8 MARZO: CORTEO TRANSFEMMINISTA DEL COLLETTIVO R-ESISTO

E’ fissato per domenica 8 marzo alle 16 davanti alla coop Infrangibile il corteo R-Esisto del collettivo transfemminista. “Come ogni anno é 8 marzo di lotta – si legge nell’invito – abusi e repressione/silenziamento delle infermiere dissenzienti all’Ausl, rifiuto di incontrare i sindacati di base delle lavoratrici delle pulizie dell’ospedale, diseguaglianza economica di circa 300 euro al mese fra operaie ed operai nella trasformazione agricola, flusso incessante di episodi di violenze e molestie: per tutto questo Piacenza ha bisogno più che mai di un corteo combattivo”.

La giornata comincia con il pranzo vegano alle 12, alle 16 il corteo e alle 18 un momento di autocoscienza alla coop Infrangibile dedicato a soggettività marginalizzate.

“NON SOLO CELEBRAZIONE, MA LOTTA”. CGIL, SETTORI SCUOLA E SERVIZI, IN SCIOPERO NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLE DONNE

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, le segreterie provinciali piacentine di Flc Cgil (istruzione, università, ricerca, AFAM) e Filcams Cgil (commercio, turismo e servizi) annunciano l’adesione allo sciopero generale proclamato a livello nazionale per l’intera giornata di lunedì 9 marzo 2026.

«L’astensione dal lavoro nasce dalla necessità di trasformare la ricorrenza dell’8 marzo in un momento di mobilitazione concreta contro una cultura patriarcale radicata e ancora dilagante – spiegano in una nota i sindacati piacentini – .Vogliamo denunciare l’irresponsabilità e l’arretratezza culturale della classe politica che oggi guida il Paese: una destra di governo di fronte alla quale è necessaria una reazione decisa, immediata e strutturata anche da parte del mondo del lavoro».

Tra le ragioni dello sciopero indetto a livello nazionale da Flc e Filcams vi è il persistente gender pay gap, la differenza salariale tra uomini e donne che – secondo le stime – a Piacenza arriva in media al 30%. A questo si aggiunge un fenomeno diffuso di lavoro povero, che colloca l’Italia tra i Paesi con i maggiori divari salariali. In una società in cui il lavoro di cura continua a gravare quasi esclusivamente sulle spalle delle donne, senza un adeguato riconoscimento economico e sociale.

«Questa mobilitazione – precisano i sindacati – non è un’iniziativa isolata, ma l’espressione di un impegno quotidiano nei luoghi di lavoro. Anche a Piacenza – concludono Flc e Filcams – precarietà e bassi salari colpiscono in particolare il terziario e il mondo della conoscenza. Nel turismo e nei servizi il lavoro femminile è spesso segnato da part-time involontari e frammentati, che impediscono una reale autonomia economica».

Al centro della mobilitazione vi è anche la critica al disegno di legge sulla violenza sessuale, accusato di introdurre dinamiche di vittimizzazione secondaria: la sostituzione del concetto di consenso libero e attuale con quello di dissenso rischia infatti di spostare la responsabilità sulla vittima, costringendo le donne a difendere continuamente la propria credibilità nei tribunali.

Infine, i sindacati denunciano la chiusura del Governo sull’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ritenuta uno strumento fondamentale per contrastare l’aumento dei casi di violenza tra i più giovani e per intervenire sulle radici culturali del problema. L’appello delle segreterie territoriali di Flc e Filcams Cgil è rivolto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, affinché partecipino alla mobilitazione per rivendicare diritti, dignità e un cambiamento profondo della società.

 

 

UNA SALA INTITOLATA A TINA ANSELMI: L’ANNUNCIO DELLA PROVINCIA IN VISTA DELLA FESTA DELLA DONNA

La Provincia di Piacenza intitolerà una sala alla memoria di Tina Anselmi, prima
donna a ricoprire l’incarico di Ministro della Repubblica Italiana: a 50 anni dalla nomina di Anselmi a Ministra del Lavoro e a 10 dalla sua scomparsa, la proposta di intitolazione è stata avanzata dalla Consigliera di Parità della Provincia di Piacenza Venera Tomarchio ed accolta dalla Presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli unitamente all’intero consiglio provinciale.
L’iter è ufficialmente stato avviato. Una volta concluso, sarà proprio l’Ufficio della Consigliera di Parità, collocato al piano secondo della sede della Provincia di Piacenza, a portare il nome di Tina Anselmi, figura di rilievo istituzionale e simbolo della promozione dei diritti e delle pari opportunità
in Italia. Anche così, a pochi giorni dall’8 marzo, la Provincia di Piacenza celebra la “Giornata internazionale della Donna”.

