DIOCESI: “ISLAMIZZAZIONE DI PIACENZA? UNA PROVOCAZIONE CHE ALIMENTA PAURE”

Nel dibattito, acceso negli ultimi giorni, sulla presunta “islamizzazione” di Piacenza fomentata da alcuni articoli comparsi su Il Giornale, interviene la Diocesi di Piacenza Bobbio con un comunicato dai toni decisi e fermi che non esita a definire “l’islamizzazione una provocazione volta ad alimentare paure”. Il tema – prosegue la nota firmata da Claudio Ferrari, direttore Ufficio diocesano Scuola, Padre Mario Toffari, direttore Ufficio diocesano Migranti, Emanuele Vendramini, direttore Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – è la precarizzazione di Piacenza, certamente non da attribuirsi alla religione islamica; terminando nel sostenere che “l’annuncio del Vangelo, oggi, ha una sola via: il dialogo, che non è assolutamente concessione a qualsivoglia iniziativa contro le leggi nostro Paese, ma volontà di ricerca di una convivenza pacifica”. Di seguito il testo integrale

Sostenere che sia in corso una “islamizzazione” di Piacenza pare proprio una provocazione volta ad alimentare paure. La realtà è molto più complessa e non può essere svilita con slogan ad effetto. Storicamente si sono sviluppate nella nostra realtà settori produttivi che hanno attratto persone, lavoratori che svolgessero mansioni non più “gradite” dai piacentini. Queste persone che
contribuiscono al PIL e allo sviluppo economico della nostra provincia hanno evidentemente una storia, una cultura, una lingua, una religione (così come i nostri nonni o parenti che sono andati a lavorare in Belgio, Argentina, Svizzera o Francia), portavano le loro tradizioni e la loro cultura. Se poi l’indagine (o presunta tale) è finalizzata ad individuare il pericolo da cui guardarsi, molto
probabilmente non è la presunta islamizzazione la causa dei veri problemi che ci assillano come della qualità dell’aria, dell’emergenza abitativa, della precarietà sempre più diffusa che genera problematiche sociali in un clima di crescente incertezza per il domani.

Diciamo che c’è una precarizzazione di Piacenza, questo è il vero tema. Ma se nell’intenzione degli autori c’è una preoccupazione religiosa, che vede nell’Islam (ammesso che ne esista uno solo) un pericolo per i nostri valori cristiani, non da adesso il pericolo è l’abbandono di tanti battezzati dalla fede cristiana e dalla sua visione della vita. Se la tradizione cristiano-cattolica deve essere trasmessa nel suo valore anche socio-politico più che preoccuparsi di eventuali pericoli esterni, ci si deve interrogare su quelli interni. Non è una consolazione se il fenomeno non interessa solo la nostra città e provincia.
Esula dalla nostra conoscenza ogni valutazione di schieramento politico di questa comunità ma quello che registriamo piuttosto sono i segni di questa comunità di voler essere parte del nostro tessuto (partecipazione ai tavoli promossi da varie istituzioni cittadine e disponibilità al dialogo ed all’ascolto).

L’annuncio del Vangelo, oggi, ha una sola via: il dialogo, che non è assolutamente concessione a qualsivoglia iniziativa contro le leggi nostro Paese, ma volontà di ricerca di una convivenza pacifica. Sorprende poi che ci si sorprenda di fronte ad iniziative in ambito scolastico di conoscenza dei loro ambienti e della loro fede. C’è solo un modo per abbattere i pregiudizi ed è
quello di una conoscenza cordiale e rispettosa. Le nuove generazioni vivono giornalmente negli ambienti di vita la compresenza di persone di altra cultura e religione. Una situazione che è data e che deve essere vissuta per le opportunità presenti in essa. Va colto inoltre come un segnale importante che l’iter di riconoscimento dello statuto di Moschea al Centro di via Caorsana si sia concluso con una amministrazione di centro destra: c’è quindi un cammino in atto che, vincendo pregiudizi e paure, costruisce una convivenza all’insegna
del rispetto e del dialogo. In questo modo si può sperare di dare vita ad una comunità multietnica, culturale e religiosa. Non significa che non ci siano questioni aperte, problemi normativi e processi di appartenenza da completare. Ma l’intelligente pragmatismo che contraddistingue questa città e
questo territorio saprà trovare le strade per far crescere questa città nel confronto, sapendo che gli uni sono necessari agli altri.

