DON PIETRO: “A ME STA A CUORE IL BENE DEI RAGAZZI”

Il clamore è stato tanto e continua a distanza di una settimana, proprio mentre lo stiamo intervistando don Pietro Cesena riceve le telefonate di giornalisti di testate nazionali. Quando i toni si alzano fanno fragore, ancora di più se arrivano dall’altare nel bel mezzo di un’omelia.

Quel “stronzi” ripetuto due volte rivolto ad alcuni rapper che infilano nei testi messaggi provocatori e diseducativi, secondo don Pietro rendono ancora più fragili e insicuri i ragazzini che non sanno distinguere i messaggi giusti da quelli sbagliati. Lo abbiamo incontrato a Verdeto, in val Luretta, dove un gruppo di ragazzi sta partecipando alla quarta vacanza scientifica.

LE CONTRADDIZIONI DELL’ACCOGLIENZA. INTERVISTA A DON PIETRO CESENA

E’ una povertà crescente quella che ogni giorno bussa alla porta delle parrocchie delle periferie cittadine, succede anche dalle nostre parti, nonostante Piacenza sia una città ricca e benestante. Ma non per tutti. Padri e madri di famiglia che non ce la fanno con la spesa e le bollette a cui si aggiungono la mancanza di un lavoro stabile e la difficoltà a gestire i rapporti umani e gli affetti familiari, spesso i primi a risentire negativamente della situazione di difficoltà.  A questo si aggiunge un’altra emergenza quella dei profughi, che vanno a rinfoltire quel già troppo nutrito esercito di persone che non ce la fanno. Eppure non si può far finta di nulla, voltarsi dall’altra parte o fingere che il problema non esista. Mettere la testa sotto la sabbia e non pensare che uomini e donne sono disposti a fare migliaia di chilometri a piedi per poi imbarcarsi su mezzi di fortuna per arrivare in italia, non è corretto. Ma non si può nemmeno ignorare il disagio e le fragilità che ogni giorno si incontrano per le nostre strade, a due passi dalle nostre case. Di seguito la lunga intervista a Don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia