”.

“Accettando questa sfida estrema, pedalare per più di due anni consecutivi, – ha detto Benjamin –  speriamo che le persone che incontreremo ci diano ascolto, vorremmo usare il tempo che queste persone ci dedicheranno per parlare di un popolo sconosciuto protagonista di un conflitto altrettanto sconosciuto”.

 

LE TRAVERSIE DI GPS IN GIRO PER L’ITALIA. I CASI DI FOGGIA E TREVISO

A Foggia la sindaca Episcopo non esclude una cessazione del rapporto lavorativo con GPS, la stessa Global Parking Solutions che anche a Piacenza gestisce le soste blu ed è il l’interlocutore numero uno per il parcheggio di piazza Cittadella.
Motivo del malcontento i parcometri che da giorni non funzionano regolarmente, come riporta il quotidiano on line Foggia Today –  https://www.foggiatoday.it/economia/problemi-sosta-tariffata-gps-foggia-rischio-interruzione-contratto.html “gli utenti restano in balìa dei parcometri che fanno un po’ come gli pare – si legge sul sito – Per pagare un’ora di sosta o si inserisce la cifra esatta o tutto il di più viene fagocitato dalla macchina ‘mangiasoldi’ della Gps. E se ritardi a pagare la sosta, gli ausiliari ti puniscono imperterriti”. Questo ciò che accade a Foggia.
Analogie con quanto già denunciato da parecchi utenti anche nei parcometri di casa nostra che non accettano importi diversi rispetto alla precisa tariffa oraria.

A ciò si aggiunge la sentenza del tribunale amministrativo di Venezia che, dopo 10 mesi di contenzioso legale, ha segnato un ribaltone rispetto alla gestione della sosta a pagamento in città, assegnando l’appalto alla società ricorrente: Intercomp spa, lo riferisce il quotidiano La Tribuna di Treviso.
La gara avviata a inizio 2023 si era chiusa ad aprile dello scorso anno con con l’affidamento della fornitura ed installazione di un sistema tecnologico per la sosta al tandem di imprese costituito da Park it srl e Global Parking Solutions.
Ad opporsi alla decisione del comune – riporta La Tribuna – è stata la seconda azienda classificata, la Intercomp, che ha contestato l’assegnazione dell’appalto.
Ne è nato un ricorso che ha visto diverse udienze e nuove verifiche, fino all’udienza conclusiva a febbraio e alla sentenza di pochi giorni fa che ha cassato la graduatoria del Comune dando ragione a Intercomp affidandole l’appalto.
La contestazione principale avrebbe riguardato la documentazione riguardante il preventivo di costo per la sostituzione di tutti i sensori della sosta cittadina.
Il preventivo presentato dalla cordata di aziende vincitrici, tra cui anche Global Parking Solutions, riguardava il prezzo offerto dal fornitore ma per un altro parcometro e per un altro cliente; offerta che Park it aveva presentato come propria. Si tratta, quindi di un documento falso, hanno concluso i giudici.
Questi i fatti di Treviso.
A Piacenza, l’amministrazione è in attesa che GPS presenti i documenti per la bancabilità del cantiere in piazza Cittadella e che versi il canone della sosta 2023 per 1.037.000.000 euro.

OBIETTIVO BRT: RENDERE IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE PIU’ ATTRATTIVO E COMPETITIVO

Il Bus Rapid Transit, meglio nota come metro leggera, è l’intervento pubblico che più impegna e, per certi aspetti spaventa, l’assessore Matteo Bongiorni, anche rispetto a ciò che sta accadendo o non accadendo al cantiere di Piazza Cittadella.
Il sistema di trasporto rapido di massa è concepito come una metropolitana di
superficie su gomma che prevede l’impiego di autobus elettrici ad alta capacità e frequenza, e che viaggia per lo più su apposite corsie preferenziali.
Un’opera di cui aveva chiesto il finanziamento la passata amministrazione presso il Ministero delle Infrastrutture, per il collegamento tra la stazione ferroviaria e il polo ospedaliero, inserita coerentemente nel piano urbano della mobilità sostenibile 26 milioni di euro, la somma concessa, di cui 14 destinati ai lavori e 4 all’acquisto dei mezzi.

RABUFFI, APP: “PIAZZA CITTADELLA E PALAZZO FARNESE ANCORA OSTAGGI DEL CANTIERE FANTASMA”

Tempi, costi e bancablità: il consigliere di ApP Luigi Rabuffi torna sulla complicata pratica di Piazza Cittadella che definisce una “telenovela”.

