CITTADELLA: ECCO LA NUOVA PIAZZA. ARCADIS HA CONSEGNATO IL PROGETTO AL COMUNE

Foresta urbana, nuovi spazi pubblici, centralità ritrovata di Palazzo Farnese e una piazza pensata per le persone. Concluso il percorso partecipativo, prende forma in modo concreto la visione del futuro di uno dei luoghi più identitari della città, rimasto in stallo per quasi quattordici anni.

Una grande piazza pubblica immersa nel verde, capace di restituire centralità a Palazzo Farnese e di trasformare una delle aree più delicate e discusse del centro storico in un nuovo spazio di incontro, socialità e vita urbana.

È questa l’immagine della futura Piazza Cittadella che emerge dal progetto consegnato da Arcadis al Comune di Piacenza al termine del percorso partecipativo che nei mesi scorsi ha coinvolto cittadini, associazioni, attività economiche e portatori di interesse.

I rendering elaborati dai progettisti consentono oggi di visualizzare concretamente la trasformazione immaginata per l’area e restituiscono una piazza profondamente diversa da quella conosciuta negli ultimi decenni: più verde, più accessibile, più vivibile e maggiormente orientata alla qualità dello spazio pubblico.

«Ho sempre pensato che un parcheggio in questa parte della città sarebbe stato utile e continuo a pensarlo ancora oggi – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi – Ma, prima ancora, ho sempre pensato che fosse dovere di un’amministrazione seria sbloccare una situazione rimasta immutata dal 2012 con gravi danni per tutta la collettività. Prima eravamo vincolati al contratto di concessione, così come le amministrazioni che ci hanno preceduto, che tuttavia non si sono mosse in alcuna direzione: né quella di realizzare il parcheggio interrato né quella di risolvere il contratto di concessione che obbligava il Comune alla consegna dell’area di cantiere. Noi ci siamo mossi. Poi, di fronte alla mancata realizzazione dell’opera da parte del concessionario, il contratto è stato risolto e abbiamo potuto ripartire da zero. E l’abbiamo fatto su due fronti: da un lato abbiamo reperito autonomamente le risorse per realizzare l’intervento; dall’altro abbiamo scelto la partecipazione, abbiamo scelto un percorso aperto a tutti con l’obiettivo di costruire una nuova prospettiva per questo luogo. Il progetto che oggi abbiamo in mano è il risultato di questo percorso. Non siamo ancora all’ultimo passo ma per la prima volta dopo tanto, troppo tempo possiamo finalmente e realmente parlare di futuro della piazza».

Il progetto di Arcadis – multinazionale olandese con sede in Italia, tra i principali studi in Europa specializzati in progetti complessi di rigenerazione urbana – immagina Cittadella come un grande spazio pubblico contemporaneo in cui il verde diventa elemento strutturale e non semplice complemento. Cuore dell’intervento è infatti la realizzazione di una vera e propria foresta urbana, con 30 alberi di diverse essenze, circa 100 arbusti e oltre 2mila essenze erbacee, pensata per migliorare il comfort climatico, aumentare l’ombreggiamento e contribuire alla riduzione delle isole di calore.

Accanto alla componente ambientale, la proposta ridisegna completamente il rapporto tra lo spazio pubblico e il patrimonio storico della città. Palazzo Farnese torna ad essere il protagonista assoluto della piazza grazie a un grande spazio centrale aperto che ne valorizza la presenza monumentale e ristabilisce una relazione visiva e urbana con il contesto circostante.

La nuova Piazza Cittadella viene organizzata attorno a quattro elementi principali: la foresta urbana, un ampio spazio centrale destinato a eventi e manifestazioni, un’area dedicata alle attività commerciali e ai dehors, e una zona pensata per le scuole e per le attività di incontro e aggregazione.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai temi della sostenibilità e dell’accessibilità. Le pavimentazioni drenanti, la gestione naturale delle acque meteoriche, l’assenza di barriere architettoniche e il potenziamento della mobilità ciclabile contribuiscono a definire uno spazio pubblico progettato secondo criteri contemporanei di qualità urbana e resilienza ambientale.

