SINDACA TARASCONI: “SU PIAZZA CITTADELLA DOBBIAMO ANDARE AVANTI, NON POSSIAMO RIPARTIRE DA ZERO”

La sindaca Katia Tarasconi interviene, con una nota, su piazza Cittadella, in particolare sul “fuoco incrociato che ha pochi precedenti” messo in atto dalle opposizioni sui rapporti contrattuali tra il Comune e la società concessionaria Piacenza Parcheggi.

“Ci sono diverse sensibilità sul tema, e tutte legittime – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi – ma è un dato di fatto innegabile che l’attuale amministrazione abbia sbloccato una situazione che si trovava in stallo da oltre dodici anni con un contratto vincolante tra Comune e concessionario. Il punto è proprio questo, e con tutta la buona volontà faccio davvero fatica a comprendere come ci possa essere qualcuno a cui piazza Cittadella va bene così com’è oggi”.

E’ al 2012 infatti che risale la firma della convenzione in virtù della quale la società Piacenza Parcheggi è il soggetto che dovrà realizzare il parcheggio interrato di Piazza Cittadella e, con la sua “costola” GPS Global Parking Solutions, ha in gestione la sosta a pagamento nelle aree a strisce blu in città. Dodici anni durante i quali si sono susseguite varie fasi nei rapporti tra Comune e concessionario; “rapporti che ci vedevano in una posizione scomoda – prosegue la sindaca – e quindi nella condizione di non poterci muovere liberamente rispetto agli eventuali step successivi, qualsiasi essi fossero. E parlo anche di eventuale rescissione del contratto qualora si rendesse necessaria. E, come Amministrazione, speriamo che non sia così’”.

Lo sblocco della situazione – dopo mesi di lavoro da parte degli uffici – è iniziato alla fine dello scorso luglio e si è poi concretizzato con la firma dell’addendum contrattuale a dicembre quando, di fatto, il concessionario è stato posto nelle condizioni di poter dialogare con le banche e di fornire successivamente le garanzie necessarie a proseguire nell’iter che, qualora dovesse avere esito positivo, sfocerà nell’inizio dei lavori di riqualificazione della piazza con realizzazione, tra l’altro, del parcheggio interrato.

Garanzie bancarie che se è vero ad oggi non sono ancora state presentate, è altrettanto vero che Piacenza Parcheggi ha presentato valida documentazione che attesta come la motivazione si trovi all’interno di tempistiche fisiologiche per l’espletamento di tutte le procedure necessarie all’ottenimento del credito secondo gli iter interni delle importanti banche coinvolte nell’operazione.

“La visione e la volontà politica dell’attuale amministrazione – prosegue Tarasconi – vanno nella direzione di veder riqualificata piazza Cittadella, anche con la realizzazione del parcheggio interrato. Ed è questo il motivo per il quale si è deciso di proseguire nel dialogo con l’attuale concessionario, anch’esso intenzionato a proseguire nel rapporto con l’ente. Un dialogo che, ad oggi, vede il Comune nella posizione di poter far valere i propri diritti sotto tutti i punti di vista e in ogni momento ma che, allo stesso tempo, si sta svolgendo in totale trasparenza e spirito di collaborazione”.

Anche con riferimento agli arretrati dovuti dal concessionario al Comune, si ricorda che lo scorso dicembre sono stati saldati quelli relativi al 2020, al 2021 e a tutto il 2022 (“altro risultato raggiunto dall’attuale Amministrazione” rimarca la sindaca). Un saldo che dimostra l’intenzione da parte del concessionario stesso di adempiere ai propri impegni contrattuali. Senza contare, a ulteriore riprova della stessa intenzione, la piena validità delle polizze fideiussorie quinquennali fornite sempre da Piacenza Parcheggi al Comune.