Difficile trattenere parole e considerazioni quando, di mezzo, c’è la pratica del parcheggio interrato di Piazza Cittadella. Non tanto per l’utilità dell’opera (ognuno ha le proprie idee e se le tiene), quanto per gli aspetti che dovrebbero garantirne l’effettiva realizzazione. In particolare: tempi, costi, bancabilità.
Elementi collegati l’uno all’altro, come un cane che si morde la coda.

Con la tempistica di realizzazione collegata all’avvio del cantiere. L’avvio del cantiere collegato all’ottenimento del finanziamento bancario (bancabilità). La bancabilità collegata, a sua volta, alle garanzie sull’effettiva realizzazione/attivazione dell’opera, in conseguenza dell’avvio del cantiere.
Una matassa intricata e difficile da sbrogliare, specie se a latitare, come sembra, è la volontà dell’Amministrazione.
L’esempio di questo presunto lassismo (o pigrizia) istituzionale, è ben rappresentato dall’atteggiamento tenuto nei confronti del Concessionario dei parcheggi di superficie (stalli blu) per il mancato versamento, a favore del Comune, del canone minimo garantito per l’anno 2023. Un ammanco
ufficializzato dalla stessa Amministrazione, che lo scorso 12 marzo, rispondendo ad un accesso agli atti di ApP, confermava che “…al momento non risulta che il Concessionario abbia provveduto a regolarizzare il versamento richiesto di € 850.000,00 oltre IVA 22%, per un totale di € 1.037.000,00.”
Affermazione che, a 40 giorni dall’avvenuta scadenza (31/01), risulta perlomeno imbarazzante.

Ma, a parte l’imbarazzo, questa situazione rappresenta soprattutto un problema. Perché stiamo parlando dello stesso soggetto che dovrebbe realizzare il parcheggio interrato all’ombra di Palazzo Farnese e che, proprio per finanziare l’opera, ha ottenuto dal Comune di Piacenza una riduzione del
canone concessorio 2023, al netto di IVA, da € 1.200.000,00 a € 850.000,00 grazie al “Riequilibrio del Piano Economico Finanziario – PEF” deliberato dal Consiglio Comunale il 31/07/2023 e poi confermato dall’art. 3 dell’Atto Aggiuntivo del 22/12/2023.
Uno “sconto” importante su introiti già incassati dal Concessionario grazie alle tante “monetine” inserite nei parcometri cittadini, durante l’anno 2023, da piacentini e turisti. Nonostante ciò l’Amministrazione comunale – pur detenendo agli atti una polizza fideiussoria a garanzia del pagamento minimo garantito per un importo di € 1.200.000,00 annui (altra informazione fornita
dagli uffici comunali) – non ha ancora ritenuto di escutere la fideiussione recuperando, a bilancio, quanto spettante. Come mai?
Più intricato, risulta il problema del finanziamento bancario, la cosiddetta “bancabilità”. Elemento essenziale per la consegna dell’area di cantiere e per l’avvio dello stesso, nonché obbligo espressamente previsto dal “cronoprogramma”, parte integrante dell’Atto Aggiuntivo sottoscritto il 22/12/2023 rep. 14832.
Un obbligo apparentemente non assolto dal Concessionario nei tempi originariamente previsti, tanto da spingere il Comune (in data 05/02/2024, con nota prot. 19409) all’avvio del procedimento di risoluzione contrattuale per grave inadempimento, ai sensi dell’art. 1455 del Codice civile. Procedimento che il Comune provvedeva – su autorevole istanza del Concessionario – ad archiviare il 4 marzo scorso, quando lo stesso Concessionario rendeva noto lo “stato avanzato” del procedimento di valutazione creditizia da parte di un Istituto Bancario.
Notizia, quest’ultima, sicuramente interessante, ma insufficiente a svelare i tempi effettivi di avvio del cantiere. Anche perché, per il buon esito dell’operazione di finanziamento e in particolare per l’integrale copertura del fabbisogno finanziario, veniva richiesto l’intervento di un’altra banca, di origine autoctona, che aveva manifestato interesse nell’operazione, riservandosi di comunicare le proprie decisioni al riguardo.

