RACCOLTA RIFIUTI: ATERSIR HA AVVIATO UN PROCEDIMENTO DI VERIFICA VERSO IREN. APPLICATA PENALE DA 2500 EURO

“Atersir, l’Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi idrici e Rifiuti, ha avviato un procedimento di verifica e penale nei confronti di Iren in conseguenza di alcune segnalazioni provenienti da cittadini di Piacenza”, è quanto si apprende dal riscontro ad un accesso agli atti effettuato da Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, con il quale chiedeva conto delle segnalazioni, comunicazioni ufficiali e contestazioni sollevate dal Comune di Piacenza verso Iren nonché da Atersir.

“Dalla risposta all’accesso agli atti – spiega Soresi – emerge innanzitutto che dal 2023 ad oggi il Comune di Piacenza ha ricevuto dai cittadini oltre 1700 segnalazioni connesse alla raccolta dei rifiuti ma che, ciò nonostante, l’Ente non ha sollevato alcuna contestazione nei confronti di Iren né ha trasmesso segnalazioni ad ATERSIR. Un dato grave, perché dimostra che il Comune non ha svolto il proprio ruolo di controllo e non ha tutelato i cittadini nonostante le numerose segnalazioni pervenute”.

“Accanto a questa criticità – prosegue la capogruppo – emerge anche un elemento positivo: a dicembre avevo analizzato il contratto della raccolta puntuale, evidenziando diverse prescrizioni spesso disattese da IREN, ed avevo invitato i cittadini a segnalare i disservizi non solo al Comune ma anche direttamente ad ATERSIR. Quelle segnalazioni hanno prodotto effetti concreti. Da un atto ufficiale risulta infatti che, a seguito di una segnalazione presentata da un cittadino il 29 dicembre e di successive ulteriori segnalazioni per il mancato ritiro dell’indifferenziato nei giorni previsti, ATERSIR ha avviato un procedimento di verifica nei confronti di IREN, applicando una penale di 2.500 euro per mancanza o irregolarità nell’esecuzione delle prestazioni, oltre alla decurtazione dell’importo relativo al servizio non erogato”.

“Non solo, commenta Soresi: ATERSIR ha qualificato la violazione come “inadempimento grave del contratto”. E questo è un elemento molto importante, in quanto il raggiungimento, nell’arco di un anno solare, di tre inadempimenti gravi, può condurre alla risoluzione contrattuale”.

“È un risultato molto importante – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia – perché dimostra che le segnalazioni corrette e documentate dei cittadini funzionano e che, quando i controlli vengono esercitati, il contratto viene fatto rispettare”.

Da qui l’invito a continuare a segnalare i disservizi: “È giusto informare il Comune, ma è fondamentale rivolgersi anche ad ATERSIR, allegando sempre le comunicazioni di IREN, le foto dei rifiuti non ritirati e ogni irregolarità riscontrata. La raccolta puntuale non è un favore: è un servizio che i cittadini pagano. E chi non rispetta il contratto deve risponderne”.

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“ISRAELE FUORI DALLE OLIMPIADI”: PROTESTA DEI COLLETTIVI AL PASSAGGIO DELLA FIAMMA

Una voce per Gaza, ControTendenze, Collettivo Schiaffo, Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte, Collettivo 26×1, Palestra Popolare Stevenson, Coro Infrangibile, Rete del Caffè Sospeso, Salaam Ragazzi dell’olivo, USB, SiCobas, SGB, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!  parteciperanno al passaggio della Fiamma Olimpica, venerdì 16 gennaio dalle 18, per manifestare il proprio dissenso contro la partecipazione di Israele alle Olimpiadi invernali.

“Anche a Piacenza la fiamma olimpica arriverà il 16 gennaio, sfilando per diverse vie del centro storico per essere accolta da un villaggio olimpico temporaneo in piazza Cavalli. Diversi collettivi, partiti e sindacati di base (Una voce per Gaza, ControTendenze, Collettivo Schiaffo, Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte, Collettivo 26×1, Palestra Popolare Stevenson, Coro Infrangibile, Rete del Caffè Sospeso, Salaam Ragazzi dell’olivo, USB, SiCobas, SGB, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!) chiamano però alla mobilitazione come sta accadendo già in altre città italiane, anche su sollecitazione di BDS Italia.

