DA DOMENICA CHIUDE IL PRONTO SOCCORSO DI CASTEL SAN GIOVANNI

Dalle 20 di domenica 22 novembre chiuderà il Pronto Soccorso dell’ospedale di Castel San Giovanni. La misura è stata assunta per mantenere il presidio Covid free. Il personale del Pronto soccorso di Castel San Giovanni andrà a rinforzare l’attività sanitaria del Pronto soccorso di Piacenza, dove stanno convergendo i pazienti con sintomi riferibili a sospetto covid da tutta la provincia.

Nell’ospedale di Castel San Giovanni rimangono invariate tutte le altre attività di degenza, ambulatoriali, di laboratorio e di diagnostica radiologica. Inoltre, dalla settimana scorsa sono state concentrate nel presidio della Val Tidone anche gli interventi chirurgici programmati di Chirurgia generale e vascolare, Urologia e Ginecologia di tutto l’ambito provinciale, con lo spostamento delle equipe dedicate.

Per le urgenza è possibile rivolgersi al pronto soccorso di Piacenza e al 118.

Di notte e nei festivi, l’attività del medico di famiglia e del pediatra prosegue attraverso il Servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia medica). In Val Tidone sono presenti due sedi: una a Pianello e una a San Nicolò (Comune di Rottofreno). Il servizio di Continuità assistenziale è garantito dalle ore 20 alle 8 dei giorni feriali e dalle ore 8 del sabato, o altro giorno prefestivo, fino alle 8 del lunedì , o del giorno feriale successivo. Per accedere occorre contattare il numero del centralino unico 0523/343000.

 

OSPEDALE DI FIORENZUOLA DIVENTA COVID. CHIUSO IL PRONTO SOCCORSO

L’ospedale di Fiorenzuola, da oggi, diventa Covid mettendo a disposizione circa 60 posti letto. Una decisione che si è resa necessaria con l’aumento dei ricoveri di pazienti positivi al Coronavirus.

“Il ricovero di alcuni pazienti positivi nella struttura della Val d’Arda iniziato già nella giornata di ieri- afferma Luca Baldino, direttore Generale dell’Azienda Usl –  va nella direzione di mantenere in piena attività i reparti delle medicine, della geriatria e dell’oncologia di Piacenza mantenendoli covid-free. Infatti, come già avvenuto per lo spostamento dell’attività chirurgica all’ospedale di Castel San Giovanni, anche questa modifica organizzativa tende a conservare il più possibile il livello delle prestazioni, visite e ricoveri dedicati a pazienti non covid e a non interrompere così l’attività “ordinaria” di questi reparti”.

Come previsto dal piano predisposto, all’aumento dei tamponi positivi registrati sul territorio nelle ultime settimane corrisponde un aumento dei pazienti che si presentano in Pronto soccorso e che hanno necessità di ricovero: oggi sono oltre 200 le persone positive ricoverate nelle strutture pubbliche e private (la Casa di cura Sant’Antonino) della rete ospedaliera piacentina.

“Nell’ospedale di Fiorenzuola verrà chiuso da giovedì prossimo il Pronto soccorso, mentre rimarranno attive e in sicurezza, con percorsi dedicati, le attività ambulatoriali e di diagnostica radiologica. Il personale del Pronto soccorso andrà a rinforzare l’attività sanitaria della Medicina. I pazienti negativi presenti nel nosocomio che non possono essere dimessi saranno ricoverati nei reparti “puliti” di Piacenza e, se necessitano di riabilitazione, verranno ammessi alla casa di cura San Giacomo di Ponte dell’Olio”.

Il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi pur rendendosi conto della decisione necessaria per fronteggiare l’emergenza epidemiologica specialmente a tutela delle persone più fragili, “permane tuttavia la problematica che un’ampia fascia di cittadini piacentini, della val d’Arda e vicini, rimarranno ancora privi fino a data da destinarsi di un presidio importante di Pronto soccorso. Per riuscire a uscire il prima possibile da questa situazione posso solo chiedere ai miei concittadini di prestare ancora la massima attenzione per contenere il numero dei contagi e nel frattempo risollecitare l’Azienda a minimizzare i disagi e a occupare il periodo di inattività per eseguire tutte le opere necessarie per riavere l’ospedale alla massima efficienza”.

“SE AUMENTANO I CONTAGI IL SISTEMA SANITARIO VA IN CRISI”

Si respira fiducia ma anche tantissima concretezza nelle parole del dottor Andrea Magnacavallo, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza, il primo avamposto dove i pazienti arrivano, oggi più che mai i malati di Covid.

Nei mesi terribili di marzo e aprile gli accessi al pronto soccorso erano arrivati a 80 giornalieri, oggi sono una ventina i pazienti positivi che accedono al ps, di questi circa la metà, 10/12 vengono ricoverati. Attualmente i ricoveri complessivi Covid sono 130 per lo più nel reparto di medicina d’urgenza, il 10% di questi è nell’area intensiva e sub intensiva. A fronte di un aumento del flusso Covid, è diminuito del 20/25% il numero degli accessi con codici minori, da 160/190 pazienti ai 135 attuali giornalieri.