Il progetto – come già accennato – rappresenta la conclusione di una fase cruciale di lavoro, espressamente voluta dall’amministrazione comunale, ovvero il percorso partecipativo aperto a tutti. Nelle prossime settimane proseguiranno gli approfondimenti tecnici e i passaggi autorizzativi previsti dagli enti competenti, necessari per arrivare alle successive fasi di approvazione, e quindi gara d’appalto e realizzazione dell’intervento con apertura del cantiere prevista nella primavera del 2027 e fine lavori entro l’estate 2028.

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è restituire a Piacenza una Piazza Cittadella all’altezza del valore storico e simbolico che questo luogo rappresenta: una piazza verde, contemporanea e pienamente vissuta, capace di tornare a essere uno dei principali spazi pubblici della città.

SCUOLA EX PONTIERI: IL COMUNE RISOLVE IL CONTRATTO PER GRAVE INADEMPIMENTO. APERTURA CONFERMATA PER SETTEMBRE 2027

Il Comune di Piacenza ha disposto la risoluzione del contratto con l’impresa GRM S.r.l., affidataria dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli edifici della zona sud dell’ex Laboratorio Pontieri, destinati ad accogliere la nuova scuola secondaria di primo grado. Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle gravi inadempienze riscontrate nel corso dell’esecuzione dell’appalto e puntualmente contestate nell’ambito del procedimento amministrativo.

La decisione è finalizzata a tutelare l’interesse pubblico e a garantire il completamento dell’opera nel modo più efficace e rapido possibile. La risoluzione del contratto non modifica infatti né l’obiettivo di realizzazione dell’intervento né il cronoprogramma complessivo, che prevede l’apertura della nuova scuola a settembre 2027. L’intervento rientra tra quelli interessati dal passaggio dal finanziamento PNRR a finanziamento ministeriale. Le risorse originariamente assegnate attraverso il PNRR confluiranno nel nuovo finanziamento ministeriale. Il Comune sta seguendo gli ultimi adempimenti amministrativi collegati all’assegnazione formale del nuovo finanziamento.

L’Amministrazione sta inoltre valutando l’accorpamento in un unico intervento dei lavori relativi all’edificio scolastico, delle sistemazioni esterne e delle relative pertinenze, oggi previste con procedure distinte. L’operazione, che sarà sottoposta all’approvazione della Giunta comunale, consentirà una gestione più organica dell’opera e una migliore programmazione delle successive fasi realizzative. Gli uffici comunali sono già al lavoro per definire i successivi passaggi amministrativi necessari a garantire la prosecuzione dell’intervento e il completamento del nuovo complesso scolastico.

L’Amministrazione comunale conferma che l’apertura della nuova scuola è prevista per l’avvio dell’anno scolastico 2027-2028, a settembre 2027.

L’AMBIENTE SIA UNA PRIORITA’ SANITARIA E GLI OSPEDALI SIANO PIU’ SOSTENIBILI

Ambiente e salute sono imprescindibili; da sempre in realtà, ma solo recentemente se ne è avuta la consapevolezza. La salute dipende dallo stile di vita e dal congesto fisico e sociale in cui viviamo, una sorta di interconnessione tra uomo, animali e ambiente. Siamo, insomma, tutt’uno con ciò che ci circonda. Se ne è parlato nell’ultimo incontro dei Mercoledì della Medicina organizzato dall’Ordine dei Medici.

Tra i fattori ambientali che minacciano più pesantemente la nostra salute ci sono il riscaldamento terrestre e le plastiche. Ma anche le strutture sanitarie, purtroppo, contribuiscono in questo senso: il servizio sanitario contribuisce con circa il 5% delle emissioni globali, per lo più CO2. Sembra poco? In realtà non lo è, se si pensa che corrisponde a tute le emissioni degli aerei che volano nel mondo.

Più le strutture sono nuove, minore è il rischio che rilascino gas serra nell’ambiente; un tema particolarmente attuale anche per piacenza che sta lavorando alla progettazione del nuovo ospedale.
Tante possono essere le azioni da mettere in campo per una concreta sostenibilità ambientale: a partire dalla gestione energetica, i trasporti, farmaci e le sostanze chimiche dei laboratori.

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EX MANIFATTURA, IL NOME DELLA SCUOLA SARA’ SCELTO DA STUDENTI E INSEGNANTI

In merito al dibattito sull’intitolazione della nuova scuola secondaria di primo grado dell’ex Manifattura Tabacchi, l’Amministrazione comunale chiarisce che la scelta del nome sarà affidata alla futura comunità scolastica, nel rispetto delle procedure previste e dell’autonomia degli organi competenti.

