PRIMA PERSONA PLURALE SI PRESENTA ALLA CITTA’. “CITTADINI E ASSOCIAZIONE CHE CREDONO NELLA RESISTENZA E NEL PENSIERO CRITICO”

Prima Persona Plurale è la nuova realtà piacentina che ha deciso di presentarsi  alla città con una giornata di appuntamenti che si svolgeranno domenica 4 gennaio a palazzo Ghizzoni Nasalli: l’evento Capitolo 1 Tu Gaza es mi Gaza, “la prima tappa di un cammino di resistenza culturale con Amnesty International, Saverio Tommasi e Riccardo Corradini”. Di seguito il comunicato stampa dell’iniziativa.

Mentre il mondo sembra scivolare sempre più velocemente verso l’abisso, c’è chi ha scelto di non arrendersi all’impotenza e provare a fare la sua piccola parte. Forse siamo gocce nel mare, è vero. Ma siamo quelle gocce che hanno riempito le strade, rosse come il sangue, che ha lo stesso colore ovunque e che non può non essere visto. E fa rumore. Perciò salutiamo il nuovo anno a testa alta, convinti che un futuro migliore sia possibile. Nasce così “Prima Persona Plurale“, un’iniziativa che fiorisce dal basso, dal cuore di un collettivo di associazioni e cittadini piacentini che credono nella resistenza e nella necessità del pensiero critico. È un percorso aperto a chiunque ne condividerà lo spirito. Non è un evento, è un boccaglio per cercare aria oltre la superficie, una cannuccia per bere e dissetarsi quando tutto intorno sembra inaridito. Domenica 4 gennaio, dalle 10.30 alle 22.00, le mura storiche di Palazzo Ghizzoni Nasalli ospiteranno il Capitolo 1: “tu Gaza es mi Gaza“. Una giornata d’impegno e di festa, parlando di diritti universali e umanità che si muove, tra musica, cibo da condividere e uno spazio per la creatività dei bambini.

IL PROGRAMMA – La giornata si apre alle 10.30 con la presentazione dell’intero progetto. Alle 11 incontro con Riccardo Noury (Amnesty International) e Antonio Marchesi (Università di Teramo e American University of Rome), autori del volume “Genocidi”, un dialogo aperto attraverso le ferite della storia recente, per restituire il vero significato alle parole e trasformarlo in consapevolezza. Dopo il brunch curato da RistoCoop e le note chill-hop e jazz di Moonbrew, dalle 15 lo spazio sarà dedicato ai più piccoli con il laboratorio di Pappa&Pero e nel giardino, tra i profumi della pattona e il calore del vin brulé, si costruirà quella socialità che è, di per sé, un atto politico di pace. Alle 17, con Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage.it già a bordo della Global Sumud Flotilla, dal suo libro “Troppo neri” si parlerà di migranti, interrogandoci sulla responsabilità reciproca e sul ruolo che l’informazione gioca nella narrazione del “altro da noi”. Dalle 18.30 l’aperitivo con i contributi musicali di Gianni Azzali, Coro Infrangibile, Uganda, accompagnerà all’ultimo appuntamento che sarà alle 20.30. Si collegherà Riccardo Corradini, specializzando in chirurgia e a bordo della seconda Flotilla, primo studente europeo a svolgere l’Erasmus nella Striscia di Gaza, esperienza da cui è stato tratto il docufilm “Erasmus in Gaza”. Nella formula più classica domenicale, la proiezione sarà accompagnata dalla pizza de La Grotta Azzurra (su prenotazione).

Un movimento di comunità. “Prima Persona Plurale” non ha padroni, solo custodi. Per l’intera giornata sarà possibile candidare idee e proposte per i due appuntamenti a venire, che saranno poi selezionate per coerenza, fattibilità e sostenibilità. È un’iniziativa totalmente autofinanziata, nutrita dalle donazioni raccolte nelle “cassettine” sparse per la città: dalla Gelateria 900 all’Arci Rathaus, dalla Coop Infrangibile alle librerie Bookbank e Fahrenheit. Piacenza è capace di essere comunità, agendo “per” costruire e non solo “contro” qualcosa. Con impegno, con gioia irriverente. Restiamo umani. Noi, in Prima Persona Plurale. Per info e prenotazioni: ppplurale@gmail.com

RABUFFI, APP: “COMBATTIAMO IL MERCIMONIO DELLA SALUTE E MANTENIAMOLA UN DIRITTO UNIVERSALE E IRRINUNCIABILE”

A proposito di Sanità pubblica, una decina di giorni fa ho pubblicamente segnalato la determinazione della Corte dei conti sui tempi eccessivi di attesa di talune prestazioni sanitarie e sull’utilizzo (anch’esso in parte eccessivo) dell’attività libero professionale intramuraria. Il tutto accompagnato da una mia circostanziata esperienza personale.
A seguito di quella segnalazione ho ricevuto, specie sui social, molti riscontri.
Tralasciando i “leoni da tastiera”, pronti a insultare tutto e tutti, molte altre persone hanno colto l’occasione per ricordare la propria esperienza personale, rievocando i difficili momenti vissuti in attesa di una visita, di una diagnosi o di un intervento chirurgico ed evidenziando pregi e difetti del SSN.