PD: “ISTITUTI COMPRENSIVI, UNA SVOLTA NECESSARIA PER LA CITTA’. SCUOLA MODERNA E VICINA ALLE FAMIGLIE”

Il Partito Democratico di Piacenza interviene sulla riorganizzazione del sistema scolastico cittadino, sottolineando come il passaggio agli Istituti Comprensivi – votato all’unanimità in Consiglio Comunale lo scorso marzo – rappresenti una svolta necessaria per allineare la città ai migliori standard educativi nazionali.

Una scuola più semplice e continua. Per il PD, la riforma non è solo una scelta amministrativa, ma un investimento sul futuro dei ragazzi. Riunire scuola dell’infanzia, primaria e media sotto un’unica direzione permette di garantire una reale continuità didattica: gli studenti potranno contare su un percorso formativo lineare dai 3 ai 14 anni, evitando i traumi dei passaggi tra cicli diversi. Questa innovazione semplifica inoltre la vita delle famiglie, che avranno per undici anni un unico interlocutore e uffici di riferimento stabili, favorendo un rapporto di fiducia profondo con l’istituzione scolastica e valorizzando il lavoro dei docenti all’interno di una comunità educante più coesa.

Le priorità per una gestione efficace. Affinché la transizione sia un successo, il PD di Piacenza ritiene fondamentale che il Comune gestisca questa fase con pragmatismo, mettendo al centro tre punti chiave:

Unità familiare e vicinanza. È prioritario garantire che fratelli e sorelle possano frequentare lo stesso istituto. I nuovi criteri di iscrizione devono valorizzare la continuità familiare e la vicinanza territoriale, superando il rischio di dispersione tra plessi diversi.

Gradualità per i nuovi plessi. In vista dell’apertura delle scuole ai Pontieri e all’ex Manifattura Tabacchi, proponiamo un avvio progressivo. L’idea è partire dalle classi prime, permettendo a chi ha già iniziato il ciclo nelle seconde e terze di concluderlo nello stesso plesso, evitando spostamenti improvvisi.

Potenziamento del Trasporto Scolastico. Il Comune deve calibrare il servizio bus sulla nuova mappa scolastica, per sostenere l’autonomia dei ragazzi e ridurre il traffico privato e l’impatto ambientale nei tragitti casa-scuola.

Qualità formativa e tutela dei docenti
La creazione degli Istituti Comprensivi deve essere l’occasione per arricchire l’offerta formativa con laboratori scientifici, linguistici ed espressivi sempre più all’avanguardia. Al tempo stesso, chiediamo un’attenzione particolare alla stabilità del personale docente, specialmente per le materie specialistiche (musica, arte, scienze motorie, lingue). È essenziale ridurre la frammentazione delle cattedre tra troppi plessi per tutelare la qualità dell’insegnamento e il rapporto empatico con gli studenti.

“La sfida degli Istituti Comprensivi,” conclude il PD di Piacenza, “è trasformare ogni plesso in un polo di innovazione. Lavorare in rete tra scuole significa garantire pari opportunità educative a tutti i quartieri della città, promuovendo equità e coesione sociale.”

CONTRO RAZZISMO E STRUMENTALIZZAZIONI SCENDONO IN PIAZZA I COLLETTIVI DI SINISTRA. MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA SABATO 24 GENNAIO

“Contro il razzismo, contro ogni strumentalizzazione, contro la guerra tra poveri” si mobiliteranno Controtendenza, Collettivo R-Esisto e Collettivo Schiaffo con la manifestazione Antifascista. La data è quella di sabato 24 gennaio, la stessa in cui il Comitato Remigrazione e Riconquista ha organizzato l’omonima mobilitazione contro la quale si sono espresse le forze politiche di sinistra e ANPI Piacenza chiedendo al Questore di vietarne lo svolgimento.

“Dietro lo slogan “remigrazione” – si legge sulle pagine dei collettivi di sinistra – si nasconde la galassia dell’estrema destra neonazista, che sabato 24 gennaio si radunerà a Piacenza per soffiare sul fuoco della guerra fra poveri e, come sempre, cercare di compiere atti di violenza prima e dopo la loro manifestazione. Piacenza è la città che ha dimostrato come, se italiani e migranti lottano uniti, si possano migliorare le nostre condizioni di vita e di salario: per questo non possiamo accettare che i neonazisti vengano a casa nostra a provocare e mettere a rischio la sicurezza si tutti”. L’appuntamento è per le ore 14 in via IV Novembre, zona Cheope.

