IL FEGATO ETRUSCO VOLA A SAN FRANCISCO. TARASCONI “PORTIAMO PIACENZA NEL MONDO”

Sarà il celebre Fegato di Piacenza, reperto etrusco unico al mondo e simbolo della città, uno dei protagonisti della mostra internazionale The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy, in programma dal 2 maggio al 20 settembre 2026 al Legion of Honor Museum di San Francisco.

«Portare a San Francisco il Fegato di Piacenza significa portare nel mondo una delle testimonianze più importanti della nostra storia e della civiltà etrusca» ha sottolineato la sindaca Katia Tarasconi, che sarà presente allinaugurazione ufficiale della mostra, il prossimo 30 aprile, insieme al direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese Antonio Iommelli. «È una scelta precisa – ha proseguito la sindaca – la scelta è valorizzare le nostre eccellenze e far conoscere Piacenza su palcoscenici internazionali, come abbiamo già fatto in altre occasioni. Non è solo una mostra, ma unoperazione che contribuisce a costruire il posizionamento della nostra città a livello globale».

Lannuncio è stato fatto dalla sindaca Tarasconi durante il suo intervento che ha concluso levento di presentazione di Piacenza Nexus, il Piano di marketing territoriale del Comune di Piacenza, oggi pomeriggio alla Sala dei Teatini. E sempre il quel contesto la prima cittadina ha spiegato che l‘Amministrazione comunale «sta lavorando affinché a breve possa concludere una operazione di mutuo a tasso agevolato per due milioni di euro per rendere il Palazzo Farnese un Museo sempre più di carattere internazionale».

Tornando al Fegato di Piacenza che vola in California, la sindaca Tarasconi ha sottolineato la straordinaria rilevanza del prestito: il Fegato di Piacenza, conservato a Palazzo Farnese e ritrovato nel territorio di Gossolengo, non è mai uscito dalla città dal 1877. La sua presenza negli Stati Uniti rappresenta quindi un evento eccezionale, inserito in un progetto espositivo di altissimo livello che riunisce circa 150 opere provenienti da una trentina di musei, configurandosi come una delle più importanti mostre mai realizzate sugli Etruschi fuori dallItalia.

Reperto fondamentale per la comprensione della religione etrusca e delle pratiche divinatorie, il Fegato di Piacenza è considerato un elemento chiave per la lettura complessiva della civiltà etrusca. La sua partecipazione alla mostra contribuisce in modo decisivo a completare il racconto scientifico dellesposizione, curata da Renée Dreyfus, figura di riferimento a livello internazionale.

Il prestito si inserisce in un quadro di collaborazione istituzionale che ha visto un ruolo determinante del Ministero della Cultura, in particolare del Direttore Generale Musei Massimo Osanna.

Liniziativa assume un valore che va oltre il piano culturale e scientifico, configurandosi come unimportante operazione di posizionamento internazionale per la città. Portare a San Francisco uno dei reperti più significativi al mondo per la conoscenza della civiltà etrusca significa infatti promuovere Piacenza e le sue eccellenze su un palcoscenico globale.

Una strategia che lAmministrazione comunale sta portando avanti con determinazione, nella convinzione che la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e archeologico rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo e lattrattività del territorio. Un percorso già avviato con esperienze di rilievo internazionale, come la recente esposizione del Ritratto di Signoradi Klimt a Seoul, e che oggi trova una nuova, significativa tappa.

Non solo una mostra, dunque, ma unazione concreta per portare sempre più in alto il nome di Piacenza nel mondo, attraverso le sue eccellenze.

ECCO I PRIMI 37 ESERCIZI COMMERCIALI A ZER0STACOLI

Sono 37, gli esercizi aperti al pubblico che per primi hanno aderito al progetto Zer0stacoli, frutto dell’impegno congiunto per l’accessibilità e l’accoglienza che ha riunito alcune componenti del Tavolo Disabilità e le associazioni di categoria di Commercio e Artigianato, con il coordinamento del Comune di Piacenza. A consegnare loro la vetrofania con le libellule biancorosse simbolo dell’iniziativa, la sindaca Katia Tarasconi, gli assessori Nicoletta Corvi, Adriana Fantini e Simone Fornasari, oltre alla garante per i diritti delle persone con disabilità Miriam Stefanoni, accanto ai rappresentanti delle diverse realtà coinvolte.