Un Servizio, giova ricordarlo, a nostra disposizione. Non certo un privilegio…
In questo coinvolgente “bailamme” di sentimenti, emozioni e aspettative, un dato mi ha colpito e profondamente amareggiato: l’accettazione – quasi assodata dai più – di una condizione di subalternità del SSN alle logiche di business. A testimoniarlo, le tante parole spese: “è così da tempo… basta pagare… non è una novità… non ci possiamo far niente… se vuoi curarti devi comprare la prestazione…” e così via. Cruda realtà di un modello sanitario che, piano piano, ci sta portando sulla strada del mercimonio della salute. Dove ci
si cura a seconda della disponibilità economica. E chi non ne ha, deve arrangiarsi. Tutto ciò in spregio, profondo e irreverente, ai principi costituzionali che vedono lo Stato, grazie alle imposte che versiamo, tutelare la salute come fondamentale diritto riconosciuto, universale, inalienabile, essenziale e irrinunciabile dell’individuo (art. 32 della Costituzione). Contro questa deriva, che può facilmente portarci in acque melmose e ricche di insidie, dobbiamo batterci, per provare a scrivere – tutti insieme – un finale diverso. Andando controcorrente e stoppando ammiccamenti normativi a favore di presunte “scorciatoie” che servono soprattutto ad arricchire tasche e contesti già abbondantemente finanziati e sponsorizzati.

Ecco, se devo esprimere un desiderio per il Nuovo Anno, al netto delle aspettative personali, mi sento proprio di augurare alla nostra Comunità di riuscire a tenersi stretti i principali diritti acquisiti dai nostri genitori tra cui – in primis – quello alla Salute e alla Cura. Un diritto che si esercita non solo grazie alla realizzazione di un Nuovo, moderno e costosissimo Ospedale (che comunque sarà pronto fra sette anni) ma soprattutto investendo risorse, oggi e non domani, a favore del personale del SSN, implementandone la dotazione e valorizzando la capacità degli operatori di offrire tempestivo riscontro al bisogno di cura e di sollievo dei tanti pazienti che soffrono.
Pazienti, sia chiaro, e mai clienti…

IL 2026 SI APRE CON DI KARLA E MARIA, IL 2025 SI CHIUDE CON GREGORIO: LE NUOVE NASCITE ALL’OSPEDALE DI PIACENZA

Karla Maria è la prima bimba nata nel 2026, mentre Gregorio ha visto la luce agli sgoccioli del 2025. La piccola Karla Maria aveva fretta di nascere e la mamma Adina Elena è stata sottoposta a taglio cesareo nel cuore della notte. La neonata, che pesa meno di 2 chilogrammi, è in Neonatologia, dove il personale della Pediatria si sta prendendo cura di lei.
A salutare il 2025 ci ha invece pensato Gregorio, che ha fatto fare gli straordinari a mamma Simona. Il piccolo è nato in acqua a un soffio dalla mezzanotte, impegnando il personale della Sala parto fino oltre le 23.

I due piccoli si aggiungono alle 1774 mamme e papà che nel 2025 hanno scelto l’ospedale di Piacenza e i professionisti che vi lavorano per la nascita dei loro piccoli.

 

EX MANIFATTURA TABACCHI: L’ASSESSORA FANTINI RISPONDE ALLA CONSULTA AMBIENTE E TERRITORIO

Arriva puntuale la risposta dell’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini alle nuove domande della Consulta Ambiente e Territorio.

“Amministrare significa ascoltare tutte le voci della città, in un confronto pubblico ampio e informato. Il dialogo con la Consulta Ambiente e Territorio – cui gli assessori comunali, quando invitati, hanno sempre garantito la loro fattiva presenza – è una componente fondante di questo percorso, ma non può essere considerata né l’unico strumento di partecipazione, né il solo soggetto rappresentativo del punto di vista della collettività, tanto più che oggi esprime una pluralità limitata di associazioni”. Parte da qui, la replica dell’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini alle ulteriori osservazioni della Consulta in merito alla Manifattura Tabacchi, ricordando che “la disponibilità al dialogo, mai venuta meno, non implica la possibilità di modificare decisioni già assunte o vincolate da procedure e normative, in particolare per quanto riguarda i progetti finanziati dal Pnrr”.
“Per noi è importante – aggiunge Fantini – fornire chiarimenti nell’interesse di tutti i cittadini, anche per evitare interpretazioni non corrette: nel quadro complessivo di un progetto di riqualificazione che ha coinvolto più Amministrazioni, di colore politico diverso, il nostro impegno prioritario non poteva che essere la salvaguardia del finanziamento, per non perdere le risorse economiche a beneficio del territorio e far sì che un’area dismessa, da anni in stato di abbandono e degrado, potesse rinascere nel cuore di un quartiere, l’Infrangibile, che attendeva questa riqualificazione da tempo”.

