“VOGLIAMO DAVVERO COMBATTERE LE MAFIE?”

Sono passati 31 anni dalla strage di Pizzolungo: era il 2 aprile del 1985 quando un’autobomba destinata al giudice Palermo uccise Barbara Asta, i figli Giuseppe e Salvatore. Gli esecutori furono incredibilmente assolti, condannati all’ergastolo invece i mandanti. A raccontare quello che accadde dopo l’attentato il magistrato Carlo Palermo, sopravvissuto, Margherita Asta figlia e sorella della vittime e il magistrato Gian Carlo Caselli. “Sono oltre 20 anni che ho preferito perseguire il silenzio su questa vicenda – ha detto Palermo – perchè avevo perso le speranze di trovare risposte alla domande. Oggi qualcosa sta cambiando, c’è una nuova consapevolezza, per questo ho deciso di parlare della strage”. Margherita Asta prosegue il suo impegno nella lotta contro la mafia grazie all’associazione Libera di cui è referente settore area Centro – Nord.

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