Presentato nei mesi scorsi come strumento di coesione sociale capace di rispondere ai bisogni speciali e alle esigenze di cui ogni fragilità può essere portatrice, Zer0stacoli nasce parallelamente al percorso partecipato avviato per il PEBA – il primo Piano comunale per l’eliminazione delle barriere architettoniche – concentrandosi non sui luoghi pubblici, ma sui locali commerciali, ristorativi e artigianali di quotidiana fruizione per tanti cittadini. Dal centro storico a quartieri periferici e frazioni, i titolari che hanno candidato la propria attività hanno scelto di sottoscrivere l’impegno a rispettare – per i punti di competenza del loro settore – il decalogo stilato dal gruppo di lavoro: dalla disponibilità ad abbassare la musica, consegnare la merce all’esterno o permettere al cliente di pagare restando sulla soglia, sino all’installazione di sistemi saltafila, alla dotazione di menù a lettura facilitata e porte sempre aperte per i cani guida. Solo alcuni esempi dei gesti di piccola attenzione alle necessità di chi convive con una difficoltà motoria, sensoriale o psicologica che richiede qualche accorgimento in più – e la collaborazione altrui – per poter essere superata.

Al primo bando emanato dall’Amministrazione comunale hanno risposto 37 insegne, che la Commissione valutatrice ha iscritto all’elenco consultabile alla pagina web www.comune.piacenza.it/zerostacoli, soggetto a periodici aggiornamenti e sempre aperto a nuove iscrizioni. Al momento, comprende 7 tra ristoranti, pizzerie e trattorie, 4 botteghe alimentari con ristorazione, 4 bar, 4 negozi di abbigliamento e 2 di calzature, 6 negozi di prodotti alimentari, frutta e verdura, un garden florovivaistico e un punto vendita di piante, fiori e progettazione di allestimenti green, 2 farmacie, 2 negozi di ottica, una tabaccheria, una gioielleria, una agenzia viaggi e un centro di assistenza informatica.

Aderire o richiedere informazioni è semplice: si può scrivere a peba@comune.piacenza.it o contattare il Ceas Infoambiente comunale al numero 0523-492171. Dalla pagina web dedicata sul sito Internet comunale si può scaricare direttamente la domanda di ammissione e il “decalogo” che ci si impegna a sottoscrivere.

 

IL COMUNE RICHIAMA RETE FERROVIARIA ALLE PROPRIE RESPONSABILITA’, “MESSA IN SICUREZZA IMMEDIATA DEL TRATTO DOVE E’ STATO TRAVOLTO IL GIOVANE LAVORATORE”

Il Comune di Piacenza ha emesso un’ordinanza nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per la messa in sicurezza immediata di un tratto di ferrovia compreso tra via Martelli e via Francesco Maria Bazzani, a seguito delle criticità emerse durante un sopralluogo tecnico effettuato nei giorni scorsi. Lo stesso sopralluogo si inseriva in un contesto e in un momento particolarmente delicati alla luce della recente tragedia avvenuta proprio in quell’area tra San Lazzaro e Montale, dove un giovane è stato travolto e ucciso da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere il luogo di lavoro.

