“Un piano inaccettabile” così la sindaca Tarasconi definisce l’ipotesi di inserire l’area dell’ex Pertite tra i siti destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energia. L’ipotesi, o la possibilità se fosse più concreta, arriva nientemeno che dal Ministero della Difesa riportato in un documento. La prima cittadina, sui suoi profili social, ha usato parole decise: “siamo sinceramente allibiti da questa impostazione. La Pertite non è un luogo qualsiasi: è uno spazio che la città ha sempre immaginato e rivendicato come grande area verde pubblica, non certo come sede di interventi di questo tipo. È evidente che così non può funzionare. Chiederemo immediatamente chiarimenti al Ministero della Difesa perché la Pertite merita rispetto e un futuro coerente con ciò che Piacenza ha sempre chiesto”. Anche nel PUG è stata confermata la destinazione a verde pubblico dell’area.
A stretto giro è arrivata la smentita da parte del ministro gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti: “Non verrà realizzato alcun impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, ma per contro vi è la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatemi dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a cedere una parte della detta area – circa 60.000 metri quadrati – al Comune di Piacenza, sempre che lo stesso intenda a dare corso alla richiesta avanzata a suo tempo dal sindaco Patrizia Barbieri” si legge in una nota a firma del ministro.
E non manca una punta polemica rivolta alla sindaca “pare evidente che essendo già in campagna elettorale, il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della Città, così come la propaganda pubblicitaria per lei studiata la induce a fare, ma da una semplice verifica istituzionale, che il sindaco ha omesso di promuovere, si ha la conferma che sull’ex Pertite non sarà collocato alcun impianto fotovoltaico. L’inserimento nel Programma sottoposto a VAS del sito Ex-Pertite, che risale ad un procedimento avviato da tempo, non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER, tanto più in ragione del fatto che la Forza Armata ha individuato una diversa destinazione d’uso dell’area in questione. La scheda identificativa diffusa dal Sindaco serve solo a caratterizzare il sito sotto il profilo ambientale e paesaggistico e formalizzarne la qualificazione di “area idonea” ex lege.
Ciò che è grave, deplorevole e inammissibile – proseguo il ministro – e che attesta il carattere meramente strumentale della presa di posizione del Sindaco, è che la stessa, benché informata via messaggio telefonico fin dalla prima mattina dal generale Michele Sirimarco di quanto sopra, si è ben guardata fino ad ora di chiarire – come chi scrive ha fatto – la situazione, all’evidenza preferendo mantenere lo scoop il cui scopo elettorale è destinato, per altro, ad infrangersi sugli scogli come è delle barche alla deriva”.


