PERCORSO PARTECIPATIVO DI PIAZZA CITTADELLA: FRATELLI D’TALIA ESCE DALL’AULA “PER SENSO DI RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE”

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha deciso di non partecipare al dibattito durante la seduta odierna del Consiglio comunale, per senso di responsabilità istituzionale rispetto alla discussione su Piazza Cittadella.

La nostra scelta nasce da una valutazione chiara: il dibattito posto all’ordine del giorno è, allo stato attuale, prematuro e privo dei presupposti minimi per essere affrontato in modo serio e trasparente.
Ad oggi, infatti, il Comune non ha la piena disponibilità dell’area interessata dall’intervento, essendo pendenti contenziosi che incidono direttamente sulla possibilità di procedere in modo consapevole e legittimo.

Abbiamo chiesto, senza ottenere risposte puntuali, un aggiornamento preciso su questi aspetti fondamentali: lo stato dei contenziosi pendenti, i loro sviluppi e le tempistiche prevedibili, oltre a chiarimenti sulla procedura negoziata relativa a Piazza Cittadella, in particolare sulla scadenza del termine dei quattro mesi ed eventuali proroghe. In assenza di queste informazioni, qualsiasi discussione nel merito risulta inevitabilmente viziata e rischia di diventare fuorviante nei confronti dei cittadini.

Ma il punto è anche e soprattutto politico.

Su Piazza Cittadella non siamo di fronte a una semplice scelta urbanistica, bensì a un caso evidente di incoerenza tra indirizzo politico e capacità di attuazione amministrativa. Il parcheggio interrato è stato indicato dal Sindaco sin dal 2022 come opera strategica per la città, ribadito negli atti ufficiali e confermato con delibera del Consiglio comunale del 31 luglio 2023 sull’interesse pubblico del parcheggio interrato. Non un’ipotesi, ma una scelta politica chiara e reiterata, più volte giustificata anche come parte integrante del programma elettorale. Ancora nell’ottobre 2025 il Sindaco dichiarava che, “se avesse avuto la bacchetta magica”, avrebbe realizzato subito il parcheggio interrato.

Oggi, però, quella certezza viene rimessa in discussione senza che venga spiegato il perché.
Cosa è cambiato rispetto a una priorità così nettamente definita? È stata forse modificata una scelta che era alla base del programma elettorale? Il rischio concreto è che si scarichi sui cittadini il peso di scelte errate assunte dall’amministrazione, chiedendo loro di esprimersi su un’area di cui non è certa la disponibilità, senza tempi definiti e senza un quadro normativo strutturato.

La realtà è che la volontà di questa amministrazione era quella di realizzare il parcheggio interrato, portando avanti questa scelta in ogni modo “ di riffa o di raffa” e dichiarandolo più volte. Non essendo riuscita nel suo intento, oggi tenta di riposizionarsi utilizzando uno strumento – quello della partecipazione – che per mesi è stato osteggiato, trasformandolo in un percorso privo di reali basi e di effettiva incidenza.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: l’assenza totale di un piano parcheggi alternativo e credibile. Piazza Cittadella è oggi bloccata (e, in ogni caso, da sola non sarebbe sufficiente a risolvere in modo strutturale il problema della sosta), mentre altre soluzioni – come l’ex Acna e l’ex Silos di via 10 giugno – risultano non disponibili o non funzionali. La città resta così priva di una strategia complessiva sulla sosta, con ricadute evidenti su accessibilità, commercio e vivibilità urbana. Siamo quindi di fronte a una frattura tra decisione politica, strumenti amministrativi e capacità di attuazione. Quando questa catena si interrompe, non si governa il processo: lo si subisce.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto doveroso non partecipare al dibattito.
Il confronto su un’opera strategica deve avvenire quando esistono condizioni reali, chiarezza giuridica e trasparenza amministrativa, non quando si cerca di costruirle a posteriori. Fratelli d’Italia resta disponibile a un confronto serio e nel merito, ma solo nel momento in cui verranno forniti elementi concreti e verificabili. Fino ad allora, non intendiamo prestare il fianco a operazioni di facciata.

ANELLI PORTA LA MORTE DI SULEMAN IN CONSIGLIO, “LO SVILUPPO DEL POLO LOGISTICO SENZA SICUREZZA E DIGNITA’ NON E’ PROGRESSO”

“La morte di Suleman non è una fatalità ma il sintomo di una carenza di servizi che deve farci sentire, in quest’aula, tutti moralmente un po’ responsabili”. Sono le parole del consigliere di Coraggiosa Matteo Anelli che, nelle comunicazioni in consiglio comunale, ha ricordato la morte del 21enne pakistano travolto da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere il turno di lavoro al polo logistico.

