ECCO LA NUOVA BIBLIOTECA DEL CASALI CHE ENTRA NELLA RETE DI BIBLOH

Oggi la biblioteca dell’istituto professionale Casali si presente completamente rinnovata. Pareti colorate, espositori ordinati che accolgono i circa duemila volumi catalogati e suddivisi per argomento, un paio di tavoli dedicati alla lettura e alla consultazione. Leggermente, così si chiama questo luogo che è entrato a far parte della rete di realtà scolastiche innovative Bibloh, il circuito di biblioteche che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha rinnovato nei spazi con un contributo di 7500 euro.

Al lavoro, per circa un anno e mezzo, sono stati proprio gli studenti dell’istituto guidati dell’insegnante Stefano Groppi, che, nelle ore dedicate all’educazione civica, si occupati direttamente della sistemazione dei volumi, catalogazione e tinteggiatura delle pareti. E proprio dalla Fondazione, a breve, verrà pubblicato un nuovo bando per animare di attività e rendere vivi questi luoghi rinnovati.

BARDASI: “CAU, IL MIGLIORE IN REGIONE”. GNOCCHI: “PERCHE’ C’E’ CARENZA DI PERSONALE?”

“Di una cosa siamo certi, di non avere una visione miope sulla sanità piacentina, ma di lavorare per cercare di raggiungere gli standard regionali” il direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Piacenza Paola Bardasi è stata la protagonista dell’audizione richiesta dai consiglieri sullo stato di salute della sanità piacentina che si colloca al terzo posto nelle best practice dopo Toscana e Veneto. Un buon punto di partenza, che Bardasi, affiancata dai colleghi e dai direttori delle unità operative, ha voluto sottolineare.
Il 2026 sarà un anno cruciale; in particolare nel mese di maggio è fissata la dead line degli interventi da portare a compimento con i fondi Pnrr. La casa della comunità Belvedere, nata sulle ceneri dell’omonima clinica, sarà inaugurata proprio a maggio: ambulatori medici e pediatrici, nuovi posti letto, un luogo di cura di sollievi dove i pazienti potranno riprendersi con periodi di osservazione quotidiana grazie alla presenza di un medico e a quella costante di infermieri.

Capitolo vaccinazioni: 233 ogni 1000 abitanti, soglia mai toccata da Piacenza.
Dibattito invece il tema degli screening, fondamentali per la prevenzione: Bardasi ha sottolineato come quello al tumore del colon retto abbia raggiunto il 50% di adesione, e quello alla cervice uterina il 60%. Ancora da migliorare quello per il tumore alla mammella. Numeri che non corrispondono a quelli in possesso della consigliera Barbieri. Il Cau ha registrato, nel 2025, 60500 accessi, il pronto soccorso 76mila. Il Centro di Assistenza Urgenza piacentino, insieme a quello di Parma, è l’unica struttura che ha avuto la migliore performance in termini di riduzione di accessi al pronto soccorso, -19% .
Sui tempi di attesa per gli interventi oncologici e salva vita la percentuale è del 98%, la fascia invece critica è la chirurgia minore dove si arriva al 45%, il target è 75%. L’89% dei cittadini ha ricevuto le prestazioni ambulatoriali richieste, una delle criticità più evidenti sono i tempi di attesa per le visite dermatologiche.
Personale: è un tema che crea criticità in tutta Italia non solo in Emilia che ha una presenza di personale in servizio che supera le 10 unità; un tema toccato dalla consigliera Gnocchi.

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AMAZON, PRESIDIO E SCIOPERO DEGLI ADDETTI ALLA SICUREZZA. “ESUBERI SENZA BASI. IL LAVORO NON E’ MERCE”

La Filcams Cgil di Piacenza è davanti ai cancelli dello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell’appalto che svolge il servizio di controllo e sicurezza all’interno del sito, per sostenere il primo sciopero e il presidio proclamati contro la decisione di Sicuritalia di dichiarare esuberi. Lo stato di agitazione era cominciato qualche giorno fa, come avevamo dato notizia nei giorni scorsi, dopo l’assemblea sindacale di domenica mattina.

