LA COMUNITA’ ISLAMICA SI APRE ALLA CITTA’ CONTRO L’ESTREMISMO

Una serata aperta all’insegna del dialogo, della riflessione. Una serata non a caso intitolata Insieme contro l’estremismo, quello che nelle ultime settimane ha colpito il cuore dell’Europa. Aprire la porte del Centro Culturale Islamico alla città forse è la miglior risposta a tanta violenza. “Momenti come questi si dovrebbero fare più spesso – ha auspicato il sindaco Dosi in rappresentanza dell’amministrazione – perchè la diversità è una ricchezza”. È importante che la comunità si faccia vedere, anche e soprattutto per manifestare la totale ed assoluta presa di distanza dagli attentati.

Al centro della serata dopo due brevi testimonianze iniziali, la tavolo rotonda moderata da Mauro Ferri alla quale hanno partecipato I’Imam di Milano Abdellah Tchina, il direttore della Comunità Yassine Baradai, il consigliere comunale e insegnante di religione Claudio Ferrari e Donata Horak, promotrice del dialogo interreligioso.

HAJAR: “UNA GUERRA NON PUO’ ESSERE SANTA”

E’ venerdì il giorno della preghiera, pochi giorni dopo l’attentato al settimanale satirico parigino. I musulmani della comunità piacentina arrivano alla spicciolata intorno alle 12.30, alcuni di loro hanno chiesto, come ogni settimana, un permesso dal lavoro. Il luogo è il Centro Culturale sulla Caorsana, non una moschea, ci tengono a precisare, anche se della struttura hanno voluto richiamare alcuni simboli. Gli uomini si riuniscono da una parte, le donne e i bambini dall’altra. Lì pregano, fanno riunioni, organizzano attività, corsi in lingua araba per italiani. Nel corso della preghiera, una parte della quale tradotta anche in italiano, l’imam è tornato sull’attentato terroristico di Parigi condannandolo senza riserve. Una condanna che arriva anche dai più giovai, che rispondono alle nostre domande senza nascondersi, con estrema semplicità. Hajar, ha 20 anni, è una studentessa, è la coordinatrice dei giovani musulmani della Comunità islamica di Piacenza e provincia. I primi sentimenti verso la strage di Charlie Hebdo sono rabbia e indignazione.