Seguono le risposte puntuali ai quesiti della Consulta.

1) Destinazione dei nuovi alloggi

Gli alloggi della Manifattura Tabacchi sono destinati al social housing per il ceto medio, oggi la fascia più scoperta nel mercato abitativo cittadino. Il progetto non è pensato per rispondere al fabbisogno abitativo dei lavoratori della logistica, le cui criticità (contratti brevi, instabilità lavorativa) richiedono soluzioni specifiche e differenti, su cui l’Amministrazione ha avviato un confronto diretto con le aziende del settore.

2) Altezza degli edifici

Le altezze previste rientrano negli orientamenti della progettazione urbana contemporanea e sono il risultato di valutazioni tecniche disciplinari, non di scelte arbitrarie. L’intervento è stato concepito per dialogare con il contesto urbano esistente e contribuire alla sua evoluzione, evitando modelli insediativi superati e contenendo il consumo di suolo.

3) Scuola media

La realizzazione della scuola media all’interno del comparto è un vincolo del finanziamento Pinqua/PNRR: le risorse assegnate non potevano essere utilizzate per ristrutturare o ampliare edifici scolastici in altre aree, come la scuola Calvino.

4) Area verde

Il progetto oggi disponibile è, dal punto di vista tecnico, un planivolumetrico, non ancora un progetto esecutivo, ma sin d’ora è garantito che le superfici verdi previste non potranno essere ridotte né modificate. Il progetto dettagliato del parco sarà condiviso una volta sviluppato, auspicabilmente dopo l’approvazione del nuovo Regolamento del Verde, che consentirà criteri più stringenti e attenti alla qualità ambientale.

5) Posti auto

Sono previsti 5.810 mq di parcheggi pubblici a raso, una quantità superiore agli standard richiesti. I parcheggi pertinenziali degli edifici residenziali (come da norma: 10 mq di parcheggio ogni 33mq di costruito) sono tutti interrati, nel rispetto degli standard di legge, così da non ridurre la superficie permeabile e verde.

6) Piste ciclabili

Nel comparto è già prevista una pista ciclabile in sede propria. Le ciclabili lungo via Raffalda e la rete esterna rientrano nel Biciplan, ma non nel finanziamento Pinqua/PNRR: saranno realizzate tramite il PUT con altri fondi. Per via Montebello è prevista una soluzione alternativa tramite “strada ciclabile” sulla parallela via Tortona. I progetti saranno condivisibili quando sviluppati.

7) Alberi

Il verde del parcheggio del supermercato non è parte del progetto Manifattura Tabacchi ed è stato realizzato prima e con norme diverse. Proprio per superare queste criticità, l’Amministrazione sta predisponendo il nuovo Regolamento del Verde Privato, che introdurrà criteri più rigorosi in termini di qualità ecologica, resilienza climatica e pianificazione del verde.

Area di via Morigi

Non è possibile richiedere ulteriori opere compensative ai privati della Manifattura Tabacchi, che hanno già investito oltre 7 milioni di euro in opere pubbliche. Per l’area di via Morigi, il PUG prevede la destinazione a verde pubblico con trasferimento della capacità edificatoria, strumento che va esattamente nella direzione auspicata dalla Consulta.

AVS, APP: “INACCETTABILE CRIMINALIZZARE IL MOVIMENTO PRO PALESTINA”

Rispetto all’inchiesta che ha coinvolto, tra gli altri, anche il presidente  dell’Associazione palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, intervengono anche Alleanza Verdi Sinistra e Alternativa per Piacenza.

“Di fronte alle notizie relative all’inchiesta in corso, ribadiamo il massimo rispetto per il lavoro della magistratura italiana e per la sua autonomia. Attendiamo con senso di responsabilità gli sviluppi dell’indagine, auspicando che venga fatta piena luce su tutti gli aspetti ancora oscuri, a partire dall’utilizzo di segnalazioni provenienti dallo Stato di Israele acquisite come presunte prove sulla destinazione dei fondi raccolti per il sostegno alla popolazione palestinese. Su questi elementi riteniamo necessario un accertamento rigoroso, trasparente e non condizionato da pressioni politiche o internazionali.

Nel frattempo, riteniamo inaccettabile e pericoloso il tentativo di criminalizzare il movimento pro-Palestina, un movimento ampio, plurale e radicato che ha visto milioni di persone in tutta Italia mobilitarsi per fermare il genocidio in corso nella Striscia di Gaza, per la tutela dei civili e per il rispetto del diritto internazionale. Anche a Piacenza, come in molte altre città, questo impegno si è tradotto in iniziative continue, pubbliche e trasparenti: manifestazioni, presidi, momenti di informazione, raccolte di aiuti umanitari e iniziative culturali, sempre svolte alla luce del sole e con finalità esclusivamente solidali e civili.

