ANPI CONTRO LA “REMIGRAZIONE”: “E’ UNA PROVOCAZIONE”

Dopo Alternativa per Piacenza, Verdi, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, anche Anpi provinciale interviene, con una nota, sulla manifestazione del Comitato Remigrazione in programma sabato 24 gennaio a Piacenza. Di seguito il testo

Nella Città Medaglia d’Oro della Resistenza, a riconoscimento del doloroso e intenso impegno dei Piacentini durante la lotta di Liberazione dalla dittatura nazi-fascista, la manifestazione Nazionale del Comitato Remigrazione e Riconquista ha il sapore della provocazione». Così Nadia Maffini, neo presidente provinciale dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, commenta l’iniziativa proclamata per sabato 24 gennaio. «Il Comitato invoca la remigrazione (ovvero riportare le persone straniere nei loro Paesi d’origine) e il primato dell’italianità come soluzione ai problemi di convivenza e sicurezza del Paese, riproponendo ideologie basate sulla superiorità razziale e sulla deportazione che rimandano inevitabilmente alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese. L’Anpi di Piacenza rifiuta con forza posizioni che rappresentano uno sfregio a una città nata dalla lotta Partigiana che ha sempre messo al centro della sua Comunità i valori Costituzionali dell’Antifascismo e della convivenza pacifica, “senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali”, garantendo un’uguaglianza formale e sostanziale anche per i residenti stranieri. L’Anpi, custode della memoria della Resistenza e della Costituzione che ne è derivata, ritiene inaccettabile ogni discriminazione che ha il solo scopo di far leva sulle paure delle persone; la democrazia non ha paura della diversità, ha bisogno della conoscenza e del confronto necessario a sviluppare regole di convivenza condivise che stimolino la crescita degli individui e del Paese. L’Anpi chiede pertanto al Prefetto, al Questore, al sindaco e alle istituzioni tutte di non esporre la nostra città allo sfregio dell’ideologia di ritorno che ci ha visto combattere duramente e morire per la libertà di tutti e custodire, con forza e per ogni tempo, i suoi valori.

MANIFESTAZIONE “REMIGRAZIONE”: LA SINISTRA CHIEDE AL QUESTORE DI VIETARNE LO SVOLGIMENTO. “E’ CONTRO LA COSTITIUZIONE”

Alternativa per Piacenza, Sinistra Italiana, Verdi e Rifondazione Comunista chiedono al Questore di vietare la manifestazione Remigrazione, organizzata dal Comitato Remigrazione e Riconquista organizzata per il 24 gennaio a Piacenza. “Iniziativa xenofoba, provocatoria e contro i principi della Costituzione” secondo la sinistra piacentina. Di seguito la nota stampa:

Il prossimo 24 gennaio è stata indetta a Piacenza una manifestazione nazionale di carattere fortemente xenofobo, che utilizza lo slogan “Remigrazione”, lo stesso impiegato dall’estrema destra tedesca di AfD e da ambienti riconducibili al neonazismo europeo.
Si tratta di una manifestazione contro gli stranieri, promossa da soggetti noti alle questure di tutta Italia, privi di qualsiasi legame con il territorio piacentino. L’iniziativa è una provocazione deliberata, che mira a utilizzare Piacenza come palcoscenico nazionale per gruppi estranei alla sua storia e al suo tessuto sociale. Finora, grazie alla maturità civile dei piacentini, iniziative analoghe sono sempre rimaste marginali, poco più che folklore di dubbio gusto, ma in questo caso, per dimensione e provenienza dei partecipanti annunciati, la situazione presenta profili diversi.

Chiediamo al Questore di Piacenza di vietare lo svolgimento della manifestazione, non per impedire l’espressione di un pensiero, per quanto inneggiante all’odio razziale e quindi in netto contrasto con i principi della Costituzione, ma anche e soprattutto per motivi di ordine pubblico, considerando il richiamo esplicito rivolto a gruppi e soggetti facinorosi provenienti da tutta Italia.
Chiediamo all’amministrazione comunale di esprimere un parere contrario a questa iniziativa, che rappresenta un’offesa alla città e alla sua storia.
Chiediamo inoltre a tutte le forze politiche piacentine di pronunciarsi pubblicamente contro quella che appare come una provocazione mirata.
Rivolgiamo infine un appello a tutte le forze antifasciste affinché mettano da parte divisioni e differenze e si compattino contro il tentativo di affrontare il tema dell’immigrazione attraverso l’odio razziale, cifra storica della destra fascista. Nei prossimi giorni verrà convocata una assemblea cittadina per decidere collettivamente le modalità di mobilitazione.

