DONARE IL MIDOLLO NON COSTA NIENTE MA OFFRE UNA SPERANZA DI VITA. SABATO TORNA MATCH IT NOW

Vittorio è la perfetta testimonianza di quanto sia importante incrementare il numero dei donatori iscritti all’ADMO, perché ha avuto la leucemia ed è guarito. Torna in piazza match it now, la campagna di sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo e cellule staminali omopoietiche promossa da Admo, che a Piacenza si svolge con la collaborazione dell’Asl.

Sabato 24 settembre per tutta la giornata in Largo Battisti, personale sanitario e volontari saranno a disposizione per il tampone salivare necessario per la tipizzazione. Tre i requisiti: età tra 18 e 35 anni, buona salute e almeno 50 kg di peso. Il test non è doloroso e non vi è alcun pericolo.

BARDASI AUSL: “RIDURREMO LE LISTE D’ATTESA CON NUOVE ASSUNZIONI E PRIVATO ACCREDITATO”

Riduzione dei tempi di attesa e forte attenzione al personale: sono le principali direttrici su cui il nuovo direttore generale dell’Ausl Paola Bardasi si concentrerà nelle prime settimane di mandato. Bardasi è stata nominata dal presidente della regione Bonaccini ed è entrate in servizio a Piacenza il primo agosto.

La riduzione dei tempi delle liste di attesa è stato definito da direttore generale e dal direttore sanitario Andrea Magnacavallo l’obiettivo degli obiettivi: il recupero degli interventi chirurgici rispetto al biennio 2020/21 è già al 73,4 per cento, l’obiettivo regionale è di arrivare all’80 entro il 31 dicembre di quest’anno. Le maggiori criticità per quanto riguarda la visite specialistiche si registrano in radiologia, dermatologia che a settembre sarà implementata di die due nuovi medici e urologia. In forte miglioramento invece la situazione in oculistica, ginecologia, oltre che per le ecografie e mammografie.

COVID: DOPO CINQUE SETTIMANE, CALANO I POSITIVI

 Dopo cinque settimane di crescita, il trend dei positivi a Piacenza subisce una battuta d’arresto. Il report settimanale pubblicato dall’Azienda Usl di Piacenza fa registrare un -8,5%. I nuovi contagi sono 1378; erano 1506 nei sette giorni precedenti.
La diminuzione dei casi è generalizzata: in Emilia-Romagna la media scende dell’0,8%, mentre in Lombardia del 3,2%; la media nazione si attesta a -5,9%
Se però si analizzano i nuovi positivi su 100mila abitanti, si può notare che Piacenza ha un tasso di incidenza più basso rispetto alla Lombardia (485 a fronte di 548), decisamente inferiore alla media regionale (692) e a quella nazionale (709).
I tamponi effettuati la scorsa settimana sono stati 7962, dato appena inferiore ai 8.233 precedenti: scende anche la percentuale dei nuovi positivi rispetto al numero di test eseguiti (dal 18,3% al 17,3%).

Continuano i monitoraggi periodici nelle Cra. Lo screening di questa settimana ha permesso di far emergere 34 nuove diagnosi tra gli ospiti e 11 fra gli operatori. Gli anziani sono in grande maggioranza asintomatici o paucisintomatici. La situazione è costantemente monitorata dall’Azienda, in stretto raccordo con le direzioni sanitarie delle strutture e in collaborazione con le Usca, che possono essere attivate in caso di necessità.

