COLOSIMO: “LA NUOVA FONDAZIONE NON PUO’ ASPETTARE”

Il consigliere comunale di Piacenza Viva Marco Colosimo torna sul caso Fondazione. Lo fa con una nota, a pochi giorni dalla riapertura dell’ente dopo la pausa estiva fissata per il primo di settembre. Dalla prossima settimana il presidente in regime di prorogatio Francesco Scaravaggi dovrà convocare il prossimo consiglio generale nel quale verrà nominato il nuovo presidente. Verosimilmente dovrebbe essere per metà settembre. Nel frattempo il Collegio dei Sindaci dovrà reperire i documenti chiesti dal Ministero del Tesoro per far luce sugli investimenti della Fondazione dal 2000 ad oggi. Di seguito la nota del consigliere Colosimo

La nuova Fondazione non può aspettare, non possono aspettare i piacentini  con loro la cultura , la formazione il turismo l istruzione. Credo che sia stata sbagliata la procedura adottata e credo anche che occorra probabilmente una richiesta di verifica di regolarità  degli atti e delle procedure adottate alla Procura, al Tesoro e perché non anche alla Banca d’Italia. Si saranno abbassati i riflettori di quotidiani nazionali, ma l’attenzione che da ormai più di un anno dedico a questa spinosa e a tratti inquietante faccenda non cala. Non cala perché non siamo ancora arrivati alla svolta, perché l ‘unica buona notizia è stato l’azzeramento del Cda, una fatica non da poco dato che per arrivare a questo è stato necessario allertare quotidiani e mensili nazionali,  ma ciò non importa ciò che importa realmente oggi è lo stato di salute della nostra Fondazione, ciò che importa oggi è sapere quanto ancora la Fondazione possa contribuire in termini monetari allo sviluppo della nostra città. Ed è anche per questo che voglio conoscere coloro i quali prenderanno parte a questa ristrutturazione  tanto attesa e spero produttiva. Chiedo al Notaio Toscani, al momento unico candidato alla presidenza, perché ritiene di poter sapere fare il Presidente in questa delicata situazione e se ovviamente  si rende conto delle responsabilità che dovrà assumersi che di certo non si limiteranno alla lettura quotidiana del Sole 24 Ore come qualcuno credeva  fino a poco tempo fa . Poi chiedo anche al Consiglio Generale di far luce su tutti i conflitti d interesse esistenti all’interno dello stesso, perché oggi più che mai serve trasparenza ed eticità. In conclusione faccio l’ ennesimo appello al Sindaco Dosi affinché indichi una persona da nominare all’interno del Cda per aver controllo della situazione e soprattutto per tutelare gli interessi  della nostra città del suo sviluppo, del suo futuro.

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FONDAZIONE, NUOVO CONSIGLIO A META’ SETTEMBRE

In via Sant’eufemia tutto è ancora chiuso per la pausa estiva, i riflettori della stampa nazionale si sono in parte abbassati ma sempre vigili. La grande macchina Fondazione ripartirà il primo di settembre. Già da quel primo giorno, il presidente in regime di prorogatio Francesco Scaravaggi avrà il compito di convocare il consiglio generale in vista della nomina del successore. C’è una prima novità rispetto a quanto si era annunciato nel corso dell’ultimo consiglio del  2 agosto, quello in cui cda e presidente rassegnarono le dimissioni. Il parlamentino composto dai 25 grandi elettori che eleggerà il nuovo presidente verrà, molto probabilmente, fissato per la metà di settembre. Questo leggero salto in avanti allunga anche la possibilità di presentare altre candidature al ruolo di presidente, oltre quella del notaio Massimo Toscani (inizialmente il termine era stato fissato per il 27 agosto). Dopo la pausa estiva riprenderà anche il lavoro del collegio dei Sindaci impegnato nella raccolta dei documenti che il Ministero del Tesoro ha chiesto dal 2000 in avanti, per fare chiarezza sui milioni di euro che hanno preso il volo dall’impegno economico in Gibuti, ai titoli Monte Parma, ai derivati sottoscritti prima della crisi finanziaria fino alle movimentazioni in conti svizzeri. Parallelamente prosegue l’indagine in corso da parte della Procura della Repubblica di Piacenza.

Scaravaggi ancora in ferie ci ha detto di essersi rilassato; “nell’ultimo periodo era un pò teso, la tensione accumulata nelle ultime settimane è stata parecchia. Rispetto alla graticola del mese scorso – ha detto – ora sto bene, poi gli aspetti importanti della vita sono altri anche se a volte le questioni lavorative assorbono tanto da essere le principali”. Rimaniamo in attesa della ripartenza della Fondazione con la nomina del nuovo presidente e del consiglio di amministrazione.

