ASTRA PASSA A LEONARDO, PAPAMARENGHI “LA SINDACA INFORMI LA CITTA’ DI QUESTA OPERAIZONE”

La notizia di acquisizione di Leonardo spa della piacentina Astra, insieme al comparto difesa di Iveco Group, ha spinto il consigliere della civica di centro destra Jonathan Papamarenghi a presentare alla giunta una interrogazione urgente “affinché il consiglio comunale e la città siano resi edotti dello scenario presente e futuro legato all’operazione in questione, considerata la centralità dell’azienda per l’intero territorio” scrive il consigliere.

Attualmente l’organico Astra è di circa 500 persone. Dal 2022 l’azienda piacentina è integrata in Iveco Group e da questo gruppo industriale à avvenuto lo scorporo di Astra e della divisione Iveco Defence Vehicles (IDV) per essere cedute, con l’operazione appena autorizzata, a Leonardo per 1.6 miliardi di euro. A questo scenario già rivoluzionario si aggiunge la prospettiva, tutt’altro che remota, di un’alleanza con i tedeschi di Rheinmetall finalizzata alla fornitura di mezzi corazzati all’Esercito Italiano per veicoli le cui operazioni di assemblaggio dono essere svolte prioritariamente in Italia ma il cui brevetto è proprio tedesco.

Oltre alla sfida industriale – sottolinea Papamarenghi – sarà importante il passaggio con il mondo sindacale sul piano dei diritti dei lavoratori del ramo ceduto; lavoratori che non devono veder cadere sulle loro spalle l’ennesima scelta riorganizzativa, anche in considerazione del fatto che essi arrivano da inquadramenti con Contratti Collettivi Specifici del Lavoro diversi da quanto applicato invece in Leonardo, dove si adotta il contratto nazionale metalmeccanici. Seppur i diritti acquisiti saranno certamente tutelati, resteranno da gestire le differenze tra i contratti che sarà necessario affrontare.

Considerati tutti questi aspetti che coinvolgono in modo profondo sia il tessuto produttivo ed economico di Piacenza che diverse centinaia di famiglie di lavoratori legati alla storica azienda, il consigliere della civica di centro destra chiede che la sindaca aggiorni il consiglio su quanto sta avvenendo e sulle interlocuzioni che sta mantenendo in queste importanti fasi.

CITTADELLA, PD: “SI APRE IL CONFRONTO CON LA CITTA’, MA IL CENTRO DESTRA ABBANDONA L’AULA. FDI “LA PARTECIPAZIONE NON SI IMPROVVISA”

“Si apre il confronto con la città su piazza Cittadella, ma il centrodestra abbandona l’aula e sceglie ancora la polemica” scrivono le segretarie cittadine e provinciali del PD. E il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia risponde “la partecipazione non si improvvisa a valle di decisioni già assunte e di un iter amministrativo ormai compromesso: se davvero si voleva coinvolgere la città, andava fatto fin dall’inizio e non quando ormai le criticità, da noi denunciate da tempo, sono ormai sotto gli occhi di tutti”.

“Piazza Cittadella è al centro del dibattito cittadino da molti anni – scrive il PD in una nota –  proprio per questo la scelta dell’Amministrazione di aprire oggi un percorso partecipativo rappresenta un passaggio importante: significa coinvolgere la città, spiegare con trasparenza il quadro entro cui si muove il progetto e costruire insieme ai cittadini una visione condivisa della piazza. Oggi si apre una fase nuova; ed è questo il punto politico decisivo.
La scelta di attivare un percorso partecipativo rappresenta un cambio di passo concreto: non una resa, ma un atto di responsabilità e di apertura. Significa riconoscere che, dentro un quadro complesso, esiste ancora spazio per migliorare, per ascoltare, per spiegare i vincoli che esistono su quell’area e per costruire insieme ai cittadini una visione condivisa della piazza.