 

ACER, PREVENTIVO 2026: PREVISTI OLTRE 11 MILIONI PER LA MANUTENZIONE DEGLI ALLOGGI ERP

La Conferenza degli Enti ha approvato all’unanimità il Bilancio Preventivo 2026 di Acer Piacenza nel corso della seduta presieduta dalla presidente della Provincia e sindaco di Borgonovo Monica Patelli. Alla Conferenza degli Enti hanno partecipato amministratori dei Comuni del territorio tra cui l’Assessore del Comune di Piacenza Nicoletta Corvi, il Vicesindaco Matteo Bongiorni, la Vicesindaca di Farini Erika Sturla, e i rappresentanti di Calendasco, Castelvetro, Castelsangiovanni, Alseno, Cadeo, Castell’Arquato, Ottone e Rivergaro.

Nel presentare la Relazione al Bilancio, il presidente di Acer Marco Bergonzi ha illustrato le principali linee programmatiche, ponendo l’accento sull’acquisizione di nuovi immobili destinati ad ampliare il patrimonio di Acer e a incrementare l’offerta di alloggi a canone calmierato attraverso la classificazione in ERS. Un lungo percorso valutativo ormai alle fasi finali che, secondo il Presidente, «sta offrendo più di una opportunità concreta in un
contesto in cui la domanda di alloggi accessibili cresce e richiede risposte strutturate».
Bergonzi ha inoltre evidenziato l’obiettivo di raggiungere i 30 dipendenti entro la fine del mandato (il prossimo anno), così da allineare il rapporto personale/alloggi agli standard regionali, sottolineando che «un organico adeguato consente una gestione più puntuale, interventi tempestivi e una presenza più capillare sul territorio, quindi servizi migliori ai Comuni ed agli inquilini».
Nel corso della discussione la Presidente Patelli ha espresso apprezzamento per l’attività svolta da Acer, ponendo l’attenzione sull’incremento del nuovo tariffario dei servizi, in particolare per Comuni con un patrimonio ERP esiguo rispetto alla popolazione residente. Bergonzi ha replicato ricordando la necessità di uniformare i criteri di calcolo su parametri oggettivi — popolazione, patrimonio ERP e domande annuali — e spiegando che la
crescita delle attività richieste ha reso necessario anticipare l’assunzione di personale dedicato.
L’Assessore Corvi ha a sua volta riconosciuto la solidità della programmazione di Acer, richiamando gli interventi in corso sull’efficientamento energetico, sulla riqualificazione del patrimonio ERP e sul miglioramento della convivenza nei condomìni grazie a strumenti di comunicazione e tecnologie per la gestione delle segnalazioni.

Bergonzi ha poi approfondito gli aspetti tecnici e organizzativi, annunciando l’avvio del percorso per l’adozione di un nuovo sistema gestionale già in uso presso altre Acer italiane e ricordando che l’azienda gestisce mediamente oltre 160 interventi al mese, con tempi definiti per interventi ordinari, urgenti ed emergenze. Ha illustrato inoltre le attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli inquilini e alle scuole, tra cui regolamenti
aggiornati, progetti educativi e la newsletter mensile Acernews.

Il direttore di Acer Stefano Cavanna ha presentato in seguito il programma triennale delle opere pubbliche: oltre 4 milioni di euro programmati per il 2026, 3.700mila euro per il 2027 e altrettanto per il 2028 per un totale di oltre 11milioni di euro da investire per la manutenzione ordinaria e straordinaria sul patrimonio ERP al netto di eventuali finanziamenti da parte della Regione e/o governo.