Israele infatti potrà partecipare con le sue squadre a questo evento, che diviene un’altra occasione di propaganda e sportwashing per un’istituzione che sta continuando a perpetrare un genocidio, nonostante la presunta tregua firmata a novembre: da allora centinaia di palestinesi sono stati uccisi da Israele e le frontiere continuano ad essere chiuse al passaggio di aiuti umanitari, mentre i palestinesi sopravvissuti continuano a vivere in tende, senza servizi fognari o riscaldamento, al freddo e sotto le intemperie. Recentemente inoltre Israele ha revocato la possibilità di operare a Gaza e in Cisgiordania ad una serie di organizzazioni umanitarie (tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, ActionAid e Caritas), rendendo ancora più difficile il soccorso alla popolazione palestinese in estrema difficoltà.

Le Olimpiadi, come altri eventi pubblici e di respiro mondiale, sono un’occasione per Israele per presentarsi come uno stato come gli altri, attento ai principi espressi dalla Carta Olimpica: Israele invece ha dimostrato sempre più ferocemente negli ultimi anni di voler imporre sulla Palestina e l’intero Medio Oriente una “democrazia” basata sulla noncuranza dei diritti umani, sulla discriminazione, sul genocidio e la repressione.

Non normalizziamo il genocidio! Rompiamo ogni complicità con la politica di Israele: tra gli sponsor delle Olimpiadi ci sono ENI e Coca Cola, due aziende che stanno lucrando grazie al colonialismo e al genocidio imposti da Israele.

Per tutto questo anche a Piacenza invitiamo ad “accogliere” la fiamma olimpica con bandiere della Palestina e mostrando le vere mani insanguinate di chi sta continuando a uccidere migliaia di civili, bombardando ospedali, affamando e assetando bambini e bambine. Aderisci anche tu, venerdì 16 gennaio tra le 18 e le 19, scegli un punto del percorso e sventola la bandiera della Palestina al passaggio della fiaccola o presentati con le mani insanguinate, la kefya, un fazzoletto rosso del sangue versato in Palestina e in Cisgiordania. No al genocidio, no al colonialismo in Palestina, in Venezuela e dovunque”

 

VESCOVO CEVOLOTTO: “LA REALTA’ NON E’ UNA CARICATURA. CI VOGLIONO CONOSCENZA E DIALOGO”

Distinguere tra provocazione e realtà, perché la prima genera paure e pregiudizi verso ciò che si conosce poco e male. Il Vescovo Adriano Cevolotto non esita nel definire una provocazione la lettura allarmistica che il quotidiano Il Giornale ha fatto qualche giorno fa, descrivendo Piacenza come un “focolaio islamico”.

La realtà è una foto a colori molto diversi, non c’è bianco o nero, si tratta di riconoscere e dare il giusto valore alle cose. Così come si è fatto con i progetto all’interno delle scuole, tutt’altro che proselitismo religioso.

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VENERDI’ SARA’ LA GIORNATA DELLA FIAMMA OLIMPICA: SPORT MOTORE DI INCLUSIONE E CRESCITA

Il 16 gennaio sarà una data che rimarrà scolpita nella storia dello sport piacentino; venerdì infatti Piacenza saluterà il passaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, evento che annuncia l’approssimarsi dei giochi invernali a cinque cerchi nel nostro Paese. La tappa piacentina, che partirà da Piazzale Milano alle 18.12 per concludersi in Piazza Cavalli alle 19.30 con l’accensione del tripode olimpico da parte del nuotatore Giacomo Carini, si configura quindi come un evento di straordinaria importanza per tutto il territorio. Un evento nel segno dello sport, portatore di quei valori di unità fra i popoli, di amicizia, lealtà e rispetto che si manifestano attraverso il fair play, la solidarietà, la lealtà e il coraggio, promuovendo la pace, la non discriminazione e l’uguaglianza, e insegnando l’importanza dello sforzo, della perseveranza e della convivenza pacifica. La carovana olimpica lunga 800 metri si snoderà per le vie del centro partendo da via Maculani alle 18 per raggiungere piazzale Milano, via Sant’Ambrogio, piazzale Roma, viale Patrioti, piazza Libertà, Stradone Farnese, via San Vincenzo, via Scalabrini, Via Pace, piazza Duomo, via Chiapponi, piazza Sant’Antonino, via Giordani. via Venturini, viale Malta, piazzale Torino, via Taverna, piazza Borgo, corso Garibaldi e largo Battisti.