Un altro dato significativo riguarda le fasce d’età delle nuove diagnosi: “Mentre diminuiscono i contagi tra 0 e 18 anni e tra 19 e 40 – evidenzia Andrea Magnacavallo, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Piacenza – nelle persone di età superiore a 65 anni cogliamo un aumento dei casi, in particolare tra gli over80. È molto probabile che questa situazione sia dovuta al fatto che la popolazione più anziana è stata la prima ad aver ricevuto la terza dose di vaccino. È quindi presumibile che ora si sia ridotta l’efficacia della copertura vaccinale per questa fascia. Di contro, tra bambini, giovani e adulti, il virus ha circolato maggiormente negli ultimi mesi e probabilmente questi gruppi oggi risultano più immunizzati”.
Sulla base di queste considerazioni, il direttore generale Giuliana Bensa lancia un appello: “Abbiamo oggi a disposizione di tutti gli ultra 80enni e delle persone fragili tra i 60 e i 79 anni una nuova arma di difesa: la quarta dose di vaccino anti Covid19. La somministrazione nelle Rsa e nelle Cra sta già cominciando. È essenziale che le persone che possono sottoporsi a questo livello ulteriore di protezione non aspettino e vadano a fissare il loro appuntamento. Abbiamo mantenuto attivi cinque punti di somministrazione sul territorio proprio per favorire al massimo l’adesione di questa fascia della popolazione. Possiamo arrivare, su richiesta, anche per le persone impossibilitate a muoversi da casa per problemi di deambulazione. La lotta al virus non è finita, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri anziani e le persone più fragili”.

La diminuzione dei casi positivi si ripercuote sul numero delle persone in isolamento, che passa da 2330 a 2054. Si conferma in riduzione, come già la scorsa settimana, il ricorso alle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale. Le chiamate medie giornaliere sono 36,7, con 257 cittadini che hanno richiesto l’intervento delle squadre: la settimana scorsa erano stati 293.  Al momento la situazione della rete ospedaliera è stazionaria, anche se alcuni indicatori sono in aumento. La media giornaliera degli accessi in Pronto soccorso per pazienti con sintomatologia riconducibile al Covid è di 9, a fronte dei 10 della settimana scorsa. Salgono invece i ricoveri. La media settimanale è di 126 casi contro i 95 della settimana precedente. In Terapia intensiva è ricoverato un paziente positivo, mentre la scorsa settimana non si registrava nessun caso. I decessi della settimana sono 7, tutti ultraottantenni.

“Sicuramente, come abbiamo già avuto modo di evidenziare – continua il direttore generale – i nuovi casi sono caratterizzati da una bassa intensità assistenziale ma siamo convinti che serva ancora la collaborazione di tutti per limitare la circolazione del virus.
Manteniamo alta l’attenzione nei nostri comportamenti nella vita quotidiana, per preservare quella normalità di vita conquistata a così duro prezzo”.

Per quanto riguarda la vaccinazione, l’attività è stazionaria, senza progressi sensibili nel tasso di copertura della popolazione. Nella settimana scorsa sono state fatte 915 somministrazioni. La percentuale dei vaccinati rispetto alla popolazione vaccinabile over 12 continua a rimanere attestata sul 90,3%.

Sul sito www.covidpiacenza.it sono indicati giorni e orari di apertura dei centri vaccinali. Si segnala che dal 24 aprile le attività di vaccinazione a Bettola si sposteranno dalla Sala polivalente alla Casa della Salute.

Le sedute dedicate alla fascia 5-11 anni sono in programma il 19 aprile e 27 aprile, al mattino in Arsenale.
Per quanto riguarda il vaccino Novavax, sono previste due mattine di somministrazione il 19 e 27 aprile in Arsenale.
In riferimento alla IV dose, si ricorda che al momento la somministrazione del second booster è possibile solo previa prenotazione, tramite i consueti canali, nelle sedute dedicate. La quarta dose è riservata, come prevedono le direttive nazionali, a tre categorie: gli anziani dagli 80 anni in su, le persone tra i 60 e i 79 anni (quindi nati dal 1943 al 1962) se affette da specifiche patologie critiche indicate dal ministero della Salute, e infine gli ospiti dei presidi residenziali per anziani (Cra e Rsa).
L’elenco delle patologie è consultabile su sito www.covidpiacenza.it
Per poter ricevere il secondo booster occorre aver completato il ciclo vaccinale primario (prima e seconda dose), seguito dalla terza dose (di richiamo), dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi da quest’ultima. È escluso chi ha contratto l’infezione dopo la dose ‘booster’.
A Piacenza, per prenotare la quarta dose, il cittadino può:
– chiamare il numero 800.651.941
– rivolgersi a uno sportello Cup
– utilizzare il proprio Fascicolo sanitario elettronico
– andare in farmacia