E così, in attesa che le due banche decidano il da farsi, dettando i tempi di un nuovo, ipotetico, cronoprogramma, Piazza Cittadella e Palazzo Farnese continuano ad essere ostaggio di un “cantiere fantasma” che forse apparirà o forse no. Davanti a questa ingarbugliata situazione, prima che la voragine del parcheggio interrato inghiottisca tutto e tutti, non resta che escutere la fidejussione e almeno recuperare dal Concessionario gli € 850.000,00 relativi al canone minimo garantito per anno 2023. Non come ritorsione ma per gli impegni liberamente assunti dalle parti e, soprattutto, per il rispetto che
si deve ai cittadini/contribuenti. Gli stessi che da gennaio scorso, quantunque favorevoli o meno al parcheggio interrato di Piazza Cittadella, si trovano a pagare mediamente il 50% in più per sostare negli stalli “blu”, così finanziando la realizzazione del “misterioso” parcheggio, il cui costo attualmente
previsto (quasi 15 mln. € per 255 posti, di cui 50 in libera vendita) quota la bellezza di 58.000 € circa per posto auto. Non male…

Comunque sia, in attesa di ulteriori novità, la telenovela su “I misteri del parcheggio interrato di Piazza Cittadella” continua. Intrighi e colpi di scena, di certo, non mancheranno.
Guai a perdersi la prossima puntata…

TERREPADANE: RIAPERTO IL DIALOGO CON IL COMUNE. PASSA LA MOZIONE DI APP

123 mila metri quadrati, pari a 19 campi da calcio. È la dimensione dell’area che corre adiacente a via colombo dietro il consorzio agrario, quella che i piacentini conoscono col nome di Terrepadane.
Su quest’area esiste un progetto di riqualificazione datato 2015 che prevede 19.500 mq di commerciale 9.000 mq di residenziale più una quota di servizi e un hotel, da realizzare sull’area dell’ex mercato ortofrutticolo.
Ad oggi tutto fermo, a causa anche di corsi e ricorsi avvenuti durante le elezioni degli organi di Terrepadane.
Alternativa per Piacenza ha presentato una mozione, votata all’unanimità ad eccezione dell’astensione di Filiberto Putzu, per chiedere che l’amministrazione riapra il dialogo e il confronto con Terrepadane, nella ricerca di un punto di interesse per tutte le parti in causa, tra sostenibilità economico finanziaria e utilità per il territorio.

Parere favorevole dell’assessore all’urbanistica Fantini che ha proposto un emendamento, approvato, in cui si chiede che la commissione consiliare 2 affronti il tema anche alla presenza di Terrepadane, considerato che già nel 2016 l’investimento ammontava a 100 milioni di euro.

Nella seduta di consiglio è stata approvata all’unanimità anche la riorganizzazione del sistema scolastico in istituti comprensivi; in provincia, mancava solo Piacenza. Scuole materne, elementari e medie saranno sotto la stessa gestione. L’avvio da settembre 2026.

https://fb.watch/qV6Ey8Pl37/

CUCINELLI: “SPERANZA E PROVVIDENZA FANNO LA DIFFERENZA”

Ha fatto delle sue origini la molla su cui ha fondato il suo brand. Senza rinnegare nulla, anzi. Brunello Cucinelli, oggi noto al mondo come il “re del cachemire”, ha tenuto la lectio magistrsalis al Dies Mcademicus dell’Università Cattolica, davanti ad un pubblico di giovani studenti rapiti dalle sue parole.
Rapiti dalle parole di chi ce l’ha fatta, ammaliati dalla storia di chi ha visto il padre faticare nel costruire prefabbricati e a volte pure umiliato perchè povero. Tredici in famiglia, tutti sotto lo stesso tetto della casa di Perugia, quattro fratelli mamma, papa, nonni e zii, Cucinelli non ha capito da subito cosa avrebbe fatto nella vita. Una cosa però gli era chiara: lavorare sempre e comunque con dignità e rispetto. Per questo l’invito agli studenti a coltivare, oltre l’intelligenza da studio, anche e soprattutto quella da anima.

STRISCIONI DEL FRONTE VENETO SKINHEADS DAVANTI AL PETIT HOTEL: ASSESSORE CORVI “EPIDOSIO PREOCCUPANTE”. ESPOSTO IN PROCURA

Un esposto ai carabinieri di Piacenza è stato presentato da parte del Comune di Piacenza per tramite di Nicoletta Corvi, assessora alle Politiche per l’infanzia, la solidarietà, l’abitazione e l’inclusione sociale che si è recata personalmente al Comando provinciale di via Beverora. Oggetto dell’atto formale, che dai carabinieri verrà trasmesso alla Procura della Repubblica, è l’affissione di alcuni striscioni “rivendicata” , su facebook, da un membro dell’Associazione dell’Associazione culturale Veneto Fronte Skin Heads.

