GIANNI COPELLI: “UNA FOLLIA PROTESTARE DAVANTI ALLA CGIL”

Due sindacati uno contro l’altro, in mezzo i lavoratori. Non è stata una bella pagina quella che ha visto i si cobas manifestare, pochi giorni fa, davanti alla Camera del Lavoro di Piacenza. Al centro la vertenza Fedex tnt con la multinazionale della logistica che ha deciso di chiudere lo stabilimento piacentini dove erano occupati 280 lavoratori. All’indirizzo delle protesta del sindacato di base non c’erano i vertici dell’azienda ma Filt cgil.

Gianni Copelli, è stato segretario della camera del lavoro di piacenza dal 2004 al 2010; il settore della logistica lo ha visto nascere con il primo stabilimento Ikea. Il settore è radicalmente cambiato, ciò che fa la differenza oggi più ieri è il tasso di radicalizzazione e la difficoltà ad avviare una contrattazione.

SI COBAS CONTRO LA CGIL: AL CENTRO LE TENSIONI PER LA CHIUSURA FEDEX-TNT

Un sindacato contro l’altro: si cobas e Cgil proprio davanti alla camera del lavoro. Fa effetto vedere la protesta non contro i vertici di una multinazionale ma tra gli stessi lavoratori appartenenti a due sindacati, che fino a poco tempo fa, qualcuno definiva uno la costola dell’altro.

Una presa di posizione netta e decisa contro i sindacato di via 24 Maggio: “la Filt- Cgil – è il testo della nota – deve smetterla di utilizzare il suo ruolo per contrastare le rivendicazioni operaie agendo un ruolo filo padronale. Tutti gli interventi hanno rimarcato il danno subito nelle loro vite lavorative e manifestato insofferenza verso gli ulteriori colpi portati in questi giorni con la collaborazione alla chiusura del sito Fedex-Tnt”.

IKEA, NUOVI BLOCCHI AI CANCELLI

Nuovi blocchi e nuovi scontri davanti al magazzino Ikea di Le Mose. La protesta da parte dei facchini aderenti al Si Cobas non si placa. Anzi si riaccende proprio nel giorno in cui cinque militanti di alcuni collettivi di Bologna che sostengono la lotta degli operai dello stabilimento piacentino hanno ricevuto il foglio di via dalla città. Il provvedimento si riferisce agli scontri del 7 maggio scorso. Nonostante questo i militanti hanno comunicato che la protesta continuerà. Stamattina circa un centinaio di manifestanti ha bloccato l’ingresso dei camion ai cancelli dello stabilimento.

 

ikea blocchi

COBAS, PRONTI A BOICOTTARE IKEA

Non si fanno attendere le reazioni dei  lavoratori Ikea dopo i provvedimenti disciplinari presi dalla coop San Martino nei confronti dei 33 facchini aderenti al Si Cobas. Al momento il sindacato comunica che i licenziamenti risultano undici e annuncia l’avvio di una campagna di boicottaggio nei punti vendita del marchio svedese per sabato e domenica prossimi.

Qui di seguito riportiamo il testo completo della nota del Si Cobas.

Dopo aver ignorato l’accordo sottoscritto in Prefettura, esautorandola di fatto, la Cooperativa San Martino ha preso tempo per rafforzare la campagna antisindacale e giungere alla formulazione di numerosi licenziamenti colpendo il SI.COBAS e la struttura dei delegati nel Deposito IKEA.

Entro oggi dovremmo conoscere il numero esatto dei lavoratori licenziati. Al momento ce ne risultano 11 e voci di corridoio parlano di circa 20.
Licenziamenti politici in piena regola con IKEA a dirigere l’orchestra repressiva ed i reparti antisommossa, ospitati all’interno del Deposito della multinazionale, pronti ad uscire in caso di blocchi.
Nella fortezza IKEA, rimpinguata anche di decine di nuove “leve mutualistiche” a fare i facchini, l’aria è pesante ed il controllo sui lavoratori associati al nostro sindacato è pressoché marziale.

Intanto, nel gioco tra le parti, CGIL e FILT di Piacenza scoprono il tema dell’”applicazione integrale del contratto nazionale” badandosi bene dal denunciare che retribuzioni ed istituti erogati del “sistema delle cooperative” sono calcolati non in base alle ore contrattualmente previste, ma sulle ore effettive di lavoro ordinario, con una pesante erosione salariale che rappresenta la vera fortuna della lobby del mutualismo made in Italy e, al tempo stesso, la miseria della condizione del lavoratore, apparentemente socio ma sostanzialmente supersfruttato. 

Una CGIL che vede la soluzione attraverso “un vero tavolo di trattativa coordinato dalle istituzioni locali nel quale tutti i soggetti coinvolti (Ikea, San Martino, Sindacati Confederali) facciano due passi in avanti” attendendo fiduciosa, nel segno della legalità, “tutti quelli che ci vogliono provare insieme a noi”, ed una San Martino che gli fa eco dichiarandosi “disponibile a confronti che abbiano lo scopo di migliorare il clima aziendale”.

Questo balletto di buoni propositi e cortesie avviene proprio mentre sulle teste di decine di operai si è abbattuta la scure padronale dopo un’intensa campagna che li ha voluti bollare come “facinorosi e violenti”, quindi illegali, ed alla quale hanno partecipato attivamente proprio i cosiddetti soggetti coinvolti: ikea, San Martino, Istituzioni, Sindacati Confederali.
Operai da sacrificare alla “democratica dialettica” del profitto che pretende lavoratori ricattati e sottopagati, silenziosi e sottomessi. Il blocco sociale messo in piedi per questa “operazione chirurgica” è emblematico di un sistema corrotto e marcio che vuole soffocare ogni espressione di autonomia ed indipendenza dei lavoratori per salvaguardare lo status quo.

Nelle ultime settimane, mentre IKEA aveva spostato i volumi a Lione, la solidarietà ai lavoratori in lotta all’IKEA ha iniziato ad estendersi sul territorio nazionale con decine di iniziative davanti ai punti vendita.
Con un Deposito senza merce ed in attesa dei pronunciamenti sulle 33 sospensioni (del tutto prevedibili), negli ultimi giorni l’assemblea dei lavoratori ha deciso di sospendere lo sciopero ad oltranza per far rientrare i volumi, lasciando aperto lo stato di agitazione.
Ora che i volumi sono tornati ed il verdetto del boia è stato formalizzato, la risposta a questi licenziamenti politici non avverrà solo sul territorio piacentino.

Facendo appello alla solidarietà di classe, i lavoratori in lotta presso il Deposito Ikea ed il Sindacato SI.Cobas lanciano una CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO alla multinazionale IKEA invitando alla mobilitazione ed al sostegno attivo contro i licenziamenti politici

SABATO 24 e DOMENICA 25 maggio sviluppiamo iniziative di denuncia, controinformazione e boicottaggio presso i negozi portando a conoscenza della clientela cosa IKEA intenda per “stile di vita positivo verso le persone e l’ambiente”.

ikea cobas