PROFUGHI UCRAINI: PER L’ASSISTENZA SANITARIA L’AUSL METTE A DISPOSIZIONE DUE HUB DEDICATI

Sono 1.163 i profughi ucraini per i quali è stato emesso emesso il codice STP (stranieri temporaneamente presenti).
I tamponi eseguiti sono 767; 15 i positivi finora accertati.
Delle 371 persone senza tampone, 183 sono risultate prive di un contatto telefonico, 90 sono minorenni. Per le 188 di cui si dispone il recapito telefonico, l’Ausl sta procedendo con un contatto tramite chiamata o sms con invito a presentarsi per il ritiro del codice STP e l’effettuazione degli accertamenti sanitari.

I profughi sono per la maggior parte donne (69%). Tra le classi d’età più rappresentate ci sono quella tra 19 e 49 anni (512) e i minori di 19 anni (539)

L’ambulatorio mobile attivo dietro alla Questura è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 18. Qui vengono eseguiti i tamponi antigenici rapidi per la diagnosi di eventuale infezione da virus SARS-CoV-2 e la verifica dello stato vaccinale con proposta di somministrazione di quelle mancanti. Ai bambini (fino a 14 anni) e adulti viene poi prenotato un appuntamento rispettivamente presso la Pediatria di Comunità o Medicina delle Migrazioni per la presa in carico specifica.

Per favorire la presa in carico dei profughi ucraini che nei giorni scorsi non hanno seguito il percorso per ricevere l’assistenza sanitaria offerta dall’Azienda Usl di Piacenza, è prevista l’attivazione di due postazioni:
– a Fiorenzuola, nel punto vaccinale (centro prelievi) ex Macello giovedì 24 marzo dalle ore 14 alle 17;
– a Castel San Giovanni, nel punto vaccinale in ospedale (sede Avis) venerdì 25 marzo dalle ore 14 alle 17.

Nei due centri è possibile, con accesso riservato a profughi ucraini, ritirare o generare l’STP, fare un tampone antigenico, fare la vaccinazione anti Sars-COV-2, verificare lo stato vaccinale e ricevere un appuntamento per la presa in carico in Pediatria di Comunità o Medicina delle Migrazioni, a seconda dell’età.

COVID: PROSEGUE COSTANTE IL CALO DEI CONTAGI

Sono ancora in costante calo i  numeri dell’emergenza Covid a Piacenza. I positivi passano da 651 a 567, con una diminuzione del 12,9%.
Il calo è meno pronunciato a Piacenza rispetto al resto della Regione, ma in linea con la Lombardia e la media nazionale. L’incidenza locale è pari a 200 nuovi positivi su 100mila abitanti, più bassa sia di quella lombarda (285), sia della media in Emilia-Romagna (316) e nazionale (441).
Il numero di tamponi effettuati è in ulteriore discesa, da 7098 a 6764, per una minor richiesta di test da parte della cittadinanza.
Diminuiscono i contagi nelle Cra: in questa settimana sono risultati positivi 12 ospiti e 4 operatori.

Tra i numeri che scendono anche quello delle persone attualmente in isolamento o quarantena, che passa da 1077 a 837.
In diminuzione sono le chiamate alle Usca, che sono ormai meno poco più di una ventina al giorno (150 la settimana scorsa).

L’impatto sulla rete ospedaliera è in calo. Gli accessi al pronto soccorso sono mediamente cinque al giorno, ma la media dei pazienti ricoverati scende a 83. Il 6 marzo erano 74 i degenti positivi. Nella stessa data risultava un solo ricovero Covid in Terapia intensiva. I decessi degli ultimi sette giorni sono stati cinque.