Nel suo intervento conclusivo, il Presidente ha ribadito l’importanza di “fare sistema” tra enti locali, istituzioni e Acer, sottolineando che l’azienda «non è solo un gestore di patrimonio, ma un attore strategico capace di contribuire in modo determinante alla qualità dell’abitare e allo sviluppo urbano». Bergonzi ha ricordato che Acer Piacenza, oltre ad essere una eccellenza nel panorama delle Acer regionali, è coinvolta in diversi progetti di rilievo, rafforzando il ruolo dell’azienda come partner stabile e competente nelle trasformazioni del territorio.
«Guardiamo al 2026 – ha concluso il Presidente – con una programmazione chiara, un’attività intensa e una visione condivisa con i Comuni, perché solo attraverso una collaborazione continua e strutturata possiamo rispondere alle esigenze delle comunità e garantire un’edilizia residenziale pubblica moderna, efficiente e sostenibile. Sin dall’insediamento, la strategia di fondo di questo Cda è quella di far crescere Acer Piacenza, strutturandola in modo sempre più efficiente, valorizzandone le competenze professionali, le capacità di progettazione e di gestione degli immobili e ora anche accrescendone la solidità patrimoniale con nuovi importanti investimenti».

ANPI CONTRO LA “REMIGRAZIONE”: “E’ UNA PROVOCAZIONE”

Dopo Alternativa per Piacenza, Verdi, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, anche Anpi provinciale interviene, con una nota, sulla manifestazione del Comitato Remigrazione in programma sabato 24 gennaio a Piacenza. Di seguito il testo

Nella Città Medaglia d’Oro della Resistenza, a riconoscimento del doloroso e intenso impegno dei Piacentini durante la lotta di Liberazione dalla dittatura nazi-fascista, la manifestazione Nazionale del Comitato Remigrazione e Riconquista ha il sapore della provocazione». Così Nadia Maffini, neo presidente provinciale dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, commenta l’iniziativa proclamata per sabato 24 gennaio. «Il Comitato invoca la remigrazione (ovvero riportare le persone straniere nei loro Paesi d’origine) e il primato dell’italianità come soluzione ai problemi di convivenza e sicurezza del Paese, riproponendo ideologie basate sulla superiorità razziale e sulla deportazione che rimandano inevitabilmente alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese. L’Anpi di Piacenza rifiuta con forza posizioni che rappresentano uno sfregio a una città nata dalla lotta Partigiana che ha sempre messo al centro della sua Comunità i valori Costituzionali dell’Antifascismo e della convivenza pacifica, “senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali”, garantendo un’uguaglianza formale e sostanziale anche per i residenti stranieri. L’Anpi, custode della memoria della Resistenza e della Costituzione che ne è derivata, ritiene inaccettabile ogni discriminazione che ha il solo scopo di far leva sulle paure delle persone; la democrazia non ha paura della diversità, ha bisogno della conoscenza e del confronto necessario a sviluppare regole di convivenza condivise che stimolino la crescita degli individui e del Paese. L’Anpi chiede pertanto al Prefetto, al Questore, al sindaco e alle istituzioni tutte di non esporre la nostra città allo sfregio dell’ideologia di ritorno che ci ha visto combattere duramente e morire per la libertà di tutti e custodire, con forza e per ogni tempo, i suoi valori.

MANIFESTAZIONE “REMIGRAZIONE”: LA SINISTRA CHIEDE AL QUESTORE DI VIETARNE LO SVOLGIMENTO. “E’ CONTRO LA COSTITIUZIONE”

Alternativa per Piacenza, Sinistra Italiana, Verdi e Rifondazione Comunista chiedono al Questore di vietare la manifestazione Remigrazione, organizzata dal Comitato Remigrazione e Riconquista organizzata per il 24 gennaio a Piacenza. “Iniziativa xenofoba, provocatoria e contro i principi della Costituzione” secondo la sinistra piacentina. Di seguito la nota stampa:

Il prossimo 24 gennaio è stata indetta a Piacenza una manifestazione nazionale di carattere fortemente xenofobo, che utilizza lo slogan “Remigrazione”, lo stesso impiegato dall’estrema destra tedesca di AfD e da ambienti riconducibili al neonazismo europeo.
Si tratta di una manifestazione contro gli stranieri, promossa da soggetti noti alle questure di tutta Italia, privi di qualsiasi legame con il territorio piacentino. L’iniziativa è una provocazione deliberata, che mira a utilizzare Piacenza come palcoscenico nazionale per gruppi estranei alla sua storia e al suo tessuto sociale. Finora, grazie alla maturità civile dei piacentini, iniziative analoghe sono sempre rimaste marginali, poco più che folklore di dubbio gusto, ma in questo caso, per dimensione e provenienza dei partecipanti annunciati, la situazione presenta profili diversi.