Il testo dello stesso post è stato affisso attraverso due vistosi striscioni su una recinzione metallica di via Pennazzi di fronte al Petit Hotel, struttura che – per conto del Comune di Piacenza – ospita i “minori stranieri non accompagnati” che lo stesso ente ha per legge in carico dal momento in cui risultano presenti sul territorio. Gli striscioni – affissi nottetempo, verosimilmente tra il 13 e il 14 marzo, e già rimossi – puntano il dito contro l’Amministrazione comunale (“Con i soldi dei cittadini mantenete i clandestini”) e contro la cooperativa Ippogrifo alla quale la stessa Amministrazione ha affidato la gestione dell’accompagnamento educativo dei minori stranieri non accompagnati (“Ippogrifo vergogna questa zona è una fogna”).

Striscioni rimossi, si diceva, ma non sono stati rimossi invece i volantini con il testo firmato “ferocemente” – si legge sul foglio – dall’associazione Veneto Fronte Skin Heads. Volantini affissi nei pressi del Petit Hotel e poco lontano, in via Colombo, e rimossi da personale della cooperativa Ippogrifo i cui vertici stanno valutando in queste ore di ricorrere alle vie legali al fine di veder tutelata la propria immagine a fronte delle frasi riportate sugli striscioni affissi e divulgati via social e sulla stampa online.

“La ragione per la quale abbiamo deciso, in accordo con la sindaca e la giunta, di fare un esposto – spiega l’assessora Corvi – è prima di tutto quella di informare ufficialmente le Forze di polizia riguardo un episodio che riteniamo preoccupante. E ciò al di là delle falsità contenute nelle scritte a caratteri cubitali degli striscioni, perché ormai credo sia chiaro a tutti che non è una scelta del Comune quella di occuparsi della gestione dei minori stranieri non accompagnati, che peraltro per la legge italiana non sono tecnicamente clandestini, ma è un preciso dovere di legge. Il Comune e, per suo conto Ippogrifo, non hanno certo il potere e l’autorità di impedire i comportamenti devianti quando si verificano. Ciò che possiamo fare, ed è ciò che con quotidiano e costante impegno facciamo, è proporre percorsi di educazione e integrazione. Ciò che inoltre facciamo è segnalare alle forze dell’ordine ogni comportamento che viene valutato come problematico”.

Informare le forze dell’ordine, si diceva, affinché si valuti se approfondire gli accertamenti su un’azione ritenuta preoccupante. L’assessora Corvi prosegue: “Riteniamo che certi striscioni, certe scritte, certi volantini, certi termini forti contribuiscano ad acuire in modo pericoloso la tensione, a scaldare gli animi, a confondere gli stessi cittadini. Azioni del genere, dunque, secondo noi aumentano la possibilità che nella zona del Petit Hotel, dove l’azione in questione è stata posta in essere non a caso, si verifichino episodi spiacevoli o addirittura pericolosi. Ecco perché volevamo che le forze dell’ordine fossero informate a dovere, nel dettaglio”.

CONFINDUSTRIA: “DIALOGHIAMO CON GLI INVESTITORI PER VALORIZZARE PIACENZA”

Valorizzare Piacenza e le sue qualità per attrarre investimenti e occupazione. Continua la partecipazione della nostra provincia al MIPIM di Cannes, la fiera di riferimento in Europa per gli investimenti e la rigenerazione urbana. Piacenza ha partecipato con il portale “Invest in Piacenza”, realizzato da Confindustria, Provincia di Piacenza e Art-ER, in collaborazione con il Comune, all’interno dello stand della Regione Emilia-Romagna.

Il presidente di Confindustria PC, Francesco Rolleri, è stato accompagnato dalla Sindaca Katia Tarasconi, dall’assessore Adriana Fantini e dai presidenti di ANCE Piacenza Matteo Raffi e ANCE Emilia-Romagna Maurizio Croci, in una giornata ricca di incontri con investitori internazionali e autorità, a cominciare dal Ministero della Difesa. L’obiettivo? Valorizzare le aree rigenerabili della città di Piacenza grazie ad importanti investimenti, per creare valore aggiunto e occupazione sul territorio. Tra le numerose aree presentate, la delegazione piacentina si è concentrata sull’ex Consorzio Agrario, l’ex Ospedale Militare e Bastione Borghetto.