A PIACENZA I SALDI SONO PARTITI SENZA SLANCIO. FEDERMODA: “BISOGNEREBBE POSTICIPARNE L’INIZIO”

A Piacenza partenza “senza sprint” per i saldi invernali 2026, che hanno ufficialmente preso il via sabato 3 gennaio. E’ questa l’impressione a caldo che arriva da Gianluca Brugnoli, presidente provinciale di Federmoda, l’associazione che rappresenta i commercianti del settore moda a Piacenza.
“Siamo in linea con lo scorso anno, che già non era stato esaltante. Credo che le vendite si vivacizzeranno un po’ nel prossimo weekend, il primo dopo l’Epifania, quando le festività saranno definitivamente concluse e la maggior parte delle persone rientrerà anche da eventuali brevi periodi di vacanza”.
Brugnoli torna a ribadire un concetto già espresso in passato: “La partenza dei saldi troppo ravvicinata rispetto alle vendite natalizie continua a rappresentare un nodo critico per le realtà commerciali di una città di medie dimensioni come Piacenza. Da noi non si possono applicare le stesse logiche di metropoli come Milano o Roma, che contano su flussi di turisti ben più elevati. Oltretutto quest’anno abbiamo avuto, per gran parte di dicembre, temperature al di sopra della norma che non hanno aiutato le vendite dei capi invernali pesanti come giubbotti e cappotti. Adesso che è arrivato il freddo e si venderebbero più
facilmente sono già iniziati saldi. E’ un meccanismo, alla lunga insostenibile per i commercianti e per questo occorre, con urgenza, spostare l’inizio degli sconti. Come sono ora – a ridosso delle festività – finiscono per comprimere i consumi complessivi fra fine ed inizio anno nuovo, Andrebbero fatti slittare almeno di una quindicina di giorni”.

Il presidente di Federmoda traccia anche un primo bilancio delle vendite natalizie a Piacenza. Anche in questo caso si ripete il copione dell’anno scorso con fatturati che tengono o registrano lievi flessioni e che in ogni caso non recuperano il terreno perduto. “L’aumento del costo della vita e dei costi energetici hanno drenato risorse importanti alle famiglie che, di conseguenza, hanno destinato ai regali budget più contenuti. Quest’anno inoltre abbiamo assistito a due fenomeni tutto sommato nuovi. Innanzitutto c’è stata una
vera e propria corsa ai regali last minute, forse perché molti hanno aspettato la
tredicesima prima di fare shopping. In secondo luogo tanti colleghi segnalano un “downgrade” negli acquisti: per dirla in parole povere se prima si regalava uno champagne di alta gamma o una sciarpa in cachemire oggi si è optato per prosecco e lambswool”.
Innegabile poi che i negozi di vicinato subiscano la concorrenza dell’online come ricorda il presidente di Confcommercio Piacenza Raffaele Chiappa: “E’ una strada imboccata con decisione dal Covid in poi. Molti commercianti, anche a Piacenza, hanno già affiancato alla vendita in negozio quella sul web. Da questo punto di vista l’online è una possibile risorsa, un’opportunità. Il problema sono le politiche distorsive messe in atto dai colossi, in particolare stranieri. Diventa difficile competere contro chi fa numeri enormi. Certo qualità
e servizio alla clientela restano armi in mano ai nostri esercenti ma da soli non bastano se vogliamo mantenere in vita le attività di vicinato. E’ una riflessione che vale anche per un altro elemento estraneo al nostro mercato tradizionale, il Black-Friday. Ormai è diventato un giorno che dura più settimane, quasi fossero saldi anticipati (e non regolamentati) e drena risorse, a favore sempre di grandi gruppi e a discapito dei piccoli commercianti”.