Chiediamo al Questore di Piacenza di vietare lo svolgimento della manifestazione, non per impedire l’espressione di un pensiero, per quanto inneggiante all’odio razziale e quindi in netto contrasto con i principi della Costituzione, ma anche e soprattutto per motivi di ordine pubblico, considerando il richiamo esplicito rivolto a gruppi e soggetti facinorosi provenienti da tutta Italia.
Chiediamo all’amministrazione comunale di esprimere un parere contrario a questa iniziativa, che rappresenta un’offesa alla città e alla sua storia.
Chiediamo inoltre a tutte le forze politiche piacentine di pronunciarsi pubblicamente contro quella che appare come una provocazione mirata.
Rivolgiamo infine un appello a tutte le forze antifasciste affinché mettano da parte divisioni e differenze e si compattino contro il tentativo di affrontare il tema dell’immigrazione attraverso l’odio razziale, cifra storica della destra fascista. Nei prossimi giorni verrà convocata una assemblea cittadina per decidere collettivamente le modalità di mobilitazione.

A PIACENZA I SALDI SONO PARTITI SENZA SLANCIO. FEDERMODA: “BISOGNEREBBE POSTICIPARNE L’INIZIO”

A Piacenza partenza “senza sprint” per i saldi invernali 2026, che hanno ufficialmente preso il via sabato 3 gennaio. E’ questa l’impressione a caldo che arriva da Gianluca Brugnoli, presidente provinciale di Federmoda, l’associazione che rappresenta i commercianti del settore moda a Piacenza.
“Siamo in linea con lo scorso anno, che già non era stato esaltante. Credo che le vendite si vivacizzeranno un po’ nel prossimo weekend, il primo dopo l’Epifania, quando le festività saranno definitivamente concluse e la maggior parte delle persone rientrerà anche da eventuali brevi periodi di vacanza”.
Brugnoli torna a ribadire un concetto già espresso in passato: “La partenza dei saldi troppo ravvicinata rispetto alle vendite natalizie continua a rappresentare un nodo critico per le realtà commerciali di una città di medie dimensioni come Piacenza. Da noi non si possono applicare le stesse logiche di metropoli come Milano o Roma, che contano su flussi di turisti ben più elevati. Oltretutto quest’anno abbiamo avuto, per gran parte di dicembre, temperature al di sopra della norma che non hanno aiutato le vendite dei capi invernali pesanti come giubbotti e cappotti. Adesso che è arrivato il freddo e si venderebbero più
facilmente sono già iniziati saldi. E’ un meccanismo, alla lunga insostenibile per i commercianti e per questo occorre, con urgenza, spostare l’inizio degli sconti. Come sono ora – a ridosso delle festività – finiscono per comprimere i consumi complessivi fra fine ed inizio anno nuovo, Andrebbero fatti slittare almeno di una quindicina di giorni”.

Il presidente di Federmoda traccia anche un primo bilancio delle vendite natalizie a Piacenza. Anche in questo caso si ripete il copione dell’anno scorso con fatturati che tengono o registrano lievi flessioni e che in ogni caso non recuperano il terreno perduto. “L’aumento del costo della vita e dei costi energetici hanno drenato risorse importanti alle famiglie che, di conseguenza, hanno destinato ai regali budget più contenuti. Quest’anno inoltre abbiamo assistito a due fenomeni tutto sommato nuovi. Innanzitutto c’è stata una
vera e propria corsa ai regali last minute, forse perché molti hanno aspettato la
tredicesima prima di fare shopping. In secondo luogo tanti colleghi segnalano un “downgrade” negli acquisti: per dirla in parole povere se prima si regalava uno champagne di alta gamma o una sciarpa in cachemire oggi si è optato per prosecco e lambswool”.
Innegabile poi che i negozi di vicinato subiscano la concorrenza dell’online come ricorda il presidente di Confcommercio Piacenza Raffaele Chiappa: “E’ una strada imboccata con decisione dal Covid in poi. Molti commercianti, anche a Piacenza, hanno già affiancato alla vendita in negozio quella sul web. Da questo punto di vista l’online è una possibile risorsa, un’opportunità. Il problema sono le politiche distorsive messe in atto dai colossi, in particolare stranieri. Diventa difficile competere contro chi fa numeri enormi. Certo qualità
e servizio alla clientela restano armi in mano ai nostri esercenti ma da soli non bastano se vogliamo mantenere in vita le attività di vicinato. E’ una riflessione che vale anche per un altro elemento estraneo al nostro mercato tradizionale, il Black-Friday. Ormai è diventato un giorno che dura più settimane, quasi fossero saldi anticipati (e non regolamentati) e drena risorse, a favore sempre di grandi gruppi e a discapito dei piccoli commercianti”.

