BUSCARINI, PD: “STANCA E DELUSA DAL PARTITO”

Giorgia Buscarini, consigliere comunale PD e responsabile organizzazione del Partito. “Sono stanca e delusa da questo PD. A volte mi chiedo cosa ci sto a fare”. Par di capire che sarebbe necessario un cambio di passo, ma la classe dirigente dov’è?

NUOVO OSPEDALE: CORTO CIRCUITO ISTITUZIONALE?

Dopo mesi di dibattiti e polemiche, a tratti, aspri il consiglio comunale ha preso una decisione: il nuovo ospedale si farà su un’area privata. Sopratutto nelle ultime settimane in molti avrebbero scommesso che sarebbe andata così perché in ballo, da una parte c’è la Regione che spinge e che mette sul tavolo 100 milioni di euro, dall’altra la volontà popolare e le promesse elettorali di lasciare l’ex Pertite a parco. Stralciata l’ipotesi Pertite e l’ancor meno probabile caserma Lusignani resta da decidere il luogo dove sorgerà il nuovo ospedale; tra le opzioni fino ad oggi in campo ci sono il terreno tra La Verza e strada Valnure e quello dell’Opera Pia Alberoni tra la Madonnina e il quartiere Farnesiana che al momento pare il più accreditato.

Superata la fase del voto in consiglio si presenta la Regione con una lettera dell’assessore alla Salute Sergio Venturi che mette in guardia l’amministrazione dal motivare adeguatamente la scelta di abbandonare la strada di un’area pubblica rinunciando ad alcuni interessi come “il minor consumo di suolo, la rivitalizzazione di contesti territoriali degradati, il riuso non oneroso dei beni immobili dello Stato”. La sostanza è: il Comune ha rinunciato ad un bene pubblico come area per il nuovo ospedale? Bene – è la posizione della Regione – ma ora occorrono precise motivazioni tecniche ed economiche che stiano alla base del cambio di rotta. Una posizione che ha spazientito non poco il sindaco Barbieri che ha ribadito l’assoluta inidoneità della Pertite e della Lusignani da un punto di vista meramente tecnico. Questa la posizione della maggioranza affiancata dal voto di Liberi e dalla consigliera del gruppo Misto Gloria Zanardi; contro ha votato il PD mentre Piacenza Più, Piacenza in Comune e Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto. Sta di fatto che ora la Regione ha fissato nuovi paletti nei confronto dell’amministrazione: oltre alle motivazione anche una sorta di cronopragramma per l’individuazione della nuova area.

 

SERGIO DAGNINO, IL GRILLINO 2.0

Sergio Dagnino, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, racconta a #Diprofilo la sua prima esperienza politica tra i banchi dell’opposizione  a Palazzo Mercanti. Il M5S ha cambiato pelle? “Non è più solo di protesta, oggi è un partito di responsabilità”.

MOVIMENTO 5 STELLE: PROVE DI GOVERNO ANCHE IN COMUNE?

 

RIZZI: “SONO DELUSO DAL CONSIGLIO COMUNALE”

I toni, pur sedendosi dall’altra parte, quella della minoranza, non sono mai esasperati, né eccessivi, anzi. Paolo Rizzi ex candidato sindaco, oggi capogruppo in consiglio comunale, è fatto così, lo conferma lui stesso, non pensa neppure lontanamente di alzare la voce, ma da qui ai prossimi mesi promette di essere un po’ più severo, almeno nei giudizi verso linee di programma che definisce deludenti.

MONTI: “LA NUOVA AMMINISTRAZIONE FACCIA ANCHE SCELTE IMPOPOLARI”

L’amministrazione Barbieri deve avere il coraggio di fare scelte anche impopolari”. Mauro Monti, consigliere comunale del gruppo Liberi, ha analizzato il documento programmatico 2017/2022 che l’amministrazione ha presentato in consiglio comunale. “Un’analisi semi seria – come lui stesso l’ha definita – con un richiamo finale di aderenza alla realtà. Si deve governare per la tutta quanta la città”.

SPAZIO 4, SPAZIO 4, PULCHERIA: TAGLIATI I FONDI. LO SDEGNO DELL’OPPOSIZIONE

Un netto cambio di passo, in questa circostanza è innegabile. Il consiglio comunale, nell’ultima seduta, ha approvato il taglio delle risorse stanziate fino ad ora per Spazio 2, Spazio 4 e Pulcheria. E’ sopratutto su questo che si è consumato un aspro confronto tra la maggioranza e l’opposizione. L’ordine del giorno è stato il consigliere Antonio Levoni a proporlo insieme al collega Gian Paolo Ultori dei Liberali Piacentini. Non ha esitato a levarsi lo sdegno della minoranza; la consigliera Giulia Piroli ha definito la scelta “un fatto grave perché da’ il segno dei tempi bui che ci aspettano dove, per far capire che è cambiata la musica e con essa i musicanti , si vogliono cancellare esperienze significative che hanno permesso alla nostra città di farsi conoscere fuori dai confini provinciali.Spiace che sia avvenuto sulla pelle dei giovani e delle donne. Adesso sfido tutti coloro che dicevano che non c’era differenza rispetto al passato se avesse vinto il centrodestra”.