La nuova scuola entrerà in funzione con il prossimo anno scolastico, 2026-2027, e farà parte del nuovo Istituto Comprensivo n. 7. In accordo con l’Ufficio scolastico territoriale e con il dirigente scolastico, Andrea Grossi, è stato definito che il percorso di individuazione dell’intitolazione partirà dopo l’insediamento del Consiglio d’Istituto, previsto tra ottobre e novembre prossimi.

Sarà quindi il Consiglio d’Istituto, una volta costituito, a definire modalità e strumenti del percorso, coinvolgendo la comunità scolastica composta da studenti, famiglie, docenti e personale. Potranno inoltre essere valutate forme di partecipazione più ampie, aperte anche al quartiere e alla cittadinanza.

«Riteniamo che la scelta del nome di una scuola debba nascere anzitutto all’interno della comunità educativa che la vivrà ogni giorno – sottolinea l’assessore alle Politiche scolastiche Mario Dadati –. Saranno gli studenti, le famiglie, il personale scolastico e gli organi collegiali a costruire questo percorso. È giusto che una decisione così significativa sia condivisa da chi sarà chiamato a riconoscersi nei valori e nel significato dell’intitolazione».

Il Comune accompagnerà e sosterrà il percorso, nel rispetto dell’autonomia scolastica e delle competenze attribuite agli organi collegiali.

“SCUOLA, TROPPO SPESSO, PER GLI STUDENTI E’ FONTE DI ANSIA”

Si respira una sofferenza diffusa tra adolescenti e preadolescenti, un vuoto identitario causato da un individualismo spinto e dalla frammentazione che caratterizza il nostro presente. È una fotografia a tratti preoccupante quella scattata dall’assessora regionale al welfare Isabella Conti, ospite di un incontro organizzato dal Partito Democratico su educazione e scuola. Nel 2024 gli accessi alle neuropsichiatrie infantili delle regione sono stati 68mila su un totale di 665mila ragazzi under 18. Il 10% del totale quindi, per vari disturbi: linguaggio, attenzione, apprendimento che verso l’adolescenza spesso virano verso atti di autolesionismo, ansia e disturbi dell’alimentazione, vertiginosamente cresciuto del 485%.

E dal 31 agosto al 14 settembre, quest’anno la regione ha avviato la sperimentazione conciliazione tempi di vita e lavoro rivolte alle famiglie degli studenti. La scuole primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Con un’offerta di servizi extrascolastici che potrà prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza. Tutto senza pesare ne sovraccaricare il personale scolastico.

ROTATORIA DI VIA BOSELLI, INIZIATI I LAVORI. PRONTA TRA OTTOBRE E NOVEMBRE

Sono iniziati, con le operazioni di deasfaltatura, i lavori per la realizzazione della configurazione definitiva della rotatoria tra via Boselli, via Damiani e viale Martiri della Resistenza, uno degli interventi viabilistici più complessi attualmente in programma in città.

L’opera interessa infatti un nodo particolarmente trafficato e strategico per la mobilità cittadina, attraversato ogni giorno da migliaia di veicoli e punto di collegamento tra importanti direttrici urbane. Proprio per questo motivo il cantiere è stato programmato per fasi successive, con l’obiettivo di limitare il più possibile l’impatto sulla circolazione.

L’intervento consentirà di completare la trasformazione dell’incrocio che negli ultimi due anni è stato gestito con una soluzione provvisoria, migliorando la sicurezza della circolazione, la fluidità del traffico e la mobilità sostenibile grazie alla realizzazione di percorsi ciclopedonali protetti.

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la tutela e il rafforzamento del patrimonio arboreo presente nell’area. La revisione progettuale voluta dall’Amministrazione comunale ha infatti consentito di salvaguardare integralmente tutte le alberature esistenti. Non solo: il progetto prevede anche la messa a dimora di otto nuovi alberi nelle aree verdi laterali, incrementando complessivamente la presenza di verde urbano.