Tentare di assimilare questo vasto movimento di solidarietà a Hamas, organizzazione terroristica responsabile dell’attacco del 7 ottobre contro civili israeliani, rappresenta una operazione politica ignobile, portata avanti dalla destra per delegittimare il dissenso, colpire la partecipazione popolare e intimidire chi chiede la fine delle stragi e il rispetto dei diritti umani. La solidarietà con la Palestina, con il suo popolo martoriato e con la sua giusta causa non è terrorismo. È una scelta di campo dalla parte del diritto internazionale, della giustizia e della dignità dei popoli.

È infatti ipocrita e strumentale il tentativo della destra di invocare il garantismo e il rispetto delle istituzioni solo quando si tratta di difendere i propri interessi politici o di attaccare gli avversari. La stessa destra che oggi si erge a difesa dell’ordine e della legalità è protagonista di politiche repressive e autoritarie, e non esita a utilizzare tattiche intimidatorie e diffamatorie contro chi vi si oppone.

Noi riteniamo invece che la giustizia debba essere uguale per tutti e che non possa essere utilizzata come strumento di lotta politica. Sarà pertanto la magistratura ad accertare eventuali responsabilità nel pieno rispetto di quei principi dello Stato di diritto che la destra populista e autoritaria non riesce ancora ad accettare.”

UCOII SUL CASO HONNOUN: “NO A PROCESSI MEDIATICI ALLA CAUSA PALESTINESE E A CHI LA SUPPORTA”

In merito alla recente notizia di cronaca secondo cui un’associazione di beneficenza con sede a Genova e alcuni suoi membri risultano indagati per ipotesi di finanziamento al terrorismo, l’UCOII prende atto degli accertamenti in corso e ribadisce il rispetto per il lavoro della magistratura, nel
quadro delle garanzie e della presunzione di innocenza.
È al tempo stesso doveroso affermare un principio chiaro: eventuali responsabilità penali, se accertate, sono personali e non possono essere usate per delegittimare o mettere sotto accusa la mobilitazione pacifica e legittima di milioni di persone che, nel nostro Paese, sostengono la causa del
popolo palestinese e denunciano il genocidio in corso a Gaza. Strumentalizzare una vicenda giudiziaria per colpire un intero mondo associativo, comunità religiose o la solidarietà verso i civili significa alimentare sospetti collettivi e avvelenare la convivenza democratica.

Resta infatti intatta — ed è sotto gli occhi del mondo — la drammatica realtà di Gaza: civili uccisi, famiglie annientate, infrastrutture essenziali distrutte, e una popolazione civile esposta a freddo, fame e privazioni, mentre l’ingresso degli aiuti umanitari continua a essere rallentato e ostacolato dalle restrizioni, dai blocchi e dalle procedure imposte da Israele.
In questo quadro, l’UCOII chiede con forza che questa inchiesta non diventi un pretesto per screditare o condannare il lavoro umanitario, né per colpire chi, in modo trasparente e nel rispetto della legge, si mobilita per portare soccorso ai civili e difendere i diritti umani: la solidarietà non può essere messa sotto processo.

L’UCOII rinnova quindi il proprio appello alla comunità internazionale affinché intervenga con urgenza per – tutelare il lavoro umanitario e – garantire l’ingresso immediato, sicuro e continuativo degli aiuti indispensabili alla salvaguardia di bambini, malati, donne, anziani e dell’intera popolazione civile,
e affinché siano assicurati protezione dei civili, rispetto del diritto internazionale e responsabilità per i crimini commessi.

Yassine Baradai, presidente UCOII 

CITTADELLA: IL TRIBUNALE ACCOGLIE IL RECLAMO DEL COMUNE. RESPINTO IL RICORSO DI PIACENZA PARCHEGGI. “L’AMMINISTRAZIONE HA AGITO CORRETTAMENTE

Il Tribunale di Piacenza ha accolto il reclamo presentato dal Comune di Piacenza nell’ambito del contenzioso relativo al progetto di Piazza Cittadella, riconoscendo la correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale in merito all’applicazione delle penali contrattuali nei confronti della società concessionaria Piacenza Parcheggi S.p.A..

Con un provvedimento depositato il 30 dicembre 2025, il Collegio ha revocato l’ordinanza dell’8 settembre 2025 e ha respinto il ricorso cautelare promosso dalla concessionaria, chiarendo in modo puntuale la natura e la legittimità dell’atto adottato dal Comune.

Dall’atto del Tribunale emerge in modo inequivocabile che il Comune di Piacenza non ha emesso alcuna ingiunzione di pagamento, ma ha agito nel pieno rispetto delle previsioni contrattuali, limitandosi ad avviare la contestazione del ritardo nell’esecuzione dell’opera, con la conseguente quantificazione della penale maturata.
Un atto, dunque, correttamente incardinato nella procedura prevista dal contratto di concessione.

Il Tribunale ha inoltre riconosciuto che le contestazioni mosse dal Comune riguardano fattispecie autonome di inadempimento contrattuale, distinte e legittimamente valutabili separatamente, e che non sussisteva alcun presupposto per sospendere l’azione dell’Amministrazione.

Alla luce di queste valutazioni, il giudice ha ritenuto infondato il ricorso cautelare della società concessionaria, disponendone il rigetto e compensando integralmente le spese di entrambe le fasi del procedimento.

