“Un’aggressione odiosa resa ancora più grave perché avvenuta davanti al figlio, un bambino” è il commento della sindaca Tarasconi sull’aggressione al sindacalista della Cgil Marco Pascai. “Chiunque abbia assistito a una scena del genere non può che provare indignazione. Colpire un uomo è grave. Farlo davanti a suo figlio è qualcosa di ancora più vile. Saranno le indagini a chiarire ogni responsabilità e a ricostruire con precisione i fatti. Ma se venisse confermato quanto emerge dalle prime ricostruzioni, ci troveremmo di fronte a un episodio inquietante che richiama modalità e culture politiche che la nostra democrazia ha già condannato nella storia e che non devono trovare alcuno spazio nel presente. La violenza, l’intimidazione e la prevaricazione non appartengono al confronto democratico. Nessuno può pensare di imporre le proprie idee con la forza, tantomeno prendendo di mira chi svolge un impegno sindacale, civile o politico. Piacenza è e deve continuare a essere una città democratica, antifascista e rispettosa delle persone. Per questo credo sia necessario che di fronte a quanto accaduto si levi una condanna netta, forte e senza ambiguità. Ci sono momenti in cui non è possibile restare neutrali: questo è uno di quelli”.
Anche la segreteria provinciale e cittadina del Partito Democratico hanno espresso solidarietà a Pascai e profonda condanna ad ogni forma di violenza “L’aggressione a Marco Pascai ferisce tutta la comunità civile, ma non scoraggia chi crede nella forza della democrazia e del rispetto. Non c’è onore nel mandare un uomo indifeso all’ospedale a suon di pugni, solo viltà e codardia. Non c’è forza nella violenza politica, solo frustrazione, debolezza e povertà di cuore e mente. Non c’è patriottismo nel rinfocolare vecchie e anacronistiche tensioni socio-politiche, ma soltanto incapacità di fare i conti con sé stessi e con le proprie paure. La forza del dialogo, dell’umanità e del rispetto reciproco ha già dimostrato di poter prevalere sulla visione barbara che alcuni hanno del confronto politico e civile. Gli inquirenti stabiliranno la realtà dei fatti e confermeranno o meno la matrice neofascista che sembra emergere dalle prime ricostruzioni. Ma qualunque sia l’esito degli accertamenti, nulla cambia nella gravità del fatto e nella necessità di una condanna ferma e unanime dell’accaduto. A Marco Pascai va la mia solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione.”
Anche la segretaria cittadina Michela Cucchetti ha espresso la propria vicinanza “ci sono momenti nei quali le parole sembrano insufficienti. Quello che è accaduto è grave. È grave sempre quando qualcuno pensa di poter sostituire il confronto con l’intimidazione, la discussione con la prepotenza, le idee con la violenza. È ancora più grave quando tutto questo matura dentro un clima nel quale l’odio, l’aggressività e la delegittimazione dell’avversario sembrano diventati, per alcuni, strumenti accettabili di espressione politica. Non dobbiamo abituarci. Non dobbiamo minimizzare. Non dobbiamo cercare giustificazioni. La violenza non nasce mai all’improvviso: cresce dove si alimentano rancore, disprezzo e intolleranza. Cresce quando si smette di riconoscere nell’altro una persona e lo si trasforma in un bersaglio. A Marco va il mio affetto più sincero e l’augurio di una pronta guarigione. Piacenza è migliore di questo, nella sua storia democratica, antifascista e solidale e nelle tante persone che ogni giorno costruiscono relazioni, partecipazione e rispetto”.
Il segretario regionale del PD Luigi Tosiani ha definito l’aggressione inaccettabile e violenta a cui rispondere con la forza della democrazia “un fatto grave, che non va sottovalutato e che deve trovare la ferma condanna di tutta la comunità. Un’aggressione inaccettabile e violenta, a cui rispondere con la forza della democrazia e del confronto civile, valori profondamente radicati a Piacenza e in Emilia-Romagna. A Marco Pascai va la solidarietà e la vicinanza di tutto il Partito Democratico regionale.”
Solidarietà e ferma condanna di quanto avvenuto anche dal consigliere regionale Luca Quintavalla “ogni atto di violenza e intimidazione è incompatibile con i valori di rispetto, confronto e convivenza civile che caratterizzano la nostra comunità. Piacenza è una città democratica, aperta e solidale, che ha sempre saputo affrontare le differenze e i conflitti attraverso il dialogo e gli strumenti della partecipazione democratica. Nel pieno rispetto del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, e in attesa che venga fatta completa chiarezza sulle responsabilità e sulle motivazioni dell’accaduto, è importante che la comunità piacentina si stringa attorno a Marco Pascai e riaffermi con forza il rifiuto di ogni forma di violenza”.
“Piacenza è antifascista e non lascerà spazio a violenza squadriste” è il commento di Potere al Popolo, Collettivo 26×1 e Rifondazione Comunista che prosegue “esprimiamo solidarietà a Marco Pascai, aggredito vigliaccamente alle spalle da un gruppo di persone aderenti a movimenti neofascisti. Pascai stava tornando col figlio da un concerto di una band che esplicitamente si ispira ai valori antifascisti. È stato spintonato e poi colpito, e tutt’ora resta ricoverato in ospedale. Mentre, anche a Piacenza, i rappresentanti della destra fanno campagna elettorale parlando di ‘sicurezza’ in modo strumentale, sdoganando concetti razzisti intollerabili, come quello della ‘remigrazione’, chi partecipa ad eventi che promuovono la cultura antifascista, su cui è stata fondata la nostra Costituzione, subisce un’aggressione che ricorda i tempi più bui della nostra storia”.
“Una vigliacca aggressione neofascista” così la federazione piacentina di USB ha definito quanto accaduto a Pascai. “Il contesto non lascia dubbi: è stato il coronamento dell’azione squadrista con cui gli skinheads di destra hanno tentato di impedire il concerto di una band che ispira la propria produzione artistica ai valori della classe operaia e dell’antifascismo. Da troppo tempo, nella nostra città, vengono tollerate e autorizzate le iniziative pubbliche di questa destra cialtrona: dalle ronde antimigranti, alle parate per la remigrazione con il corollario di aggressioni e violenze.
A Piacenza la retorica securitaria ha sempre come unico obiettivo quello di colpire gli “extracomunitari” e le lotte determinate che animano il mondo del lavoro. USB ricorda che è sempre vigente la 12^ norma della Costituzione, quella che contrasta ogni forma di rigurgito fascista.
Ai tentennamenti e alle disattenzioni di chi dovrebbe vigilare sul rispetto delle norme Costituzionali deve sopperire lo spirito repubblicano della città di Piacenza medaglia d’oro per la Resistenza”.
Intanto le indagini proseguono da parte delle forze dell’ordine per ricostruire la dinamica di quanto accaduto e comprendere se ci sia una matrice politica alla base dell’aggressione. Pascai stava partecipato, assieme al figlio, alla festa dei Lyons quando, all’uscita, sarebbe stato spinto e subito dopo colpito al volto da un pugno arrivato di spalle mentre era intento a prendere la bicicletta. Chi avrebbe sferrato il colpo si sarebbe prontamente dileguato. La dinamica sarebbe stata quella di un agguato vigliacco, che ha preso di mira una persona inerme in compagnia del figlio. Sul posto sono giunti i soccorritori che hanno trasportato il sindacalista all’ospedale per le cure del caso: al momento si trova ancora ricoverato.
Poco prima, vi erano già stati momenti di tensione per la presenza di un gruppetto di estrema destra non gradita ad altri partecipanti e alla band che si stava esibendo sul palco.