Quando si apre uno spazio di partecipazione, la cosa più naturale dovrebbe essere restare, ascoltare, fare domande e portare contributi. Lasciare l’aula, come hanno fatto  alcuni esponenti del centrodestra, significa invece rinunciare al confronto per trasformare anche questa occasione nell’ennesima polemica che, soprattutto se semplicistica, distorce la realtà e non aiuta Piacenza. La partecipazione, invece, si. Per questo riteniamo che questo sia il momento di superare le contrapposizioni sterili e concentrarsi su ciò che conta davvero: dare alla città uno spazio pubblico migliore, più vivibile, più condiviso.
Il percorso è aperto. La città ha l’occasione di costruire insieme il percorso di piazza cittadella”.

“Le dichiarazioni del Partito Democratico sul c.d. “percorso partecipativo” relativo a Piazza Cittadella risultano non solo tardive, ma profondamente strumentali – risponde il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – definire questa iniziativa come l’apertura di una “fase nuova” è semplicemente non credibile.

La partecipazione non si improvvisa a valle di decisioni già assunte e di un iter amministrativo ormai compromesso: se davvero si voleva coinvolgere la città, andava fatto fin dall’inizio e non quando ormai le criticità, da noi denunciate da tempo, sono ormai sotto gli occhi di tutti. Colpisce inoltre l’evidente incoerenza di chi oggi richiama il valore del confronto pubblico, mentre in altri progetti significativi per la città – come l’ex Manifattura Tabacchi ed il polisportivo – sono state apportate modifiche, anche sostanziali, senza un analogo percorso partecipato né una reale attenzione alle posizioni dei cittadini. Due pesi e due misure che smentiscono nei fatti la narrazione proposta.

Riteniamo altresì inopportuno avviare incontri pubblici e momenti di confronto su un progetto che è oggetto di contenziosi giudiziari tuttora pendenti e che insiste su un’area di cui il Comune, allo stato attuale, non ha disponibilità. In questo contesto, iniziative di questo tipo, rischiano di risultare non solo inefficaci, ma anche potenzialmente interferenti rispetto alle procedure in corso. Resta poi una domanda politica, a cui nessuno ha dato risposta: come si giustifica l’impiego di circa 100 mila euro di risorse pubbliche per un percorso partecipativo su un progetto che, ad oggi, non ha alcuna certezza di realizzazione?
Di fronte a questo quadro, la nostra scelta di non partecipare, non è affatto una fuga dal confronto, ma un atto di serietà e coerenza: non intendiamo prestare il fianco ad operazioni di facciata che rischiano di trasformare la partecipazione in uno strumento di legittimazione di un iter che, fino ad oggi, ha dimostrato gravi limiti e risultati fallimentari.
Questa iniziativa appare un evidente tentativo di distogliere l’attenzione dalle scelte discutibili e improvvide compiute finora su questa vicenda, costruendo una narrazione che non corrisponde alla realtà dei fatti. Ribadiamo che il confronto vero si costruisce con trasparenza, tempestività e rispetto dei cittadini, non con iniziative tardive e prive dei presupposti concreti per incidere davvero sulle scelte”.

 

RIAPERTO IL PONTE SUL NURE, SALVINI: “ABBIAMO TUTTO IL TERRITORIO PIACENTINO SOTTO CONTROLLO”

“Volere è potere” così il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini ha concluso l’intervento dal palchetto montato sul ponte sul Nure nel giorno dedicato alla sua riapertura alla circolazione.
Un bel segnale per il territorio, è stato il refrain di amministratori e tecnici, un ottimo lavoro che ha restituito alla provincia un’opera di snodo fondamentale, nel rispetto dei tempi del cronoprogramma, sei mesi dal 15 settembre scorso.

Resteranno le corse ferroviarie aggiuntive, che si assesteranno a 27 anche con la riapertura del ponte; una decisione frutto dell’esponenziale aumento di cittadini che in questo mesi hanno deciso di utilizzare il treno per gli spostamenti, passato da 800 a 8mila. E poi il Frecciarossa che, come ha confermato il ministro Salvini, resterà il collegamento serale diretto tra Roma e Piacenza.

Ma non c’è solo il nuovo ponte sul Nure; il ministro assicura che “tutto il territorio piacentino è sotto controllo”: dall’ammodernamento della Ss 45 dove nel tratto Perino-Cernusca è in corso un esproprio, fino alla tangenziale di Giovanni dove potrebbe arrivare un commissario per velocizzare le procedure, anche entro l’estate.