Alla luce di un dialogo basato su questi presupposti, la speranza – e la stessa sindaca Katia Tarasconi l’ha sempre detto a chiare lettere – è che il contratto resti in essere e piazza Cittadella possa finalmente cambiare volto rispetto a com’è oggi. “E sia chiaro che lo facciamo per Piacenza, per i piacentini e per chi arriva da fuori città – afferma la sindaca – basandoci sulla situazione concreta, convenzione compresa, che abbiamo ereditato dalle amministrazioni precedenti, nessuna delle quali per un motivo o per l’altro è arrivata a vedere la luce in fondo a un tunnel che a nostro avviso è stato fin troppo lungo. Ecco perché abbiamo accelerato”.

L’alternativa alla buona riuscita di questo iter sarebbe dunque ripartire da zero e perdere, tra l’altro, i finanziamenti utili a coprire una parte dei costi dell’intera operazione: “Una prospettiva decisamente più onerosa per i piacentini – dice Katia Tarasconi – a meno che non si intenda mantenere la piazza esattamente com’è ora. Ed è un’ipotesi, lo ripeto, che davvero fatico a immaginare come possa essere gradita a qualcuno. Ovvio che stiamo vigilando, gli uffici sono costantemente al lavoro per monitorare l’andamento del contratto e i contatti con il concessionario sono frequenti”.

Vale la pena ricordare come quella di piazza Cittadella sia un’area che nel corso degli anni – in particolare dopo lo spostamento in altra sede della stazione degli autobus – abbia vissuto un progressivo impoverimento e abbandono sino alla situazione attuale che, al di là di ogni possibile dialettica, è di assoluto degrado, con lo stabile che un tempo ospitava la biglietteria degli autobus ridotto a un rudere impresentabile a pochi metri dall’ingresso dei Musei Civici di Palazzo Farnese.

Al netto delle diverse sensibilità sul tema, appare prioritario per la città – nella visione dell’amministrazione comunale – arrivare a concretizzare un iter iniziato con la firma della convenzione nel 2012.

COMITATO SALVIAMOSPEDALE: “LA VERITA’ E’ CHE NON CI SONO PIU’ I SOLDI PROMESSI”

Da 227 a 296 milioni di euro. È quanto ha deliberato l’assemblea regionale rispetto alla somma per il nuovo ospedale di Piacenza. Un aumento cospicuo che sfiora i 300 milioni.
Oltre la metà di questa somma, 160 milioni, saranno reperiti attraverso un partenariato pubblico, ovvero da società private interessate all’opera.
Poi la regione li restituirà in 15/20 anni più gli interessi. 129 milioni arriveranno dallo stato tramite la regione, e 7 milioni dalla regione Emilia Romagna.
Un quadro che non convince né rassicura il comitato Salviamospedale che denuncia “la verità è che non ci sono i soldi”.

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“C’E’ UN BRUTTO CLIMA CONTRO IL PENSIERO CRITICO”. BEPPE GIULIETTI E RINO ROCCHELLI ALLA TENDA DELLA PACE

Alla Tenda della Pace, in piazza Cavalli, hanno portato la loro testimonianza Beppe Giulietti, fondatore i Articolo 21, e Rino Rocchelli, papà di Andrea il fotoreporter ucciso nel Donbass nel 2014. Hanno parlato di quanto è difficile fare informazione in tempo di guerra e di come il diritto di critica viene messo costantemente in pericolo. “Occorre tornare alle origini della professione” ha esortato Giulietti.

L’incontro rientra nella serie di eventi organizzati da Europe for Peace che, fino all’11 marzo, ospiterà incontri e testimonianze alle tenda della pace sotto palazzo Mercanti.

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FESTIVAL DEL PENSARE CONTEMPORANEO 2024: SARA’ LA FONDAZIONE TEATRI AD OCCUPARSI DELL’ORGANIZZAZIONE

Sarà la Fondazione Teatri di Piacenza ad occuparsi dell’organizzazione della seconda edizione del Festival del Pensare Contemporaneo. Lo rende noto l’amministrazione in un comunicato che sottolinea che si tratta di “una novità che vede assegnare un ruolo di primo piano, anche in ottica di promozione turistica, alla Fondazione Teatri , ovverosia a quello che per Piacenza è lo strumento per eccellenza deputato a promuovere la cultura, il pensare, la bellezza con il Festival.