PRIMA PERSONA PLURALE SI PRESENTA ALLA CITTA’. “CITTADINI E ASSOCIAZIONE CHE CREDONO NELLA RESISTENZA E NEL PENSIERO CRITICO”

Prima Persona Plurale è la nuova realtà piacentina che ha deciso di presentarsi  alla città con una giornata di appuntamenti che si svolgeranno domenica 4 gennaio a palazzo Ghizzoni Nasalli: l’evento Capitolo 1 Tu Gaza es mi Gaza, “la prima tappa di un cammino di resistenza culturale con Amnesty International, Saverio Tommasi e Riccardo Corradini”. Di seguito il comunicato stampa dell’iniziativa.

Mentre il mondo sembra scivolare sempre più velocemente verso l’abisso, c’è chi ha scelto di non arrendersi all’impotenza e provare a fare la sua piccola parte. Forse siamo gocce nel mare, è vero. Ma siamo quelle gocce che hanno riempito le strade, rosse come il sangue, che ha lo stesso colore ovunque e che non può non essere visto. E fa rumore. Perciò salutiamo il nuovo anno a testa alta, convinti che un futuro migliore sia possibile. Nasce così “Prima Persona Plurale“, un’iniziativa che fiorisce dal basso, dal cuore di un collettivo di associazioni e cittadini piacentini che credono nella resistenza e nella necessità del pensiero critico. È un percorso aperto a chiunque ne condividerà lo spirito. Non è un evento, è un boccaglio per cercare aria oltre la superficie, una cannuccia per bere e dissetarsi quando tutto intorno sembra inaridito. Domenica 4 gennaio, dalle 10.30 alle 22.00, le mura storiche di Palazzo Ghizzoni Nasalli ospiteranno il Capitolo 1: “tu Gaza es mi Gaza“. Una giornata d’impegno e di festa, parlando di diritti universali e umanità che si muove, tra musica, cibo da condividere e uno spazio per la creatività dei bambini.

IL PROGRAMMA – La giornata si apre alle 10.30 con la presentazione dell’intero progetto. Alle 11 incontro con Riccardo Noury (Amnesty International) e Antonio Marchesi (Università di Teramo e American University of Rome), autori del volume “Genocidi”, un dialogo aperto attraverso le ferite della storia recente, per restituire il vero significato alle parole e trasformarlo in consapevolezza. Dopo il brunch curato da RistoCoop e le note chill-hop e jazz di Moonbrew, dalle 15 lo spazio sarà dedicato ai più piccoli con il laboratorio di Pappa&Pero e nel giardino, tra i profumi della pattona e il calore del vin brulé, si costruirà quella socialità che è, di per sé, un atto politico di pace. Alle 17, con Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage.it già a bordo della Global Sumud Flotilla, dal suo libro “Troppo neri” si parlerà di migranti, interrogandoci sulla responsabilità reciproca e sul ruolo che l’informazione gioca nella narrazione del “altro da noi”. Dalle 18.30 l’aperitivo con i contributi musicali di Gianni Azzali, Coro Infrangibile, Uganda, accompagnerà all’ultimo appuntamento che sarà alle 20.30. Si collegherà Riccardo Corradini, specializzando in chirurgia e a bordo della seconda Flotilla, primo studente europeo a svolgere l’Erasmus nella Striscia di Gaza, esperienza da cui è stato tratto il docufilm “Erasmus in Gaza”. Nella formula più classica domenicale, la proiezione sarà accompagnata dalla pizza de La Grotta Azzurra (su prenotazione).