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IN PROVINCIA IL TAVOLO PER GLI ORFANI DI FEMMINICIDIO. “OCCORRE CONSOLIDARE LA RETE DI SOSTEGNO E LA CONSAPEVOLEZZA COLLETTIVA”

“Oltre il silenzio: impegno istituzionale e tutele legislative per le donne e gli orfani di femminicidio”: è il titolo del convegno che si è svolto in Provincia su iniziativa del Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere,
presieduto dalla Consigliera alle Pari Opportunità Nadia Pompini.
Proprio la video-testimonianza di un’orfana di femminicidio ha quindi introdotto il delicatissimo tema al centro del convegno “Oltre il silenzio”: Giovanna ha infatti ripercorso la sua dolorosa, personale vicenda che da
bambina l’ha vista perdere la madre e la nonna per mano di suo padre biologico. La stessa Giovanna però, oggi docente di una scuola del piacentino, ha anche parlato del suo percorso di rinascita nel quale i suoi genitori adottivi hanno avuto un ruolo fondamentale. Per questo, appena divenuta maggiorenne, come un grazie perenne, ha scelto di prendere il loro cognome: Cardile. “Gli orfani di femminicidio rimangono soli e patiscono ferite profonde sul piano personale, sociale ed economico – ha evidenziato Gloria Zanardi, Consulente esterno della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere -: momenti di riflessione e confronto, soprattutto con il coinvolgimento delle nuove generazioni, aiutano a comprendere i loro bisogni e a costruire una cultura di solidarietà concreta. Il legislatore, anche grazie al lavoro della Commissione parlamentare sul femminicidio, ha rafforzato con il tempo gli strumenti a loro tutela – ha osservato Zanardi -, ma occorre continuare a consolidare la rete di sostegno e la consapevolezza collettiva”. Zanardi ha inoltre compiuto un excursus sulle leggi vigenti in materia.

Al convegno sono intervenute anche Donatella Scardi ed Anna Gallazzi del Centro antiviolenza “La città delle donne O.d.v.” che hanno evidenziato l’importanza della diffusione della cultura del rispetto e della parità
di genere quali strumenti di prevenzione.
La parola è poi passata a Roberta Beolchi, presidente dell’associazione “Edela” per gli orfani di femminicidio e autrice del libro “Fata Mamy e la magia dell’amore”, già presentato alla Camera dei Deputati: un volume
finalizzato ad insegnare ai più piccoli, grazie ad una storia fiabesca, il valore delle relazioni sane, l’importanza di accettare un no e di riconoscere la bellezza delle differenze, un libro la cui prefazione è stata curata proprio dalla Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere Onorevole Martina Semenzato.
“L’obiettivo di questo Tavolo è trasformare i convegni in azioni concrete – ha spiegato la Consigliera provinciale alle Pari Opportunità Nadia Pompini, Presidente del Tavolo contro la violenza alle donne e di genere -. Parlando di orfani di femminicidio oggi, di fatto, arriviamo a parlare della violenza assistita: dunque, come riconoscere i segnali? Come interpretarli? Su questo fronte, la Provincia si è impegnata in questi mesi offrendo una formazione mirata per docenti, acquistando e distribuendo il libro “Fata Mamy e la magia dell’amore” per educare i più piccoli al rispetto e promuovendo vari progetti nelle scuole.

CITTADELLA, ARCADIS PRESENTA IL PERCORSO PARTECIPATIVO. CENTRO DESTRA “FUMO NEGLI OCCHI”, BONGIORNI “PROVIAMO A TROVARE UN PUNTO IN COMUNE”

Il percorso partecipativo per la riqualificazione di piazza Cittadella è cominciato, come da programma, con l’audizione, trasmessa su richiesta dei consiglieri anche in streaming, dei referenti di Arcadis, la società che ha ricevuto dall’amministrazione l’incarico per 100mila euro. Un momento di avvio a quel percorso di partecipazione che nasce proprio da una richiesta consiliare, in particolare da una mozione di Alternativa per Piacenza, che aveva trovato l’approvazione del consiglio. “Un percorso che comincia in ritardo – ha esordito l’assessora alla Partecipazione Serena Groppelli – perché la pratica si trascina da 12 anni. Vedremo oggi quale svolta prenderà il percorso”.

