COMMISSIONI A PAGAMENTO OFFRESI, UNA STORIA FIGLIA DELLA CRISI

Se non fosse che abbiamo verificato di persona la fondatezza del messaggio, si potrebbe pensare ad un gioco. Ma non è così. E quando realizzi che quello che stai leggendo nasconde una storia di sofferenza, figlia ancora una volta della crisi, non fai neppure più caso alla grammatica zoppicante. Un lavoro che manca da 8 mesi, centinaia di curricula inviati senza risposta, una moglie nelle stesse condizioni, portano ad offrirsi per commissioni a pagamento, le più banali, come ad esempio, il ritiro e la consegna di buste o pacchi, la fila in posta o in qualunque altro ufficio pubblico. Tutto questo ha un prezzo, stilato e dettagliato in un vero e proprio listino. Da 0,60 centesimi di euro per la consegna del giornale a domicilio alla mattina fino alla spesa al supermercato fino a casa a 5 euro. Disponibilità tutti i giorni dalle 7 alle 23. Abbiamo oscurato il nome e il numero di telefono per riservatezza; in calce ad ogni biglietto, che viene distribuito nella cassetta della posta dei condomini della città, vengono riportate le informazioni aggiuntive che garantiscono la sicurezza del servizio e il modus operandi. “La mattina dalle 4 sono impegnato nella consegna dei quotidiani – ci dice al telefono questo 50enne piacentino che ha preferito restare anonimo – in un mese riesco a portare a casa 70-80 euro. Alcuni anziani mi chiedono di andare in farmacia o di eseguire piccole spese ai negozi. Lo faccio per riuscire a portare a raggranellare qualcosa in più, per vivere in modo dignitoso anche se facciamo davvero fatica”. Di bussare alla porta delle parrocchie o della Caritas non se la sente, forse, pensiamo, sarebbe come ammettere di non potercela fare da solo. Allora in sella alla bicicletta anche domattina all’alba, sperando che il cellulare suoni sempre di più.

Daniele listino prezzi commissioni

A TUTTO TONDO, EXPO E IL SUO CANTIERE

Dove oggi si alzano i padiglioni che rappresentano gli stati nell’immensa area dell’Expo, fino a tre anni fa, c’era una enorme distesa di campi. Per fare tutto questo è stata necessaria una intensa ed accurata opera di bonifica ambientale, spesso trattando materiali pericolosi come l’amianto. Se ne è occupata una ditta piacentina la Elios srl, che è entrata nel cantiere nel 2012 e vi è rimasta fino al primo maggio. Ci siamo fatti raccontare cosa è significato lavorare per la realizzazione di quello che oggi è visibile a tutto il mondo.

La crisi del commercio abita anche a Piacenza, eccome. Non solo i piccoli negozi ma anche i grandi centri abbassano le saracinesche. L’ultimo caso è quello del supermercato Carrefour che in due anni ha collezionato un passivo per 800 mila euro. Non se la passa meglio neppure Mercatone Uno di Fiorenzuola. E non naviga in buone acque neanche Mediaworld che a livello nazionale ha previsto la chiusura di 7 punti vendita. Lo store piacentino sembra salvo, ma la prospettiva non è certamente positiva a livello occupazionale.

Medici a lezione di etica. E’ quanto si propone di fare il nuovo corso di etica medica organizzato dall’ordine dei medici, dalla società bio giuridica piacentina e dall’università di torino. Obiettivo fornire gli strumenti culturali per affrontare, in autonomia, le questioni morali più scottanti.

Da bambino di strada a preside di una scuola che accoglie 500 piccoli studenti in una delle baraccopoli della periferia di Kampala. Bosco Lugasala ha fatto una scelta di vita; ha deciso di restituire quello che nella sua infanzia ha ricevuto grazie a Padre Valente e, in seguito, ad Africa Mission Cooperazione e Sviluppo.

IL TESORETTO DELLA PROVINCIA CONTRO LA CRISI

550mila euro contro la crisi per favorire l’occupazione. Li ha stanziati la Provincia nell’ultima variazione di bilancio approvata il 16 maggio scorso. Un bel gruzzolo che si va ad aggiungere ai 650mila euro già presenti nell’assestamento di bilancio del 2013. Un risultato che ha reso noto il Presidente Trespidi per tirare le somme di quanto elargito in tema di occupazione. Un bilancio insomma, considerato che il mandato del Presidente Trespidi sarà prolungato fino alla fine del 2014 come vuole la riforma sulle Province, poi dal primo gennaio 2015 si vedrà.

Venendo agli interventi, il piano prevede cinque azioni concrete: la prima è un fondo per contributi a datori di lavoro per l’inserimento e il reinserimento professionale di lavoratori a rischio espulsione dal mercato del lavoro. I destinatari sono over 50 disoccupati, over 35 e over 40 in disoccupazione, licenziati o in cassa integrazione. Il totale del fondo è di 250mila euro.

Il secondo intervento, per cui sono stati stanziati 150mila euro si rivolge alle imprese per l’assunzione e stabilizzazione di giovani dai 29 ai 34 anni disoccupati e lavoratori discontinui. I datori di lavoro sono chiamati ad assumere o trasformare il rapporto a tempo indeterminato.

Il terzo intervento riguarda gli incentivi alle imprese per l’assunzione a tempo determinato di lavoratori ultra ventinovenni. Gli importi verranno definiti in base alla durata del rapporto di lavoro, con priorità di genere, nell’ottica di incentivare l’occupazione femminile. Le risorse a disposizione sono di 190mila euro.

Il quarto ed il quinto intervento, per cui sono stati stanziati 30mila euro ciascuno, si rivolgono, per la prima volta, agli enti locali; si tratta di voucher ai comuni che utilizzano per lavori occasionali lavoratori in cassa integrazione, mobilità o in disoccupazione. Il quinto ambito di intervento si rivolge a quegli enti locali dove vengono impiegati lavoratori socialmente utili.

Per gli interventi 1.3.4.5 la Provincia sta predisponendo i bandi che saranno disponibili da giugno.

LAVORATORI FABBRICATRESPIDI LAVORO