L’accordo, che sancirà l’individuazione della Fondazione diretta da Cristina Ferrari quale soggetto organizzatore dell’edizione 2024 del Festival e verrà siglato dal Comune di Piacenza e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, è stato approvato all’unanimità in Giunta nelle scorse ore insieme alle modifiche statutarie del Comitato “Progetto Festival del Pensare contemporaneo” che rimarrà il soggetto promotore dei contenuti scientifici e strategici del Festival e interloquirà con il soggetto organizzatore Fondazione Teatri.

Nella stessa delibera di Giunta si dà atto che il contributo economico del Comune previsto nell’accordo avrà un importo massimo di 30mila euro già previsti nel Bilancio di previsione 2024-2026 al capitolo “Contributi Sistema Cultura Piacenza”.

Dopo il successo straordinario della prima edizione, che in quattro giorni di fine settembre ha trasformato Piacenza in una vera e propria capitale del “pensare contemporaneo” con ospiti di livello internazionale e un pubblico – non solo piacentino – che si è dimostrato entusiasta e partecipe al di là delle più rosee aspettative, si torna dunque a progettare l’edizione numero due.

Un’edizione che si preannuncia ancora più ricca di contenuti e spunti in grado di stimolare il dibattito, la riflessione, la conoscenza e di “ispirare le generazioni più giovani, ritenendole la risorsa fondamentale per la costruzione di un futuro più sostenibile e consapevole”. Queste le parole del vicesindaco Marco Perini e del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano nella lettera con la quale hanno proposto la collaborazione tra Comune, ente di Sant’Eufemia e la Fondazione Teatri. Una missiva inviata alla direttrice Cristina Ferrari nella quale si sottolinea l’intenzione di legare il “nome” della stessa Fondazione Teatri all’organizzazione del Festival come “importante tassello nella promozione turistico-culturale di questa nostra splendida città”.

Lettera alla quale la direttrice Ferrari ha risposto esprimendo “riconoscenza e soddisfazione”. “Questa futura collaborazione – scrive – ci permette anche di raggiungere alcuni obiettivi suggeriti dal Ministero della Cultura riguardo all’attenzione alle giovani generazioni, al dialogo tra le diverse discipline artistiche e ai linguaggi della contemporaneità, caratteristiche già ampiamente espresse nella prima edizione del Festival”.

IRENE CECCHINI, LA STUDENTESSA DIPLOMATA AL GIOIA CHE AMA LA RUSSIA “QUESTO E’ UN PAESE LIBERO CHE DA OPPORTUNITA’ A TUTTI”

Continua a scrivere di lei la stampa internazionale e quella italiana. Dopo l’intervista di ieri alla Stampa, oggi è il Corriere della Sera a dedicarla nuovo spazio. Sì perché Irene Cecchini, la studentessa di 22 anni, originaria della bassa lodigiana ha incontrato il presidente russo Putin rivolgendogli alcune domande sulle politiche dell’immigrazione e del mercato del lavoro nel corso del forum “Idee forti per tempi nuovi”.

La studentessa, dopo aver frequentato i primi tre anni al liceo Novello di Codogno, ha deciso di terminare gli studi al liceo Gioia di Piacenza, indirizzo classico tradizionale, con un ottimo profitto. E’ qui che ha coltivato e approfondito gli studi per la politica internazionale e ha deciso di iscriversi all’università MGIMO di Mosca dove sta frequentando la facoltà di Affari governativi e internazionali.