La configurazione definitiva recepisce inoltre la variante progettuale elaborata nei mesi scorsi dagli Uffici comunali sulla base delle osservazioni emerse durante la fase sperimentale. La revisione ha consentito non solo di mantenere integralmente le alberature esistenti, ma anche di ampliare gli spazi destinati alla mobilità ciclopedonale, migliorando accessibilità e sicurezza per gli utenti più vulnerabili della strada. Le risorse inizialmente destinate alla rimozione delle piante saranno reinvestite per la messa a dimora di otto nuove alberature, con esemplari di dimensioni più significative rispetto a quelli inizialmente previsti.

«Quando abbiamo deciso di rivedere il progetto ci siamo dati un obiettivo molto chiaro: migliorare la sicurezza e la funzionalità dell’intersezione senza rinunciare al patrimonio arboreo esistente – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi –. Oggi possiamo dire di aver raggiunto questo risultato. Tutti gli alberi presenti saranno salvati e, anzi, il verde verrà incrementato con nuove piantumazioni. È un intervento che rende più sicuro uno dei principali nodi viabilistici della città e che dimostra come sia possibile coniugare infrastrutture, qualità urbana e attenzione all’ambiente. Credo sia un risultato importante per tutta la città».

«Parliamo di un intervento significativo sotto il profilo viabilistico e della sicurezza, che consentirà di dare una sistemazione definitiva a un’infrastruttura ormai entrata nelle abitudini dei piacentini e che ha già dimostrato la propria efficacia nella regolazione dei flussi di traffico e nella riduzione dell’incidentalità – evidenzia il vicesindaco Matteo Bongiorni –. La fase sperimentale ci ha consentito di verificare sul campo il funzionamento della rotatoria e di introdurre alcuni miglioramenti progettuali. Per questo desidero ringraziare i cittadini, i residenti e le associazioni che hanno contribuito in modo costruttivo al confronto su quest’opera. Le osservazioni raccolte ci hanno aiutato a raggiungere un risultato importante: mantenere tutte le alberature esistenti, aumentare il verde presente e migliorare ulteriormente la qualità complessiva dell’intervento».

I lavori, affidati alla ditta Edil Losa di Gragnano Trebbiense nell’ambito di un intervento del valore di circa 600 mila euro, sono partiti con le attività preliminari all’interno della corona centrale della rotatoria. Con la conclusione dell’anno scolastico il cantiere entrerà progressivamente nelle fasi successive, nell’intento di ridurre il più possibile l’impatto sulla viabilità circostante.

La conclusione dell’opera è prevista tra i mesi di ottobre e novembre. Eventuali modifiche temporanee alla circolazione che dovessero rendersi necessarie durante le diverse fasi del cantiere saranno comunicate tempestivamente ai cittadini. Con questo intervento l’Amministrazione comunale prosegue il percorso di miglioramento della sicurezza stradale, della mobilità sostenibile e della qualità degli spazi pubblici cittadini, con particolare attenzione alla valorizzazione del verde urbano.

 

A ZERBIO NASCE IL COMITATO PER LE ENERGIA TRASPARENTE E SOSTENIBILE, “MA NON A QUALSIASI COSTO”

È stato ufficialmente costituito il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile”, nato con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo realmente compatibile con le caratteristiche dei territori e rispettoso delle comunità locali in una cornice di governance partecipata multilivello che garantisca trasparenza amministrativa e tutela sociale, ambientale ed economica.

Proprio questi principi, secondo i promotori, non troverebbero adeguata applicazione nel progetto di impianto di accumulo elettrochimico (BESS-Battery Energy Storage System) da 225 MW previsto a ridosso dell’abitato di Zerbio di Caorso, attualmente sottoposto alla procedura autorizzativa presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

L’impianto sorgerebbe infatti a circa 50 metri dall’abitazione più vicina, a soli 20 metri da un sito appartenente alla rete Natura 2000 e occuperebbe circa 9 ettari di terreni classificati ad alta produttività agricola.

Un impianto BESS a ridosso di un centro abitato rappresenta un elevato livello di rischio per la popolazione. Innumerevoli studi scientifici di indiscutibili enti di ricerca, come ad esempio il JRC (Centro Comune di Ricerca della Commissione europea) valutano i BESS come tecnologie importanti per la transizione energetica, ma caratterizzate da rischi specifici e severi legati alla sicurezza chimica, termica (Thermal Runaway) ed elettrica. La stessa Circolare 21021/2024 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco richiama l’esigenza di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone nei processi valutativi.