“Lo ha fatto perché non aveva alternative sicure e comode – ha proseguito Anelli – Poi i giorni da questo tragico evento scorrono e nel frattempo si leggiamo i più beceri commenti sui social network sulla morte di questo ragazzo. Commenti che mi hanno fatto vergognare di appartenere a questa città. E intanto gruppi di imprenditori esercitano nuove richieste di spazi per la logistica. Uno stridente contrasto – prosegue – da una parte l’ignoranza di certa gente e la velocità del profitto e del cemento; dall’altra la lentezza, quasi l’immobilità, nel garantire servizi minimi a chi quei capannoni li fa funzionare. Se migliaia di persone lavorano in un’area, ma non dispongono di percorsi ciclabili sicuri o mezzi pubblici adeguati agli orari dei turni, quel comparto è monco. In tutti questi anni abbiamo creato delle isole produttive scollate dalla vita e dalla sicurezza delle persone. Siamo davvero in grado di supportare qualsiasi futura espansione logistica?” domanda Anelli.

A fronte di un forte aumento dei terreni occupati dalla logistica negli ultimi , oggi il focus del problema è, se vogliamo, ben più grave “c’è il consumo delle vite – sottolinea Anelli – c’è un fattore sociale di cui non si può più far finta di niente. Il 60% della forza lavoro della logistica vive in condizioni di precarietà: possiamo davvero ignorare le ripercussioni sociali che questo modello sta avendo e avrà nel prossimo futuro sulla nostra città? Non possiamo continuare a pensare di autorizzare nuovi insediamenti senza chiederci quale prezzo siamo disposti a far pagare al territorio, alla nostra città. Lo sviluppo senza dignità e senza sicurezza non è progresso: è solo crescita numerica a discapito della vita umana. Chiedo che si apra una riflessione seria e urgente sulla governance del polo logistico. La responsabilità politica oggi si misura su questo: sulla capacità di mettere la tutela della vita e dei servizi essenziali davanti alla fretta dell’espansione.

In chiusura il consigliere di Coraggiosa si è rivolto ai colleghi “spesso, e giustamente, in quest’aula dedichiamo minuti di silenzio in ricordo di illustri personalità, Suleman Muhammad non ha avuto il tempo di diventare una di esse, ma meritava comunque questo omaggio. La politica, infatti, ha il compito di sancire l’uguaglianza di ogni vita. Un minuto di silenzio anche per lui sarebbe stato il doveroso riconoscimento della sua dignità, ma anche un richiamo al cuore di questa amministrazione: non lasciamo che Suleman rimanga un nome su un giornale, ma facciamo in modo che il nostro cordoglio diventi cura, protezione e speranza per chi oggi percorre quelle stesse strade invisibili”.

 

EX PERTITE: E’ SCONTRO IN CONSIGLIO. MINORANZA “PARLANO I DATI NON I POST”. SINDACA “IL DOCUMENTO DELLA DIFASA MI HA SCIOCCATA”

La minoranza di centro destra che accusa la sindaca di preferire i social alle sedi istituzionale e la sindaca che attende risposte ufficiali, ovvero atti, direttamente dal ministero della Difesa. Al centro del dibattito c’è l’ex Pertite e il caso scoppiato pochi giorni fa, quando Katia Tarasconi, sui profili social, ha reso noto che la Difesa ha inserito la Pertite tra i siti per la produzione di energia rinnovabile. “Appena ricevuta la mail, alle dieci sera, sono rimasta scioccata – ammette Tarasconi – per poi scoprire che, entro 30 giorni, il Comune deve presentare le osservazioni e controdeduzioni, insomma sono rimasta spaesata”.

“Anziché riferire in consiglio o nelle sedi istituzionali il sindaco di questa città, non la candidata, preferisce la grancassa dei social – è l’accusa della consigliera Patrizia Barbieri – ricordo che il sindaco ha l’obbligo della verità dei fatti e dell’imparzialità, invece con un riscoperto spirito ambientalista, senza alcuna verifica, si instilla la possibilità che nella Pertite si possa produrre energia rinnovabile. E non è sufficiente il chiarimento del Generale di Divisione Sirimarco che aveva assicurato che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite, e neppure le rassicurazioni del ministro Foti. Sono i dati ufficiali che parlano non i post – ha sottolineato Barbieri –  e ora cogliamo l’occasione di fare quel tavolo tecnico e portare a casa risultati concreti”.