E’ stato Andrea Vercellotti a prendere la parola per Arcadis, società di consulenza e ingegneria con una storia di oltre cent’anni, “con 28mila professionisti nel mondo, oltre 30mila in Italia e più di 35mila progetti all’attivo – si legge nelle slide proiettate – come lo stadio Tardini di Parma, la cittadella di Mondovì e corso Francia a Torino simile, per struttura, a ciò che potrebbe diventare piazza Cittadella”. La sostenibilità è al centro della metodologia di Arcadis “con un approccio alla rigenerazione urbana mirato a rendere le città inclusive, sicure, sostenibili e capaci di gestire eventuali conflitti. Ascolteremo tutte le idee e le proposte – ha detto Varcellotti – perché in una piazza coesistono e si uniscono diversi livelli: chi vive, lavora, fa acquisti, gioca, si connette, passa il tempo; i livelli di progetto saranno poi integrati con il coinvolgimento di vari soggetti tra cui in primis la Sovritendenza”.

Ci sono poi alcuni vincoli progettuali pressoché imprescindibili: “il significato storico della piazza per la presenza di palazzo Farnese; il carattere originario di piazza d’armi; il mantenimento del cono ottico da Cittadella a piazza Cavalli; il mantenimento del passaggio veicolare da via Baciocchi e da via Cittadella. Sarà nostro compito – ha proseguito Varcellotti – trovare soluzioni che facciano coesistere diverse esigenze, spesso anche opposte, e armonizzare il tutto con quello che già è sulla carta, come la nuova piazza Casali”.

Il percorso durerà un paio di mesi per sei incontri: dopo la commissione di oggi, seguirà la plenaria del 27 marzo, l’incontro con gli stakeholder il 31, il 14 aprile il laboratorio tematico in plenaria, il 21 la plenaria di restituzione intermedia per arrivare al 27 aprile con la restituzione del quadro esigenziale
complessivo e discussione pubblica in consiglio comunale.

“Mi sembra un sogno che rimarrà tale perché al momento l’area non è ancora nella disponibilità del Comune, ma c’è un iter giudiziario in corso – ha ribadito la consigliera Sara Soresi – Fratelli d’Italia non si può prestare a questa operazione da fumo negli occhi”, tanto che di lì a poco ha lasciato l’aula insieme alla collega Gloria Zanardi. “Si sta facendo un percorso senza pensare al rischio che l’area potrebbe non tornare al Comune, in più si sono pure spesi 100mila euro per l’incarico. Direi – ha concluso il consigliere Zandonella – che non è un atteggiamento da buon padre di famiglia”. “L’amministrazione ci può spiegare come mai non vi è più l’interesse pubblico di un parcheggio interrato votato a maggioranza – ha incalzato il consigliere Papamarenghi – se non sappiamo ancora cosa vogliamo come facciamo a fare un percorso partecipativo?”. “Le slide proposte – ha commentato il consigliere Rabuffi – traguardano qualcosa di ignoto, perché sarà la partecipazione a decidere come sarà la piazza del futuro. All’inizio sarà molto complicato far capire che la fase di partecipazione potrebbe essere effettiva, perché oggi c’è molta disillusione. Starà a voi – rivolgendosi ai referenti di Arcadis – recuperare il rapporto con la città che su questa partita si è sentita lesa per il comportamento dell’amministrazione”. “Anche se c’è l’avvio di un percorso si dovrebbe capire fin dall’inizio cosa si può e non si può fare – ha esortato la consigliera Barbieri –
il percorso di partecipazione deve coinvolgere necessariamente sia l’assessore Bongiorni sia Fantini.  Lì c’è ancora una vostra delibera di interesse pubblico di parcheggio interrato. Insomma questa amministrazione chiarisca cosa vuole fare. Bene la partecipazione ma riempiamola di contenuti”. “Ho sentito parlare di sostenibilità sociale, ambientale e economica – ha detto la consigliera Gnocchi – la fiducia tra cittadini e amministrazione è ciò di cui si deve tenere conto, come ad esempio le proposte degli studenti della scuola Mazzini”. “Spiace che le consigliere Soresi e Zanardi non siano in aula – ha detto il consigliere Fossati, l’unico a prendere la parola della maggioranza – proprio loro che avevano richiesto questa audizione”.