L’assemblea costitutiva ha eletto Angelo Giostri quale presidente del Comitato.

«In assenza di un quadro regolatorio nazionale che indichi almeno le distanze minime dai ricettori più sensibili, come ad esempio le abitazioni, ed i limiti di applicabilità del concetto di “interesse pubblico prevalente”, il nostro Paese non può permettersi che le scelte sulle FER siano lasciate esclusivamente alle dinamiche di mercato. Diversamente, rischieremmo di trovarci di fronte a un vero e proprio far west incontrollato e ingovernabile», dichiara il neopresidente Angelo Giostri, sottolineando come il Comitato possa contare su un ampio sostegno da parte della popolazione locale.

«Abbiamo voluto inserire un “Sì” nel nome del Comitato e non definirci semplicemente contrari all’impianto BESS di Zerbio perché siamo convinti che le energie rinnovabili debbano rappresentare una componente fondamentale del nostro sviluppo. Riteniamo tuttavia che la transizione energetica, per essere realmente sostenibile, non possa e non debba prescindere dalla tutela delle persone, delle famiglie, delle attività economiche e dei territori interessati. Una transizione perseguita esclusivamente in funzione del raggiungimento di obiettivi quantitativi, senza un adeguato bilanciamento con la salute pubblica, la sicurezza e la qualità della vita delle comunità coinvolte, rischierebbe infatti di tradire i suoi stessi fondamenti».

«Eppure, nelle aree prospicienti il sito individuato per l’impianto, esisterebbero almeno due alternative localizzative che presentano caratteristiche riconducibili ai criteri di idoneità indicati dall’articolo 11bis del dlgs 190/2024, che disciplina i procedimenti autorizzativi delle fonti di energia rinnovabile. Questo dimostra come sia possibile conciliare le esigenze della transizione energetica con una maggiore attenzione alla tutela del territorio e delle sue peculiarità”

“Siamo pronti- conclude Giostri- ad avviare un dialogo con gli Enti pubblici preposti al governo e alla tutela del territorio, con il MASE, con le Organizzazioni professionali agricole e con chiunque voglia partecipare ad un confronto franco, trasparente e costruttivo, un confronto che, fino ad oggi, è purtroppo mancato a partire dal MASE, che sta gestendo il processo autorizzativo sulla piattaforma PERMITTING blindata ed accessibile solo su invito o dietro dimostrazione di avere un diritto inciso nel procedimento, fino ad arrivare agli Enti locali che hanno espresso parere sull’impianto in se stesso senza alcuna valutazione sugli effetti cumulativi e sulle interazioni con l’ambiente circostante», conclude Giostri.

Il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile” è sostenuto da Legambiente Piacenza e da Caorso futura, gruppo di minoranza che da mesi sta presentando interpellanze al Sindaco sul tema.

Nella foto l’area progettuale dove dovrebbe sorgere l’impianto

I CIVICI PIACENTINI A ROMA PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE: “NOI L’UNICO ARGINE ALL’ASTENSIONISMO”

“Il nostro non è civismo di facciata, ma l’unico vero argine all’astensionismo”. E’ quanto affermano i protagonisti del civismo piacentino che hanno partecipato, a Roma, alla prima assemblea nazionale di Progetto Civico Italia, la rete che unisce centinaia di amministratori locali e sindaci da tutta Italia. All’appuntamento erano presenti la sindaca Katia Tarasconi, l’assessore Mario Dadati e la coordinatrice della lista civica piacentina Claudia de Monti, portando l’esperienza di governo di Palazzo Mercanti al centro del dibattito politico nazionale.

Un evento che ha voluto ribadire il ruolo delle civiche nel panorama politico nazionale, definite “l’autentico motore dell’alleanza. Come confermato anche dalle recenti analisi sui dati elettorali pubblicate dal Corriere della Sera nel focus “Comuni, crescono soltanto i civici”, i movimenti civici sono l’unica forza in reale crescita nel Paese, capace di valorizzare il “voto di prossimità” e di fare da argine all’astensionismo laddove i partiti tradizionali faticano a mobilitare i cittadini”.

