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BRANDUARDI A VELEIA CON I BRANI PIU’ AMATI DAL PUBBLICO

Sarà Angelo Branduardi il protagonista del secondo appuntamento del Festival Teatro antico di Veleia. Mercoledì 19 luglio si esibirà in Antologica, concerto con i brani più amati dal cantautore.  Dal carpe diem di Cogli la prima mela, alla spiritualità del Cantico delle creature, al biblico Vanità di vanità il sofisticato menestrello ci trascinerà in un viaggio attraverso i suoi brani più amati (Alla fiera dell’est, Domenica e lunedì, Si può fare, La pulce d’acqua, Il sultano di Babilonia) in cui alla ricchezza musicale si aggiunge la teatralità dell’interpretazione e la preziosità dei testi attinti ad un vastissimo patrimonio poetico (dai lirici greci Saffo e Alcmane, a Lucrezio, a San Francesco…). Angelo Branduardi “con le sue ballate e i suoi testi aulici è l’indiscusso “menestrello” del nostro cantautorato, capace di trapiantare nella canzone italiana la sua predilezione per il fiabesco, che attinge dal repertorio delle leggende antiche”.(Ondarock) A quindici anni consegue il diploma in violino al conservatorio per poi iniziare a comporre e a realizzare album di grandissimo successo come Alla fiera dell’Est, La pulce d’acqua, Cogli la prima mela, tradotti in più lingue e premiati dalla critica italiana, tedesca, francese ed europea (trofeo Golden Europa e premio della critica discografica), Si può fare, Domenica e lunedì (frutto di collaborazioni importanti per esempio con Finardi e Vecchioni), L’infinitamente piccolo tutto dedicato a San Francesco (con c0ntributi di Franco Battiato ed Ennio Morricone).

 

 

TEATRO ANTICO VELEIA: SI PARTE VENERDI’ 14 CON GALIMBERTI E RUBINI

Scalda i motori l’edizione 2017 del Festival di Teatro Antico di Veleia: si parte venerdì 14 luglio con Umberto Galimberti e Sergio Rubini in Tà Erotikà Le cose dell’amore.

L’apertura è affidata al grande filosofo e psicoanalista junghiano Umberto Galimberti che cui guiderà nel territorio misterioso dell’amore in una colta a appassionata indagine intorno ai suoi enigmi: desiderio seduzione, idealizzazione, follia, sacralità, trascendenza, possesso.

Insieme a lui, un’icona del cinema italiano, l’attore Sergio Rubini leggerà brani del Simposio di Platone che propone la seducente visione dell’amore capace di liberare la forza demoniaca dell’eros al di là del vincolo dei corpi e degli individui. Ad impreziosire l’atmosfera, il suono dell’arpa di Eleonora Bagarotti.

TEATRO ANTICO VELEIA, UN CARTELLONE D’ECCEZIONE CON BARICCO E BRADUARDI

Umberto Galimberti e Sergio Rubini, Alessandro Baricco, Angelo Branduardi e Lella Costa sono i protagonisti del Festival Teatro Antico di Veleia edizione 2017. Un cartellone d’eccezione composto da appuntamenti preziosi ed esclusivi nella suggestiva cornice del foro romano di Veleia.

Si comincia il 14 luglio con Umberto Galimberti e Sergio Rubini in Tà Erotikà; il 16 luglio è la volta di Alessandro Baricco in Palamede insieme a Valeria Solarino; mercoledì 19 luglio Angelo Branduardi sarà il protagonista di Antologica Concerto con i brani più amati del cantautore; si chiude il 21 luglio con Lella Costa in Il canto del nostro smarrimento l’Odissea ribaltata.

“Torna l’appuntamento estivo con il Teatro Antico nella meravigliosa cornice dell’area archeologica di Veleia – ha detto il direttore artistico Paola Padrazzini – dove si rinnova la dimensione  del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti che appartengono a un passato collettivo. Il mito platonico dell’amore come desiderio di ricongiunzione che spinge ciascun individuo a cercare la propria metà perduta. Il mito di Palamede, l’eroe greco considerato un genio, inventore della scrittura, degli scacchi e di molto altro, condannato a morte perché denunciato da Odisseo di aver venduto i piani di guerra achei ai troiani e misteriosamente “cancellato” dalla Storia. Il mito a cui si ispirano e a cui attingono le ballate di Branduardi assiduo frequentatore dei temi della metafisica e dell’ontologia. Il mito dell’esule, oggi attualissimo, che annovera tra le sue fila personaggi come Ulisse ad Enea”. 

