DOSI SU EXPO: “QUALCUNO SPERA CHE LE COSE VADANO MALE”. SONO TUTTI GUFI?

Il sindaco Paolo Dosi ha pubblicato sul suo profilo Facebook alcune riflessioni su Expo 2015, o meglio sul disfattismo/pessimismo  che una parte di piacentini nutre verso le aspettative che l’evento avrà su Piacenza. “Qualcuno – scrive il sindaco – si augura che Piacenza faccia una pessima figura per avere un pretesto in più per attaccare le istituzioni, Comune in testa. Sembra di risentire le previsioni (auspici?) di fallimento dell’adunata nazionale degli alpini del 2013: non abbiamo la capacità di gestire una manifestazione di quella portata ecc.” Poi aggiunge “la differenza rispetto a quell’evento è che avevamo termini di paragone,  precedenti. Questa è un’occasione unica che non ha precedenti per noi, e che mai più rivedremo. Io sarei più prudente prima di sparare sentenze”.

È vero, Expo è un’opportunità unica e sarebbe stato stupido non sfruttarla, tanto più che Piacenza si trova ad 80 chilometri da Milano. Bene anche la Piazzetta sulla quale tanto si è discusso a cominciare dal costo,  ma sicuramente ne valeva la pena. Forse però coloro che hanno dei dubbi sulla effettiva ricaduta dell’evento sulla

 città non sono tutti “gufi”, forse qualcuno di loro apporta motivazioni in parte condivisibili. Tipo: come cambierà la città nei sei mesi di Expo? Il centro visivamente cambierà aspetto? Piazza Cavalli diventerà una galleria a cielo aperto? La città sarà più fruibile,  i musei resteranno aperti, le gallerie d’arte faranno rete? Alcune tipicità che appartengono a Piacenza come il Tondo

di Botticelli, il Fegato Etrusco, l’Ecce Homo continueranno ad essere quasi celati nelle stanze dei musei o usciranno per mostrarsi al mondo? A queste banali domande qualcuno ha risposto?

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