Nell’intervista alla Stampa Irene dice di amare la Russia, di volerci vivere. “E’ un paese libero – dice – che dà opportunità a tutti. Io sono innamorata della Russia”. Parole che, per essere comprese, hanno bisogno di una riflessione serie. Perché sulle prime possono stridere se pensiamo a cosa sta accadendo da due anni a questa parte dopo lo scoppio del conflitto con l’Ucraina. Irene si riferisce in particolare alle opportunità strategiche e commerciali che la Russia può offrire. “Il racconto della Russia illiberale e dittatoriale – dice – è una costruzione dell’Occidente che da anni attacca Mosca per guadagnare terreno. L’Occidente ha sempre considerato questo paese la pecora nera e la Russia non ha fatto altro che difendersi”. Un amore talmente verso questa terra dai mille contrasti che Irene spera di ottenere la cittadinanza.

ph. RaiNews

CASA DI RIPOSO MARUFFI SALVA, GRAZIE AD UN ACCORDO CON LA SOCIETA’ EDOS

“La nostra priorità, come Comune di Piacenza, è sempre stata quella di fare il possibile per tutelare i settanta ospiti della Casa per anziani Maruffi di via Roma e la cinquantina di operatori che lavorano in quella struttura, riconosciuta come punto di riferimento per l’intera comunità piacentina. La nostra disponibilità, con l’impegno congiunto di tutti i Servizi sociali, degli uffici e dell’intera Giunta comunale, è stata massima in questi mesi complicati e di grande incertezza. Ed è per questo che accogliamo con grande soddisfazione il risultato raggiunto ovvero l’accordo tra Fondazione Maruffi e il gruppo fiorentino La Villa, realtà solidamente attiva nel settore socio-sanitario da quasi trent’anni e con all’attivo 49 strutture in tutto il Paese.

L’accordo prevede il subentro della società Edos, controllata dal Gruppo La Villa, nella gestione della Casa per anziani ad oggi in mano alla Cooperativa Sociale Proges; ed è previsto inoltre un percorso di riqualificazione della struttura. Il tutto, ed è uno degli aspetti che più ci stavano a cuore, garantendo la continuità del servizio di cui tanti piacentini e relative famiglie usufruiscono da anni e al quale da anni si dedicano con passione e dedizione tanti operatori specializzati. Nel rinnovare la soddisfazione per il raggiungimento di un accordo che fa tirare un sospiro di sollievo a tutta la nostra comunità, confidiamo nell’impegno e nella professionalità di chi prenderà in mano il futuro del Maruffi, da sempre simbolo di cura e attenzione per i nostri anziani”.

TARGA SUI TICKET DELLE SOSTE BLU: VINCE LA QUESTIONE SICUREZZA. COMPENSAZIONI AMBIENTALI PIU’ CHIARE: PASSA LA MOZIONE. MA “MANCA IL CORAGGIO DI MESSAGGI FORTI”

Una mozione di principio, una mozione ideale. Così i consiglieri Cugini e Rabuffi di ApP hanno definito la mozione a loro firma relativa alla sosta a pagamento in cui si chiudeva di togliere l’indicazione della targa sullo scontrino. “Una richiesta che va nella direzione – ha spiegato il consigliere Rabuffi – di portare sul piano dell’equità il rapporta tra cittadini e gestore di un servizio pubblico. Equità per noi è pagare il giusto corrispettivo, senza sconti ma pure senza extra gettito per il gestore”. La tesi di fondo dei consiglieri di ApP è che, riportando il numero di targa sullo scontrino, il gestore, di fatto, incassa più ticket sullo stesso stallo. “Senza contare – ha aggiunto Cugini – il digital divide in cui versano molti cittadini, soprattutto i più anziani, che non hanno dimestichezza nel fare il ticket”.

Negativo il parere dell’assessore Bongiorni che ha motivato il diniego con la questione securitaria. Il cosiddetto “mercanto nero” degli scontrini stava diventando all’ordine del giorno, soprattutto in alcuni parcheggi della città. Oggi questa pratica, ma si è ridotta di molto. D’accordo con il parere dell’assessore tutta la minoranza di centro destra e pure la maggioranza di centro sinistra. Una posizione, quest’ultima, che ha sorpreso non poco il capogruppo Cugini “se così dev’essere siamo orgogliosamente alternativi! Non si può sempre demandare ad altri la risoluzione del problema: se vogliamo disincentiva l’uso dell’auto allora prima facciamo piste ciclabili, parcheggi scambiatori e poi si aumentino le tariffe!” in risposta alla consigliera Caterina Pagani di Pc Oltre. La mozione è stata respinta con i voti favorevoli dei solo consiglieri proponenti di Alternativa per Piacenza.