“Non ci vogliamo nascondere dietro a un dito – ha detto l’assessore Bongiorni – questa amministrazione lo ha ribadito: i posti auto nel comparto nord trovavano soddisfacimento del bisogno nel parcheggio interrato di piazza Cittadella. Ma lo scenario è cambiato; non tanto sul tema fabbisogno, quanto del parcheggio, perché per questa amministrazione il contratto è risolto, perché riteniamo che ci sia un grave inadempimento, consapevoli che un giudice potrà dire il contrario. Oggi l’area non è in nostro possesso ma, vi chiedo, è possibile far atterrare in campo neutro, ovvero Arcadis, le varie visioni, proposte, idee, esigenze, anche qualora un giudice decida che il percorso deve continuare?” è la domanda del vicesindaco che, al momento, rimane sospesa in attesa che il percorso partecipativo inserisca davvero la marcia.

NIDO VALLERA: ESEMPIO VIRTUOSO DI RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA

L’asilo di nido di Vallera, insieme ai servizi integrati che esso contiene, amplia  e mantiene la sua offerta di posti grazie ad una generosa azione di sponsorizzazione di Confindustria Piacenza e di alcune aziende associate. Per i prossimi tre anni, grazie ad un contributo di 104 mila euro all’anno, il nido continuerà ad ospitare 16 bimbi da 15 a 36 mesi offrendo così un vero e proprio servizio prima di tutto alla mamme che possono così tornare al lavoro, ma anche all’intero territorio.

Un impegno concreto e tangibile che va nella direzione di coniugare l’aspetto educativo e l’imprenditoria in quella responsabilità sociale d’impresa che porta benessere all’intera comunità. La struttura di Vallera era stara chiusa nel 2000, allora era una scuola dell’infanzia; nel 2023 è stata riaperta, come nido, in concomitanza alla chiusura degli asili Astamblam e Girasole che riapriranno a settembre.

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EX ACNA: ASSEMBLEA PUBBLICA MERCOLEDI’ CON IL VICESINDACO BONGIORNI

Il futuro dell’area ex Acna torna al centro del confronto pubblico. Mercoledì 18 marzo alle ore 20.45, alla Sala della Partecipazione di via Taverna 39 a Piacenza, si terrà un incontro aperto alla cittadinanza dedicato alla bonifica e alla riqualificazione dell’ex area industriale.
Dopo il partecipato appuntamento dello scorso 8 gennaio, i cittadini potranno confrontarsi nuovamente con l’amministrazione comunale sugli sviluppi del progetto. Alla serata interverrà il vicesindaco Matteo Bongiorni, assessore ai lavori pubblici.

Durante l’incontro saranno illustrati gli aggiornamenti sullo stato della bonifica, sulla riapertura di via Cantarana, sull’accesso al parcheggio previsto nell’area e sul cronoprogramma dei lavori per il parcheggio e la futura area verde.
Al centro del confronto anche una proposta elaborata da un gruppo di residenti per spostare l’accesso veicolare al nuovo parcheggio da Porta Borghetto all’inizio di via Tramello. Questa soluzione consentirebbe di ridurre sensibilmente il traffico lungo il fronte delle Mura Farnesiane, accorciando il percorso dei veicoli diretti al parcheggio e limitando la presenza di traffico nell’area soggetta al vincolo di tutela della Soprintendenza. La percorrenza complessiva dei veicoli diretti al parcheggio verrebbe Infatti ridotta di oltre la metà, passando da oltre 1.100 a circa 500 chilometri al giorno, con una conseguente diminuzione delle emissioni annue di CO₂ da circa 53 a poco più di 24 tonnellate. Rispetto alla soluzione prevista dal progetto dell’amministrazione, si tratterebbe quindi di un miglioramento significativo per la vivibilità del quartiere e della città.