Come già nelle settimane precedenti, si registra una diminuzione delle vaccinazioni medie giornaliere, a causa di una netta contrazione della domanda. La copertura con il primo ciclo supera il 90% per tutte le fasce over 50. La percentuale poi scende, fino a toccare il 31,3 per i bambini tra 5 e 11 anni.
Per quanto riguarda invece la terza dose, la sensibilità verso il booster diminuisce in base alle età: i più giovani hanno aderito con percentuali più basse rispetto alla fasce più mature della popolazione.
Sul sito www.covidpiacenza.it sono pubblicati date, luoghi e orari in cui è possibile la somministrazione del vaccino e le giornate in libero accesso.
Al momento rimangono attive, con aperture a giorni diversi nella settimana, le sedi di Piacenza Arsenale, Castel San Giovanni e Fiorenzuola, nonché Bobbio e Bettola per specifiche sedute.
Sono previste specifiche sedute per Novavax, somministrabile solo a persone di età uguale o maggiore di 18 anni che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino antiSARS-CoV-2/Covid-19. È necessaria la prenotazione.
Sul sito sono indicate anche le sedute dedicate ai bambini tra 5 e 11 anni.

COVID: CASI IN CALO, MA LA DISCESA E’ LENTA

Contagi ancora in calo anche se più lentamente di quanto ci si potesse aspettare. Anche questa settimana i positivi registrati nella provincia di Piacenza sono in diminuzione, precisamente del – 6.13% a quota 5156. Piacenza cala meno della regione Emilia Romagna -15.3%, anche della Lombardia -17.7% e molto meno rispetto al dato nazionale -30%.

Anche i tamponi eseguiti sono in calo, 23mila in una settimana di cui il 22.4% sono risultati positivi.

Il dato non positivo è da registrare ancora una volta nelle CRA dove gli ospito positivi sono 105 e 22 operatori tutti asintomatici o con lievi sintomi.

La suddivisione dei positivi per fasce d’età vede quella 0-18 nella quale si concentra il maggior numero di casi. In particolare la fascia 6-10 è quella con il maggior numero di positivi, la stessa dove si registra un numero basso di prime dosi di vaccino eseguite. Molto più protette dal vaccino quelle 11-13 e 14-18.

Le segnalazioni alle USCA sono crollate, a conferma del calo dei contagi: circa 1000 chiamate, un terzo in meno rispetto a 3 settimane fa.

Gli accessi al pronto soccorso dell’ospedale sono in media 18, i ricoveri finalmente in calo, circa 200. In aumento invece i decessi, 19, perché hanno subito l’onda lunga dei contagi delle scorse settimane. Di questi decessi, solo un 91 aveva completato l’intero ciclo vaccinale, gli altri avevano solo una dose e non erano vaccinati.

 

COVID: POSITIVI ANCORA IN CALO. MA NELLE CRA CASI IN AUMENTO

La curva dei contagi sta ancora scendendo in modo lento ma progressivo; questo porta a pensare che si sia arrivati alla fase di plateau e alla riduzione dei casi positivi. Il dottor Guido Pedrazzini, direttore sanitario dell’Asul , ha illustrato la situazione epidemiologica della settimana, mettendo in evidenza il graduale miglioramento della situazione, anche se restano criticità per quanto riguarda le positività dei bambini. Venendo ai numeri i nuovi casi registrati a Piacenza sono 5494, in calo dell’11.3% rispetto alla settimana precedente. I positivi ogni 100mila abitanti sono 1934 a Piacenza, 2879 in Emilia Romagna, 2048 in Lombardia e 2053 in Italia.

Oltre 25 mila i tamponi eseguiti di cui il 21.6% è positivo, anche questo dato è in calo rispetto alla settimana scorsa, segno di una lenta riduzione.

Nelle CRA il numero di positivi invece cresce sua tra gli ospiti che tra gli operatori: 75 gli anziani positivi, per lo paucisintomatici o asintomatici, solo 4 casi sono più impegnativi, tra gli operatori 24 sono risultati positivi per l’80% senza sintomi. Anche 140 operatori sanitari dell’Ausl sono in quarantena perché positivi.