ANDREA PUGNI M5S: “LA NUOVA AMMINISTRAZIONE ABBIA PIU’ CORAGGIO”

“Né deludente né avvincente, ma interessante”. Così Andrea Pugni, definisce la sua esperienza nel ruolo di capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle. Nella lunga intervista a Di Profilo racconta l’evoluzione del Movimento e incinta la nuova amministrazione ad avere il coraggio di osare.

L’AFFONDO DI DOSI: “CHI VUOLE CHE ME NE VADA, LO DICA CHIARAMENTE”

E’ uno sfogo lucido quello che il sindaco Paolo Dosi racchiude in una nota che porta la sua firma. Il tema è la gara per l’illuminazione pubblica diventata, evidentemente, terreno per un forte e serrato scontro politico tra la maggioranza, come la definisce il primo cittadino “palese ferita nella maggioranza consiliare”. “Una pratica che doveva essere estremamente tecnica ha assunto un rilevante valore politico per volontà di qualche consigliere di maggioranza” scrive Dosi. Il riferimento è evidentemente al consigliere Federico Sichel, che avrebbe guidato la cordata di coloro che hanno avanzato dubbi sulla gestione della gara per l’illuminazione pubblica. In sostanza, è il pensiero del sindaco, “il contrasto interno, più che una reale incertezza interpretativa, ha guidato l’azione di chi, cercando e trovando naturale sponda nelle opposizioni, ha inteso attribuire il valore di banco di prova per la maggioranza, di verifica della reale tenuta della stessa, creando le condizioni per una presentazione di dimissioni del capogruppo del Pd e del dirigente competente per materia, a cui, insieme agli uffici, dobbiamo invece la massima gratitudine per la competenza e correttezza ancora una volta manifestata nello svolgimento di una pratica complessa. Le Istituzioni non possono essere trasformate da luogo di confronto politico ad occasione per regolare conti politici interni, perché è dannoso per tutti, in primo luogo per i cittadini che non lo meritano. L’estenuante trattativa interna che ha condotto a una sofferta sintesi e che ha prolungato di mesi una pratica “tecnica” destinata per sua natura a essere conclusa in pochi giorni, non ha ottenuto nemmeno il consenso di chi ha sollevato pesantemente e pretestuosamente il problema. A dimostrazione di come il tema non era reale ma fondato su ben altri e meno nobili obiettivi. Siamo al governo della città da quattro anni, stiamo affrontando il momento forse più difficile e ostile dal dopoguerra a oggi, cercando di intercettare ogni forma di finanziamento possibile a fronte di risorse di bilancio che vengono continuamente ridotte dai livelli di governo superiore. I circa 1100 dipendenti comunali attivi nel 2002 si sono oggi ridotti a 670, e sono chiamati a svolgere molte più funzioni nel frattempo trasferite in capo ai Comuni”. Nonostante le difficoltà, prosegue Dosi, i servizi essenziali sono stati mantenuti di alto livello, guardando anche agli interventi da realizzare entro la fine del mandato. Al temine della nota il sindaco definisce la vicenda dell’illuminazione pubblica “paradossale e motivata da ragioni reali, difficilmente comprensibili (e impossibili da accettare) ai non addetti ai lavori, che esulano dalle motivazioni ufficialmente spese. Ormai troppe volte, per quello che ho sempre inteso essere il bene comune, ho scelto la linea del basso profilo, cercando di evitare polemiche strumentali, non rispondendo, a rischio di trasmettere un senso di debolezza, a provocazioni maleducate e senza stile, o assumendomi responsabilità che, con la mia giunta, potrei ancor oggi, senza tema di smentita, addebitare a molti altri soggetti. Questa Amministrazione ha il pregio di potersi presentare ai cittadini a testa alta, essendosi sempre esposta in modo diretto”. Le ultime righe sono un vero affondo: “è arrivato il momento della definitiva chiarezza. Se qualcuno, all’interno della maggioranza, intende interrompere l’esperienza amministrativa in essere, lo dichiari in modo esplicito. Saremo tutti facilitati nell’assumere decisioni alle prossime elezioni comunali”.