La proposta, inviata il mese scorso all’amministrazione comunale, richiede tuttavia una modifica puntuale del vincolo della Soprintendenza relativo al tracciato della strada di accesso. Per questo, durante l’incontro dell’8 gennaio, era emersa la necessità di un’interlocuzione dell’amministrazione comunale con la Soprintendenza, come suggerito dall’assessore Bongiorni.
L’incontro del 18 marzo sarà quindi un momento di aggiornamento e confronto su un progetto che riguarda da vicino il futuro del quartiere e della città.

APPALTO ENERGIA, DATI SECRETATI A GETEC: PER L’OPPOSIZIONE “DISATTESA LA SENTENZA DEL TAR”, MAGGIORANZA “SCELTA PRUDENZIALE”

“Pressapochismo e mancanza di trasparenza”: così l’opposizione di centro destra ha definito i debiti fuori bilancio dell’amministrazione che hanno prodotto una variazione degli stanziamenti di cassa. Variazione approvata, al termine della discussione generale, con 18 voti favorevoli (maggioranza di centro sinistra), tre astenuti (Rabuffi, Cugini e Trespidi) e otto non partecipanti (opposizione di centro destra).

A far discutere e ad indispettire il centro destra, in particolare, è stato il versamento da parte del Comune di Piacenza delle spese di lite relative al ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna, sezione di Parma, che ammontano complessivamente a 1.759 euro rispetto al diniego di informazione alla società Getec, legato all’affidamento del maxi appalto energia. Il versamento della somma era stato stabilito dalla sentenza del Tribunale amministrativo che aveva accolto l’istanza di Getec che aveva chiesto un accesso agli atti relativa ad alcuni documenti. Ma l’amministrazione, al termine dei trenta giorni, gliene ha fornita solo una parte, secretandone un’altra. Getec si è opposta e il Tar le ha dato ragione, condannando il Comune al pagamento delle spese.

“Lo zelo talvolta è contrario al buon senso – ha detto il consigliere Massimo Trepidi – nemmeno Edison (società che si è aggiudicata l’appalto) ha chiesto che venissero secretati i documenti e perché invece il Comune l’ha fatto? Sarebbe interessare chi lo ha fatto e che si assumesse le proprie responsabilità”. “Ho notato da parte vostra – detto la consigliera Patrizia Barbieri – una certa presunzione da parte vostra tutte le volte che si fanno degli accessi agli atti, anche rispetto ai consiglieri. Il più delle volte hanno un parere negativo, tutto è secretato. Per poter negare l’accesso agli atti bisogna dimostrare che l’informazione provoca un vantaggio a chi ne viene a conoscenza. Chi dice di non procedere con trasparenza a quelle che sono le informazioni pubbliche fornite a chi legittimamente le chiede?” domanda la capogruppo della civica di centro destra. Anche Sara Soresi (Fdi) ha fatto presente che “gli accessi agli atti vengono spesso negati, personalmente quando ho fatto istanza al Difensore civico mi è stata data sempre ragione”. La maggioranza con il capogruppo Pd Andrea Fossati ha posto l’attenzione sull’approccio prudente del Comune, “che ha rispettato poi la decisione del giudice quando ha ritenuto opportuna l’ostensione integrale”. Caterina Pagani (Pc Oltre) ha sottolineato come “la sentenza stessa lasciasse all’amministrazione la possibilità di decidere cosa doveva  o non doveva essere dichiarato.  Pressapochismo sarebbe stato pubblicare tutto, anche nei confronti dell’altra società”.

Sono state le parole dell’onorevole De Micheli ad accendere il dibattito e la contrarietà dell’opposizione. “non sostituiamo il nostro ruolo politico di consiglieri con quello tecnico che attiene ai dirigenti – ha detto la parlamentare del PD- se il Comune avesse dato alcuni dati al momento della gara, gli altri partecipanti avrebbero ricorso. Lo stesso trattamento era stato riservato anche all’altro concorrente, Edison, che aveva a sua volta presentato una richiesta di accesso agli atti”. Dichiarazione che ha fatto saltare sulla sedia il consigliere Trespidi: “la consigliera De Micheli ha parlato di pari trattamento con altri concorrenti, si vede che qualcuno sa più di altri. Non ci crediamo che c’è stata la trasparenza richiesta, ma invece c’è stata una forzatura”. Dichiarazioni a cui ha, telegraficamente, risposto la sindaca Tarasconi per assicurare che “viene garantito pari trattamento a tutti sugli accessi agli atti, e a nessun consigliere vengono date informazioni segrete”.