“La Pertite è stata espunta dai siti? Bene, allora mi aspetto che il ministero  mi invii una comunicazione e lo confermi. E’ chiaro che fino ad allora il Comune è tenuto a mobilitarsi producendo le osservazioni richieste, salvo che, come detto, arrivi la nota dalla Difesa”. A sostenere la posizione della prima cittadina è intervenuta la consigliera Caterina Pagani “il documento a cui fate riferimento – ha detto rivolgendosi alla minoranza – è di Difesa Servizi, ed ha a che fare fare con il bando per la concessione degli impianti. Cosa diversa, invece, è quello recapitato al Comune che arriva dal ministero della Difesa: quindi sono due cose diverse. Chi dice che dobbiamo siamo tutti tranquilli, sta dando una cattiva informazione. È la Difesa che ha in mano la partita. Senza atti formali restano solo belle parole”. “La disinformazione è partita dal post della sindaca” ha ribattuto Barbieri, dando il là ad una serie di fatti personali con la consigliera Pagani.

“Allo stato attuale – ha detto la consigliera Tiziana Albasi – credo che, amministrativamente, il Comune debba ricevere una comunicazione ufficiale dal ministero della Difesa che l’area è stata esclusa dai siti per la produzione di energia. Poi – ha proseguito – questa costante sottolineatura alla giunta che poteva fare di più o che poco si è fatto, mi ha stancata. Fermi non ci siamo stati – ha detto – ci sono pratiche complesse che attendono risposte complesse”. “Ma il parco nella Pertite è ancora una priorità? – ha domandato il consigliere Putzu –  non so che esito potrebbe dare un nuovo referendum”. “La Pertite è una questione serie e la serietà impone una riflessione; la prima è che non ci sono i soldi – ha detto il consigliere Sergio Ferri –  Che si possano fare ipotesi di acquisizione parziale è de tutto legittimo, perché in toto (270mila quadrati ndr) credo sia un problema abbastanza gravoso per qualsiasi amministrazione”. La consigliera Claudia Gnocchi ha portato ad esempio il Tampelhofer Park di Berlino, “un aeroporto che è stato trasformato in parco pubblico senza nessun intervento di bonifica – ha spiegato – non si è assolutamente pensato, di recuperarlo per farvi costruzioni nonostante fosse un’ area centrale alla città, e che la riqualificazione di quel luogo non ha previsto nessuna opera di bonifica: si è lasciato tutto come era. E qui mi ricollego al tema Pertite, facendo mie le preoccupazioni espresse dal Comitato, affinché non sia vanificata la volontà dei cittadini; il Comune deve puntare ad acquisirla”.

 

 

AVS: “RICANDIDATURA TARASCONI UNA FUGA IN AVANTI CHE PRECLUDE IL CAMPO LARGO”

Il “Metodo Piacenza”?. Quando l’autosufficienza diventa un rischio. La recente mossa del Partito Democratico di Piacenza di blindare la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi, saltando a piè pari il confronto preventivo con le forze politiche dell’area progressista, ambientalista e di sinistra solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini del consiglio comunale. Non è in discussione che nella propria visione il PD decida di puntare sulla prima cittadina uscente, quanto la scelta metodologica di procedere per strappi, ignorando le dinamiche di quella coalizione di centrosinistra ovvero il progetto “Campo Largo” che si sta portando avanti a livello nazionale e che a parole si vorrebbe costruire come alternativa solida alle destre. Ciò che è in discussione è quella che si potrebbe definire una fuga in avanti, quasi un sabotaggio, che preclude o indebolisce drasticamente qualsiasi interlocuzione volta a favorire la costruzione di una intesa di largo spettro nel centrosinistra.

Annunciare una ricandidatura come un “fatto compiuto” prima ancora di aver aperto un tavolo di confronto con il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e i civici di Alternativa per Piacenza trasmette un messaggio di autosufficienza muscolare che mal si concilia con lo spirito di cooperazione. Se il Campo Largo deve essere un progetto politico e non un semplice cartello elettorale, il dialogo non può essere un’opzione facoltativa o un atto di cortesia a posteriori.
L’approccio adottato dai vertici dem piacentini evidenzia tre grandi criticità: si dà per scontato che gli alleati debbano accodarsi per “senso di responsabilità”, riducendo il perimetro della coalizione a un ruolo di comparsa; una ricandidatura dovrebbe essere il momento per un bilancio partecipato; evitare il confronto significa sottrarsi all’analisi critica su temi caldi per la città (urbanistica, ambiente, welfare) su cui le sensibilità degli alleati sono spesso divergenti.