L’incidenza in base alle fasce d’età vede ogni 100mila abitanti vede il maggior numero di casi tra 0-18 anni (3704), tra 19-40 anni i positivi sono 2252, tra 41-64 anni i casi sono 1787 ogni 100mila abitanti. Scorporando la fascia 0-18 in base alla frequentazione delle scuole si ha la 0-5 in cui i positivi sono 3077 ogni 100mila abitanti, 6-10 in cui schizzano a 5066 positivi, 11-13 i positivi sono 3623 e tra 14-18 arrivano a 2906. Nelle ultime due fasce i numeri sono in calo sia per l’aumentata capacità comportamentale sia per la copertura vaccinale.

Le persone in isolamento e quarantena sono 10445, di cui la parte del leone la fanno i positivi, circa 9 mila persone.

In leggero calo le segnalazioni alle USCA: 1468 in una settimana, con una media giornaliera di 209.7 chiamate.

Gli accessi medi giornalieri al pronto soccorso sono 23, i ricoveri Covid 217 (metà di questi arriva dal domicilio, il resto dal monitoraggio ospedaliero). Le attività chirurgiche garantite presso l’ospedale cittadino sono quelle di urgenza, oncologiche e non rimandabili. “Il tasso di ospedalizzazione delle persone con tampone positive ricoverate in ospedale è 0.8% – ha specificato Pedrazzini – per cui la maggior parte dei piacentini postivi è a casa, per il 35-40% asintomatico”.

In ospedale i ricoveri in area critica sono una ventina di cui 7 in terapia intensiva, prevalentemente persone non vaccinate. I decessi sono 16, con età media di 80 anni, decedute per quadri clinici già compromessi o con fragilità estreme.

“La situazione è in miglioramento – ha confermato il direttore sanitario Pedrazzini – i segnali a Piacenza lo confermano, per essere certi occorre aspettare la prossima settimana. L’attività di self test promossa dalla regione rivolta a chi ha anche le dose booster, ci ha aiutato a recuperare le segnalazioni e prendere in carico i positivi”.

La campagna vaccinale prosegue ed è stata incrementata; pronta a eseguire 18mila vaccini a settimana. Percentuali di copertura molto alto in quasi tutte le fasce d’età, compresa quella 12-19 con 89% di copertura. Anche per questa fascia è consentita la terza dose purché la seconda sia avvenuta almeno da 4 mesi.

GUARDIA MEDICA, BALDINO: “NON VIENE TOLTA ALLA MONTAGNA. SCELTA OBBLIGATA DALLA PENDEMIA”

Non vi è alcuna volontà di sottrarre alla montagna il servizio di guardia medica. Questa, in sintesi, la posizione dell’azienda sanitaria di Piacenza che ha ribadito le motivazioni della scelta di sospendere temporaneamente il servizio di guardia medica in alcuni comuni della montagna piacentina.

“La Guardia medica non viene tolta alla montagna – si legge nella nota a firma del direttore generale Luca Baldino – è vero, viene parzialmente allontanata, ma le due postazioni baricentriche rispetto alle vallate, Bettola e Bobbio, vengono mantenute nonostante le difficoltà a trovare medici disponibili a Piacenza come ormai su tutto il territorio nazionale. Tanti nostri medici sono poi oggi impegnati su un altro servizio territoriale di pari importanza: stanno facendo funzionare le USCA, che ormai sono chiamate a eseguire in media quasi 400 visite domiciliari ogni giorno, anche e soprattutto nelle zone di montagna dei comuni nei quali la Guardia medica è temporaneamente sospesa”.

Una rimodulazione temporanea dettata dalla stretta contingenza, non dalla volontà di chiudere presidi territoriali. “Appena possibile ritorneremo all’assetto di prima, ma ora, con i numeri dei positivi che continuano a crescere in modo esponenziale, con l’aumento degli accessi al Pronto soccorso e con l’incremento dei posti letto covid occupati nei reparti ordinari, alcune scelte risultano obbligate. È necessario, oggi più che mai, da parte di tutti, cittadini e istituzioni, un grande sforzo di comprensione e lettura della situazione a cui stiamo andando incontro”.

