AMIANTO, CITTADINI POCO INFORMATI

A Casale Monferrato sindaco e cittadini sono scesi in piazza dopo la sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna per disastro ambientale del magnate elvetico Schmidheiny. Sui svolgerà un nuovo processo con un nuovo capo d’imputazione per omicidio volontario. E’ salito così alla ribalta delle cronache una sentenza che vede l’amianto sul banco degli imputati. Ci siamo chiesti come è la situazione a Piacenza, quanti edifici pubblici e privati hanno ancora amianto sui tetti o all’interno e se c’è corretta informazione su un tema così importante per la salute pubblica. In italia la legge 257 del ’92 ha vietato la produzione, commercializzazione l’importazione e l’uso dell’amianto. In italia i materiali con amianto sono stati installati fino all’aprile del 1994 e sono ancora presenti in edificio ad uso pubblico, privato, e nelle attività lavorative.

La prima mappatura, a livello regionale, risale al 1997 sulla presenza di amianto friabile più pericoloso per il rilascio spontaneo di fibre in ambiente. Nel 2002 Arpa mappò anche la presenza di amianto compatto. A Piacenza erano un centinaio i siti censiti. Ogni anno viene effettuata la nuova mappatura, al giugno scorso in totale restavano 48 siti tra cui 9 scuole, 7 luoghi di culto, 10 case di cura e ospedale, un cinema, 6 impianti sportivi, 5 centri commerciali. Mensilmente Arpa effettua nuove mappature e nuove bonifiche.

Come si gestisce in Italia la questione amianto? Il decreto minesteriale del 1994 contine le normative e le metodologie tecniche per identificare i materiali con amianto, valutare il rischio, scegliere i provvedimenti per la bonifica e tenere il rischio sotto controllo. Il rischio è correlato alla possibilità di rilascio delle fibre che possono essere inalate.

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LUPPOLERIA, DECIBEL SOTTO CONTROLLO. NESSUN SFORAMENTO

La movida intelligente doveva proseguire e così è stato. Ieri sera i giardini Merluzzo sono tornati ad ospitare il concerto del mercoledì, dopo una settimana di stop dovuto allo sforamento di una manciata di decibel rilevato da Arpa intervenuta su segnalazione di un residente. L’assessore Cugini aveva preso l’impegno di continuare e favorire il lavoro della Luppoleria e in generale di tutti i commercianti e gli esercizi pubblici che vivono la zona del quartiere Roma. Un tecnico ambientale, con un microfono e un rilevatore di decibel, ha effettuato alcune misurazioni senza riscontrare alcuno sforamento. Arpa dovrà valutare le rilevazioni. “Ci eravamo presi l’impegni come amministrazione di proseguire con i concerti nel rispetto totale delle regole e così è avvenuto – ha detto l’assessore al Nuovo Welfare. Prosegue il nostro impegno su due fronti, continuare a portare nuove esperienze e nuove realtà nella zona di via Roma senza recare danno ai residenti, al contrario facendoli sentire parte attiva di questo percorso”.

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