PRIMA PERSONA PLURALE SI PRESENTA ALLA CITTA’. “CITTADINI E ASSOCIAZIONE CHE CREDONO NELLA RESISTENZA E NEL PENSIERO CRITICO”

Prima Persona Plurale è la nuova realtà piacentina che ha deciso di presentarsi  alla città con una giornata di appuntamenti che si svolgeranno domenica 4 gennaio a palazzo Ghizzoni Nasalli: l’evento Capitolo 1 Tu Gaza es mi Gaza, “la prima tappa di un cammino di resistenza culturale con Amnesty International, Saverio Tommasi e Riccardo Corradini”. Di seguito il comunicato stampa dell’iniziativa.

Mentre il mondo sembra scivolare sempre più velocemente verso l’abisso, c’è chi ha scelto di non arrendersi all’impotenza e provare a fare la sua piccola parte. Forse siamo gocce nel mare, è vero. Ma siamo quelle gocce che hanno riempito le strade, rosse come il sangue, che ha lo stesso colore ovunque e che non può non essere visto. E fa rumore. Perciò salutiamo il nuovo anno a testa alta, convinti che un futuro migliore sia possibile. Nasce così “Prima Persona Plurale“, un’iniziativa che fiorisce dal basso, dal cuore di un collettivo di associazioni e cittadini piacentini che credono nella resistenza e nella necessità del pensiero critico. È un percorso aperto a chiunque ne condividerà lo spirito. Non è un evento, è un boccaglio per cercare aria oltre la superficie, una cannuccia per bere e dissetarsi quando tutto intorno sembra inaridito. Domenica 4 gennaio, dalle 10.30 alle 22.00, le mura storiche di Palazzo Ghizzoni Nasalli ospiteranno il Capitolo 1: “tu Gaza es mi Gaza“. Una giornata d’impegno e di festa, parlando di diritti universali e umanità che si muove, tra musica, cibo da condividere e uno spazio per la creatività dei bambini.

IL PROGRAMMA – La giornata si apre alle 10.30 con la presentazione dell’intero progetto. Alle 11 incontro con Riccardo Noury (Amnesty International) e Antonio Marchesi (Università di Teramo e American University of Rome), autori del volume “Genocidi”, un dialogo aperto attraverso le ferite della storia recente, per restituire il vero significato alle parole e trasformarlo in consapevolezza. Dopo il brunch curato da RistoCoop e le note chill-hop e jazz di Moonbrew, dalle 15 lo spazio sarà dedicato ai più piccoli con il laboratorio di Pappa&Pero e nel giardino, tra i profumi della pattona e il calore del vin brulé, si costruirà quella socialità che è, di per sé, un atto politico di pace. Alle 17, con Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage.it già a bordo della Global Sumud Flotilla, dal suo libro “Troppo neri” si parlerà di migranti, interrogandoci sulla responsabilità reciproca e sul ruolo che l’informazione gioca nella narrazione del “altro da noi”. Dalle 18.30 l’aperitivo con i contributi musicali di Gianni Azzali, Coro Infrangibile, Uganda, accompagnerà all’ultimo appuntamento che sarà alle 20.30. Si collegherà Riccardo Corradini, specializzando in chirurgia e a bordo della seconda Flotilla, primo studente europeo a svolgere l’Erasmus nella Striscia di Gaza, esperienza da cui è stato tratto il docufilm “Erasmus in Gaza”. Nella formula più classica domenicale, la proiezione sarà accompagnata dalla pizza de La Grotta Azzurra (su prenotazione).