L’invito dell’amministrazione e del Coni è rivolto a tutte le associazioni sportive del territorio, agli studenti, a partecipare e ad assistere all’evento. Saranno una ventina i tedofori, tra cui il piacentino Simone Boiocchi, che porteranno la fiaccola olimpica per le vie delle città per arrivare alle 19.30 in piazza Cavalli dove il villaggio della City Celebration sarà aperto al pubblico a partire dalle 17.

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FONDAZIONE: NEL 2025 EROGATI OLTRE 9,6 MILIONI DI EURO. REGGI: “CONFERMATA L’ATTENZIONE VERSO LE CATEGORIE PIU’ DEBOLI”

È ancora una volta un contributo di rilievo, a favore della comunità, quello che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha assicurato al territorio nell’anno appena concluso. I dati di fine anno registrano oltre 9,6 milioni di euro stanziati per sostenere progetti significativi nell’ambito del welfare, dell’istruzione e della ricerca, dell’arte e della cultura. Di questi, oltre 2,5 milioni sono relativi alla terza e ultima sessione erogativa deliberata nell’ultimo CdA di fine anno.

«È stato un anno importante per la nostra attività istituzionale – sottolinea il presidente Roberto Reggi -. Dal punto di vista erogativo, la ricaduta sul territorio è cresciuta ancora, nella direzione di confermare l’attenzione verso le categorie più deboli, come ci impongono le emergenze dell’oggi e anche la vocazione stessa della nostra Fondazione, che ha nel welfare il suo ambito d’intervento prioritario. La povertà energetica, la fragilità dei giovani Neet, il bisogno di assistenza e di recupero trasversale alle fasce di popolazione ci hanno impegnato a progettare interventi che potessero arginare i problemi, ma anche introdurre soluzioni definitive, come nel caso del sostegno alle Cers, le comunità energetiche solidali. Credo che tanto si potrà fare anche nel 2026 su più fronti, dal contrasto alla povertà abitativa, all’innovazione tecnologica applicata ai servizi socio-sanitari, ai bisogni dei giovani e delle categorie fragili, e con una novità operativa che intendiamo introdurre: una collaborazione strategica e diretta ancor più rilevante con le altre fondazioni bancarie e istituzioni sovraprovinciali, per lavorare in rete, scambiare idee e buone pratiche e attivare azioni condivise».

Il totale deliberato nel 2025 risulta pari a 9.617.649 euro, confermando il progressivo aumento, negli anni, delle risorse impiegate. All’insediamento della presidenza Reggi il deliberato si assestava infatti intorno ai 4,5 milioni di euro.

Dei 9,6 milioni, 315.000 euro sono stati messi a disposizione da partner istituzionali di Rete Cultura Piacenza nell’ambito di progetti di rete legati alla cultura.

Oltre i 9,6 milioni, va invece considerato un ulteriore milione di euro di risorse aggiuntive provenienti da partner locali e soprattutto nazionali, che rappresentano dei cofinanziamenti a progetti dell’ente – è il caso del Festival del pensare contemporaneo, del progetto Energia in comune e di altre iniziative -, rendendo ancora più significativo l’impegno a favore della comunità piacentina e vigevanese.

WELFARE. Prioritario l’impegno della Fondazione in ambito welfare. Tra i progetti sostenuti La Casa Accanto di Fondazione per l’autismo adulto, con il quale sono state attivate strutture abitative attrezzate e dedicate ad adulti neurodivergenti, la ricerca per la valutazione d’impatto che evidenzia il cohousing come modello inclusivo per autonomia, socializzazione e riduzione della dipendenza familiare. Parallelamente, con l’Associazione Oltre l’Autismo, la Fondazione sostiene il progetto Insieme per crescere che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di persone nello spettro autistico, accompagnandole nello sviluppo di competenze personali e sociali e fornendo un supporto concreto alle loro famiglie, specialmente nei pomeriggi e nei fine settimana, grazie ad attività ricreative e inclusive.