“Considerato che nel 2026 ricorrono i 50 anni dalla nomina di Tina Anselmi alla guida del Ministero del Lavoro e che ricorre altresì il decennale della sua scomparsa, si propone di programmare l’intitolazione nel mese di novembre 2026 – dichiara Monica Patelli, Presidente della Provincia di Piacenza – lo annunciamo con orgoglio a pochi giorni da una ricorrenza significativa come la “Giornata internazionale della Donna” che celebriamo proprio attraverso il
ricordo di questa figura femminile il cui impegno istituzionale ha costituito un fulgido esempio di civiltà e progresso nel perseguimento del bene comune”.

“Il Codice delle pari opportunità attribuisce alle Consigliere di Parità il compito di promuovere la cultura della parità e dell’uguaglianza di genere, nonché di favorire la diffusione di azioni positive volte a rimuovere ogni forma di discriminazione ed è in questa cornice istituzionale che si colloca
l’iniziativa dell’intitolazione, finalizzata a valorizzare una donna che ha contribuito in modo determinante al progresso democratico e sociale della Repubblica e che è stata la prima donna a ricoprire l’incarico di Ministro del Lavoro – spiega Venera Tomarchio, Consigliera di Parità della Provincia di Piacenza – nello specifico, ho proposto l’intitolazione della stanza della Consigliera di Parità provinciale di Piacenza all’onorevole Tina Anselmi e ringrazio l’amministrazione provinciale tutta per aver accettato la proposta”. Tomarchio sottolinea: “Mi sembra rilevante annunciare questa intitolazione in occasione dell’8 Marzo del 2026, un anno importante, sostanziato di ricorrenze per la nascita della Repubblica italiana, di cui ricorderemo l’80°
anniversario, e per la nascita dell’Assemblea costituente che ebbe il compito di scrivere la Costituzione italiana, così come la cerimonia dell’intitolazione si terrà nella ricorrenza dei 10 anni dalla scomparsa dell’onorevole Tina Anselmi avvenuta il 1° novembre del 2016”.

Come ricordato dalla Consigliera di Parità, Tina Anselmi da parlamentare è stata presidente della Commissione nazionale per la parità tra uomo e donna. Fu la prima donna ad essere nominata Ministra della Repubblica Italiana nel 1976 e 30 anni dopo la proclamazione della Repubblica, fu ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale. Fu la prima firmataria della Legge 903/77 che
apriva alla parità salariale e di trattamento nei luoghi di lavoro, nell’ottica di abbattere e di abolire le discriminazioni di genere fra uomo e donna, rivendicazioni che aveva già condotto come sindacalista. Nel 1978 fu nominata Ministra della Sanità e portò in Parlamento la proposta di Legge 833 che istituiva il Sistema Sanitario Nazionale; una vera grande rivoluzione di attuazione dell’articolo 32 della Costituzione che realizza i principi di Universalità. Sempre nel 1978, in qualità di Ministra della Sanità, firmò la Legge 194.

Tomarchio conclude: “Mi piace ricordarla con le sue parole, “La democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico e giustizia, è rispetto della dignità umana dei diritti delle donne”, parole che risuonano oggi con maggiore forza”.

BARBIERI, CIVICA CENTRODESTRA: “AZIENDA UNICA TPL, RISCHIO DI PERDITA DI POTERE DECISIONALE PER PIACENZA”

“Con il progetto regionale di un’unica agenzia per la gestione del trasporto pubblico locale i singoli territori, quindi anche Piacenza, potrebbero subire gli effetti negativi dovuti a una perdita di potere decisionale, a fronte di una centralizzazione delle decisioni”. Ad esprimere la preoccupazione è Patrizia Barbieri, capogruppo della civica di centrodestra, che dopo aver affrontato il tema in sede di consiglio comunale, ha presentato un’interrogazione orale urgente, “alla luce del percorso politico e tecnico intrapreso dalla Regione Emilia Romagna”.
L’iniziativa regionale – spiega Barbieri nell’atto ispettivo – “andrebbe ad incidere sull’attuale assetto societario territoriale del trasporto pubblico, che per il nostro territorio vede come soggetto operativo SETA S.p.A. (di cui fanno parte Piacenza, Modena e Reggio Emilia), con la conseguenza di una programmazione dei servizi locali totalmente centralizzata”.

I rischi richiamati dall’ex prima cittadina sono quelli di una “privatizzazione che incida negativamente sui contratti di lavoro precari, sulle tariffe di trasporto, sulla cancellazione di tratte considerate di scarso interesse, etc.”.
Evidenziando come il Comune di Modena – con amministrazione di centrosinistra – abbia “già espresso fortissime preoccupazioni per il futuro della governance delle società coinvolte”, Patrizia Barbieri, che ha chiesto sul tema anche la convocazione di una commissione consiliare per discutere della situazione, sollecita l’Amministrazione per conoscere oltre a quale sia “lo stato di avanzamento del progetto”, “quali possano essere le conseguenze per il sistema del trasporto pubblico locale nel territorio piacentino”, “quali strumenti sono stati messi in campo per evitare la perdita del potere decisionale con riferimento al nostro territorio” e “quali iniziative si stiano mettendo in campo per evitare la perdita del potere decisionale di Piacenza sul trasporto pubblico locale”.

EUROPE FOR PEACE: “SIAMO CON IL POPOLO IRANIANO, MA CONTRO LE BOMBE”

“Le bombe non costruiranno mai la pace; siamo da sempre con il popolo iraniano ma la guerra non è sarà mai la soluzione”. Europe For Peace Piacenza si è nuovamente mobilitata contro il conflitto in corso in queste ore in Iran, scatenato dagli Stati Uniti e da Israele. Circa un centinaio le persone che hanno partecipato alla manifestazione in piazza Cavalli.

“Ribadiamo con forza quanto già affermato nelle nostre recenti prese di posizione: basta guerre e bombe “in nome della libertà”. Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili. L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed estendere il proprio riarmo e rafforzare la repressione interna.
Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento
contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Chiediamo al Governo italiano e all’Unione Europea di dissociarsi da questa follia, di chiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra”.

SORESI REPLICA ALLA MAGGIORANZA: “MOZIONE RESPINTA PERCHE’ L’HO PRESENTATA IO”

La capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi è tornata sulla sua mozione presentata nell’ultima seduta di consiglio, volta a prevedere strumenti per le donne vittime di violenza e stalking, respinta dalla maggioranza. La stessa maggioranza che, poche ore dopo,  attraverso una nota ha motivato ulteriormente il voto contrario (https://www.zerocinque23.com/attualita/maggioranza-su-violenza-di-genere-cambiamo-il-paradigma-agiamo-sulla-societa-perche-nessuno-si-senta-legittimato-ad-esercitare-violenza/)

In particolare ciò che la maggioranza non avrebbe gradito sarebbe stato il “tono” con cui la mozione è stata presentata; “mi sorprende molto questa affermazione – scrive Soresi in un comunicato – chiunque possa ascoltare lo streaming del Consiglio, disponibile online, noterà che la mia presentazione è stata pacata, perché non volevo che un tema così delicato potesse essere oggetto di qualsivoglia polemica politica. Spiace che, invece, il centrosinistra abbia alimentato la polemica non solo in Consiglio Comunale, ma – a quanto pare – anche successivamente, su un tema che invece meriterebbe un messaggio unitario e condiviso.
Dire che i miei toni avrebbero rappresentano un ostacolo per l’approvazione, è quindi una falsità che tutti possono appurare. La verità è invece che la mozione non è stata accolta semplicemente perché la presentavo io: prova ne è il fatto che, in altre occasioni, sono state accolte mozioni, presentate da altri componenti della minoranza, nonostante l’impegno del Comune fosse già in atto, così come spesso sono accolte mozioni senza che, successivamente, siano messe in pratica”.

Rispetto poi al contenuto della mozione,  Soresi precisa che i corsi di autodifesa personale rappresentano solo una parte della stessa: “chiedevo infatti anche fondi per supporto economico, giuridico e psicologico alle vittime e maggiore collaborazione con il Centro Antiviolenza di Piacenza.
Il rifiuto è stato dapprima motivato sostenendo che questi strumenti sarebbero già attuati. Nella pratica, tuttavia, non è così. O meglio, lo sono solo in parte. E non lo dico solo io: nella mia attività professionale seguo molte donne vittime di stalking e violenza, e tutte confermano le stesse difficoltà economiche e organizzative. Evidentemente non si sta facendo abbastanza.

Un secondo argomento, usato da alcune esponenti del centrosinistra, è stato che i corsi di autodifesa sarebbero inutili (salvo poi appartenere alla stessa Amministrazione che, invece, li propone, seppur – a mio avviso – con troppa sporadicità) in quanto sarebbe invece necessario agire sugli autori della violenza. Questo è fondamentale, e nessuno lo mette in discussione. Tuttavia, rifiutare una mozione solo perché prevede strumenti concreti di autodifesa per le donne, senza escludere parallelamente interventi sugli uomini, mi sembra del tutto ingiustificato e controproducente.
Una consigliera si è spinta oltre, sostenendo addirittura che i corsi di autodifesa non servirebbero poiché le donne rimangono comunque più deboli fisicamente. Questa affermazione mi lascia veramente amareggiata, non solo perché è davvero di cattivo busto, ma anche perché ignora totalmente l’efficacia dei percorsi di prevenzione e formazione.
Personalmente ritengo invece che questi corsi siano molto utili.
Evidentemente non sono la sola, considerando che in altri Comuni, anche della provincia, sono organizzati con cadenza mensile. A tal proposito, alcuni istruttori che tengono tali lezioni nei Comuni limitrofi, mi hanno contattata offrendosi di realizzarle gratuitamente, proprio perché li ritengono importanti per la tutela e la sicurezza delle donne.
Sgomberato, dunque, anche il problema relativo ai costi (ammesso che potesse essere quello), visto che i corsi sarebbero gratuiti. Va altresì detto che i Comuni della provincia che attuano queste attività investono circa 600 euro per un anno di lezioni a cadenza mensile. Un Comune come il nostro – che è stato capace di spendere 19.000 euro per noleggiare ombrelli colorati per tre mesi – penso non abbia problemi ad affrontare una spesa così ridotta.
Auspico quindi che il Comune prenda in considerazione la gentile offerta di questi istruttori: sarò ben lieta di fornire loro i relativi nominativi. Se non lo farà, mi rendo disponibile sin da ora ad aiutare questi istruttori per organizzarli privatamente”.

 

SEMINAT, APIMELL, BUON VIVERE: LE TRE FIERE DI PRIMAVERA, NEL WEEK END A PIACENZA EXPO

Tornano a Piacenza Expo le tre “fiere di primavera”: Apimell, Seminat e Buon Vivere, in programma da venerdì 6 a domenica 8 marzo. Un fine settimana dedicato all’apicoltura, al verde, alla natura e alle tipicità enogastronomiche italiane grazie alla contemporanea presenza di queste tre storiche rassegne, che rappresentano un importante punto di riferimento nel calendario fieristico nazionale e internazionale.
Fiere presentate in conferenza stampa alla Banca di Piacenza alla presenza di Lodovico Mazzoni, Viceresponsabile Area credito dell’Istituto bancario locale, del Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, insieme alla Vicepresidente Elisabetta Montesissa e al Consigliere Davide Villa, di Gregorio Amoretti, Responsabile organizzativo dei tre eventi fieristici, e di Ernesto Torretta, Presidente dell’Associazione apicoltori piacentini.

“Come Banca locale – ha sottolineato Mazzoni – abbiamo a cuore la promozione e la valorizzazione del territorio, un obiettivo che ci accomuna a Piacenza Expo che da tanti anni svolge un importante lavoro a favore della crescita dell’economia locale”.
Promozione e valorizzazione del territorio grazie anche ad eventi fieristici come Apimell, Seminat e Buon Vivere che, pur avendo un respiro nazionale e internazionale, porteranno a Piacenza Expo diverse realtà ed eccellenze locali come il Consorzio salumi DOP piacentini, il Mercato di Campagna Amica di Coldiretti e le aziende di Confcooperative Piacenza.

“Piacenza Expo è la vetrina del nostro territorio – ha evidenziato Cavalli – una mission che cerchiamo di perseguire attraverso un’intensa e qualificata attività riconosciuta e apprezzata nel panorama fieristico italiano. Apimell, Seminat e Buon Vivere, pur avendo tante edizioni alle spalle, si consolidano e crescono nel tempo: 140 espositori per Apimell con un +5% rispetto al 2025, 60 per Buon Vivere con un + 9% e Seminat che quest’anno avrà anche nuove aree espositive. Merito della nostra struttura organizzativa e operativa, che sa lavorare con competenza e professionalità”.
Apimell, la più importante e qualificata mostra-mercato dedicata ai prodotti, alle attrezzature e alle tecnologie per l’apicoltura di tutta Europa, arriva quest’anno alla sua 42ª edizione con un’ampia area espositiva di materiali, strumenti e tecnologie per la gestione dell’alveare, un nuovo magazine con le voci delle associazioni e un ricchissimo programma dei momenti di approfondimento.

“In tutto – ha aggiunto Amoretti – saranno trenta gli appuntamenti tematici tra corsi, convegni, seminari, workshop, laboratori e degustazioni guidate. Degustazioni che animeranno anche Buon Vivere, evento dedicato alle eccellenze e alle tipicità enogastronomiche delle regioni italiane, mentre Seminat avrà un nuovo spazio “Open Garden” con mobili e cucine da giardino che ospiteranno anche vari showcooking, oltre ai corsi pratici tenuti dal Centro di formazione Tadini e dall’Istituto Agrario Raineri-Marcora”.

“Siamo al fianco di Piacenza Expo da oltre quarant’anni – ha precisato Torretta – e abbiamo visto crescere negli anni questo evento diventato punto di riferimento per il settore a livello europeo. Anche quest’anno porteremo il nostro contributo con un importante e qualificato convegno, ma anche con la presenza dei nostri associati che contribuisce alla valorizzazione del miele piacentino”.

MAGGIORANZA SU VIOLENZA DI GENERE: “CAMBIAMO IL PARADIGMA: AGIAMO SULLA SOCIETA’ PERCHE’ NESSUNO SI SENTA LEGITTIMATO AD ESERCITARE VIOLENZA”

La maggioranza consiliare è tornata sul tema della violenza di genere sollevato dalla mozione della consigliera Sara Soresi che non è stata approvata. Di seguito il testo della nota.

La mozione presentata nei toni e nei linguaggi usati non ha di fatto riconosciuto l’impegno attualmente profuso dal Comune: tutti i punti elencati dalla mozione sono di fatto già attenzionati dall’Amministrazione e dagli Uffici.
Del resto sarebbe stato possibile invece arrivare a convergenza unitaria su una mozione che si caratterizzasse come stimolo a fare ancora di più.

Quando si parla di violenza di genere dobbiamo avere il coraggio di dire una cosa con chiarezza: è un fenomeno profondo, culturale e sociale, che riguarda tutte e tutti noi come società.

Per troppo tempo — spesso anche in buona fede — il discorso pubblico ha mandato un messaggio implicito: che le donne debbano proteggersi meglio, difendersi meglio, stare più attente.
Ma questo approccio, oggi, non è più sufficiente e rischia di essere profondamente ingiusto perché sposta il peso della prevenzione su chi subisce la violenza, invece che su chi la compie.

La violenza non nasce soltanto da una mancanza di autodifesa, ma nasce anche da una cultura del possesso, del controllo, della disuguaglianza, dalla difficoltà di accettare il limite e il rifiuto. Per questo il vero cambio di paradigma è chiaro: non possiamo più concentrare l’attenzione su come le potenziali vittime debbano difendersi, ma su come la società debba impedire che qualcuno si senta legittimato ad esercitare violenza. Questo significa parlare, soprattutto nelle scuole, di educazione, di responsabilità, di relazioni sane, di rispetto del consenso.

Significa intervenire sugli autori, sui contesti, sui modelli culturali che rendono possibile la violenza e significa anche riconoscere una verità importante: la responsabilità non è e non può essere individuale di ogni singola donna. Se così fosse, significherebbe accettare che la violenza sia un destino inevitabile da cui ciascuna deve imparare a difendersi da sola. Noi non possiamo accettarlo. La violenza di genere è una ferita collettiva e, come tutte le ferite collettive, chiama in causa la responsabilità dell’intera società: delle istituzioni, della cultura, dell’educazione, delle relazioni quotidiane.

Proprio per questo, questa Amministrazione e la Commissione Speciale delle Consigliere Elette lavorano costantemente attraverso audizioni, confronto con i servizi, con il centro antiviolenza, con il CIPM e con le realtà del territorio, per rafforzare le reti e comprendere ogni giorno come affrontare concretamente questo fenomeno complesso.