Un movimento di comunità. “Prima Persona Plurale” non ha padroni, solo custodi. Per l’intera giornata sarà possibile candidare idee e proposte per i due appuntamenti a venire, che saranno poi selezionate per coerenza, fattibilità e sostenibilità. È un’iniziativa totalmente autofinanziata, nutrita dalle donazioni raccolte nelle “cassettine” sparse per la città: dalla Gelateria 900 all’Arci Rathaus, dalla Coop Infrangibile alle librerie Bookbank e Fahrenheit. Piacenza è capace di essere comunità, agendo “per” costruire e non solo “contro” qualcosa. Con impegno, con gioia irriverente. Restiamo umani. Noi, in Prima Persona Plurale. Per info e prenotazioni: ppplurale@gmail.com

RABUFFI, APP: “COMBATTIAMO IL MERCIMONIO DELLA SALUTE E MANTENIAMOLA UN DIRITTO UNIVERSALE E IRRINUNCIABILE”

A proposito di Sanità pubblica, una decina di giorni fa ho pubblicamente segnalato la determinazione della Corte dei conti sui tempi eccessivi di attesa di talune prestazioni sanitarie e sull’utilizzo (anch’esso in parte eccessivo) dell’attività libero professionale intramuraria. Il tutto accompagnato da una mia circostanziata esperienza personale.
A seguito di quella segnalazione ho ricevuto, specie sui social, molti riscontri.
Tralasciando i “leoni da tastiera”, pronti a insultare tutto e tutti, molte altre persone hanno colto l’occasione per ricordare la propria esperienza personale, rievocando i difficili momenti vissuti in attesa di una visita, di una diagnosi o di un intervento chirurgico ed evidenziando pregi e difetti del SSN.

Un Servizio, giova ricordarlo, a nostra disposizione. Non certo un privilegio…
In questo coinvolgente “bailamme” di sentimenti, emozioni e aspettative, un dato mi ha colpito e profondamente amareggiato: l’accettazione – quasi assodata dai più – di una condizione di subalternità del SSN alle logiche di business. A testimoniarlo, le tante parole spese: “è così da tempo… basta pagare… non è una novità… non ci possiamo far niente… se vuoi curarti devi comprare la prestazione…” e così via. Cruda realtà di un modello sanitario che, piano piano, ci sta portando sulla strada del mercimonio della salute. Dove ci
si cura a seconda della disponibilità economica. E chi non ne ha, deve arrangiarsi. Tutto ciò in spregio, profondo e irreverente, ai principi costituzionali che vedono lo Stato, grazie alle imposte che versiamo, tutelare la salute come fondamentale diritto riconosciuto, universale, inalienabile, essenziale e irrinunciabile dell’individuo (art. 32 della Costituzione). Contro questa deriva, che può facilmente portarci in acque melmose e ricche di insidie, dobbiamo batterci, per provare a scrivere – tutti insieme – un finale diverso. Andando controcorrente e stoppando ammiccamenti normativi a favore di presunte “scorciatoie” che servono soprattutto ad arricchire tasche e contesti già abbondantemente finanziati e sponsorizzati.

Ecco, se devo esprimere un desiderio per il Nuovo Anno, al netto delle aspettative personali, mi sento proprio di augurare alla nostra Comunità di riuscire a tenersi stretti i principali diritti acquisiti dai nostri genitori tra cui – in primis – quello alla Salute e alla Cura. Un diritto che si esercita non solo grazie alla realizzazione di un Nuovo, moderno e costosissimo Ospedale (che comunque sarà pronto fra sette anni) ma soprattutto investendo risorse, oggi e non domani, a favore del personale del SSN, implementandone la dotazione e valorizzando la capacità degli operatori di offrire tempestivo riscontro al bisogno di cura e di sollievo dei tanti pazienti che soffrono.
Pazienti, sia chiaro, e mai clienti…

IL 2026 SI APRE CON DI KARLA E MARIA, IL 2025 SI CHIUDE CON GREGORIO: LE NUOVE NASCITE ALL’OSPEDALE DI PIACENZA

Karla Maria è la prima bimba nata nel 2026, mentre Gregorio ha visto la luce agli sgoccioli del 2025. La piccola Karla Maria aveva fretta di nascere e la mamma Adina Elena è stata sottoposta a taglio cesareo nel cuore della notte. La neonata, che pesa meno di 2 chilogrammi, è in Neonatologia, dove il personale della Pediatria si sta prendendo cura di lei.
A salutare il 2025 ci ha invece pensato Gregorio, che ha fatto fare gli straordinari a mamma Simona. Il piccolo è nato in acqua a un soffio dalla mezzanotte, impegnando il personale della Sala parto fino oltre le 23.