Nel corso delle verifiche, il personale del settore Pianificazione strategica del Comune ha riscontrato condizioni di potenziale pericolo per l’incolumità pubblica legate in particolare allo stato deteriorato della recinzione lungo via Bazzani, con pali deformati in più punti, e alla presenza di un varco accessibile attraverso un sentiero, che consente l’ingresso non autorizzato all’area ferroviaria. Alla luce di questi elementi, l’Amministrazione comunale ha disposto un intervento urgente, richiamando RFI alle proprie responsabilità in materia di sicurezza delle infrastrutture. L’ordinanza impone infatti l’immediata installazione o il ripristino di una recinzione idonea con l’obiettivo di impedire gli accessi e garantire condizioni adeguate di sicurezza. Il provvedimento si fonda sulle normative vigenti che attribuiscono al gestore ferroviario l’obbligo di proteggere le aree di esercizio e prevenire situazioni di rischio attraverso opere adeguate di delimitazione e manutenzione. La necessità di intervenire con tempestività è legata al rischio concreto che persone (e anche animali) possano accedere all’area ferroviaria, con possibili conseguenze gravi sia per la sicurezza pubblica sia per la regolarità del servizio.

Proprio alla luce di quanto accaduto nelle scorse settimane, l’Amministrazione comunale sottolinea la necessità di prevenire ogni possibile situazione di rischio attraverso interventi puntuali e tempestivi, a tutela della sicurezza dei cittadini. Il Comune, attraverso i propri uffici tecnici e la Polizia Locale, monitorerà l’esecuzione dell’ordinanza, verificando che vengano adottate in tempi rapidi tutte le misure necessarie.

“PIACENZA EXPO PORTA AL TERRITORIO 50 MILIONI DI INDOTTO”: I DATI DELLA RICERCA DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA

Dati molto soddisfacenti sia in termini i indotto che di qualità. Uno su tutti: 50, 6 milioni di euro il contributo complessivo di Piacenza Expo all’economia del territorio. Lo rivela la ricerca che l’ente fiera ha commissionato all’Università Cattolica in collaborazione con il Laboratorio di Economia Locale e Res Hub,
proprio sull’impatto socio economico generato sul territorio dall’attività fieristica. Lo studio, nelle intenzioni del presidente e dalla direzione, è stato richiesto anche per dare una risposta ai dibattiti che si creano ciclicamente intorno all’efficacia della fiera per il territorio che la ospita. Rilevante anche il dato sui visitatori comparato al 2015: l’incremento è stato del 40% 2025 ha visto il dato record di 174mila partecipanti, superando il picco del 2019 di 169mila presenze, prima del crollo legato al covid e alle limitazioni imposte agli spostamenti.

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ANELLI PORTA LA MORTE DI SULEMAN IN CONSIGLIO, “LO SVILUPPO DEL POLO LOGISTICO SENZA SICUREZZA E DIGNITA’ NON E’ PROGRESSO”

“La morte di Suleman non è una fatalità ma il sintomo di una carenza di servizi che deve farci sentire, in quest’aula, tutti moralmente un po’ responsabili”. Sono le parole del consigliere di Coraggiosa Matteo Anelli che, nelle comunicazioni in consiglio comunale, ha ricordato la morte del 21enne pakistano travolto da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere il turno di lavoro al polo logistico.

“Lo ha fatto perché non aveva alternative sicure e comode – ha proseguito Anelli – Poi i giorni da questo tragico evento scorrono e nel frattempo si leggiamo i più beceri commenti sui social network sulla morte di questo ragazzo. Commenti che mi hanno fatto vergognare di appartenere a questa città. E intanto gruppi di imprenditori esercitano nuove richieste di spazi per la logistica. Uno stridente contrasto – prosegue – da una parte l’ignoranza di certa gente e la velocità del profitto e del cemento; dall’altra la lentezza, quasi l’immobilità, nel garantire servizi minimi a chi quei capannoni li fa funzionare. Se migliaia di persone lavorano in un’area, ma non dispongono di percorsi ciclabili sicuri o mezzi pubblici adeguati agli orari dei turni, quel comparto è monco. In tutti questi anni abbiamo creato delle isole produttive scollate dalla vita e dalla sicurezza delle persone. Siamo davvero in grado di supportare qualsiasi futura espansione logistica?” domanda Anelli.

A fronte di un forte aumento dei terreni occupati dalla logistica negli ultimi , oggi il focus del problema è, se vogliamo, ben più grave “c’è il consumo delle vite – sottolinea Anelli – c’è un fattore sociale di cui non si può più far finta di niente. Il 60% della forza lavoro della logistica vive in condizioni di precarietà: possiamo davvero ignorare le ripercussioni sociali che questo modello sta avendo e avrà nel prossimo futuro sulla nostra città? Non possiamo continuare a pensare di autorizzare nuovi insediamenti senza chiederci quale prezzo siamo disposti a far pagare al territorio, alla nostra città. Lo sviluppo senza dignità e senza sicurezza non è progresso: è solo crescita numerica a discapito della vita umana. Chiedo che si apra una riflessione seria e urgente sulla governance del polo logistico. La responsabilità politica oggi si misura su questo: sulla capacità di mettere la tutela della vita e dei servizi essenziali davanti alla fretta dell’espansione.

In chiusura il consigliere di Coraggiosa si è rivolto ai colleghi “spesso, e giustamente, in quest’aula dedichiamo minuti di silenzio in ricordo di illustri personalità, Suleman Muhammad non ha avuto il tempo di diventare una di esse, ma meritava comunque questo omaggio. La politica, infatti, ha il compito di sancire l’uguaglianza di ogni vita. Un minuto di silenzio anche per lui sarebbe stato il doveroso riconoscimento della sua dignità, ma anche un richiamo al cuore di questa amministrazione: non lasciamo che Suleman rimanga un nome su un giornale, ma facciamo in modo che il nostro cordoglio diventi cura, protezione e speranza per chi oggi percorre quelle stesse strade invisibili”.

 

EX PERTITE: E’ SCONTRO IN CONSIGLIO. MINORANZA “PARLANO I DATI NON I POST”. SINDACA “IL DOCUMENTO DELLA DIFASA MI HA SCIOCCATA”

La minoranza di centro destra che accusa la sindaca di preferire i social alle sedi istituzionale e la sindaca che attende risposte ufficiali, ovvero atti, direttamente dal ministero della Difesa. Al centro del dibattito c’è l’ex Pertite e il caso scoppiato pochi giorni fa, quando Katia Tarasconi, sui profili social, ha reso noto che la Difesa ha inserito la Pertite tra i siti per la produzione di energia rinnovabile. “Appena ricevuta la mail, alle dieci sera, sono rimasta scioccata – ammette Tarasconi – per poi scoprire che, entro 30 giorni, il Comune deve presentare le osservazioni e controdeduzioni, insomma sono rimasta spaesata”.

“Anziché riferire in consiglio o nelle sedi istituzionali il sindaco di questa città, non la candidata, preferisce la grancassa dei social – è l’accusa della consigliera Patrizia Barbieri – ricordo che il sindaco ha l’obbligo della verità dei fatti e dell’imparzialità, invece con un riscoperto spirito ambientalista, senza alcuna verifica, si instilla la possibilità che nella Pertite si possa produrre energia rinnovabile. E non è sufficiente il chiarimento del Generale di Divisione Sirimarco che aveva assicurato che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite, e neppure le rassicurazioni del ministro Foti. Sono i dati ufficiali che parlano non i post – ha sottolineato Barbieri –  e ora cogliamo l’occasione di fare quel tavolo tecnico e portare a casa risultati concreti”.

“La Pertite è stata espunta dai siti? Bene, allora mi aspetto che il ministero  mi invii una comunicazione e lo confermi. E’ chiaro che fino ad allora il Comune è tenuto a mobilitarsi producendo le osservazioni richieste, salvo che, come detto, arrivi la nota dalla Difesa”. A sostenere la posizione della prima cittadina è intervenuta la consigliera Caterina Pagani “il documento a cui fate riferimento – ha detto rivolgendosi alla minoranza – è di Difesa Servizi, ed ha a che fare fare con il bando per la concessione degli impianti. Cosa diversa, invece, è quello recapitato al Comune che arriva dal ministero della Difesa: quindi sono due cose diverse. Chi dice che dobbiamo siamo tutti tranquilli, sta dando una cattiva informazione. È la Difesa che ha in mano la partita. Senza atti formali restano solo belle parole”. “La disinformazione è partita dal post della sindaca” ha ribattuto Barbieri, dando il là ad una serie di fatti personali con la consigliera Pagani.