DOSI 1

DOSI: “NURE ESONDATO IN ZONE NON PREVEDIBILI”. ALLERTA SENZA ALLEGATO SULL’INTENSITA’ DELL’EVENTO

E’ stato un resoconto dettagliato quello che il sindaco Paolo Dosi ha esposto ai consiglieri. E’ evidente che qualcosa non è andato nella tempestività dell’allerta, perchè se le comunicazioni fossero state più tempestive, i danni, almeno nella frazione di Roncaglia, sarebbero stati minori. Il primo cittadino ha ricostruito la piene del Trebbia e del Nure prima che questi arrivassero in pianura. Partendo dal Trebbia “le prime telefonate informali sul rilascio della diga Boschi dalla Prefettura alla Protezione Civile comunale sono arrivate alle 4 nella notte tra domenica e lunedì – spiega il sindaco – dalle 4 alle 5.45 è avvenuta l’attivazione degli operatori comunali per transennare i tratti stradali esondabili. Alle 4.39 è scattata l’allerta con fase di allarme, alle 5.44 una nuova allerta con aggiornamento fase allarme”. L’allerta si divide in due fasi: fase 2 di preallarme e fase 3 allarme. “In queste comunicazioni – specifica Dosi – è mancato l’allegato relativo all’intensità dell’evento. Tra le 7.45 e le 8 la piena è arrivata a Case Rocco e il Trebbia ha esondato nelle aree prevedibili”. Pare di capire che nonostante nelle comunicazioni mancasse l’intensità dell’evento, il Trebbia ha esondato nelle zone prevedibili e quindi transennate. Ben diversa la situazione del Nure: “alle 4 abbiamo ricevuto le prime notizie informali della Prefettura alla Protezione Civile – spiega il primo cittadino – tra le 4 e le 5.45 sono stati attivati gli operatori nelle aree prevedibili; alle 4.49 è scattata la fase di allarme senza che venisse specificata la portata d’acqua. Tra le 7.30 e le 8 del mattino la piena è arrivata a Roncaglia, dove il Nure ha esondato nelle aree non prevedibili. Nel rapporto di ARPA Emilia Romagna viene specificato che già nei giorni precedenti erano stati previsti fenomeni temporaleschi intensi, ma in particolare sulla Liguria ” spiega il sindaco. Dalla ricostruzione fatta dall’amministrazione risulta che le fuoriuscite di acqua sono avvenute in punti dove prima d’ora non si era mai verificato nulla di simile, così come, a memoria d’uomo, non ricordano eventi atmosferici di questa portata e di questa intensità. “Dobbiamo mettere in campo contromisure che prevedano variazioni – ha concluso Dosi – anche all’esterno di quelle aree fino ad oggi monitorate, per prevedere anche l’imprevedibile “. Il nocciolo della questione sta nell’imprevedibilità dell’evento, ma in situazioni di emergenza come quella delle settimana scorsa a non reggere è il sistema. Le varie allerte che si sono susseguite sono state inviate via email, ma in condizioni delicate forse bisognerebbe andare oltre, ad esempio chiamando telefonicamente, nel caso specifico, il sindaco che detiene la delega alla Protezione Civile. Alle 4 del mattino, viene da chiedersi, chi legge le email? Il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ha parlato di “palleggiamento di responsabilità” mostrando come già dalle mezzanotte e mezzo ARPA avesse indicato che le precipitazioni avrebbero potuto generare allagamenti, “alle 2.30 – prosegue Foti – in quattro luoghi era già stato superato il livello di guardia. Solo alle 5 è arrivata la Protezione Civile. Ci sono responsabilità – ha detto – o si fanno saltare le teste o questi fenomeni di ripeteranno ancora. Ritengo si debba fare una commissione d’inchiesta e indagini interne. Il buco tra le 5 e le 8 deve venire a galla”.

CONSIGLIO MINUTO SILENZIO

GESTIONE DEL VITTORIO EMANUELE IN MANO AD ASP. MA TRA UN ANNO?

Alla fine la giunta ha raggiunto l’obiettivo, tutto sommato con un dissenso interno limitate. La reinternalizzazione della gestione dei 108 posti della casa per anziani Vittorio Emanuele è passata con 16 voti favorevoli, 13 contrari. Della maggioranza hanno votato contro il consigliere Stefano Perrucci, che aveva espresso la sua contrarietà anche nel corso del suo intervento, e i Moderati Roberto Colla e Lucia Rocchi. Giovanni Botti (PdL) non ha partecipato al voto, contrari i consiglieri di centro destra e Movimento 5 Stelle. Nella sostanza cosa è cambiato? La gestione dei posti passerà alla Asp ma tra un anno, in base ai risultati economici ottenuti, l’amministrazione valuterà le possibilità future, forme societarie e ipotetiche nuove esternalizzazioni. Un anno di prova dunque? Pare di sì, un anno nel quale di valuterà la gestione pubblica grazie alla quale si dovrebbe ottenere un risparmio di 300 mila euro. Poca cosa però se si pensa che il debito è di 1 milione 600 mila euro. Gli emendamenti presentati dal consigliere Daniel Negri sono stati tutti approvati e vanno nella direzione di chiedere una verifica puntuale e contabile del servizio, senza escludere l’ipotesi di tornare a nuove gestioni miste.

rp_Vittorio-Emanuele-300x169.jpg