Non un mero strumento elettorale destinato a disperdersi nel corso della consiliatura ma, al contrario, capaci di attirare quei cittadini che non si sentono rappresentati dai partiti tradizionali. La coordinatrice piacentina Claudia de Monti è stata nominata tra i 90 delegati nazionali della neonata formazione. Un ruolo di primo piano all’interno della Direzione e dei gruppi di lavoro programmatici appena varati, che inserisce stabilmente il laboratorio piacentino nella cabina di regia del movimento del fare.

“Il civismo che esprimiamo a Piacenza – commentano i rappresentanti della lista – non è un’etichetta di facciata né una “stampella” silenziosa, ma un laboratorio di idee concrete che dialoga quotidianamente con la città produttiva, con i quartieri e con i bisogni reali delle persone. Chi riduce il civismo a una sommatoria di poltrone o a dinamiche di palazzo dimostra di non comprendere la spinta che arriva dai territori. Essere a Roma significa dimostrare che la nostra azione non è isolata, ma fa parte di un grande progetto di buon senso che mette al centro la sicurezza, lo sviluppo, la cura del verde e il benessere delle comunità, rifiutando la politica dei veti incrociati e dei personalismi”.

BONGIORNI: “GIARDINO DI VIA GAMBARA, IN SETTIMANA MANUTENZIONE E RIAPERTURA DELL’AREA”

L’intervento del vice sindaco Matteo Bongiorni sul giardino pubblico di via Gambara.

Il giardino di via Gambara è da anni uno dei luoghi che hanno generato il maggior numero di segnalazioni da parte dei cittadini. Danneggiamenti alle strutture, utilizzo improprio degli spazi, bivacchi e problemi legati alla sicurezza hanno reso quest’area oggetto di attenzione costante da parte del Comune.

Per questo si è cercato di intervenire in più modi: dal coinvolgimento di un cantiere scolastico della Scuola Edile per restituire nuova vitalità all’area, agli interventi sulle strutture esistenti, fino all’installazione di una telecamera per la videosorveglianza.

Alcune settimane fa sono inoltre state rimosse le attrezzature del piccolo spazio giochi. Una scelta dettata sia dalla necessità di effettuare interventi di manutenzione, sia dal fatto che quell’area, ormai da tempo, veniva utilizzata prevalentemente come spazio di sgambamento per cani piuttosto che come area giochi per bambini. Per questo motivo sarà trasformata in una piccola area dedicata ai cani al servizio del quartiere, valutando successivamente la ricollocazione delle attrezzature ludiche in una posizione più adeguata.

Detto questo, comprendiamo bene le critiche dei residenti. In questo caso la mancata manutenzione del verde è dovuta a un errore di programmazione che abbiamo commesso e che provvederemo a correggere immediatamente. Di questo ci scusiamo.

Si provvederà quindi già nel corso della prossima settimana al taglio dell’erba e alla riapertura del giardino. Più in generale, resta aperto il tema del rispetto degli spazi pubblici, che riguarda tutti noi. Perché siamo ormai la città nella quale una targa posata su una panchina rossa in ricordo di una ragazza vittima di femminicidio viene divelta nell’arco di una settimana.

Anche per questo, accanto agli interventi di manutenzione e riqualificazione, serve un impegno collettivo nel prendersi cura dei luoghi comuni e nel rispettare ciò che appartiene all’intera comunità.

PIAZZA CAVALLI GREMITA PER LA MUSICA DI RADIO BRUNO

Il colpo d’occhio di piazza Cavalli era quello dei grandi eventi, e così è stato. L’evento di Radio Bruno ha attirato in piazza migliaia di persone, soprattutto giovanissimi accorsi, fin dalle prime ore del pomeriggio, per ascoltare quei brani che normalmente ascoltano in radio o nelle cuffiette. Il cast che Yoga Radio Bruno Estate ha portato sul palco è stato d’eccezione: Anna Tatangelo, Cate Lumina, Cioffi, Clara, Ditonellapiaga, Dolcenera, Ermal Meta, Ernia, Frah Quintale, Francesco Renga, Gabry Ponte, J-Ax, LDA & Aka 7even, Nayt, Nicolò Filippucci, Orietta Berti, Samurai Jay, Sangiovanni, The Kolors e Welo. Presentano Enrico Papi, Noemi ed Enzo Ferrari. All’inizio del concerto, presentato da Noemi e Enrico Papi, sono saliti sul maxi palco anche la sindaca Katia Tarasconi e l’assessore Simone Fornasari per salutare la piazza e il selfie di rito.

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