I due piccoli si aggiungono alle 1774 mamme e papà che nel 2025 hanno scelto l’ospedale di Piacenza e i professionisti che vi lavorano per la nascita dei loro piccoli.

 

EX MANIFATTURA TABACCHI: L’ASSESSORA FANTINI RISPONDE ALLA CONSULTA AMBIENTE E TERRITORIO

Arriva puntuale la risposta dell’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini alle nuove domande della Consulta Ambiente e Territorio.

“Amministrare significa ascoltare tutte le voci della città, in un confronto pubblico ampio e informato. Il dialogo con la Consulta Ambiente e Territorio – cui gli assessori comunali, quando invitati, hanno sempre garantito la loro fattiva presenza – è una componente fondante di questo percorso, ma non può essere considerata né l’unico strumento di partecipazione, né il solo soggetto rappresentativo del punto di vista della collettività, tanto più che oggi esprime una pluralità limitata di associazioni”. Parte da qui, la replica dell’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini alle ulteriori osservazioni della Consulta in merito alla Manifattura Tabacchi, ricordando che “la disponibilità al dialogo, mai venuta meno, non implica la possibilità di modificare decisioni già assunte o vincolate da procedure e normative, in particolare per quanto riguarda i progetti finanziati dal Pnrr”.
“Per noi è importante – aggiunge Fantini – fornire chiarimenti nell’interesse di tutti i cittadini, anche per evitare interpretazioni non corrette: nel quadro complessivo di un progetto di riqualificazione che ha coinvolto più Amministrazioni, di colore politico diverso, il nostro impegno prioritario non poteva che essere la salvaguardia del finanziamento, per non perdere le risorse economiche a beneficio del territorio e far sì che un’area dismessa, da anni in stato di abbandono e degrado, potesse rinascere nel cuore di un quartiere, l’Infrangibile, che attendeva questa riqualificazione da tempo”.

Seguono le risposte puntuali ai quesiti della Consulta.

1) Destinazione dei nuovi alloggi

Gli alloggi della Manifattura Tabacchi sono destinati al social housing per il ceto medio, oggi la fascia più scoperta nel mercato abitativo cittadino. Il progetto non è pensato per rispondere al fabbisogno abitativo dei lavoratori della logistica, le cui criticità (contratti brevi, instabilità lavorativa) richiedono soluzioni specifiche e differenti, su cui l’Amministrazione ha avviato un confronto diretto con le aziende del settore.

2) Altezza degli edifici

Le altezze previste rientrano negli orientamenti della progettazione urbana contemporanea e sono il risultato di valutazioni tecniche disciplinari, non di scelte arbitrarie. L’intervento è stato concepito per dialogare con il contesto urbano esistente e contribuire alla sua evoluzione, evitando modelli insediativi superati e contenendo il consumo di suolo.

3) Scuola media

La realizzazione della scuola media all’interno del comparto è un vincolo del finanziamento Pinqua/PNRR: le risorse assegnate non potevano essere utilizzate per ristrutturare o ampliare edifici scolastici in altre aree, come la scuola Calvino.

4) Area verde

Il progetto oggi disponibile è, dal punto di vista tecnico, un planivolumetrico, non ancora un progetto esecutivo, ma sin d’ora è garantito che le superfici verdi previste non potranno essere ridotte né modificate. Il progetto dettagliato del parco sarà condiviso una volta sviluppato, auspicabilmente dopo l’approvazione del nuovo Regolamento del Verde, che consentirà criteri più stringenti e attenti alla qualità ambientale.

5) Posti auto

Sono previsti 5.810 mq di parcheggi pubblici a raso, una quantità superiore agli standard richiesti. I parcheggi pertinenziali degli edifici residenziali (come da norma: 10 mq di parcheggio ogni 33mq di costruito) sono tutti interrati, nel rispetto degli standard di legge, così da non ridurre la superficie permeabile e verde.