Il servizio di Guardia medica, anche così temporaneamente rimodulato, è comunque garantito per tutti i cittadini della provincia ed è attivabile telefonando numero 0523.34.30.00. Un operatore esperto sarà in grado di indirizzare l’utente perché possa usufruire del servizio richiesto in ambulatorio o a domicilio. Lo stesso operatore potrà inoltre attivare i servizi di emergenza qualora la situazione lo richiedesse.

 

COVID: 2291 CASI UN UNA SETTIMANA. SUPER LAVORO DELLE USCA CON 2700 INTERVENTI. BALDINO “DIFFICOLTA’ SUL CONTACT TRACING”

I numeri sono quasi triplicati rispetto a poche settimane fa, l’esplosione dei positivi si sta facendo sentire, eccome, anche a Piacenza. Sono 2291 i nuovi casi registrati in una settimana con un incremento del 177.7%, con 806 positivi ogni 100mila abitanti, un dato leggermente al di sotto della media regionale (1116 positivi), lombarda (1955 positivi) e nazionale (1149 positivi).

Numeri che se paragonati allo stesso periodo del 2020 sono di gran lunga più alti: il 19 novembre del 2020 si registrarono 1555 positivi in una settimana. L’altra differenza sta nell’ospedalizzazione che, grazie ai vaccini, quest’anno è diminuita di 1/5.

I tamponi sono schizzati a quasi 19mila di cui il 12.1% è positivo, in pratica 1 su 8. Da sabato 8 gennaio tornerà operativo il drive through in via Anguissola a cui si potrà accedere solo previo appuntamento dell’Asl.

Nelle CRA la situazione è tranquilla: si sono registrati 2 operatori positivi e un ospite, tutti asintomatici in tre strutture diverse.

I positivi per fasce d’età evidenziano che la maggiore concentrazione è in quella 18-40 dove si contano 1544 positivi ogni 100mila abitanti; nella 0-17 i positivi sono 809 ogni 100mila; nella 41-64 i positivi sono 694; nella 65-79 i positivi sono 305 e nella over 80 si contano 203 casi ogni 100 mila.

Le quarantene sono triplicate, se ne contano quasi 5mila. Tra queste anche quelle di alcuni operatori sanitari che dalla sera alla mattina scoprono la loro positività e quindi l’impossibilità a svolgere la professione.

Anche le USCA sono fortemente sotto pressione: hanno raggiunto numero record, in una settimana 2753 interventi. L’azienda sta cercando di implementare le unità ma non è facile perché non c’è nuovo personale, la coperta è corta, per cui so tratta di spostare personale da un’area ad un’altra dove c’è più bisogno.

Al pronto soccorso la situazione sta cambiando: gli accessi medi sono stati 20, quadruplicati in due settimane. Anche i ricoveri sono in crescita: 63, comunque 1/5 in meno che lo scorso anno. In terapia intensiva è ricoverato un paziente e si è registrato un decesso, un 72enne non vaccinato.

“I numeri sono esplosi – ha detto il dg Baldino – e non diminuiranno nel breve periodo, il picco è atteso per la metà di gennaio. Ma con i vaccini i positivi non si traducono in ricoveri o, ancora peggio, in terapia intensiva. Tuttavia i casi sono destinati ad aumentare ancora e con essi anche le ospedalizzazioni. La situazione è critica – ha proseguito – per cui l’Asl ha deciso di apportare modifiche dettate dalla contingenza come la conversione in  reparto Covid della geriatria. Se avremo ancora aumenti cercheremo di concentrarli su Piacenza per tenere “puliti” Fiorenzuola e Castel San Giovanni dove abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il pronto soccorso”.