«Confindustria c’è anche quest’anno, all’interno dello stand di Regione Emilia-Romagna», commenta Francesco Rolleri. «Siamo qui per presentare le opportunità investimento che il territorio piacentino ha da offrire. È sempre interessante rendersi conto della competizione esistente tra le varie aree europee per attrarre quelli che sono investimenti internazionali nelle proprie città. Siamo qui anche per presentare Invest in Piacenza e le aree disponibili e rigenerabili presenti sul nostro territorio, concentrandoci su interventi di riqualificazione e sulle ex aree militari e industriali».

Presente anche il Comune di Piacenza, con la sindaca Katia Tarasconi e l’assessore all’urbanistica Adriana Fantini. «Siamo a Cannes per parlare di Piacenza, per far vedere al mondo possibili luoghi di rigenerazione urbana e cercare investitori interessati – le parole della sindaca Tarasconi – Abbiamo avuto il piacere di incontrare numerosi operatori e anche rappresentanti delle istituzioni con cui confrontarci sui possibili usi delle aree presenti sul nostro territorio. L’obiettivo è la crescita e lo sviluppo sostenibile e per raggiungerlo è necessario costruire sinergie con chi sia interessato a venire sul nostro territorio e rigenerare il patrimonio che abbiamo».

«Anche ANCE Piacenza quest’anno prende parte al Mipim, una delle fiere più importanti d’Europa per il settore, se non quella di riferimento», le parole di Matteo Raffi, presidente di Ance Piacenza. «Partecipiamo per un discoro di rigenerazione sul territorio, che riteniamo essere fondamentale. È importante anche per noi operatori, per comprendere anche quelli che sono i progetti straordinari che altri paesi hanno portato alla fiera». Insieme a Raffi anche Maurizio Croci, presidente di Ance Emilia-Romagna.

Presente allo stand anche Vincenzo Colla, assessore regionale allo sviluppo economico, green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali. «Puntiamo con decisione sullo sviluppo digitale e tecnologico, sulla sostenibilità e lo sviluppo delle competenze – spiega l’assessore Colla-. Per questo stiamo investendo sull’innovazione tecnologica e promuoviamo il recupero delle aree dismesse, l’efficientamento energetico, l’adeguamento antisismico, la decarbonizzazione. Tenendo sempre a mente l’equità sociale, l’inclusione e la lotta alle disuguaglianze».

«Qui al Mipim presentiamo opportunità di rigenerazione urbana, con un ridisegno organico delle aree cittadine e una messa in sicurezza del territorio – chiude Colla-, a maggior ragione dopo il dramma dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio dell’anno scorso. Altro tema forte è l’attrazione dei talenti, per la quale abbiamo approvato la prima legge regionale dedicata, ripensando anche il sistema di accoglienza attraverso campus universitari e foresterie. E guardiamo alle infrastrutture strategiche del nostro territorio, per continuare a crescere ed essere attrattivi».

EX MANIFATTURA TABACCHI, LA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA SCUOLA MEDIA

Eccola la prima pietra posata nell’area ex Manifattura Tabacchi, là dove sorgerà la scuola media a servizio del quartiere Infrangibile. Entro giugno l’avvio del cantiere
6.766 metri quadrati di superficie, per la scuola che ospiterà 3 classi di 28 alunni ciascuna per un totale di 252 ragazzi, e una palestra sul tetto che sarà un vero e proprio campo polivalente da basket, con tribuna da 100 posti, una pista da atletica a quattro corsie, una pista per salto in lungo e salto in alto.
Sei milioni 570 mila il costo della palestra che si andrà ad inserire in un’area, quella tra via Montebello e via Stradella, dove sorgeranno 280 alloggi, di cui 143 di social housing e una ottantina di alloggi a libero mercato.  Sarà il primo comprensorio della città con certificazione internazionale a livello ambientale. Entro marzo 2026 saranno disponibili i primi alloggi.

“Abbiamo avuto paura di non farcela” ha detto la sindaca Tarasconi “mantenere il finanziamento è stato difficilissimo, grazie all’impegno di tutti abbiamo portato a casa il finanziamento per la riqualificazione di quest’area cha cambierà il volto del quartiere”.