“La mobilitazione nasce da una decisione unilaterale e inaccettabile di Sicuritalia, che ha dichiarato 14 esuberi senza alcuna comunicazione ufficiale e senza fornire elementi oggettivi a supporto – dichiarano Marco Pascai ed Ettore Sola, funzionari della Filcams Cgil di Piacenza –. Nonostante le ripetute richieste sindacali, non sono mai state fornite informazioni chiare e verificabili, motivo per cui riteniamo questi esuberi di fatto inesistenti. Nonostante la pioggia, le lavoratrici e i lavoratori hanno mantenuto il presidio, dimostrando “dignità e determinazione nel dire no allo sfruttamento del lavoro, sia da parte di Amazon sia da parte di Sicuritalia. Ricordiamo che il lavoro a cottimo è vietato e che le persone non sono pacchi, da spostare o richiamare a seconda delle esigenze produttive – proseguono Pascai e Sola –. Il lavoro è prima di tutto dignità, ed è una dignità che oggi si legge chiaramente negli occhi di queste ragazze e di questi ragazzi che rifiutano ogni forma di ricatto”.

La Filcams Cgil chiarisce inoltre che, qualora l’azienda procedesse con gli esuberi, non si tratterebbe di licenziamenti, ma di una condizione ancora più penalizzante: “Parliamo di allontanamento dal sito Amazon, trasferimenti verso appalti non definiti, riduzione della retribuzione, perdita delle migliorie economiche previste da precedenti accordi sindacali e costi di trasferta interamente a carico dei lavoratori”. È previsto per venerdì un possibile incontro con la direzione aziendale, ma il sindacato mette subito dei paletti chiari: “Prima di qualsiasi confronto – spiegano – chiediamo garanzie immediate su occupazione, condizioni di lavoro, rispetto degli accordi esistenti e un reale miglioramento delle condizioni stesse”.

Preoccupazione viene espressa anche per le notizie relative alla presenza di personale esterno chiamato a coprire i lavoratori in sciopero: “Se prima ancora dell’inizio effettivo dello sciopero si ricorre a personale esterno – concludono Pascai e Sola – viene spontaneo chiedersi di quali esuberi si stia parlando e su quali basi”. La mobilitazione prosegue. “Il nostro motto è sempre lo stesso: Siamo dove sei”, conclude la Filcams Cgil di Piacenza.

 

COMPRENSIVI, GROSSI: “NESSUNO VUOLE SMEMBRARE LE CLASSI, ANZI FACILITEREMO IL PASSAGGIO”

Gli istituti comprensivi sono ormai una certezza; lo ha decretato il commissario del Governo che ha dato il via libera al dimensionamento delle autonomia scolastiche in regione, a Piacenza e provincia saranno 33.
Alla media Calvino di via Boscarelli il dirigente dell’ufficio scolastico Andrea Grossi e l’assessore Mario Dadati hanno incontrato genitori e docenti per fare chiarezza dal punto di vista amministrativo e gestionale.

A partire da settembre 2026 gli studenti della Calvino saranno divisi in tre plessi: la sede di via Boscarelli, il polo Genocchi e la nuova scuola nell’ex Manifattura Tabacchi, quest’ultima con 9 classi. Ufficio scolastico e Comune sono a disposizione delle famiglie e si stanno collaborando per favorire la continuità e perché il passaggio al sistema dei comprensivi si il meno impattante possibile.
L’accusa principale delle famiglie e pure di alcuni insegnanti che hanno protestato, qualche settimana fa sotto palazzo mercanti, è stata di mancata comunicazione e trasparenza, causata dalla complessità del processo e delle competenza di diversi enti che si sono intrecciate.

Il dirigente dell’ufficio scolastico cerca di tranquillizzare le preoccupazione manifestate nelle ultime settimane, “nessuna intenzione di smembrare le classi o sradicare gli studenti dai loro contesti; certo il passaggio avverrà cercando di mettere in pratica tutte le strategie per renderlo più naturale rispetto alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.

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TERRITORIO PIACENTINO: DINAMICO E SOLIDO. MA LA MONTAGNA E’ IN SOFFERENZA

Un territorio dinamico e in equilibrio, solido economicamente e con una rara governance collaborativa: è la fotografia che esce del territorio piacentino dal primo rapporto sulla coesione sociale elaborato dalla Camera di Commercio dell’Emilia, curato dall’Università Cattolica.
L’analisi ha abbracciato diversi ambiti, demografia, economia, lavoro e reddito, socio sanitario, scuola, da cui emerge la capacità di reazione molto positiva del territorio anche di fronte alle sfide più complicate. Nonostante le difficoltà e le crisi, le attività economiche sono rimaste con percentuali praticamente invariate a quota 25600.

A preoccupare invece, sono le aree più interne del territorio, quelle di montagna che non ha le stesse percentuali delle pianura: dove la cessazione o la chiusura di un’attività rappresenta una perdita non solo economica ma anche sociale difficilmente colmabile. L’auspicio è che qui si intervenga, presto, con provvedimenti di defiscalizzazione per chi decide di restare e portando a compimento le principali opere infrastrutturali.

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ASSEMBLEA D’ISTITUTO AL LICEO GIOIA, GLI STUDENTI RIFLETTONO SULL’IMPATTO DELLA NOTIZIA: PIU’ANSIA O CONSAPEVOLEZZA?

E’ stato un esercizio di consapevolezza, di presa di coscienza. Non semplice neppure per chi era dalla parte dei relatori. Le classi quarte e quinte del liceo Gioia hanno partecipato, per la prima volta dall’inizio di quest’ anno scolastico, all’assemblea d’istituto in presenza al Laboratorio del Carmine. I media: notizie che informano o indifferenza che cresce? il titolo scelto dai rappresentanti d’istituto e della consulta. “Non un titolo accademico – hanno spiegato nell’introduzione – ma un’urgenza che sentiamo come studenti, ormai prossimi a uscire da questo guscio protettivo. Siamo la generazione che possiede più dati e mezzi per informarci, ma paradossalmente anche quella che rischia di essere meno lucida”. E poi il ruolo dei social e quella strana dipendenza da scrolling infinito sugli smartphone che finisce per ingabbiarci. Ne è uscita una riflessione seria, in cui nessuno ha demonizzato la tecnologia, ci mancherebbe, ma ha cercato di intenderla come strumento per arrivare ad una informazione che sia nutrimento e non solo rumore.

I ragazzi hanno risposto ad una serie di domande che hanno dato il via alla discussione e all’approfondimento con le relatrici; è emerso che la grande maggioranza si informa principalmente attraverso i social, a seguire i siti ufficiali, telegiornale, e neppure l’1% attraverso il giornale cartaceo. Solo per il 7% dei presenti i media oggi informano, per la maggioranza invece spaventano; pochi scelgono l’approfondimento e la maggioranza va alla ricerca di notizie che sia a metà strada tra l’impatto e l’approfondimento.

Nulla è giusto o sbagliato, l’importante è non cadere nell’assuefazione, avere gli strumenti per districarsi nella miriade di stimoli che ci raggiungono e non arrivare al sovraccarico. La professoressa Mariarosa Lommi, Cremit dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha spiegato cosa si intende per ignoranza dotta, cioè la capacità di sapere cosa ignorare, per non soccombere, proprio come se le informazione passassero in un setaccio che trattiene solo ciò che ci interessa. La giornalista Elisa Malacalza, caposervizio del quotidiano Libertà, ha mostrato ai ragazzi diverse fotografie, alcune delle quali particolarmente forti per impatto emotivo suscitando reazioni contrastanti. Perché anche con questo bisogna fare i conti: immagini pubblicate in rete per fare visualizzazioni incuranti di ledere la dignità di chi è ritratto e la sensibilità del lettore.

Ricco di significato è stato il messaggio che i rappresentati hanno voluto lasciare agli studenti “ogni volta che decidiamo di cliccare, di condividere o di ignorare stiamo compiendo un atto politico. Stiamo decidendo a cosa dare valore; avere cioè la capacità di non subire passivamente il flusso ma di governarlo. Restare informati richiede fatica, tempo e, soprattutto, il coraggio di restare umani anche quando lo schermo ci propone l’orrore”.

Una vera lezione, anche per chi era dall’altra parte del tavolo.