L’autonomia è al centro anche dell’intervento Costruire futuro a Casa Bella della Cooperativa sociale San Giuseppe: un “progetto ponte” in attesa di accedere al Fondo Regionale per la non autosufficienza e implementare il servizio Casa Bella di Bettola, che offre ai disabili una soluzione abitativa protetta con sostegni personalizzati per la costruzione di un Dopo di noi graduale e partecipato.

Ancora in ambito welfare, tre importanti interventi, tutti in provincia di Piacenza, riguardano l’assistenza agli anziani: Casa di riposo Ceresa (San Giorgio) realizzerà con Siamo qui per te il rinnovo del sistema di chiamata d’emergenza a disposizione degli ospiti, grazie a un nuovo impianto di campanelli che consentirà agli operatori sociosanitari di intervenire in modo rapido ed efficace. Il Comune di Gropparello beneficerà invece di un contributo per l’acquisto di arredi nell’ambito della ristrutturazione dell’ex scuola di Sariano, destinata ad appartamenti autonomi per anziani non autosufficienti al fine di preservarne l’autonomia e prevenire la solitudine. Al Comune di Vernasca è stato destinato un contributo per la riqualificazione degli spazi RSA destinati all’utenza interna e per nuovi servizi socio-sanitari di prossimità per gli anziani della comunità, come fisioterapia e elettrocardiogramma.

Sul fronte dell’accoglienza di donne e bambini in stato di necessità, si inserisce un nuovo contributo alla Fondazione Giulia e Umberto Chiappini, a supporto delle attività del condominio solidale Casa Alba, luogo fondamentale per una vita futura dignitosa e serena.

Più vicini all’ambito sanitario, sono il sostegno all’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale Alice e all’Unione parkinsoniani Piacenza, e delle loro attività a favore dei pazienti e dei caregivers. A beneficio dei piccoli pazienti del reparto di Pediatria di Piacenza, si conferma “La magica medicina – gioco e Clown in ospedale” della cooperativa sociale Casa Morgana, che si articola in due servizi complementari: la comicoterapia dei clown dottori e l’animazione “La salute vien giocando”, con attività anche presso scuole, strutture educative e associazioni.

È nel segno dell’aggiornamento tecnologico un progetto per la 29^ Placentia Half Marathon che, grazie all’intelligenza artificiale, favorisce comunicazione, gestione e partecipazione all’evento.

Infine, sempre in ambito welfare, i due interventi “straordinari” Un tetto per Resy e Un furgone per la Magnana. Il primo finalizzato al rifacimento del tetto e alla messa in sicurezza della casa-rifugio situata alle pendici del Monte Rosa e gestita dall’Azione Cattolica della Diocesi di Piacenza-Bobbio per ospitare nei mesi estivi giovani e famiglie del territorio; il secondo volto a sostenere la sostituzione del furgone che la Cooperativa Agricola Sociale “La Magnana” utilizza per realizzare i propri progetti di inclusione sociale in ambito agricolo.

ISTRUZIONE E RICERCA. Numerosi anche gli interventi deliberati nell’ambito della Ricerca e dell’Istruzione. FoodLab Extension è l’iniziativa che vede la Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza mettere al servizio del tessuto agro-alimentare locale un hub di trasferimento tecnologico di supporto all’innovazione e alla competitività del settore.

Con l’Ausl di Piacenza si segnala invece il Sistema di rilevazione dei tempi del paziente chirurgico: un progetto che, tramite tecnologia GPS, gestisce la rilevazione automatica di tutti i tempi legati agli spostamenti fisici del ricoverato: i care-giver, tramite un’app dedicata, potranno seguire l’evolversi dell’intervento con una tracciabilità completa, dal reparto alla sala operatoria e all’area di risveglio.

Infine, dedicato ai più piccoli per avvicinarli alle forme e ai sentimenti della musica colta, torna il progetto Bambini all’Opera ideato con il 4° Circolo didattico di Piacenza. Attraverso un percorso di partecipazione attiva, con laboratori di musica, coro, scenografia, recitazione, coreografia e filosofia, si realizza un’Opera fatta dai bambini per i loro coetanei, destinata a tutte le scuole primarie della città.