Il provvedimento si inserisce nel più ampio percorso di tutela dell’interesse pubblico che l’Amministrazione comunale ha perseguito con coerenza e rigore nell’ambito del progetto di Piazza Cittadella, confermando la legittimità e la correttezza dell’azione del Comune di Piacenza.

 

 

PER RICUCIRE LA FRANA IN VAL D’AVETO SI PENSA AD UN PONTE BAILEY. LA PROVINCIA SCRIVE ALLA REGIONE PER LE RISORSE

Le forti piogge cadute sabato 15 e domenica 16 novembre sul territorio piacentino hanno causato un dissesto franoso lungo la Strada Provinciale n. 586R di Val d’Aveto, costringendo l’interruzione della circolazione stradale lunedì 17 novembre, in prossimità della diga Boschi, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Proprio qui si è svolto, a inizio dicembre, un sopralluogo congiunto della Provincia di Piacenza, con il vicepresidente Franco Albertini, il dirigente viabilità Davide Marenghi, il- Comune di Ferriere con la sindaca Carlotta Oppizzi, la consigliera comunale Alice Agogliati e il Comune di Rezzoaglio
con il sindaco Massimo Fontana e il responsabile tecnico Andrea Barberis. In quella circostanza, i tre enti hanno condiviso le preoccupazioni e i disagi, confrontandosi sia sulla necessità di tornare a garantire un
collegamento, seppur temporaneo, sia sulla necessità di individuare un intervento risolutivo, in via definitiva, del problema.

La strada provinciale n. 586R di Val d’Aveto, infatti, era già stata oggetto di interruzione della circolazione stradale, sempre nei pressi dello sbarramento della diga Boschi, a seguito di un movimento franoso che si era verificato a fine gennaio 2025, lungo il versante a monte, dove la Provincia era intervenuta, mettendo in sicurezza la strada e riaprendola alla circolazione lo scorso agosto. In novembre il movimento franoso si è poi verificato lungo il versante a valle.
Da allora gli uffici provinciali sono al lavoro per analizzare l’origine del serio problema di natura idrogeologica e la stessa Provincia – di concerto con i Comuni – sta esplorando la fattibilità degli interventi provvisori e definitivi.
In questo senso, come sottolineato dal Dirigente del Servizio Viabilità Davide Marenghi, di recente, la Provincia ha disposto l’approvazione del documento di indirizzo per la progettazione dell’intervento finanziato a luglio 2025 dalla Protezione Civile regionale (300 mila euro) che non potrà però perseguire gli
obiettivi a suo tempo delineati (realizzazione di opere di consolidamento e sostegno del piano viabile). In particolare, l’ipotesi in corso di approfondimento riguarda l’utilizzo di questi fondi per la realizzazione delle opere di fondazione e delle spalle di una struttura che possa superare il tratto stradale interessato dal dissesto franoso.
In una prima fase, la nuova struttura ipotizzata potrebbe essere di carattere provvisorio (ponte Bailey) così da consentire lo sviluppo degli approfondimenti e lo stanziamento delle risorse necessarie per la realizzazione di un’opera definitiva. In questo senso è stato recentemente acquisita una prima valutazione dei costi e delle condizioni necessarie per consentire l’installazione di un ponte Bailey che deve essere approfondita in funzione degli esiti delle indagini in corso e, qualora fattibile, dovranno essere stanziate le risorse necessarie.
Rispetto a questa ipotesi nei giorni scorsi è stata poi formulata una specifica richiesta alla Regione Emilia- Romagna, affinché, nelle more degli esiti degli approfondimenti e delle elaborazioni progettuali, consenta il diverso impiego delle risorse assegnate a luglio 2025 e provveda allo stanziamento di specifiche risorse finalizzate al noleggio della struttura provvisoria nelle more della quantificazione di quelle necessarie alla realizzazione dell’opera definitiva.

Franco Albertini, Vicepresidente della Provincia di Piacenza, dichiara: ‹‹Si tratta di una strada provinciale ma di valenza addirittura sovraregionale, perché unisce due province di due regioni differenti: è un percorso che non può assolutamente rimanere chiuso. Rispetto agli interventi che, come Provincia,
avevamo già effettuato e che avevamo già previsto lungo questa strada, la situazione è mutata: a causa del serio dissesto idrogeologico non esistono più le basi sulle quali erano stati pensati i primi interventi ed ora, per restituire un collegamento, si rende quindi necessaria un’opera imponente a livello strutturale ed economico, ossia la realizzazione di un ponte. Nello specifico, il ponte Bailey è l’opera studiata come soluzione provvisoria, ma parte dei lavori previsti vogliono essere propedeutici alla realizzazione di una infrastruttura di collegamento che sia definitiva. È questa la direzione in cui l’Ente sta lavorando. Le risorse provinciali, ad oggi, non sono sufficienti per affrontare le conseguenze di questo dissesto idrologico; perciò, si è inviata una specifica richiesta alla Regione. Per le successive fasi progettuali sarà interessato
direttamente il Ministero delle Infrastrutture››.