Sul fronte della vaccinazione anche nella settimana di Capodanno si è arrivati a 2400 inoculazioni per lo più di terze dosi che in totale sono 93300 e 35mila quelle prenotate. Si ricorda che la terza dose è possibile solo se sono trascorsi almeno 5mesi dal ciclo vaccinale completo. Dal 10 gennaio si cominceranno le vaccinazioni anche con 4 mesi. I bambini 5-11 anni vaccinati sono 936, 2120 quelli prenotati.

“Con questi numeri è molti difficile il contact tracing – ha detto Baldino – abbiamo cercato di concentrare gli sforzi sulla comunicazione delle messa in quarantena attraverso un sms (non più telefonata), così come la fine della quarantena”.

COVID: IMPENNATA DI NUOVI CASI, 825 IN UNA SETTIMANA. “NUMERI PIU’ ALTI DELLO SCORSO ANNO” MA MENO PERSONE IN OSPEDALE

Il virus continua a circolare sempre più velocemente; a Piacenza, per il 56% si tratta di variante Omicron molto più contagiosa della Delta. E si vede proprio dai numeri in costante crescita: 825 i nuovi positivi con un incremento del 40.1% rispetto alla settimana scorsa. Se si osserva la situazione rispetto all’anno 2020 balza all’occhio che oggi i positivi sono di più (135 contro i 105 dello scorso anno) ma le ospedalizzazioni sono 1/5 di meno, segno che il vaccino è l’arma fondamentale contro il virus, nonostante Piacenza sia la provincia con la percentuale di Omicron più alta del resto delle province emiliano romagnole.

Il numero di positivi ogni 100mila abitanti è, a Piacenza, 290, dato molto più basso che nel resto della regione (427 ogni 100mila abitanti), della Lombardia (726 ogni 100mila abitanti) e dell’Italia (436 ogni 100mila abitanti).

I tamponi eseguiti sono stati 15430, il numero più alto da inizio pandemia, di cui il 5.3% è risultato positivo. “Ci sono stati ritardi importanti nel contact tracing – ha confermato il direttore generale Luca Baldino – si sta ragionando infatti su alcune facilitazioni delle quarantene. Il problema è che oggi c’è pochissimo personale da implementare, i concorsi vanno quasi deserti nonostante ci siano aperti gli stessi bandi dello scorso anno. Non ci sono né medici né infermieri disponibili, perché sono già impiegati. Il Governo sta ragionando sulla modifica delle quarantene, noi abbiamo introdotto una procedura automatica per la fine delle quarantene”.

Per quanto riguarda i positivi per fasce d’età si nota che tra 0-17 i contagi sono stati 380, la scorsa settimana 375, quindi un incremento minimo dovuto alla chiusura delle scuole; tra 18-40 invece il balzo è notevole da 208 a 486 nuovi positivi ogni 100mila abitanti, solo 45 nuovi positivi nella fascia over 80 ogni 100mila abitanti.

Impennata delle USCA che questa settimana hanno affrontato 1029 segnalazioni, 147 le chiamate giornaliere.

In ospedale gli accessi medi al pronto soccorso sono stati 8, i ricoveri Covid 50, un pazienti in terapia intensiva non vaccinato, un decesso.

Sul fronte delle vaccinazioni si prosegue con 2500 inoculazioni al giorno; la copertura della popolazione over 12 è del 87.8%, anche la fascia 12-19 ha superato l’80% di copertura, quella 5-11 risulta vaccinata per il 3.3%, prenotati l’11.3%.

Le persone che hanno ricevuto la terza dose sono 82393, da ieri anche 16enni e 17enni con il ciclo vaccinale completo da almeno 5 mesi.

“E’ evidente che i numeri salgono a causa del fatto che il vaccino dopo 5 mesi diminuisce la sua copertura; Piacenza quanto a positivi è messa meglio delle vicine province nonostante la variante Omicron sia la prevalente – ha confermato il dg Baldino – per questo invito ancora una volta i cittadini a vaccinarsi. I medici dell’ospedale sono preoccupati per l’imminente capodanno: festeggiate ma con le giuste precauzioni, mascherine e distanziamento”.