“Allo stato attuale – ha detto la consigliera Tiziana Albasi – credo che, amministrativamente, il Comune debba ricevere una comunicazione ufficiale dal ministero della Difesa che l’area è stata esclusa dai siti per la produzione di energia. Poi – ha proseguito – questa costante sottolineatura alla giunta che poteva fare di più o che poco si è fatto, mi ha stancata. Fermi non ci siamo stati – ha detto – ci sono pratiche complesse che attendono risposte complesse”. “Ma il parco nella Pertite è ancora una priorità? – ha domandato il consigliere Putzu –  non so che esito potrebbe dare un nuovo referendum”. “La Pertite è una questione serie e la serietà impone una riflessione; la prima è che non ci sono i soldi – ha detto il consigliere Sergio Ferri –  Che si possano fare ipotesi di acquisizione parziale è de tutto legittimo, perché in toto (270mila quadrati ndr) credo sia un problema abbastanza gravoso per qualsiasi amministrazione”. La consigliera Claudia Gnocchi ha portato ad esempio il Tampelhofer Park di Berlino, “un aeroporto che è stato trasformato in parco pubblico senza nessun intervento di bonifica – ha spiegato – non si è assolutamente pensato, di recuperarlo per farvi costruzioni nonostante fosse un’ area centrale alla città, e che la riqualificazione di quel luogo non ha previsto nessuna opera di bonifica: si è lasciato tutto come era. E qui mi ricollego al tema Pertite, facendo mie le preoccupazioni espresse dal Comitato, affinché non sia vanificata la volontà dei cittadini; il Comune deve puntare ad acquisirla”.

 

 

APL SOSTIENE L’ONCO EMATOLOGIA CON TRE DONAZIONI. OGNI ANNO IL DAY HOSPITAL ACCOGLIE 1400 PAZIENTI

Tre donazioni importanti da parte di Apl Piacenza al reparto di onco ematologia dell’ospedale; un sostegno concreto e continuo che contribuisce a rafforzare gli ambiti della ematologia e della biologia dei trapianti. Le donazioni riguardano un contributo da 27mila euro destinato a sostenere l’incarico di data manager, una figura centrale specializzata nella gestione dei dati clinici e di studio; 3200 euro per l’acquisto di cinque bilance digitali con altimetri fondamentali per l’impostazione dei trattamento del pazienti e un NanoDrop, del valore di 15mila euro, per il potenziamento delle attività di laboratorio a supporto dei percorsi di trapianto e dell’innovazione tecnologica. Contributi determinanti a fronte di un aumento delle malattie onco ematologiche; il day hospital accoglie annualmente tra 1300/1400 pazienti. Le tre donazioni di Apl vanno a completare il quadro che comprende anche il sistema eliminacode per il day hospital del valore di 23 mila euro, che va a migliorare la gestione dei flussi e l’accoglienza dei pazienti.

AUSL: IN TRE ANNI CONTI IN RISANATI. BILANCIO 2026 VERSO IL PAREGGIO

L’Azienda Usl di Piacenza si prepara a completare il percorso di risanamento dei conti, con un deficit che in tre anni passa dai 12,1 milioni di euro del 2024 a zero. È stato infatti approvato il bilancio preventivo 2026, costruito in equilibrio e con l’obiettivo del pareggio a fine esercizio, che sarà garantito attraverso i trasferimenti regionali previsti e un costante lavoro di governo e monitoraggio della spesa.
La previsione di spesa complessiva, al netto dei trasferimenti già effettuati, evidenzia al momento un disequilibrio autorizzato di 60,8 milioni di euro, che sarà progressivamente riassorbito grazie agli ulteriori trasferimenti previsti e confermati dalla Regione. Da qui a fine 2026, infatti, sono garantite alle aziende sanitarie regionali risorse per complessivi 950 milioni di euro:
325 milioni di euro per la gestione sanitaria accentrata, 215 milioni di euro di risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale, 210 milioni di euro dal Pay back farmaceutico, 200 milioni di euro di risorse regionali già stanziate.
Tali fondi coprono l’ammontare del fabbisogno residuo delle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna registrato a oggi attraverso il monitoraggio costante dei conti, coordinato dalla Regione.