Carlotta Oppizzi, sindaco di Ferriere: ‹‹Da inizio dicembre ci stiamo confrontando con la provincia per valutare, insieme ai tecnici, la soluzione più celere per la riapertura della strada. Nel sopralluogo del 4 dicembre scorso si è condivisa la possibilità di installare un ponte Bailey, possibilità che auspichiamo possa concretizzarsi in tempi brevi, considerato che il disagio del territorio ed i suoi abitanti hanno sopportato e stanno sopportando è enorme››
Massimo Fontana, sindaco di Rezzoaglio: ‹‹La strada che collega Rezzoaglio a Piacenza rappresenta da sempre una direttrice strategica fondamentale per il nostro territorio. Non si tratta soltanto di un’infrastruttura viaria, ma di un collegamento essenziale per la vita economica, sociale e turistica dell’intera Val d’Aveto e delle aree limitrofe. L’attuale interruzione della strada sta causando gravi disagi alle attività economiche locali, penalizzando imprese, lavoratori e cittadini, oltre a compromettere in modo significativo il flusso
turistico, risorsa vitale per il nostro Comune e per tutto l’entroterra. Questa arteria è da sempre un collegamento naturale tra territori, culture ed economie diverse, e la sua piena funzionalità è indispensabile per garantire sviluppo, sicurezza e continuità ai rapporti tra le comunità coinvolte. Come Amministrazione comunale confidiamo e auspichiamo con forza una risoluzione definitiva dell’interruzione nel più breve tempo possibile, attraverso interventi strutturali duraturi e non provvisori, che restituiscano alla strada il
ruolo strategico che merita. Rezzoaglio e il suo territorio hanno bisogno di infrastrutture efficienti per continuare a vivere, lavorare e accogliere. La riapertura stabile di questa strada non è solo una necessità locale, ma un investimento sul futuro di un’area che chiede di non essere isolata››.

Consapevole del disagio, la Provincia ribadisce dunque l’impegno dell’Ente nella ricerca di una soluzione che – in condivisione con i Comuni – posso attenuare gli impatti all’utenza stradale. La concreta fattibilità della soluzione prospettata richiede ancora approfondimenti tecnici ed economici.

CONSULTA AMBIENTE E TERRITORIO: “SU EX MANIFATTURA TABACCHI RISPOSTE INSUFFICIENTI”

Le risposte dell’assessora Adriana Fantini alle sette domande della Consulta Ambiente e Territorio sulla ex Manifattura Tabacchi sono “insufficienti”. “Non è nostro compito esprimere giudizi politici sulle amministrazioni questa e quelle che l’hanno preceduta – scrive la Consulta – ma riteniamo che siano necessarie risposte chiare e dettagliate, proprio per consentire quel dialogo da tutti auspicato. Presentiamo anche una proposta che riteniamo interessante e che potrebbe togliere dalle secche trentennali l’auspicio di tutti i piacentini di acquisire al patrimonio pubblico comunale l’area verde di via Morigi”.

Ecco il testo:

La Consulta, come dice la parola, è un organo consultivo che opera sulla base del Regolamento della Partecipazione del 2013. Un organismo purtroppo assai poco sfruttato dall’Amministrazione comunale, anche se potenzialmente molto utile, non solo per conoscere l’umore dei cittadini e delle associazioni
sui progetti più importanti e più impattanti della città ma anche per ottenere “pareri” (artt. 18 e 19) basati anche su specifiche competenze (verde, mobilità, consumo di suolo, ecc.).

Riconosciamo all’Assessora Fantini di aver più volte risposto ai nostri inviti in Consulta, per discutere degli Accordi Operativi, del PUG, dei beni demaniali dismessi, di Piazza Cittadella, ecc. Anche se il dialogo non significa solo accettare di partecipare alle riunioni ma significa ascoltare e fornire le risposte che potrebbero permettere ai cittadini di avere una visione più chiara degli orientamenti o delle decisioni dell’Amministrazione, cosa che, in molti casi, purtroppo, non è avvenuta. Quanto all’ex Manifattura Tabacchi non abbiamo mai formalizzato le “sette domande” ma chiesto molte volte informazioni ai
diversi assessori coinvolti, soprattutto in merito al progetto esecutivo dell’area verde, sia verbalmente in riunioni pubbliche, sia con sollecitazioni personali.

Comunque sia, per quanto concerne le risposte fornite dall’Amministrazione, siamo costretti ad esprimere una decisa insoddisfazione, per i seguenti motivi:
1) A chi sono destinati i nuovi alloggi? L’Amministrazione ha eluso la domanda che facciamo fin dall’avvio del percorso del PUG nel 2023: dove è andata ma soprattutto dove andrà ad abitare la gran massa dei lavoratori della logistica, con contratti a lungo o a breve periodo, se tutte le nuove costruzioni residenziali sono destinate a fruitori ad alto reddito (edifici in classe A) o alla cosiddetta fascia grigia, cioè a quelle persone-famiglie che hanno un reddito superiore ai requisiti per accedere all’edilizia pubblica? Gli obiettivi della “rigenerazione urbana” non dovrebbero consistere nella
risoluzione di questa grave criticità, nota a tutti da tempo?