“AVEVAMO PAURA”, NONNA BRUNA RACCONTA LA SUA GUERRA AL NIPOTE

“Eravamo giovani, non sapevamo niente, abbiamo capito dopo cosa era la guerra”. Parla con un piglio deciso Bruna Bongiorni, la protagonista del video Avevamo Paura – Memorie di guerra di Bruna Bongiorni. Un’idea nata da Thomas Trenchi, studente del liceo Gioia di Piacenza e ideatore del blog www.sportelloquotidiano.com, che ha avuto la fortuna di ascoltare con le proprie orecchie i racconti della bisnonna Bruna,  per sottolineare quanto brutta e dolorosa sia stata l’esperienza della guerra. “Avevamo paura – Memorie di guerra di Bruna Bongiorni” non è un documentario scientifico o una perfetta ricostruzione cronologica degli avvenimenti- specifica Thomas. È una testimonianza femminile dell’impatto che la guerra ha avuto su chi l’ha vissuta, un insieme di dettagli, odori, colori e pensieri (che forse solo le donne sono in grado di cogliere), una fotografia della percezione di chi ha percorso il conflitto nell’umiltà del lavoro. Le donne, infatti, quando descrivono la guerra, tendono a farlo spesso tramite le parole dei loro mariti, riportando ciò che i loro uomini hanno vissuto nello scontro armato; tralasciano, però, ciò che loro – madri, mogli e fidanzate – hanno passato in prima persona: nei campi, nelle case, per strada, con la tavola vuota, con la schiena piegata al sole, e la fortuna – nella sfortuna! – di vivere in campagna.Bruna rammenta il terrore dei bombardamenti, la sua vicina di casa violentata dai nazisti, il padre morto a poco più di quarant’anni per uno scompenso cardiaco. Perché raccontare la guerra vuol dire farlo anche attraverso gli occhi, l’esperienza, la memoria di chi l’ha vissuta. Di chi ne ha vissuto i dolori, le promesse, e il soffio di libertà al suo termine. Di chi, nel tempo, ne ha fatto una ricchezza, pur conservandone tutte le cicatrici.

ecco il link per vedere il documentario https://www.youtube.com/watch?v=vDYN0x-O9H8&feature=youtu.be

 

PIACENZA SCOMMETTE SUL GUERCINO

Piacenza scommette sul Guercino. Piacenza scommette su una mostra dall’allestimento elegante e raffinato e su un percorso di ascensione all’interno della cupola del duomo per ammirare gli affreschi della cattedrale. Al centro c’è la figura del pittore settecentesco emiliano, originario di Cento che ha fatto tappa a Piacenza, Bologna e Roma. Due percorsi differenti in un unico grande evento visitabile dal 4 marzo al 4 giugno, con all’interno manifestazioni ed eventi speciali per celebrare la figura del Guercino, come il convegno del 22 marzo con i maggiori esperti del pittore di Cento. Un Piacenza scommette su quest’evento perché il 2017 sarà ricordato come l’anno del Guercino: grazie ad una coordinata rete di organizzatori, tra cui Comune, Diocesi e Fondazione di Piacenza che ha da subito fortemente creduto nell’evento. Il fulcro della manifestazione è la cattedrale la cui cupola ospita lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e 27 valorizzato dall’illuminazione del designer delle luci Davide Groppi. La visita è introdotta da una sala multimediale che permette al pubblico di legger in modo innovativo il capolavoro e di provare un’inedita esperienza attraverso particolari visori 3D. La cappella ducale di Palazzo Farnese accoglie, contemporaneamente, la mostra Guercino tra sacro e profano: una selezione di 20 opere capaci di restituire la lunga parabola che lo ha portato ad essere uno degli artisti del 600 italiano più amati a livello nazionale dopo Caravaggio.

TRIESTE 34, WEEK END DI SPETTACOLI

Week end ricco di eventi al teatro Trieste 34: sabato 21 gennaio alle 21 Golden Din Din “Le memorie del Punto G – capitolo 2”. Se nel capitolo 1 abbiamo  sentito parlare di  piacere  femminile  raccontato da icone del passato , questa volta anche l’uomo sarà protagonista . Il gioco e il piacere , i ruoli e la curiosità , l’ironia e il divertimento  insieme a musica e grandi scoperte. Il punto G torna a parlare di se insieme  ad altre zone del piacere , tramite il  cabaret, la musica cantata dal vivo , ed anche la scoperta della sessualità  come un diritto al piacere.

