AFRICA MISSION: LA MOSTRA DEDICATA A DON VITTORIO DIVENTA ITINERANTE

E’ un vero segno di speranza quello che attraversa la mostra fotografica dedicata a don Vittorione in occasione del venticinquesimo anniversario della sua morte, organizzata da Africa Mission Cooperazione e Sviluppo.

Il messaggio è proprio questo: far comprendere la missione di don Vittorio Pastori che in Africa ha compiuto quasi 150 viaggi in poco più di 20 anni e che è diventato parroco solo una decina d’anni prima di morire.

I panelli fotografici hanno impreziosito per alcune settimane la basilica di sant’Antonino, ora la mostra si prepara ad essere itinerante, sono infatti già stati avviati dei contatti per ospitarla in alcune chiese della città.

I RAGAZZI DEL KARAMOJA A PIACENZA PER AFRICA MISSION

Hanno portato i colori e la musica dell’Africa i giovani di Alakara Group arrivati a Piacenza grazie ad Africa Mission Cooperazione e Sviluppo. Sono arrivati nei giorni scorsi ad hanno incontrato le parrocchie di Santa Franca, San Giuseppe Operaio, Duomo, Pianello e Castel San Giovanni. Il 21 gennaio a Roma incontreranno Papa Francesco che rivedranno dopo la sua recente visita in Uganda del novembre scorso. Questi 12 giovanissimi ragazzi arrivano dalla regione del Karamoja, dalla parrocchia di Moroto dove è nata Africa Mission. Uno scambio di esperienze, un riscontro che ha dato un senso all’impegno missionario che Africa Mission Cooperazione e Sviluppo sta portando avanti da oltre 43 anni in Uganda.

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UN POZZO IN AFRICA DEDICATO A PROSPERO CRAVEDI

Prospero Cravedi ha amato l’Africa; ne ha apprezzato la gente, i colori, i sapori tanto da tornarci in numerose occasioni nelle vesti di volontario con il Movimento Africa Mission- Cooperazione e Sviluppo. Ed è proprio in  Karamoja che l’associazione fondata da Don Vittorione ha deciso di porre un segno concreto di solidarietà con la costruzione di un pozzo intitolato a Prospero Cravedi. Un segno di riconoscenza anche verso la famiglia che ha deciso di devolvere le offerta proprio all’associazione. “Vogliamo che in Karamoja ci sia un pozzo che porti il suo nome – si legge in una nota dell’associazione – vogliamo che in quella terra che tante volte ha visitato e che ha amato in modo particolare, ci sia un segno concreto del grande impegno che Prospero in questi anni ha donato per i aiutare il popolo dei karimojong. Questo nuovo pozzo intitolato a “Prospero Cravedi”, avrà anche un altro valore aggiunto, ci aiuterà a portare avanti la campagna dei 100 pozzi in Karamoja che realizzeremo nei prossimi tre anni e che abbiamo dedicato a Papa Francesco. Campagna nella quale Prospero credeva e nella quale era direttamente impegnato per cercare fondi”. L’obiettivo è di raccogliere l’importo di 10mila euro; chi volesse contribuire può inviare una donazione intestata a Cooperazione e Sviluppo Ong-Onlus (Iban: IT44 Z050 4812 6000 0000 0002 268), specificando la causale “Pozzo Prospero Cravedi”. Per info tel. 0523-499424 o scrivere a carlo.direzione@coopsviluppo.org

prospero in africa

A TUTTO TONDO, EXPO E IL SUO CANTIERE

Dove oggi si alzano i padiglioni che rappresentano gli stati nell’immensa area dell’Expo, fino a tre anni fa, c’era una enorme distesa di campi. Per fare tutto questo è stata necessaria una intensa ed accurata opera di bonifica ambientale, spesso trattando materiali pericolosi come l’amianto. Se ne è occupata una ditta piacentina la Elios srl, che è entrata nel cantiere nel 2012 e vi è rimasta fino al primo maggio. Ci siamo fatti raccontare cosa è significato lavorare per la realizzazione di quello che oggi è visibile a tutto il mondo.

La crisi del commercio abita anche a Piacenza, eccome. Non solo i piccoli negozi ma anche i grandi centri abbassano le saracinesche. L’ultimo caso è quello del supermercato Carrefour che in due anni ha collezionato un passivo per 800 mila euro. Non se la passa meglio neppure Mercatone Uno di Fiorenzuola. E non naviga in buone acque neanche Mediaworld che a livello nazionale ha previsto la chiusura di 7 punti vendita. Lo store piacentino sembra salvo, ma la prospettiva non è certamente positiva a livello occupazionale.

Medici a lezione di etica. E’ quanto si propone di fare il nuovo corso di etica medica organizzato dall’ordine dei medici, dalla società bio giuridica piacentina e dall’università di torino. Obiettivo fornire gli strumenti culturali per affrontare, in autonomia, le questioni morali più scottanti.

Da bambino di strada a preside di una scuola che accoglie 500 piccoli studenti in una delle baraccopoli della periferia di Kampala. Bosco Lugasala ha fatto una scelta di vita; ha deciso di restituire quello che nella sua infanzia ha ricevuto grazie a Padre Valente e, in seguito, ad Africa Mission Cooperazione e Sviluppo.

DA BAMBINO DI STRADA A PRESIDE, LA STORIA DI BOSCO LUGASALA

Bosco Lugasala oggi è il preside di una scuola che accoglie oltre 500 bambini orfani, la Great valley school nelle baraccopoli alla periferia di Kampala. Bosco Lugasala ha deciso di restituire quello che nella sua infanzia ha ricevuto grazie all’incontro con Padre Valente prima e con Africa Mission poi. Bosco, oggi ha 37 anni, è nato in Ruanda, poi si è trasferito in Uganda dove ha perso gran parte della famiglia, ma proprio quando sembrava non ci fosse più nulla per cui sperare ha incontrato il missionario comboniano Padre Valente, da qui la svolta. La scuola è nata nel 2005, da 105 piccoli studenti si è passati a 500. Oggi i ragazzini che hanno frequentato il primo anno si sono laureati. Nel 2006 l’incontro con Africa Mission Cooperazione e Sviluppo con cui è iniziata una collaborazione nel segno della solidarietà. A Kampala la situazione è difficile; soffre di un grave problema strutturale perchè non riesce ad accogliere tutte le persone che vi arrivano dalla periferia. Per questo ci sono problematiche sanitarie e legate all’inquinamento veicolare e delle fabbriche. Nonostante questo l’obiettivo è offrire a questi bambini la possibilità di un riscatto sociale che passa attraverso la cultura e l’educazione, sopratutto l’insegnamento delle lingue.