Il fabbisogno attuale di 60,8 milioni di disequilibrio autorizzato della Ausl di Piacenza non fotografa quindi lo stato di salute dei conti che, come detto, chiuderanno in pareggio il 2026 dopo i deficit passati, ma rappresentano l’andamento finanziario in tempo reale, cioè la differenza fra andamento della spesa e dei trasferimenti previsti. Questi fondi saranno poi coperti progressivamente entro l’anno con gli stanziamenti già previsti dalla Regione.

Il 2026 segna una fase di profonda trasformazione del sistema sanitario locale, con il passaggio a un modello sempre più orientato alla presa in carico territoriale e alla continuità delle cure.

In particolare, Il 2026 rappresenta un anno decisivo per l’avvio e la piena operatività degli Ospedali di comunità e per il rafforzamento della rete territoriale. Un ruolo centrale sarà svolto dalla medicina generale, alla luce del nuovo Accordo integrativo regionale, che ridefinisce l’organizzazione dell’assistenza primaria.

Il bilancio si inserisce in un contesto di aumento delle risorse, accompagnato però da vincoli stringenti legati ai rinnovi contrattuali e ai costi obbligati.
L’equilibrio economico è il risultato di un lavoro costante di monitoraggio e governo della spesa, in coordinamento con la programmazione regionale.
Il 2026 si caratterizza per un significativo aumento dei costi, legato in particolare alla spesa farmaceutica, ai dispositivi medici, ai vaccini e al permanere di dinamiche inflattive.

Prosegue il piano di investimenti, che affianca alle grandi opere di edilizia sanitaria il completamento delle strutture territoriali previste dal PNRR.
Per quanto riguarda i trasferimenti alla Ausl di Piacenza, sono previsti 608,7 milioni di euro di finanziamento regionale per garantire l’erogazione dei servizi secondo i livelli essenziali di assistenza, a cui si aggiungono ulteriori risorse vincolate per specifici ambiti di attività.

Oltre 43 milioni di euro sono destinati al Fondo regionale per la non autosufficienza, a sostegno dei servizi per anziani, persone con disabilità e situazioni di fragilità.

Particolare attenzione è dedicata al personale e al rafforzamento della rete territoriale: sono previsti oltre 35 milioni di euro per il rinnovo contrattuale dei professionisti, con un incremento di circa 4 milioni rispetto all’anno precedente, e ulteriori finanziamenti per il potenziamento dei servizi territoriali, in linea con il modello previsto dal DM 77/2022 e con lo sviluppo delle Case della Comunità e degli Ospedali di comunità (con un incremento di circa 1,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente).
La spesa per farmaci e dispositivi medici si conferma una delle principali voci del bilancio, con un andamento in crescita legato all’innovazione terapeutica, all’incremento dei costi e all’aumento dei bisogni di cura.

Anche i costi per i servizi – tra cui manutenzioni, appalti e utenze – sono previsti in aumento, in un contesto ancora caratterizzato da rilevanti costi energetici e dinamiche inflattive.

Il Piano degli investimenti conferma un’importante programmazione nel triennio 2026–2028, con interventi che riguardano sia il rinnovo delle tecnologie sia lo sviluppo delle strutture sanitarie sul territorio, per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, di cui oltre 24 milioni di investimenti previsti quest’anno.
Il 2026 rappresenta un anno chiave per il completamento degli interventi legati al PNRR, che stanno contribuendo al rafforzamento della rete territoriale attraverso l’attivazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di comunità e delle Centrali operative territoriali, oltre a importanti interventi di riqualificazione delle strutture esistenti.

Il bilancio verrà presentato alla Conferenza territoriale Sociale e sanitaria il prossimo 29 aprile.