Domenica 22 gennaio alle 16.30 PKD e Manicomics Teatro “ColazionePranzoMerendaCena” di e con Filippo Arcelloni e Agostino Bossi. Sarà l’alimentazione la protagonista dello spettacolo ideato per bambini da 4 a 10 anni: sana, equilibrata, spesso anche inadeguata. In scena a parlare di questo argomento due strani personaggi il Dottor Bianco e l’attore Augusto, nella ennesima puntata dello show televisivo “Cibo e Felicità”. Attraverso scene comiche e momenti di riflessione i piccoli spettatori arriveranno a capire quanto è pericoloso alimentarsi male.

Sabato 28 gennaio riprende INSINCRONIA, la quarte edizione della rassegna di danza moderna organizzata a Piacenza Kultur Dom con la direzione artistica di Claudia Passaro della Compagnia Incongruo Rapportarsi e Ottavia Marenghi della scuola Petit Pas. Sabato 28 gennaio alle 21,00 Danzainscena con “Solitude”,  C.ia Incongruo Junior con “Continuum”, Blak Soulz “2SEASONS” spettacolo di danze urbane e visual art, direzione artistica Elisa Balugani; 18 febbraio alle 21 La Stanza di Danza con “Amigas”Cad Danza con “The Hacker Manifesto” Federica Loredan “Solo sol eau – -Sirene”; 18 marzo alle 21 Danzainscenza con “Lost In Piano”, Accademia Domenichino da Piacenza con “Impulstanz”, Sinedomo “Catodico / a Riveder le stelle – It’s not me 23.5”; 2 aprile Galà di danza.

Gli stage sono in programma il 28 gennaio dalle 16 alle 17.30 con Danzainscena, il 18 febbraio con Accademia di Danza Domenichino da Piacenza e il 18 marzo con Accademia delle Arti Il Palcoscenico.

 

 

 

 

ARTE PIACENZA: A PIACENZA EXPO IN MOSTRA L’ARTE CONTEMPORANEA E MODERNA

Una quarantina di espositori provenienti da tutta Italia hanno impreziosito l’edizione 2017 di Arte Piacenza, la rassegna d’arte moderna e contemporanea che ha occupato il padiglione di Piacenza Expo nel week end. Artisti e titolari di gallerie hanno esposto le proprie opere in un contesto elegante ed accogliente frutto di una collaudata e ben oliata formula grazie all’impegno degli organizzatori che da sei anni organizzano la kermesse. Allestimento semplice e raffinato, numero contenuto delle opere fanno dell’evento un appuntamento imperdibile per il settore, che si rivolge, oltre che ai collezionisti, galleristi, critici e storici dell’arte, anche al grande pubblico.

COLORI IN LUCE, LA COLLETTIVA DEI RAGAZZI DELL’ASSOFA

Si chiama Colori in Luce, la collettiva di pittura dei ragazzi ospiti della cooperativa Assofa. Idee che prendono forma su tela con l’aggiunta di materiali differenti che escono dal quadro per esprimere quello che questi ragazzi hanno dentro. Sono 23 opere nate un po’ per caso nel senso che con l’avanzare dell’attività quello che si presentava agli occhi degli operatori erano vere opere degne di essere esposte e ammirate. Così la stanza è stata adibita a mostra d’arte con l’illuminazione adeguata a valorizzare le singole opere.

FARNESIANA IN FESTA: IL TEATRO NON SOLO A TEATRO

Quando l’aggregazione e la socialità passano attraverso il teatro e tutto ciò che si riconduce al filone culturale. Si chiama Farnesiana in festa, il progetto culturale che si snoderà proprio all’interno del quartiere per una tre giorni dedicata ad attività culturali, spettacoli, laboratori teatrali dedicati ad un pubblico di famiglie. Fulcro dell’iniziativa il teatro trieste 34, ma anche altri tre luoghi che hanno aderito all’idea pasticceria Groppi, cartolibreria Labussandri, e Bulla sport.

LA VITA TI RIPRENDE, STORIE DI PERSONE NORMALI

In queste pagine sono raccolti pezzi di vita di persone normali che hanno incontrato la malattia, una malattia paralizzante davanti alla quale se non reagisci si rischia di precipitare. Catia, Gianni, Lucia, Tommaso, Ilaria, Giuseppina, Luciana e Arianna hanno raccontato alla giornalista Elisabetta Paraboschi, le loro storie, da qui è nato il libro La vita ti riprende, otto storie a lieto fine dal reparto dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, edito da Papero Editore. Storie di mamme, di papà, di donne e uomini normali che hanno affrontato il cancro e oggi ce l’hanno fatta, senza luoghi comuni, senza frasi fatte, difendendo con le unghie e con i denti, la quotidianità stessa. I proventi della vendita del libro andranno ad Amop, associazione malato oncologico piacentino, i cui volontari prestano la loro opera nel reparto di oncologia all’ospedale di Piacenza.