CORONAVIRUS, DALL’ASL L’INVITO A MANTENERE LA CALMA E A RIVOLGERSI LA MEDICO DI FAMIGLIA O 118

Mantenere la calma senza lasciarsi prendere dal panico e affidarsi solo a notizie che arrivano dalle ASL e dalle Regioni, nella fattispecie Emilia Romagna e Lombardia. È, in sintesi, il messaggio che arriva dall’Asl di Piacenza attraverso il direttore generale Luca Baldino e dal primario del pronto soccorso Andrea Magnacavallo.
Nel caso si avvertano i sintomi l’invito e di chiamare il medico di famiglia o il 118 il cui personale procederà al tampone.
Il punto della situazione da parte del direttore Baldino si è reso necessario dopo i sei casi in Lombardia.
“Abbiamo un caso sospetto ricoverato in isolamento nel reparto di Malattie Infettive in attesa dell’esito del tampone, che dovrebbe arrivare a breve – ha detto Baldino -. Per quanto riguarda l’azienda Mae di Fiorenzuola, sono stati presi contatti con la proprietà, che sta collaborando molto; stiamo contattando i dipendenti, in primis quelli che hanno fatto viaggi all’estero, per fare tutte le verifiche del caso.
Sostanzialmente l’azienda sanitaria di Piacenza sta usando grande precauzione per una situazione che al momento non ci dà casi accertati sul territorio. Il fatto che il tampone sul manager sia risultato della MAE negativo ci fa comprendere che probabilmente, in attesa dei futuri accertamenti, non sia stato lui l’origine”.
Sono una settantina i dipendenti dell’azienda tenuti sotto controllo per precauzione.
Al pronto soccorso cittadino la situazione è ben gestita, l’invito ribadito anche dal dottor Magnacavallo è di non presentarsi al pronto soccorso ma chiamare il 118 o il medico di famiglia.

OPERATORI DI CORRIDOIO: A BREVE UNO SPORTELLO SPERIMENTALE IN PRONTO SOCCORSO

A Piacenza sono 300 all’anno i ragazzi sotto i 14 anni che arrivano in pronto soccorso per intossicazione da qualunque sostanza. Il 10% del totale degli accessi. Un dato preoccupante che deve far riflettere gli operatori sanitari. Gli stessi ragazzini tornano anche 4-5 volte nello stesso anno.

È proprio valutando questa realtà che a livello regionale è nata la figura dell’operatore di corridoio, un servizio arrivato a Piacenza nel 2018 sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano

In un anno mezzo i 6 operatori del territorio hanno svolto 70 uscite nei week end e contattato 200 persone all’interno del pronto soccorso cittadino. L’operatore è un educatore professionale, formato e preparato per fare da intermediario tra gli operatori sanitari, famiglia e amici del paziente.

OPERATORI DI CORRIDOIO: DAL 2018, 200 PERSONE CONTATTATE IN PRONTO SOCCORSO

Si chiamano operatori di corridoio, educatori professionali che intervengono in pronto soccorso per accorciare le distanze tra personale sanitario, parenti e amici del paziente ricoverato per intossicazione da sostanze. 

Il servizio è regionale, a Piacenza è partito nel 2018 con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano; gli operatori sono sei, in un anno e mezzo hanno contattato 200 persone e garantito il servizio per settanta week end. 

Ora si pensa a creare uno sportello di counseling proprio con gli operatori di corridoio. Ne abbiamo parlato con il dottor Antonio Mosti, direttore del Sert servizio dipendenze patologiche. 

IN UN ANNO 300 ACCESSI PER ABUSO DI ALCOOL: NASCE L’OPERATORE DI CORRIDOIO

A livello regionale sono 142 mila gli accessi al pronto soccorso da parte dei giovani e giovanissimi tra i 14 i 25 anni, costituiscono l’11 per cento del totale. A Piacenza, in un anno, su 62 mila accessi 3500 sono stati pazienti intossicati, di cui 300 tra i 14 e 18 anni. Il dato è complessivo e comprende casi riconducibili ad alcool e sostanze d’abuso ma anche a farmaci. Arrivano al pronto soccorso perché è considerato un luogo protetto, sicuro, e sopratutto anonimo. Alla luce di questo è nato il progetto Operatore di corridoio: una figura che ha il compito di aiutare il personale a riconoscere le problematiche di abuso e interagire con esse per favorire un rapporto di fiducia con le strutture sanitarie.

NUOVO PRONTO SOCCORSO, SPAZI RADDOPPIATI E PIU’ TECNOLOGIA

Comincia dal triage il viaggio nel nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza, una vera e propria cabina di regia che indirizza i pazienti verso l’area più appropriata alle loro esigenze in base al codice di gravità. Una riqualificazione complessa e articolata per la quale sono stati investiti 9 milioni 740 mila euro. Spazi raddoppiati che oggi coprono una superficie di 2680 metri quadrati, nei quali sono stati creati percorsi distinti per i casi più gravi e per i codici bianchi e verdi. Pazienti e familiari sono costantemente aggiornati grazie ai monitor che permettono di visualizzare la propria situazione e il numero complessivo di utenti in attesa. 

Gli spazi sono stati divisi in 5 aree in base ai codici di gravità. È stata realizzata un’area di radiologia d’urgenza dotata di una tac 16 strati e un’area OBI dedicata cioè all’osservazione breve e intensiva alla quale sono stati dedicati 8 posti letto per quei pazienti che necessitano di una osservazione di 24 ore. Il pronto soccorso, dal quale si accede a piedi da cantone del cristo e in auto da barriera torino, diventa il fulcro dell’intero ospedale, il primo passaggio prima del trasferimento nei reparti.

A breve il servizio completo su www.zerocinque23.tv  

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