ARTE E CULTURA. La terza sessione ha visto l’accoglimento anche di alcuni progetti in ambito culturale. Tra questi, il progetto Stagione del Melodramma proposto dagli Amici della Lirica in collaborazione con l’azienda ASL, il Municipale, il Conservatorio e i Musei Farnesiani per la diffusione della cultura lirica e musicale. Tra gli interventi più innovativi si segnala Stelle Sonanti – Musica nei luoghi di cura, progetto di umanizzazione dell’ospedale, mentre tra le novità 2026, i matinées a Palazzo Farnese, che coniugano musica, storia e attualità.

Nell’ottica di promuovere anche all’estero la città di Piacenza, il suo Conservatorio e il territorio di Giuseppe Verdi, il progetto Saper Vorreste – Dalla Cina alle Terre Verdiane dell’associazione Coming out prevede la produzione di un video documentario, per il piccolo e grande schermo, che racconterà la vita e le relazioni degli studenti cinesi che vivono a Piacenza per specializzarsi in canto lirico.

Particolarmente significativo per la nostra montagna è l’intervento del gruppo teatrale Quarta Parete, che porterà anche quest’anno i suoi spettacoli ad alta quota, nel periodo invernale, nell’ambito della rassegna Sipario sul nostro Appennino, dedicata ai residenti dei comuni montani della provincia.

Infine, con l’associazione De Arte Saltandi torna DAS Festival, progetto di recupero e valorizzazione di Domenichino da Piacenza attraverso spettacoli e attività di formazione in spazi iconici del centro storico. Novità di quest’anno, la collaborazione con Fondazione Teatri Piacenza per la formazione di professionisti della coreografia.

DIOCESI: “ISLAMIZZAZIONE DI PIACENZA? UNA PROVOCAZIONE CHE ALIMENTA PAURE”

Nel dibattito, acceso negli ultimi giorni, sulla presunta “islamizzazione” di Piacenza fomentata da alcuni articoli comparsi su Il Giornale, interviene la Diocesi di Piacenza Bobbio con un comunicato dai toni decisi e fermi che non esita a definire “l’islamizzazione una provocazione volta ad alimentare paure”. Il tema – prosegue la nota firmata da Claudio Ferrari, direttore Ufficio diocesano Scuola, Padre Mario Toffari, direttore Ufficio diocesano Migranti, Emanuele Vendramini, direttore Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – è la precarizzazione di Piacenza, certamente non da attribuirsi alla religione islamica; terminando nel sostenere che “l’annuncio del Vangelo, oggi, ha una sola via: il dialogo, che non è assolutamente concessione a qualsivoglia iniziativa contro le leggi nostro Paese, ma volontà di ricerca di una convivenza pacifica”. Di seguito il testo integrale

Sostenere che sia in corso una “islamizzazione” di Piacenza pare proprio una provocazione volta ad alimentare paure. La realtà è molto più complessa e non può essere svilita con slogan ad effetto. Storicamente si sono sviluppate nella nostra realtà settori produttivi che hanno attratto persone, lavoratori che svolgessero mansioni non più “gradite” dai piacentini. Queste persone che
contribuiscono al PIL e allo sviluppo economico della nostra provincia hanno evidentemente una storia, una cultura, una lingua, una religione (così come i nostri nonni o parenti che sono andati a lavorare in Belgio, Argentina, Svizzera o Francia), portavano le loro tradizioni e la loro cultura. Se poi l’indagine (o presunta tale) è finalizzata ad individuare il pericolo da cui guardarsi, molto
probabilmente non è la presunta islamizzazione la causa dei veri problemi che ci assillano come della qualità dell’aria, dell’emergenza abitativa, della precarietà sempre più diffusa che genera problematiche sociali in un clima di crescente incertezza per il domani.

Diciamo che c’è una precarizzazione di Piacenza, questo è il vero tema. Ma se nell’intenzione degli autori c’è una preoccupazione religiosa, che vede nell’Islam (ammesso che ne esista uno solo) un pericolo per i nostri valori cristiani, non da adesso il pericolo è l’abbandono di tanti battezzati dalla fede cristiana e dalla sua visione della vita. Se la tradizione cristiano-cattolica deve essere trasmessa nel suo valore anche socio-politico più che preoccuparsi di eventuali pericoli esterni, ci si deve interrogare su quelli interni. Non è una consolazione se il fenomeno non interessa solo la nostra città e provincia.
Esula dalla nostra conoscenza ogni valutazione di schieramento politico di questa comunità ma quello che registriamo piuttosto sono i segni di questa comunità di voler essere parte del nostro tessuto (partecipazione ai tavoli promossi da varie istituzioni cittadine e disponibilità al dialogo ed all’ascolto).