Muoversi senza coordinamento rischia di allontanare quella base elettorale che chiede coerenza e partecipazione, non decisioni calate dall’alto.
La democrazia non è solo il voto finale, ma il percorso condiviso che porta alla scelta. Chiunque intende guidare il Campo Largo, deve applicare l’arte dell’ascolto, non quella del comando. Piacenza merita un progetto di lungo respiro, capace di includere le diverse anime del centrosinistra e del civismo.

FDI: “DA TARASCONI UNA SENSIBILITA’ AMBIENTALE PIUTTOSTO TARDIVA PER LA EX PERTITE”

Anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia interviene sulla questione ex Pertite e, in particolare sulle dichiarazioni della prima cittadina, “definite strumentalizzazione ai fini elettorali”.

“È infatti censurabile il fatto che il Sindaco – si legge nella nota – dopo avere ipotizzato la realizzazione di un impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, si sia ben guardata dall’informare la cittadinanza della comunicazione da Lei ricevuta, ancorché per le vie brevi, volta ad escludere un utilizzo da parte del Ministero della Difesa dell’utilizzo a l detto fine dell’area dell’ex Pertite.
Come chiarito infatti dal Ministro Foti, il Commissario speciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, Generale di Divisione CC Michele Sirimarco, aveva comunicato, subito dopo la pubblicazione del post del Sindaco sulla sua pagina Facebook, che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite.

Un comportamento che, lungi dal volere essere trasparente, si palesa invece come fazioso e strumentale, volto solo a volere comunicare ai cittadini ciò che interessa al Sindaco anziché la verità dei fatti. Non è purtroppo la prima volta che questa Amministrazione sceglie cosa comunicare e cosa tacere ai cittadini. Basti ricordare il caso della fideiussione risultata poi falsa, rispetto alla quale il Comune si è ben guardato dal fornire informazioni trasparenti e tempestive.

Ma c’è di più.
Il 24 aprile 2024 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Piacenza e Agenzia del Demanio, che coinvolge anche l’area ex Pertite tra gli immobili da valorizzare e rifunzionalizzare, anche attraverso partenariati con soggetti privati. E infatti, già nel 2024, sul sito dell’Agenzia del Demanio, compariva (e compare tutt’ora) una descrizione dell’area in cui si legge che “potrebbe essere realizzato un energy park che coniuga sostenibilità energetica, decarbonizzazione, innovazione, riqualificazione ambientale e salvaguardia della biodiversità”.
Ed è proprio questo il motivo per cui il Comitato Pertite ha espressamente chiesto che l’area dell’Ex Pertite sia esclusa da tale accordo, accordo appunto sottoscritto anche dal Comune di Piacenza.

Allora ci domandiamo: perché l’Amministrazione Tarasconi ha sottoscritto un protocollo che, come detto, prevedeva la possibilità di realizzare proprio un impianto fotovoltaico, oggi contestato dal Sindaco di Piacenza?
Non solo. Nel maggio 2025 – a seguito delle polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste – il quotidiano Libertà pubblicava un articolo nel quale si parlava esplicitamente di fotovoltaico sull’ex Pertite, poi liquidato dall’Amministrazione come un “malinteso del Demanio” ed un “errore da correggere”.
Peccato che, a quella dichiarazione, non sia seguita alcuna azione concreta.
Dall’accesso agli atti effettuato dal nostro gruppo, risulta infatti che non vi è stata alcuna interlocuzione successiva tra il Comune e il Ministero della Difesa o l’Agenzia del Demanio su questo tema. L’ultima comunicazione risale infatti all’anno precedente: maggio 2024.
Ciò significa che l’Amministrazione sapeva, non è intervenuta e – oggi – strumentalizza. È fin troppo facile, a questo punto, sbandierare allarmi alla cittadinanza quando arrivano comunicazioni ufficiali, omettendo però di dire che già si era a conoscenza della questione, che per anni non si è fatto nulla e che, comunque, si era già stati rassicurati.