 

 

 

 

CRESCE IL TURUSMO IN REGIONE: PIACENZA SFIORA I 300MILA TURISTI IN UN ANNO

Il turismo in Emilia-Romagna continua a crescere e nel 2025 supera una nuova soglia: oltre 44,1 milioni di presenze (44.170.468) e più di 13,2 milioni di arrivi (13.231.732) dai dati consolidati ISTAT, con un aumento rispettivamente del +3,9% e del +7,8% rispetto al 2024.

A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale: gli arrivi dall’estero raggiungono 4,17 milioni (+10%) e le presenze 14,1 milioni (+7,9%). Nel complesso i turisti italiani sono oltre 9 milioni, per un totale di oltre 30 milioni presenze, in aumento rispettivamente del +6,75% e del +2,13% rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano l’Emilia-Romagna come regione sempre più attrattiva sui mercati esteri.

Un  trend che coinvolge anche Piacenza che arriva a 292.902 turisti, con una crescita del +6,40% degli arrivi e 638.027 presenze (+6,98); Parma supera 790 mila turisti con un incremento del +10,97% e totalizza 1,71 milioni di presenze (+ 7,77); Modena conta 935.806 turisti (+8,64% arrivi) e 2,11 milioni di pernottamenti (+6,65%); Ferrara raggiunge 672.915 turisti (+8,01% arrivi) e 2,93 milioni di presenze (1,55%); Ravenna totalizza 1,75 milioni di arrivi (+8,96%) e 7,24 milioni di presenze (+6,06%). Forlì-Cesena, infine, chiude l’anno con 1,23 milioni di turisti (+2,77% arrivi) e 5,8 milioni di pernottamenti (-0,94 %).

RABUFFI, APP: “PIACENZA NON HA BISOGNO NE’ DI CEMENTO NE’ DI GRANDE DISTRIBUZIONE”. NOI DIFENDIAMO IL FUTURO DELLA CITTA'”

La notizie riportate dai mezzi di informazione sui nuovi insediamenti commerciali in città, da via Goitre all’area ex Camuzzi in corso Europa, confermano purtroppo una direzione che contestiamo da anni: più supermercati, più grandi superfici di vendita in città e ancora nuova cementificazione.
Alternativa per Piacenza ha portato avanti, in questi quattro anni di opposizione, campagne di sensibilizzazione pubblica nelle strade, fra i cittadini, oltre ad aspre battaglie in Consiglio comunale contro questo modello di sviluppo urbano. In diversi casi siamo riusciti, faticosamente, a frenare nuovi interventi, ma soprattutto abbiamo aperto un dibattito che altrimenti sarebbe rimasto chiuso nelle stanze di Palazzo Mercanti, tra la maggioranza e i grandi operatori economici, con il silenzio complice e interessato di buona parte del centrodestra.

La nostra posizione è sempre stata chiara: difendere il commercio di vicinato,
limitare l’espansione dei centri commerciali e tutelare le aree verdi della città,
bloccando nuova cementificazione e consumo di suolo.
Piacenza non ha bisogno di altro cemento né di altra grande distribuzione, che mette in difficoltà i piccoli negozi e stravolge la vita dei quartieri.
La città è dei cittadini, non delle lobby economiche.
Su questo Alternativa per Piacenza continuerà a battersi dentro e fuori il Consiglio comunale. E alle prossime elezioni le scelte saranno chiare: da una parte un modello di sviluppo che favorisce i grandi gruppi economici e finanziari e dall’altra chi difende il futuro della città.
Ai cittadini/elettori di Piacenza il dovere di scegliere quale strada percorrere.
Noi, di Alternativa per Piacenza, di dubbi non ne abbiamo.

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