L’annuncio del Vangelo, oggi, ha una sola via: il dialogo, che non è assolutamente concessione a qualsivoglia iniziativa contro le leggi nostro Paese, ma volontà di ricerca di una convivenza pacifica. Sorprende poi che ci si sorprenda di fronte ad iniziative in ambito scolastico di conoscenza dei loro ambienti e della loro fede. C’è solo un modo per abbattere i pregiudizi ed è
quello di una conoscenza cordiale e rispettosa. Le nuove generazioni vivono giornalmente negli ambienti di vita la compresenza di persone di altra cultura e religione. Una situazione che è data e che deve essere vissuta per le opportunità presenti in essa. Va colto inoltre come un segnale importante che l’iter di riconoscimento dello statuto di Moschea al Centro di via Caorsana si sia concluso con una amministrazione di centro destra: c’è quindi un cammino in atto che, vincendo pregiudizi e paure, costruisce una convivenza all’insegna
del rispetto e del dialogo. In questo modo si può sperare di dare vita ad una comunità multietnica, culturale e religiosa. Non significa che non ci siano questioni aperte, problemi normativi e processi di appartenenza da completare. Ma l’intelligente pragmatismo che contraddistingue questa città e
questo territorio saprà trovare le strade per far crescere questa città nel confronto, sapendo che gli uni sono necessari agli altri.

PD: “ISTITUTI COMPRENSIVI, UNA SVOLTA NECESSARIA PER LA CITTA’. SCUOLA MODERNA E VICINA ALLE FAMIGLIE”

Il Partito Democratico di Piacenza interviene sulla riorganizzazione del sistema scolastico cittadino, sottolineando come il passaggio agli Istituti Comprensivi – votato all’unanimità in Consiglio Comunale lo scorso marzo – rappresenti una svolta necessaria per allineare la città ai migliori standard educativi nazionali.

Una scuola più semplice e continua. Per il PD, la riforma non è solo una scelta amministrativa, ma un investimento sul futuro dei ragazzi. Riunire scuola dell’infanzia, primaria e media sotto un’unica direzione permette di garantire una reale continuità didattica: gli studenti potranno contare su un percorso formativo lineare dai 3 ai 14 anni, evitando i traumi dei passaggi tra cicli diversi. Questa innovazione semplifica inoltre la vita delle famiglie, che avranno per undici anni un unico interlocutore e uffici di riferimento stabili, favorendo un rapporto di fiducia profondo con l’istituzione scolastica e valorizzando il lavoro dei docenti all’interno di una comunità educante più coesa.

Le priorità per una gestione efficace. Affinché la transizione sia un successo, il PD di Piacenza ritiene fondamentale che il Comune gestisca questa fase con pragmatismo, mettendo al centro tre punti chiave:

Unità familiare e vicinanza. È prioritario garantire che fratelli e sorelle possano frequentare lo stesso istituto. I nuovi criteri di iscrizione devono valorizzare la continuità familiare e la vicinanza territoriale, superando il rischio di dispersione tra plessi diversi.

Gradualità per i nuovi plessi. In vista dell’apertura delle scuole ai Pontieri e all’ex Manifattura Tabacchi, proponiamo un avvio progressivo. L’idea è partire dalle classi prime, permettendo a chi ha già iniziato il ciclo nelle seconde e terze di concluderlo nello stesso plesso, evitando spostamenti improvvisi.

Potenziamento del Trasporto Scolastico. Il Comune deve calibrare il servizio bus sulla nuova mappa scolastica, per sostenere l’autonomia dei ragazzi e ridurre il traffico privato e l’impatto ambientale nei tragitti casa-scuola.

Qualità formativa e tutela dei docenti
La creazione degli Istituti Comprensivi deve essere l’occasione per arricchire l’offerta formativa con laboratori scientifici, linguistici ed espressivi sempre più all’avanguardia. Al tempo stesso, chiediamo un’attenzione particolare alla stabilità del personale docente, specialmente per le materie specialistiche (musica, arte, scienze motorie, lingue). È essenziale ridurre la frammentazione delle cattedre tra troppi plessi per tutelare la qualità dell’insegnamento e il rapporto empatico con gli studenti.