In merito alla prevenzione dei fenomeni di violenza fisica, verbale, virtuale e psicologica a cui, ancora oggi, molte donne — dalle adolescenti alle madri di famiglia — sono sottoposte, è fondamentale continuare il percorso promosso insieme a scuole, associazioni e centri antiviolenza con programmi di educazione al rispetto e alla parità di genere. Proseguono le campagne di sensibilizzazione, i progetti educativi rivolti alle giovani generazioni e le iniziative culturali volte a contrastare modelli patriarcali che ancora alimentano dinamiche di controllo e disuguaglianza. Nell’ottica della prevenzione rientra anche la formazione specifica degli operatori coinvolti, perché proteggere tempestivamente le vittime e prevenire la recidiva richiede competenze, coordinamento e consapevolezza. Parallelamente, l’obiettivo dell’Amministrazione è il rafforzamento continuo di una rete di sostegno alle donne, affinché chi decide di uscire da una situazione di violenza trovi protezione, accoglienza e accompagnamento concreto. Una rete solida significa non lasciare nessuna sola, garantire ascolto, sicurezza e reali opportunità di autonomia.

Questo è l’impegno che portiamo avanti: sostenere il centro antiviolenza, investire nella prevenzione culturale, rafforzare i servizi e costruire collaborazione tra istituzioni e territorio. Per questo il nostro impegno non è mai stato e non sarà mai in discussione, ma deve essere un impegno che guarda alle cause profonde, non solo alle conseguenze. Perché una società davvero giusta non è quella in cui le donne imparano a difendersi meglio.
È quella in cui non devono difendersi affatto.

PROGETTO VITA NELLE SCUOLE: SARANNO I DOCENTI GLI ISTRUTTORI NELL’USO DEL DEFIBRILLATORE

Non è il primo anno che Progetto Vita entra nelle scuole piacentine, ma la novità è che saranno i docenti ad insegnare e sensibilizzare gli studenti all’uso del defibrillatore. Come a dire che in più si è in grado di utilizzarlo, maggiore sono le possibilità di salvare vite. L’amministrazione provinciale proprietaria della scuole superiori e delle palestre, quella comunale titolare delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il Coni, l’Ufficio Scolastico Provinciale e Progetto Vita hanno rinnovato il protocollo per l’accordo formativo all’interno delle scuole. A breve, il progetto riceverà il placet anche del Ministero dell’Istruzione e del Merito che lo porterà a raggiungere ad espandersi a livello nazionale nelle scuole.

CHIUSURA SUPERMERCATI SIGMA: SOLIDARIETA’ BIPARTISAN AI LAVORATORI. INFANTINO “LA REGIONE SI IMPEGNI DI PIU'”. BARBIERI “SI APRA ANCHE UN TAVOLO PREFETTIZIO”

Solidarietà bipartisan dall’aula consiliare di Palazzo Mercanti verso i lavoratori del gruppo Realco di Reggio Emilia. Le difficoltà economiche del gruppo hanno portato, anche sul territorio piacentino, alla chiusura di quattro punti vendita gestiti da Sigma. tre dei quali si trovano in città e uno a Castel San Giovanni. “Settanta i lavoratori rimasti senza un lavoro, l’impatto sociale è veramente importante” ha detto il consigliere di Piacenza Coraggiosa Boris Infantino, il primo a sollevare la questione in aula nel corso delle comunicazioni, che ha aggiunto “le istituzioni hanno l’obbligo di intervenire, credo si debba fare molto di più, c’è un tavolo regionale su cui bisognerebbe fare di più”.

Sulla stessa linea anche la consigliera della civica di centro destra Patrizia Barbieri “c’è un tavolo regionale ma credo che, quando ci sono crisi così ampie, sia doveroso e necessario aprire anche un  tavolo prefettizio  come fu per Fedex-Tnt”.

Il consigliere di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini, oltre a ribadire la solidarietà per i lavoratori e le loro famiglie, ha allargato il discorso ai dati allarmanti che riguardano la cassa integrazione sul territorio piacentino “uno scenario impossibile da ignorare – ha detto – che ci vede in controtendenza rispetto alla regione: la cassa integrazione è crescita del 58% rispetto al 2024; insieme a Parma, siamo l’unica nota stonata della regione che altrimenti terrebbe. La cassa integrazione poi è triplicata, le aziende stanno lottando per non chiudere: per questo chiediamo alla giunta di avviare una seria relazione con le parti sociali”.

Anche la capogruppo di FdI Sara Soresi ha citato la situazione dei settanta lavoratori Sigma, “con l’auspicio – ha detto – che la regione si faccia carico della situazione”.