Un movimento di comunità. “Prima Persona Plurale” non ha padroni, solo custodi. Per l’intera giornata sarà possibile candidare idee e proposte per i due appuntamenti a venire, che saranno poi selezionate per coerenza, fattibilità e sostenibilità. È un’iniziativa totalmente autofinanziata, nutrita dalle donazioni raccolte nelle “cassettine” sparse per la città: dalla Gelateria 900 all’Arci Rathaus, dalla Coop Infrangibile alle librerie Bookbank e Fahrenheit. Piacenza è capace di essere comunità, agendo “per” costruire e non solo “contro” qualcosa. Con impegno, con gioia irriverente. Restiamo umani. Noi, in Prima Persona Plurale. Per info e prenotazioni: ppplurale@gmail.com

RABUFFI, APP: “COMBATTIAMO IL MERCIMONIO DELLA SALUTE E MANTENIAMOLA UN DIRITTO UNIVERSALE E IRRINUNCIABILE”

A proposito di Sanità pubblica, una decina di giorni fa ho pubblicamente segnalato la determinazione della Corte dei conti sui tempi eccessivi di attesa di talune prestazioni sanitarie e sull’utilizzo (anch’esso in parte eccessivo) dell’attività libero professionale intramuraria. Il tutto accompagnato da una mia circostanziata esperienza personale.
A seguito di quella segnalazione ho ricevuto, specie sui social, molti riscontri.
Tralasciando i “leoni da tastiera”, pronti a insultare tutto e tutti, molte altre persone hanno colto l’occasione per ricordare la propria esperienza personale, rievocando i difficili momenti vissuti in attesa di una visita, di una diagnosi o di un intervento chirurgico ed evidenziando pregi e difetti del SSN.

Un Servizio, giova ricordarlo, a nostra disposizione. Non certo un privilegio…
In questo coinvolgente “bailamme” di sentimenti, emozioni e aspettative, un dato mi ha colpito e profondamente amareggiato: l’accettazione – quasi assodata dai più – di una condizione di subalternità del SSN alle logiche di business. A testimoniarlo, le tante parole spese: “è così da tempo… basta pagare… non è una novità… non ci possiamo far niente… se vuoi curarti devi comprare la prestazione…” e così via. Cruda realtà di un modello sanitario che, piano piano, ci sta portando sulla strada del mercimonio della salute. Dove ci
si cura a seconda della disponibilità economica. E chi non ne ha, deve arrangiarsi. Tutto ciò in spregio, profondo e irreverente, ai principi costituzionali che vedono lo Stato, grazie alle imposte che versiamo, tutelare la salute come fondamentale diritto riconosciuto, universale, inalienabile, essenziale e irrinunciabile dell’individuo (art. 32 della Costituzione). Contro questa deriva, che può facilmente portarci in acque melmose e ricche di insidie, dobbiamo batterci, per provare a scrivere – tutti insieme – un finale diverso. Andando controcorrente e stoppando ammiccamenti normativi a favore di presunte “scorciatoie” che servono soprattutto ad arricchire tasche e contesti già abbondantemente finanziati e sponsorizzati.

Ecco, se devo esprimere un desiderio per il Nuovo Anno, al netto delle aspettative personali, mi sento proprio di augurare alla nostra Comunità di riuscire a tenersi stretti i principali diritti acquisiti dai nostri genitori tra cui – in primis – quello alla Salute e alla Cura. Un diritto che si esercita non solo grazie alla realizzazione di un Nuovo, moderno e costosissimo Ospedale (che comunque sarà pronto fra sette anni) ma soprattutto investendo risorse, oggi e non domani, a favore del personale del SSN, implementandone la dotazione e valorizzando la capacità degli operatori di offrire tempestivo riscontro al bisogno di cura e di sollievo dei tanti pazienti che soffrono.
Pazienti, sia chiaro, e mai clienti…

IL 2026 SI APRE CON DI KARLA E MARIA, IL 2025 SI CHIUDE CON GREGORIO: LE NUOVE NASCITE ALL’OSPEDALE DI PIACENZA

Karla Maria è la prima bimba nata nel 2026, mentre Gregorio ha visto la luce agli sgoccioli del 2025. La piccola Karla Maria aveva fretta di nascere e la mamma Adina Elena è stata sottoposta a taglio cesareo nel cuore della notte. La neonata, che pesa meno di 2 chilogrammi, è in Neonatologia, dove il personale della Pediatria si sta prendendo cura di lei.
A salutare il 2025 ci ha invece pensato Gregorio, che ha fatto fare gli straordinari a mamma Simona. Il piccolo è nato in acqua a un soffio dalla mezzanotte, impegnando il personale della Sala parto fino oltre le 23.

I due piccoli si aggiungono alle 1774 mamme e papà che nel 2025 hanno scelto l’ospedale di Piacenza e i professionisti che vi lavorano per la nascita dei loro piccoli.

 

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