E’ passata, invece, la mozione di Piacenza Oltre in cui si chiedeva di “rendere più efficace e trasparente l’utilizzo delle compensazioni ambientali”, ovvero delle risorse che operatori privati titolari di piani immobiliari devono versare al Comune o impiegare per realizzare interventi di mitigazione ambientale. “L’obiettivo – ha spiegato la consigliera Pagani – è avere una visione d’insieme per considerare e leggere le compensazioni ambientali nel loro insieme, visione che oggi manca”. “Non si può sentire dire queste cose da parte della presidente della commissione Urbanistica” ha tuonato il consigliere Massimo Trespidi all’indirizzo proprio della consigliera Pagani. “Nel maxi insediamento di Roncaglia – ha detto il consigliere Anelli – dove una delle compensazioni era la piantumazione dell’area circostante, le piante sono morte non essendo collegate ad un impianto di irrigazione”. “Se Roncaglia avesse avuto solo una piccola percentuale delle somme versate per compensazione, sarebbe la frazione più bella del mondo!!  – ha detto il consigliere Rabuffi – invece quanto è stato destinato?” ha domandato retoricamente. “ApP voterà questa mozione, ma se dobbiamo dare un messaggio mandiamolo forte e chiaro – ha esortato il consigliere Cugini nel definire la mozione di Pc Oltre – sono mozioni morbide!” La mozione è passata con il voto favorevole delle maggioranza e di ApP e il voto contrario della minoranza.

 

IL SISTEMA PIACENZA E’ IN RIPRESA, MA C’E’ UN GAP DI MANUALITA’ NELLA MANODOPERA

L’economa piacentina mostra evidenti segni di ripresa, nonostante le condizioni geopolitiche degli ultimi due anni non giochini certamente a favore, prima tra tutte il conflitto russo ucraino.
Tuttavia, si diceva, il sistema piacenza va avanti, come riferiscono i dati del primo semestre 2023 presentati sul numero 44 di Piacenza economia lavoro e società, nel rapporto congiunturale elaborato dalla provincia di piacenza e dalla camera di commercio dell’Emilia.

All’interno del rapporto congiunturale, è presente un focus sul fabbisogno professionale delle imprese piacentine, che costituisce un indicatore importante per lo sviluppo del territorio. È una istantanea vivace quella che ne esce, forte dei 30 mila nuovi contratti di lavoro stipulati, ma debole sulla forte difficoltà in cui si trovano le imprese nel trovare le figure professionali che desiderano.

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LEGAMBIENTE: “DALLA REGIONE, DATI SUL CONSUMO DI SUOLO DISCUTUBILI E PROPAGANDISTICI”

Legambiente Piacenza definisce “discutibili e propagandistici” i dati emersi dal monitoraggio della regione Emilia Romagna sul consumo di suolo nel nel periodo transitorio (2018-2023) rispetto alla piena attuazione della legge urbanistica n.24/2017.
“E’ ovvio che i risultati di uno studio sono direttamente conseguenti ai criteri – a nostro avviso discutibili – con cui i dati sono raccolti e interpretati – si legge nella nota di Legambiente – per esempio quanti Comuni hanno risposto ai quesiti della Regione? Nel report della Regione si legge il 68% (nella provincia di Piacenza 57%, cioè 26 Comuni su 46 !). Chi può garantire la corretta
comprensione dei quesiti posti agli uffici tecnici comunali? Chi può garantire l’omogeneità delle risposte, su una tematica così complessa, da parte di uffici tecnici oberati di lavoro e non certo entusiasti di dover interpretare l’autentica finalità dell’indagine conoscitiva? Perché tanta enfasi sui risultati considerando che sono esclusi i dati delle trasformazioni urbanistiche approvate e convenzionate nell’ultimo semestre del 2023, in cui sono arrivate a conclusione la maggior parte delle procedure a rischio di decadenza, come ad esempio quella dell’ex Camuzzi a Piacenza.