2) Altezza degli edifici. Non si tratta di gusto personale. Che le nuove costruzioni debbano essere sviluppate in altezza per non consumare suolo, lo abbiamo sottolineato noi per primi. Ma c’è un limite determinato dall’assetto morfologico del quartiere. Questo intervento rischia di rappresentare
una ferita al paesaggio e alla vivibilità del quartiere stesso. La percezione diffusa è questa, a prescindere dal rispetto delle norme, ci mancherebbe altro. La considerazione che non rappresenti un’anomalia rispetto alla Besurica o alla Baia del Re, non è una giustificazione, anzi… Bisognerebbe migliorare e rimediare gli errori urbanistici del passato.

3) Scuola media. Non siamo entrati nel merito della utilità di una nuova scuola media. Ci siamo semplicemente chiesti se il decongestionamento auspicato non si sarebbe potuto ottenere anche mediante la ristrutturazione della scuola Calvino, nell’area adiacente al futuro parco della Pertite.
Soluzione assai più idonea per inserire la scuola in un contesto “naturale”, anziché confinante con un supermercato e con il relativo parcheggio.

4) Area verde. “La progettazione del verde potrà essere condivisa solo a conclusione dell’intervento edilizio”, sostiene l’Amministrazione. Perché? Che cosa impedisce di illustrare a priori l’elemento che, a fronte di una tale cementificazione, più interessa e preoccupa i cittadini del quartiere? Questo
chiediamo da tempo e insistiamo di conoscere.

5) Posti auto. Abbiamo chiesto quanti posti auto saranno disponili, fra interrati e fuori terra, al termine dell’intervento edilizio, al netto del parcheggio del supermercato e della scuola. Un dato molto semplice da fornire e che non abbiamo trovato nella risposta dell’Amministrazione.

6) Piste ciclabili. Dalla mappa resa disponibile dall’Amministrazione non si capisce se, ed eventualmente come, la pista ciclabile in sicurezza sarà realizzata lungo via Raffalda, prima dell’intersezione con via Rapaccioli e dopo l’incrocio con via Montebello. In buona sostanza non si capisce perché non si sia colta l’occasione di un intervento di circa 60 milioni di euro per adeguare
la mobilità ciclabile della zona agli indirizzi del PUMS e del Biciplan. Stessa cosa valga per il tratto di via Montebello il cui sedime adiacente alla strada è stato praticamente monopolizzato dal parcheggio del supermercato. E’ possibile rendere pubblico il progetto definitivo delle piste ciclabili progettate?

7) Alberi. Vogliamo assolutamente credere nel dialogo intessuto fra l’Amministrazione e la proprietà del supermercato per individuare quantità (sempre secondo gli standard) e qualità delle essenze individuate, anche prima del Regolamento del verde privato. Riconosciamo anche che l’offerta di
verde di questo parcheggio, rispetto a quello del Galassia (lato Media World) e di via Calciati, ecc. è senz’altro superiore (cioè maggiore di zero…) ma la domanda è se tale intervento di piantumazione risponda davvero ai principi di resilienza e di corretta pianificazione del verde, indispensabili come misura di adattamento ai cambiamenti climatici in corso.

Infine, a riprova del fatto che la Consulta non si pone contro l’Amministrazione ma intende dialogare davvero, su dati concreti, ci permettiamo di avanzare una proposta che riteniamo interessante. Alla luce di tutte le criticità esposte, perché non intraprendere un confronto con gli operatori privati (sia
quelli della Manifattura Tabacchi, sia quelli che stanno realizzando l’importante comparto nell’area ex Camuzzi in Corso Europa, che è debitrice di una “superficie boscata pari a 6.400 mq da realizzare in un’area destinata a verde pubblico”) per favorire l’acquisizione definitiva del confinante campo di
via Morigi, da almeno 30 anni in attesa di essere annesso al patrimonio di verde pubblico comunale? La Consulta sarebbe molto lieta di essere la sede dell’avvio di questo potenziale percorso di compensazione ambientale urbana.

A PIACENZA, IL 3 GENNAIO, SI TORNA IN PIAZZA PER LA PACE. “DISARMATI E DISARMANTI DALLA PARTE DELLE VITTIME”