Colpisce infine l’improvvisa attenzione del Sindaco per l’area ex Pertite, oggi descritta come un bene da tutelare ad ogni costo, quando in passato la stessa Amministrazione aveva ipotizzato di destinarla ad altri utilizzi, come la realizzazione del nuovo ospedale.
Una sensibilità ambientale che appare dunque tardiva e, soprattutto, variabile a ciclo di elezioni.
Alla luce di tutto ciò, appare evidente come l’obiettivo del Sindaco non sia quello di tutelare realmente l’interesse pubblico, ma piuttosto quello di anticipare la campagna elettorale di oltre un anno, mostrando più preoccupazione per il proprio futuro politico che per l’azione amministrativa presente.
Fratelli d’Italia ritiene che sia giunto il momento di un confronto trasparente con la Forza Armata per verificare il reale futuro dell’utilizzo dell’ex Pertite.

 

PERTITE, BARBIERI “DALLA SINDACA SLOGAN E PROPAGANDA. LA MAGGIORANZA RIBATTE “ACCUSE SORPRENDENTI E DIFFICILI DA COMPRENDERE”

Il dibattito sul futuro della Pertite ha visto protagonisti, non solo sindaca e ministro Foti, ma anche la consigliera Patrizia e i consiglieri di maggioranza a Palazzo Mercanti. L’ex prima cittadina accusa Tarasconi di “propaganda, slogan e populismo quando mancano 500 giorni alle elezioni, e questo Piacenza non se lo merita. “Prima di scagliarsi contro il ministero della Difesa, sarebbe stato sufficiente, per la Sindaca e i suoi esperti di comunicazione, fare una semplice verifica istituzionale per evitare una figuraccia del genere e meglio sarebbe che la Sindaca – e non la candidata Sindaca – si occupasse davvero di lavorare concretamente con Ministero della Difesa e Demanio per vedere restituita alla città l’area della Pertite a partire da quella parte che i militari erano disposti a cedere e che l’Amministrazione di centrodestra aveva richiesto. Ma la pratica è ferma a 4 anni fa e nemmeno si è provveduto a convocare il tavolo di lavoro più volte sollecitato”.

“Le dichiarazioni dell’ex sindaca Patrizia Barbieri sulla vicenda della Pertite sono sorprendenti e francamente difficili da comprendere” è l’incipit della nota della maggioranza consiliare; “il Comune di Piacenza ha ricevuto un documento ufficiale del Ministero della Difesa, protocollato, relativo al programma nazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili nei siti militari. Nel documento è chiaramente indicata la possibilità per gli enti destinatari di presentare osservazioni entro 30 giorni nell’ambito della procedura di valutazione ambientale strategica.

Di fronte a un atto formale dello Stato, il dovere di un’Amministrazione responsabile è verificare, chiedere chiarimenti e difendere gli interessi della città. Trasformare questo comportamento in “propaganda elettorale” è un’accusa che appare strumentale.

Sorprende che queste critiche arrivino da chi ha amministrato la città per cinque anni senza ottenere risultati concreti sulla Pertite. Si tratta infatti di una pratica complessa, che coinvolge Ministero della Difesa, Demanio e diversi livelli istituzionali e che proprio per questo richiede serietà e lavoro istituzionale. Colpisce invece il tono polemico utilizzato dall’ex sindaca Barbieri, che da quando ha perso le elezioni sembra aver scelto la strada di una campagna elettorale permanente, attaccando ogni iniziativa dell’Amministrazione invece di contribuire con serietà al confronto istituzionale. Sulla Pertite – chiude la nota – la posizione della maggioranza e della città è sempre stata chiara: quell’area deve restare un’area verde a disposizione dei cittadini.

TARASCONI REPLICA AL MINISTRO FOTI: “NON C’ENTRA LA CAMPAGNA ELETTORALE, C’ENTRANO I FATTI”

“Definire propaganda la lettura di un documento ufficiale della Difesa, arrivato ieri al Comune e che riguarda direttamente la Pertite, è francamente surreale: qui non c’entra la campagna elettorale, c’entrano i fatti”. Così la prima cittadina risponde la ministro Foti che l’ha accusata di ave strumentalizzato la nota del ministero della Difesa riguardo all’ex Pertite.

“Leggo di una presunta smentita, ma francamente non è chiaro cosa si stia smentendo: il Comune di Piacenza ha ricevuto ieri, 15 aprile 2026, un documento ufficiale della Difesa, senza alcun coinvolgimento preventivo, che riguarda l’area ex Pertite.