“La sfida degli Istituti Comprensivi,” conclude il PD di Piacenza, “è trasformare ogni plesso in un polo di innovazione. Lavorare in rete tra scuole significa garantire pari opportunità educative a tutti i quartieri della città, promuovendo equità e coesione sociale.”

CONTRO RAZZISMO E STRUMENTALIZZAZIONI SCENDONO IN PIAZZA I COLLETTIVI DI SINISTRA. MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA SABATO 24 GENNAIO

“Contro il razzismo, contro ogni strumentalizzazione, contro la guerra tra poveri” si mobiliteranno Controtendenza, Collettivo R-Esisto e Collettivo Schiaffo con la manifestazione Antifascista. La data è quella di sabato 24 gennaio, la stessa in cui il Comitato Remigrazione e Riconquista ha organizzato l’omonima mobilitazione contro la quale si sono espresse le forze politiche di sinistra e ANPI Piacenza chiedendo al Questore di vietarne lo svolgimento.

“Dietro lo slogan “remigrazione” – si legge sulle pagine dei collettivi di sinistra – si nasconde la galassia dell’estrema destra neonazista, che sabato 24 gennaio si radunerà a Piacenza per soffiare sul fuoco della guerra fra poveri e, come sempre, cercare di compiere atti di violenza prima e dopo la loro manifestazione. Piacenza è la città che ha dimostrato come, se italiani e migranti lottano uniti, si possano migliorare le nostre condizioni di vita e di salario: per questo non possiamo accettare che i neonazisti vengano a casa nostra a provocare e mettere a rischio la sicurezza si tutti”. L’appuntamento è per le ore 14 in via IV Novembre, zona Cheope.

 

ACER, PREVENTIVO 2026: PREVISTI OLTRE 11 MILIONI PER LA MANUTENZIONE DEGLI ALLOGGI ERP

La Conferenza degli Enti ha approvato all’unanimità il Bilancio Preventivo 2026 di Acer Piacenza nel corso della seduta presieduta dalla presidente della Provincia e sindaco di Borgonovo Monica Patelli. Alla Conferenza degli Enti hanno partecipato amministratori dei Comuni del territorio tra cui l’Assessore del Comune di Piacenza Nicoletta Corvi, il Vicesindaco Matteo Bongiorni, la Vicesindaca di Farini Erika Sturla, e i rappresentanti di Calendasco, Castelvetro, Castelsangiovanni, Alseno, Cadeo, Castell’Arquato, Ottone e Rivergaro.

Nel presentare la Relazione al Bilancio, il presidente di Acer Marco Bergonzi ha illustrato le principali linee programmatiche, ponendo l’accento sull’acquisizione di nuovi immobili destinati ad ampliare il patrimonio di Acer e a incrementare l’offerta di alloggi a canone calmierato attraverso la classificazione in ERS. Un lungo percorso valutativo ormai alle fasi finali che, secondo il Presidente, «sta offrendo più di una opportunità concreta in un
contesto in cui la domanda di alloggi accessibili cresce e richiede risposte strutturate».
Bergonzi ha inoltre evidenziato l’obiettivo di raggiungere i 30 dipendenti entro la fine del mandato (il prossimo anno), così da allineare il rapporto personale/alloggi agli standard regionali, sottolineando che «un organico adeguato consente una gestione più puntuale, interventi tempestivi e una presenza più capillare sul territorio, quindi servizi migliori ai Comuni ed agli inquilini».
Nel corso della discussione la Presidente Patelli ha espresso apprezzamento per l’attività svolta da Acer, ponendo l’attenzione sull’incremento del nuovo tariffario dei servizi, in particolare per Comuni con un patrimonio ERP esiguo rispetto alla popolazione residente. Bergonzi ha replicato ricordando la necessità di uniformare i criteri di calcolo su parametri oggettivi — popolazione, patrimonio ERP e domande annuali — e spiegando che la
crescita delle attività richieste ha reso necessario anticipare l’assunzione di personale dedicato.
L’Assessore Corvi ha a sua volta riconosciuto la solidità della programmazione di Acer, richiamando gli interventi in corso sull’efficientamento energetico, sulla riqualificazione del patrimonio ERP e sul miglioramento della convivenza nei condomìni grazie a strumenti di comunicazione e tecnologie per la gestione delle segnalazioni.