È passato un anno da quando le diverse reti per la pace e la nonviolenza dell’Emilia Romagna promossero la prima mobilitazione regionale il 1° gennaio scorso, in occasione della 58^ Giornata mondiale della pace.
Da quella presenza pacifista e nonviolenta nelle piazze di tutta la regione, è stato lanciato un doppio appello: da un lato alle stesse reti per costituire una strutturata Rete regionale per la pace e la nonviolenza e dall’altro all’allora neo-insediato presidente De Pascale per istituire una delega alla pace nel governo della regione.
Un anno dopo continua l’inutile strage in Ucraina, non è stato ancora fermato il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, cresce la strage di migranti nel Mediterraneo e nella rotta balcanica, aumentano le spese militari globali e i conflitti armati in ogni parte del mondo. Mentre decisori politici e militari, nazionali e internazionali sembrano incarnare “l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza” – come ha scritto anche papa Leone XIV nel
messaggio per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio – la Rete Pace e Nonviolenza dell’Emilia Romagna è oggi una realtà costituita, che ha svolto lo scorso 5 ottobre a Parma la propria Assemblea fondativa, dotandosi di un Manifesto di impegni per un’Emilia Romagna regione di pace che ripudia la guerra.
Un Decalogo nel quale, tra i diversi impegni citiamo i seguenti: “Rispetto a ogni conflitto armato e a ogni atto di violenza e terrorismo, stiamo sempre dalla parte di tutte le vittime e dei disertori della compattezza bellica, capaci di costruire ponti e abbattere muri – come gli obiettori di coscienza russi, ucraini, israeliani e gli attivisti nonviolenti palestinesi – dichiarandoci, a nostra volta, obiettori di coscienza alla guerra. Ci opponiamo all’uso del territorio emiliano-romagnolo ai fini dell’industria bellica e armiera e delle sue manifestazioni espositive. Contrastiamo la ristrutturazione militare delle industrie civili e ci impegniamo per la riconversione civile delle industrie belliche o
collegate, direttamente o indirettamente, alle filiere di guerra”.

La Rete regionale pace e nonviolenza si mobilita nelle piazze di Bologna, Faenza, Ferrara, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Disarmati e disarmanti, in nome del ripudio costituzionale della guerra e a difesa del diritto internazionale e del sistema dei diritti umani che ha portato la convivenza tra i popoli e le democrazie fuori dalla tragedia di due conflitti mondiali, la Rete dei nonviolenti darà voce in tutta l’Emilia-Romagna alla
domanda di pace del Paese, che si oppone al riarmo dell’Europa e al precipitare della sua cultura, del suo sistema educativo e della sua economia nuovamente nell’abisso della guerra, in cui tutto è perduto e tutti siamo perduti, immemori della lezione della Storia.

In questo anno la Rete regionale Pace e Nonviolenza ha avviato anche un dialogo serio e costruttivo con il governo della Regione Emilia Romagna, in particolare con l’Assessora Gessica Allegni che dovrebbe generare, auspichiamo a breve, un Tavolo regionale istituzionale per la pace. La società civile che rappresentiamo continua a svolgere il proprio ruolo di critica e stimolo, anche nei confronti dei decisori politici del nostro territorio. È il
caso, ad esempio, della Risoluzione approvata dall’Assemblea legislativa regionale lo scorso 11 novembre 2025 che condanna l’ingerenza della “propaganda russa”, dimenticando però di fare i conti e di condannare contemporaneamente anche il bellicismo nostrano con il quale – come sottolinea ancora Papa Leone XIV – si promuovono campagne di
comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”. Parole assonanti con quanto scritto nel Manifesto della Rete pace e nonviolenza dell’Emilia Romagna: “Rifiutiamo e contrastiamo la propaganda bellica di ogni tipo, da quella pervasiva, che si manifesta attraverso i media, a quella attuata attraverso
una sempre più frequente presenza delle forze armate nelle scuole e nelle università. Ci impegniamo a decostruirne i presupposti e i contenuti, ad approntarne le alternative culturali e organizzative.”
Queste sono alcune delle ragioni con le quali anche quest’anno promuoviamo le molte iniziative territoriali coordinate in tutta la regione per la 59^ Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2026. Disarmati e disarmanti.

A Piacenza si terrà una “ Camminata per la Pace” Sabato 3 gennaio, anziché il 1 gennaio, per questioni organizzative, come nel resto della regione ma con la stessa piattaforma. Sarà organizzata da Europe for Peace Piacenza, che fa parte della rete Regionale.
Ci si troverà alle ore 16 in Piazza Cavalli da dove partirà la Marcia che attraverserà le vie del centro e si concluderà in Piazza Duomo dove ci saranno alcune letture tra cui il Manifesto/Decalogo della Rete Regionale Pace e Nonviolenza. Interverrà Laila Simoncelli – coordinatrice della Campagna “Ministero della Pace” e della Comunità Papa Giovanni XXIII°; in collegamento interverrà Mimmo Lucano – Sindaco di Riace ed europarlamentare europeo ed altri di cui daremo conferma più avanti. Inoltre ci saranno musica e la lettura di altri testi.
Hanno aderito sino a questo momento: Acli, Anpi, Arci, , Art. 21 Presidio di Piacenza, Associazione Arcangelo Dimaggio, Associazione di promozione sociale ok club, Associazione Protezione della Giovane, Attac, Centro Missionario Diocesano, Cgil, Cpp, Emergency, Donne in nero, Legambiente,
Mce, Mondo Aperto, Progetto Mondo, Ricicliamo for Africa, Unicef.
Per informazione piacenza@mce-fimem.it