All’interno di quel documento è presente una scheda che inserisce esplicitamente la Pertite nel Programma per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa e la individua come area idonea per un possibile impianto. Io ho fatto esattamente quello che deve fare un sindaco: nel momento in cui ricevo un atto ufficiale che riguarda un’area così strategica per la città, lo leggo e intervengo immediatamente. Non si tratta di interpretazioni o di polemiche, ma di atti. Nessuno sta dicendo che esista oggi un progetto definitivo, ma esiste un documento ufficiale che inserisce la Pertite in un programma nazionale per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Ed è nostro dovere prenderlo sul serio.

Per quanto ci riguarda, la posizione resta chiara: la Pertite deve diventare area verde. Se il ministro Foti intende rassicurare la città, tanto meglio. Ma proprio per questo è nostro dovere prendere sul serio i documenti ufficiali che riceviamo e agire di conseguenza”.

IMPIANTI ENERGETICI NELL’EX PERTITE? TARASCONI: “PIANO INACCETTABILE”. MINISTRO FOTI:”NESSUN IMPIANTO ALLA PERTITE. SINDACO E’ GIA’ IN CAMPAGNA ELETTORALE”

“Un piano inaccettabile” così la sindaca Tarasconi definisce l’ipotesi di inserire l’area dell’ex Pertite tra i siti destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energia. L’ipotesi, o la possibilità se fosse più concreta, arriva nientemeno che dal Ministero della Difesa riportato in un documento. La prima cittadina, sui suoi profili social, ha usato parole decise: “siamo sinceramente allibiti da questa impostazione. La Pertite non è un luogo qualsiasi: è uno spazio che la città ha sempre immaginato e rivendicato come grande area verde pubblica, non certo come sede di interventi di questo tipo. È evidente che così non può funzionare. Chiederemo immediatamente chiarimenti al Ministero della Difesa perché la Pertite merita rispetto e un futuro coerente con ciò che Piacenza ha sempre chiesto”.  Anche nel PUG è stata confermata la destinazione a verde pubblico dell’area.

A stretto giro è arrivata la smentita da parte del ministro gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti: “Non verrà realizzato alcun impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, ma per contro vi è la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatemi dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a cedere una parte della detta area – circa 60.000 metri quadrati – al Comune di Piacenza, sempre che lo stesso intenda a dare corso alla richiesta avanzata a suo tempo dal sindaco Patrizia Barbieri” si legge in una nota a firma del ministro.

E non manca una punta polemica rivolta alla sindaca “pare evidente che essendo già in campagna elettorale, il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della Città, così come la propaganda pubblicitaria per lei studiata la induce a fare, ma da una semplice verifica istituzionale, che il sindaco ha omesso di promuovere, si ha la conferma che sull’ex Pertite non sarà collocato alcun impianto fotovoltaico. L’inserimento nel Programma sottoposto a VAS del sito Ex-Pertite, che risale ad un procedimento avviato da tempo, non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER, tanto più in ragione del fatto che la Forza Armata ha individuato una diversa destinazione d’uso dell’area in questione. La scheda identificativa diffusa dal Sindaco serve solo a caratterizzare il sito sotto il profilo ambientale e paesaggistico e formalizzarne la qualificazione di “area idonea” ex lege.

Ciò che è grave, deplorevole e inammissibile – proseguo il ministro – e che attesta il carattere meramente strumentale della presa di posizione del Sindaco, è che la stessa, benché informata via messaggio telefonico fin dalla prima mattina dal generale Michele Sirimarco di quanto sopra, si è ben guardata fino ad ora di chiarire – come chi scrive ha fatto – la situazione, all’evidenza preferendo mantenere lo scoop il cui scopo elettorale è destinato, per altro, ad infrangersi sugli scogli come è delle barche alla deriva”.