Bergonzi ha poi approfondito gli aspetti tecnici e organizzativi, annunciando l’avvio del percorso per l’adozione di un nuovo sistema gestionale già in uso presso altre Acer italiane e ricordando che l’azienda gestisce mediamente oltre 160 interventi al mese, con tempi definiti per interventi ordinari, urgenti ed emergenze. Ha illustrato inoltre le attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli inquilini e alle scuole, tra cui regolamenti
aggiornati, progetti educativi e la newsletter mensile Acernews.

Il direttore di Acer Stefano Cavanna ha presentato in seguito il programma triennale delle opere pubbliche: oltre 4 milioni di euro programmati per il 2026, 3.700mila euro per il 2027 e altrettanto per il 2028 per un totale di oltre 11milioni di euro da investire per la manutenzione ordinaria e straordinaria sul patrimonio ERP al netto di eventuali finanziamenti da parte della Regione e/o governo.

Nel suo intervento conclusivo, il Presidente ha ribadito l’importanza di “fare sistema” tra enti locali, istituzioni e Acer, sottolineando che l’azienda «non è solo un gestore di patrimonio, ma un attore strategico capace di contribuire in modo determinante alla qualità dell’abitare e allo sviluppo urbano». Bergonzi ha ricordato che Acer Piacenza, oltre ad essere una eccellenza nel panorama delle Acer regionali, è coinvolta in diversi progetti di rilievo, rafforzando il ruolo dell’azienda come partner stabile e competente nelle trasformazioni del territorio.
«Guardiamo al 2026 – ha concluso il Presidente – con una programmazione chiara, un’attività intensa e una visione condivisa con i Comuni, perché solo attraverso una collaborazione continua e strutturata possiamo rispondere alle esigenze delle comunità e garantire un’edilizia residenziale pubblica moderna, efficiente e sostenibile. Sin dall’insediamento, la strategia di fondo di questo Cda è quella di far crescere Acer Piacenza, strutturandola in modo sempre più efficiente, valorizzandone le competenze professionali, le capacità di progettazione e di gestione degli immobili e ora anche accrescendone la solidità patrimoniale con nuovi importanti investimenti».

ANPI CONTRO LA “REMIGRAZIONE”: “E’ UNA PROVOCAZIONE”

Dopo Alternativa per Piacenza, Verdi, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, anche Anpi provinciale interviene, con una nota, sulla manifestazione del Comitato Remigrazione in programma sabato 24 gennaio a Piacenza. Di seguito il testo

Nella Città Medaglia d’Oro della Resistenza, a riconoscimento del doloroso e intenso impegno dei Piacentini durante la lotta di Liberazione dalla dittatura nazi-fascista, la manifestazione Nazionale del Comitato Remigrazione e Riconquista ha il sapore della provocazione». Così Nadia Maffini, neo presidente provinciale dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, commenta l’iniziativa proclamata per sabato 24 gennaio. «Il Comitato invoca la remigrazione (ovvero riportare le persone straniere nei loro Paesi d’origine) e il primato dell’italianità come soluzione ai problemi di convivenza e sicurezza del Paese, riproponendo ideologie basate sulla superiorità razziale e sulla deportazione che rimandano inevitabilmente alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese. L’Anpi di Piacenza rifiuta con forza posizioni che rappresentano uno sfregio a una città nata dalla lotta Partigiana che ha sempre messo al centro della sua Comunità i valori Costituzionali dell’Antifascismo e della convivenza pacifica, “senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali”, garantendo un’uguaglianza formale e sostanziale anche per i residenti stranieri. L’Anpi, custode della memoria della Resistenza e della Costituzione che ne è derivata, ritiene inaccettabile ogni discriminazione che ha il solo scopo di far leva sulle paure delle persone; la democrazia non ha paura della diversità, ha bisogno della conoscenza e del confronto necessario a sviluppare regole di convivenza condivise che stimolino la crescita degli individui e del Paese. L’Anpi chiede pertanto al Prefetto, al Questore, al sindaco e alle istituzioni tutte di non esporre la nostra città allo sfregio dell’ideologia di ritorno che ci ha visto combattere duramente e morire per la libertà di tutti e custodire, con forza e per ogni tempo, i suoi valori.