6) Piste ciclabili

Nel comparto è già prevista una pista ciclabile in sede propria. Le ciclabili lungo via Raffalda e la rete esterna rientrano nel Biciplan, ma non nel finanziamento Pinqua/PNRR: saranno realizzate tramite il PUT con altri fondi. Per via Montebello è prevista una soluzione alternativa tramite “strada ciclabile” sulla parallela via Tortona. I progetti saranno condivisibili quando sviluppati.

7) Alberi

Il verde del parcheggio del supermercato non è parte del progetto Manifattura Tabacchi ed è stato realizzato prima e con norme diverse. Proprio per superare queste criticità, l’Amministrazione sta predisponendo il nuovo Regolamento del Verde Privato, che introdurrà criteri più rigorosi in termini di qualità ecologica, resilienza climatica e pianificazione del verde.

Area di via Morigi

Non è possibile richiedere ulteriori opere compensative ai privati della Manifattura Tabacchi, che hanno già investito oltre 7 milioni di euro in opere pubbliche. Per l’area di via Morigi, il PUG prevede la destinazione a verde pubblico con trasferimento della capacità edificatoria, strumento che va esattamente nella direzione auspicata dalla Consulta.

AVS, APP: “INACCETTABILE CRIMINALIZZARE IL MOVIMENTO PRO PALESTINA”

Rispetto all’inchiesta che ha coinvolto, tra gli altri, anche il presidente  dell’Associazione palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, intervengono anche Alleanza Verdi Sinistra e Alternativa per Piacenza.

“Di fronte alle notizie relative all’inchiesta in corso, ribadiamo il massimo rispetto per il lavoro della magistratura italiana e per la sua autonomia. Attendiamo con senso di responsabilità gli sviluppi dell’indagine, auspicando che venga fatta piena luce su tutti gli aspetti ancora oscuri, a partire dall’utilizzo di segnalazioni provenienti dallo Stato di Israele acquisite come presunte prove sulla destinazione dei fondi raccolti per il sostegno alla popolazione palestinese. Su questi elementi riteniamo necessario un accertamento rigoroso, trasparente e non condizionato da pressioni politiche o internazionali.

Nel frattempo, riteniamo inaccettabile e pericoloso il tentativo di criminalizzare il movimento pro-Palestina, un movimento ampio, plurale e radicato che ha visto milioni di persone in tutta Italia mobilitarsi per fermare il genocidio in corso nella Striscia di Gaza, per la tutela dei civili e per il rispetto del diritto internazionale. Anche a Piacenza, come in molte altre città, questo impegno si è tradotto in iniziative continue, pubbliche e trasparenti: manifestazioni, presidi, momenti di informazione, raccolte di aiuti umanitari e iniziative culturali, sempre svolte alla luce del sole e con finalità esclusivamente solidali e civili.

Tentare di assimilare questo vasto movimento di solidarietà a Hamas, organizzazione terroristica responsabile dell’attacco del 7 ottobre contro civili israeliani, rappresenta una operazione politica ignobile, portata avanti dalla destra per delegittimare il dissenso, colpire la partecipazione popolare e intimidire chi chiede la fine delle stragi e il rispetto dei diritti umani. La solidarietà con la Palestina, con il suo popolo martoriato e con la sua giusta causa non è terrorismo. È una scelta di campo dalla parte del diritto internazionale, della giustizia e della dignità dei popoli.

È infatti ipocrita e strumentale il tentativo della destra di invocare il garantismo e il rispetto delle istituzioni solo quando si tratta di difendere i propri interessi politici o di attaccare gli avversari. La stessa destra che oggi si erge a difesa dell’ordine e della legalità è protagonista di politiche repressive e autoritarie, e non esita a utilizzare tattiche intimidatorie e diffamatorie contro chi vi si oppone.

Noi riteniamo invece che la giustizia debba essere uguale per tutti e che non possa essere utilizzata come strumento di lotta politica. Sarà pertanto la magistratura ad accertare eventuali responsabilità nel pieno rispetto di quei principi dello Stato di diritto che la destra populista e autoritaria non riesce ancora ad accettare.”