Perché non dire che fra i dati che attestano il consumo di suolo nella provincia di Piacenza, dal 2018 al 2023 (un dato sbalorditivo e incredibile di soli 12,2 ettari, secondo il monitoraggio regionale !) sono esclusi tutte i progetti ex art. 53 (procedimento unico) relativi ai numerosi interventi di ampliamento e ristrutturazione di fabbricati adibiti all’esercizio di impresa. Perché non precisare che sono escluse tutte le approvazioni degli insediamenti approvati nello stesso periodo tramite l’art 8 del DPR 160/2010 (vedi approvazione di circa 100 ettari nei Comuni di Castel San Giovanni, Caorso, Fiorenzuola, ecc., per insediamenti logistici ).

I dati dei Rapporti dell’ISPRA, per quanto rilevati con metodiche diverse, danno un quadro ben diverso e oggettivo della realtà, che possiamo osservare con i nostri occhi, percorrendo le campagne devastate da nuovi e sempre più ingombranti capannoni. Ben 449 sono gli ettari di prezioso suolo consumato nella provincia di Piacenza dal 2018 al 2022, quasi il 15% del totale regionale! Questa è la realtà; l’onda lunga di una pianificazione bulimica delle amministrazioni comunali degli ultimi 20 anni. Consumo di suolo nella
maggioranza dei casi irrimediabile e definitivo, altroché temporaneo, come si vorrebbe far credere. Se da un lato non si può ignorare che la Regione ER sia l’unica, nel panorama nazionale, ad aver approvato una legge che si propone di contrastare il consumo di suolo, non si può nemmeno ignorare – con un
atteggiamento più onesto e meno fideistico – che la stessa legge, attraverso l’estrema dilatazione del periodo transitorio e a seguito delle deroghe previste dall’art.6 comma 5, non riuscirà nel suo intento, purtroppo.
Molti urbanisti confermano che la decadenza delle pianificazioni previgenti l’entrata in vigore della legge 24 è frutto più delle dinamiche di mercato che dei deboli vincoli introdotti dalla legge stessa.
Per tale motivo auspichiamo che tutte le forze politiche autenticamente consce della necessità di una vera transizione ecologica, tesa a proteggere la salute e il futuro delle giovani generazioni, si esprimano apertamente contro il meccanismo della perequazione territoriale, che aprirebbe un nuovo e insostenibile varco al superamento del limite del 3% di consumo di suolo entro il 2050. Superamento non più giustificabile con lo stonato mantra dello sviluppo. Serietà e responsabilità suggeriscono ricette ben diverse per lo
sviluppo, rispetto all’ostinata e anacronistica strada della cementificazione e della speculazione immobiliare”,

“DA OGGI PIACENZA E’ DAVVERO CITTA’ UNIVERSITARIA”

Sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale, le istituzioni accademiche aventi sede sul territorio – Università Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Parma – e il Conservatorio Nicolini. A siglare il documento, alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, i rettori Franco Anelli, Donatella Sciuto e Paolo Martelli, accanto al presidente dell’istituto musicale Massimo Trespidi.
Grazie a questo accordo sarà possibile realizzare iniziative congiunte, promozionali e divulgative, finalizzate all’orientamento universitario e lavorativo dei giovani, alla continuità accademica e formativa e alle opportunità di civismo attivo e volontariato per gli studenti, per i quali si prevedono agevolazioni nella fruizione di spazi e servizi pubblici, eventi dedicati e interventi specifici di sostegno alla residenzialità per i fuori sede, ad esempio tramite l’istituzione di un fondo di garanzia per gli affitti.

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