GAZZOLA, PD: “CON UMILTA’ OGNUNO FACCIA UN PASSO INDIETRO PER IL CAMPO LARGO”

Con un lungo passato nell’Italia dei Valori, per poi confluire naturalmente nel centro sinistra, Luigi Gazzola è stato anche assessore al bilancio nella giunta Dosi, oggi ha la tessera del Partito Democratico verso il quale non lesina critiche. Si definisce, insomma, un battitore libero. Nessuna sorpresa sulla ricandidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato, “sarebbe un caso più unico che raro non ricandidare un sindaco uscente in presenza della sua disponibilità” ci ha detto.
E guardando al 2027, il parallelismo con le elezioni nazionali, che probabilmente non si svolgeranno nello stesso giorno delle amministrative, è immediato. Se di campo largo si deve parlare perché il centro sinistra torni a governare, lo stesso dovrebbe avvenire anche a livello locale. Ecco allora che i prossimi mesi saranno fondamentali per tracciare alleanza e obiettivi comuni: come si è fatto con il recente referendum sulla giustizia in cui Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e Alternativa per Piacenza hanno lavorato insieme per il No.

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TARASCONI PRONTA AL SECONDO MANDATO, PD: “AMPIA CONVERGENZA SULLA RICANDIDATURA”

“Ampia convergenza sulla ricandidatura di Katia Tarasconi per il 2027”. Si è così ufficializzato quello che era ormai nell’aria da settimane, la sindaca è pronta a riprovarci per il secondo mandato; l’annuncio durante l’assemblea cittadina del Partito Democratico, alla Camera del Lavoro, a cui ha partecipato anche il segretario regionale Luigi Tosiani.

Il comunicato stampa, inviato all’una di notte dal PD, descrive un confronto “ampio e partecipato da cui è emersa una convergenza chiara e condivisa: la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi viene individuata come il punto di partenza più solido e coerente su cui costruire il percorso politico e programmatico dei prossimi anni”.

“Una scelta – si legge – che nasce dal lavoro svolto in questi anni, dalla visione condivisa di città e dai risultati già conseguiti, ma anche dalla volontà di dare continuità a un progetto amministrativo che ha avviato trasformazioni importanti per Piacenza”. La riqualificazione del Polisportivo, il progetto dell’ex Manifattura Tabacchi, la bonifica dell’ex Acna sono stati citati come esempi di “valore di un’azione amministrativa che ha saputo determinare un cambiamento in meglio della città sbloccando situazioni ferme da tempo, attivando investimenti rilevanti e mettendo in campo interventi strategici”.

E poi “la riorganizzazione della macchina comunale, il processo di digitalizzazione dei servizi, gli investimenti sull’ambiente e sull’energia – dalla Comunità energetica rinnovabile e solidale all’elettrificazione del trasporto pubblico – così come il rafforzamento dei servizi educativi e il rilancio delle politiche culturali, con iniziative e progetti che hanno riportato Piacenza al centro di circuiti nazionali”.

Si è toccato anche il tema dell’unità del partito, considerato che non è una novità che all’interno ci siano sensibilità diverse; “il confronto interno è una risorsa, ma solo se si fonda su lealtà, responsabilità e rispetto reciproco – ha dichiarato la segretaria cittadina Michela Cucchetti – Da questa assemblea esce un messaggio chiaro: il Partito Democratico vuole essere una comunità politica coesa, capace di costruire sintesi e di sostenere con convinzione un percorso amministrativo che ha già prodotto risultati importanti e che deve essere portato a compimento”.

Sulla stessa linea anche il segretario Tosiani: “Piacenza in questi anni è cresciuta ha accettato la sfida di cambiare, per migliorare la vita delle sue cittadine e dei suoi cittadini. Una comunità forte e coesa che vuole crescere ed attrarre investimenti, opportunità, capitale umano, senza rinunciare ad una sua caratteristica peculiare, la cura dei bisogni, delle fragilità, per non lasciare indietro nessuno. Katia Tarasconi, con la sua squadra, il lavoro del gruppo PD in Comune, ha fatto un lavoro importante, dedicando a Piacenza ogni energia, con visione, passione e capacità di costruire relazioni strategiche, in Emilia-Romagna e non solo. Merita di proseguire questo percorso, ed il PD ad ogni livello la sostiene con convinzione e determinazione”.

Al termine della nota stampa si fa un accenno anche percorso politico da qui ai prossimi mesi, sarà “strutturato e progressivo: dalla costruzione delle alleanze alla definizione di un programma credibile e radicato nei bisogni della città, fino alla selezione di una proposta amministrativa all’altezza delle sfide future. La ricandidatura di Katia Tarasconi rappresenta oggi la base più naturale e solida su cui costruire questo percorso – ha concluso Cucchetti –. Il nostro obiettivo è chiaro – si legge in conclusione – rafforzare una proposta politica capace di unire, decidere e generare fiducia, mettendo al centro Piacenza e il suo futuro”.