 

AVS: “RICANDIDATURA TARASCONI UNA FUGA IN AVANTI CHE PRECLUDE IL CAMPO LARGO”

Il “Metodo Piacenza”?. Quando l’autosufficienza diventa un rischio. La recente mossa del Partito Democratico di Piacenza di blindare la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi, saltando a piè pari il confronto preventivo con le forze politiche dell’area progressista, ambientalista e di sinistra solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini del consiglio comunale. Non è in discussione che nella propria visione il PD decida di puntare sulla prima cittadina uscente, quanto la scelta metodologica di procedere per strappi, ignorando le dinamiche di quella coalizione di centrosinistra ovvero il progetto “Campo Largo” che si sta portando avanti a livello nazionale e che a parole si vorrebbe costruire come alternativa solida alle destre. Ciò che è in discussione è quella che si potrebbe definire una fuga in avanti, quasi un sabotaggio, che preclude o indebolisce drasticamente qualsiasi interlocuzione volta a favorire la costruzione di una intesa di largo spettro nel centrosinistra.

Annunciare una ricandidatura come un “fatto compiuto” prima ancora di aver aperto un tavolo di confronto con il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e i civici di Alternativa per Piacenza trasmette un messaggio di autosufficienza muscolare che mal si concilia con lo spirito di cooperazione. Se il Campo Largo deve essere un progetto politico e non un semplice cartello elettorale, il dialogo non può essere un’opzione facoltativa o un atto di cortesia a posteriori.
L’approccio adottato dai vertici dem piacentini evidenzia tre grandi criticità: si dà per scontato che gli alleati debbano accodarsi per “senso di responsabilità”, riducendo il perimetro della coalizione a un ruolo di comparsa; una ricandidatura dovrebbe essere il momento per un bilancio partecipato; evitare il confronto significa sottrarsi all’analisi critica su temi caldi per la città (urbanistica, ambiente, welfare) su cui le sensibilità degli alleati sono spesso divergenti.

Muoversi senza coordinamento rischia di allontanare quella base elettorale che chiede coerenza e partecipazione, non decisioni calate dall’alto.
La democrazia non è solo il voto finale, ma il percorso condiviso che porta alla scelta. Chiunque intende guidare il Campo Largo, deve applicare l’arte dell’ascolto, non quella del comando. Piacenza merita un progetto di lungo respiro, capace di includere le diverse anime del centrosinistra e del civismo.

“PIACENZA EXPO MOLTIPLICATORE DI BUSINESS PER IL TERRITORIO”, MERCOLEDI’ LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA A CURA DELLA CATTOLICA

A distanza di oltre dieci anni dall’ultima rilevazione, Piacenza Expo torna a misurare l’impatto socio-economico generato dall’attività fieristica a favore del territorio piacentino. Un’analisi accurata, scientifica e approfondita, realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore attraverso la collaborazione di due distinti centri di ricerca – il Laboratorio di Economia Locale e Res Hub – attraverso il lavoro di un gruppo coordinato dal prof. Paolo Rizzi e composto da Arianna Molinaroli, Pietro Spezia e Riccardo Torelli. La ricerca, realizzata sulla base di un’analisi di Prometeia, fotografa il settore fieristico piacentino che – in linea con il mercato nazionale – ha vissuto negli ultimi due anni un ciclo di consolidamento e rilancio, superando definitivamente i livelli pre-pandemia e rafforzando il proprio ruolo come leva strategica per l’economia del territorio. Nel recente contesto di crescita diffusa, Piacenza Expo si conferma – sulla base dei dati emersi dalla ricerca – un moltiplicatore di business capace di generare ricadute significative sul territorio, coinvolgendo un indotto sempre più ampio e diversificato.

La ricerca, intitolata “Piacenza Expo. Il valore si moltiplica”, verrà presentata mercoledì 22 aprile allo ore 11.00 presso la Sala Convegni della società fieristica piacentina; sono previsti gli interventi del Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, del Direttore Sergio Copelli, del prof. Paolo Rizzi – Direttore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – e della dr.ssa Arianna Molinaroli, componente del gruppo di lavoro che ha realizzato la ricerca.