UCOII SUL CASO HONNOUN: “NO A PROCESSI MEDIATICI ALLA CAUSA PALESTINESE E A CHI LA SUPPORTA”

In merito alla recente notizia di cronaca secondo cui un’associazione di beneficenza con sede a Genova e alcuni suoi membri risultano indagati per ipotesi di finanziamento al terrorismo, l’UCOII prende atto degli accertamenti in corso e ribadisce il rispetto per il lavoro della magistratura, nel
quadro delle garanzie e della presunzione di innocenza.
È al tempo stesso doveroso affermare un principio chiaro: eventuali responsabilità penali, se accertate, sono personali e non possono essere usate per delegittimare o mettere sotto accusa la mobilitazione pacifica e legittima di milioni di persone che, nel nostro Paese, sostengono la causa del
popolo palestinese e denunciano il genocidio in corso a Gaza. Strumentalizzare una vicenda giudiziaria per colpire un intero mondo associativo, comunità religiose o la solidarietà verso i civili significa alimentare sospetti collettivi e avvelenare la convivenza democratica.

Resta infatti intatta — ed è sotto gli occhi del mondo — la drammatica realtà di Gaza: civili uccisi, famiglie annientate, infrastrutture essenziali distrutte, e una popolazione civile esposta a freddo, fame e privazioni, mentre l’ingresso degli aiuti umanitari continua a essere rallentato e ostacolato dalle restrizioni, dai blocchi e dalle procedure imposte da Israele.
In questo quadro, l’UCOII chiede con forza che questa inchiesta non diventi un pretesto per screditare o condannare il lavoro umanitario, né per colpire chi, in modo trasparente e nel rispetto della legge, si mobilita per portare soccorso ai civili e difendere i diritti umani: la solidarietà non può essere messa sotto processo.

L’UCOII rinnova quindi il proprio appello alla comunità internazionale affinché intervenga con urgenza per – tutelare il lavoro umanitario e – garantire l’ingresso immediato, sicuro e continuativo degli aiuti indispensabili alla salvaguardia di bambini, malati, donne, anziani e dell’intera popolazione civile,
e affinché siano assicurati protezione dei civili, rispetto del diritto internazionale e responsabilità per i crimini commessi.

Yassine Baradai, presidente UCOII 

CITTADELLA: IL TRIBUNALE ACCOGLIE IL RECLAMO DEL COMUNE. RESPINTO IL RICORSO DI PIACENZA PARCHEGGI. “L’AMMINISTRAZIONE HA AGITO CORRETTAMENTE

Il Tribunale di Piacenza ha accolto il reclamo presentato dal Comune di Piacenza nell’ambito del contenzioso relativo al progetto di Piazza Cittadella, riconoscendo la correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale in merito all’applicazione delle penali contrattuali nei confronti della società concessionaria Piacenza Parcheggi S.p.A..

Con un provvedimento depositato il 30 dicembre 2025, il Collegio ha revocato l’ordinanza dell’8 settembre 2025 e ha respinto il ricorso cautelare promosso dalla concessionaria, chiarendo in modo puntuale la natura e la legittimità dell’atto adottato dal Comune.

Dall’atto del Tribunale emerge in modo inequivocabile che il Comune di Piacenza non ha emesso alcuna ingiunzione di pagamento, ma ha agito nel pieno rispetto delle previsioni contrattuali, limitandosi ad avviare la contestazione del ritardo nell’esecuzione dell’opera, con la conseguente quantificazione della penale maturata.
Un atto, dunque, correttamente incardinato nella procedura prevista dal contratto di concessione.

Il Tribunale ha inoltre riconosciuto che le contestazioni mosse dal Comune riguardano fattispecie autonome di inadempimento contrattuale, distinte e legittimamente valutabili separatamente, e che non sussisteva alcun presupposto per sospendere l’azione dell’Amministrazione.

Alla luce di queste valutazioni, il giudice ha ritenuto infondato il ricorso cautelare della società concessionaria, disponendone il rigetto e compensando integralmente le spese di entrambe le fasi del procedimento.

Il provvedimento si inserisce nel più ampio percorso di tutela dell’interesse pubblico che l’Amministrazione comunale ha perseguito con coerenza e rigore nell’ambito del progetto di Piazza Cittadella, confermando la legittimità e la correttezza dell’azione del Comune di Piacenza.