I rappresentanti di istituto: Giulia Paparo, Jamina Rossi, Matteo Piva, Lucrezia Proietti e le rappresentanti della consulta: Virginia Usini e Sofia Paparo 

GIORNO DELLA MEMORIA, LA PREFETTA AI GIOVANI: “SIATE SENTINELLE DI UMANITA’, NON VOLTATEVI DALL’ALTRA PARTE”

Piacenza ha reso omaggio alle vittima della Shoah nell’81° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. La tradizionale cerimonia si è svolta al Giardino della Memoria sullo stradone Farnese, alla presenza delle autorità cittadine, militari e di alcune classi delle scuole primarie e superiori della città. Ad aprire la cerimonia la prefetta Palmisani che ha esortato proprio i più giovani ad essere “sentinelle di umanità e a non voltarsi dall’altra parte”. La sindaca Tarasconi ha ribadito come “ricordare sia un dovere civico e morale verso le generazioni che hanno vissuto l’abominio della Shoah e al tempo stesso una responsabilità collettiva verso i più giovani a cui affidiamo la speranza di un futuro di pace”. La presidente della Provincia Patelli ha rimarcato come “fare memoria di quei fatti storici sia un bisogno urgente, soprattutto nell’attuale contesto internazionale, caratterizzato dal dilagare delle violenze, oltre che da una preoccupante escalation bellica”.

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STATO DI AGITAZIONE, AD AMAZON, PER I LAVORATORI DI VIGILANZA E SICUREZZA

E’ stato proclamato lo stato di agitazione tra i lavoratori della sicurezza e vigilanza che prestano servizio al magazzino Amazon di Castel San Giovanni: i sindacati di categoria, Cgil, Cisl e Uil, denunciano una mancanza di turn over da quasi un anno e un taglio dei lavoratori passati da 120 a 84 unità. Lo stato di agitazione comporta il blocco totale degli straordinari e delle ore supplementari per tutti i servizi di Shif Leader, la non disponibilità a fermarsi oltre il termine del proprio turno ordinario di lavoro pari a 8 ore giornaliere o 40 ore settimanali o contrattuali, la non disponibilità ad attendere il cambio turno.

Inoltre viene diffidata Securitalia spa “dal procedere a qualsiasi spostamento di personale in relazione ai presunti esuberi e dal porre in essere azioni unilaterali e a coprire postazioni presso l’appalto di Amazon di Castel San Giovanni con altro personale proveniente da altri appalti e/o siti produttivi”. Nel corso dell’assemblea i lavoratori hanno espresso “forti timori e preoccupazioni dovuti alla totale assenza di informazioni puntuali e trasparenti rispetto agli esuberi dichiarati solo alla parte sindacale e oltre al permanere di una serie di problematiche irrisolte da tempo” riferiscono i sindacati, che sono pronti a proclamare lo sciopero in caso la situazione non venga chiarita in modo esaustivo.

 

 

 

IL CORTEO DI ESTREMA DESTRA CHE GRIDA “PIACENZA CI APPARTIENE”

Tricolori sventolati a mo’ di vessillo, come a ribadire che l’Italia e gli italiani vengono prima di tutti. Hanno sfilato blindatissimi nel corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, che raggruppa le compagini di estrema destra Casa Pound, Fronte Veneto Skinheads e Rete dei Patrioti, arrivati a Piacenza da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Piacenza non è l’unica città dove il comitato è sceso in piazza: prima Bergamo e a breve Prato, per sensibilizzare i cittadini sulla proposta di legge di iniziativa popolare per cui occorrono 50 mila firme, con l’obiettivo di far rientrare nei paesi d’origine i cittadini stranieri che vivono in Italia: non solo i responsabili di reati o gli immigrati illegali, bensì tutti gli stranieri, attraverso sussidi economici e altre forme di incentivo. L’unico politico piacentino presente, il consigliere della Lega Luca Zandonella.

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“VIA I FASCISTI DA PIACENZA” STUDENTI E LAVORATORI AL CORTEO DEI COLLETTIVI

Molti giovani, soprattutto studenti piacentini hanno partecipato alla  manifestazione antifascista promossa dai Collettivi ControTendenza, Resisto e Azione Antifascista, e Collettivo Schiaffo contro il corteo Remigrazioni dell’omonimo comitato che ha occupato, un paio d’ore dopo, la zona nord della città. Circa 350 i partecipanti, studenti, lavoratori della logistica del sindacato Si Cobas, tutti costantemente presidiati da un nutrito cordone di forze dell’ordine.

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