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SPEZIA:”STRATEGIE DI RILANCIO PER LA FONDAZIONE”

“La Fondazione è come un’azienda in crisi per la quale va ridisegnato un preciso piano di azioni e rilancio”. E’ il commento di Mario Spezia, membro del consiglio della Camera di Commercio, da sempre occhio attento e critico osservatore  delle dinamiche interne della Fondazione di Piacenza e Vigevano. “Dopo anni di isolamento – continua Spezia – ora il tema è che la Fondazione è parte integrante del territorio che deve favorire con le sue azioni”. In che modo? E’ qui che sta il nodo. “Occorre fare il punto della situazione – spiega Spezia – capire a quanto ammonta effettivamente il patrimonio e quanto di questo si può utilizzare per il territorio. La Fondazione è nelle condizioni di proseguire con azioni di sostegno oppure no?”. Il nuovo presidente, insieme al cda e al parlamentino avranno il gravoso compito di elaborare precise strategie per il futuro. “In sostanza -prosegue – operare quella che si chiama due diligence ovvero un’attività finalizzata alla raccolta e alla verifica di informazioni di natura patrimoniale, finanziaria ed economica in modo da avere una fotografia chiara della realtà”.

In questo contesto saranno fondamentali la figura del nuovo presidente, che con ogni probabilità sarà il notaio Massimo Toscani, il cda (i nomi che circolavano in attesa di conferma erano quelli di Cesare Betti, Lucia Favari, Stefano Pareti, Roberto Rovero e Carlo Ghisoni) e il parlamentino con i 25 consiglieri. E gli altri organi istituzionali come il collegio dei sindaci, ma anche il direttore generale verranno confermati o il presidente avrà la facoltà di cambiare? Saranno i temi del rientro, di quello che si prospetta un autunno caldo per la Fondazione.

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FONDAZIONE, DIMESSI PRESIDENTE E CDA. SCARAVAGGI COMMOSSO

E’ stato il consiglio generale più atteso degli ultimi mesi, quello più carico di aspettative e di tensioni, per alcuni quello della svolta. In poco più di due ore hanno presentato le dimissioni ufficiali il presidente e tutto il cda, l’unico assente il vice Beniamino Anselmi. E’ un Francesco Scaravaggi commosso quello che si è presentato alla stampa al termine della seduta, un po’ per la tensione accumulata nell’ultimo periodo, un po’ perchè forse, nonostante le pugnalate alle spalle delle ultime settimane, non si aspettava che il clima, tutto sommato, si distendesse e si arrivasse alla soluzione più opportuna per tutti. Rimandata al prossimo consiglio, che verrà convocato per l’inizio di settembre, la nomina del nuovo presidente per dare spazio ad altre candidature oltre che il già noto notaio Massimo Toscani, che ad oggi gode di largo favore dei consiglieri. 

Clima sereno, costruttivo, come se una collettiva ventata di responsabilità avesse investito il consiglio per arrivare finalmente ad una svolta costruttiva. Certo rimangono le lettere del Ministero, gli accertamenti e le valutazioni dell’effettivo patrimonio di cui dispone la Fondazione e che puo’, dunque, utilizzare per il territorio.

Il servizio completo con le interviste del presidente Scaravaggi e dei consiglieri su www.zerocinque23.tv 

 

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FONDAZIONE, SVOLTA O RESA DEI CONTI?

Quattro punti all’ordine del giorno che, immaginiamo, verranno dibattuti e anche parecchio. Dopo il consiglio di amministrazione di venerdì, l’ultimo presieduto da Francesco Scaravaggi, la Fondazione è proiettata verso l’appuntamento di sabato mattina, il consiglio generale che dovrebbe sbloccare la situazione di pesante paralisi che si è consolidata in queste ultime settimane. Dovrebbe, perchè le sorprese e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. Tuttavia la convocazione è confermata, i tempi tecnici sono stati stati rispettati. Il primo punto in discussione è l’approvazione dei verbali della seduta precedente, il secondo la revoca dell’attuale cda, seguono le dimissioni del presidente, la verifica dei requisiti per il nuovo presidente e, in ultimo, la sua nomina. Filerà tutto liscio o i contrasti tra Scaravaggi e una parte del cda si manifesteranno anche questa volta, come è accaduto nell’ultimo mese? E sul nome del notaio Toscani nelle vesti di nuovo presidente continua ad esserci la maggioranza dei voti? L’auspicio è che il consiglio di sabato non si trasformi nell’ennesima resa dei conti ma che sia un’occasione di svolta che la Fondazione deve ai piacentini.

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SCARAVAGGI:”SEMBRAVA DI ESSERE SUL FRONTE DEI LEONI”

E’ un presidente provato quello che esce da una seduta di cda tra le piu tese dell’ultimo periodo, confortato solo dal fatto che sarà l’ultima a cui presiederà.  “Sembrava di essere sul fronte dei leoni – ha detto Scaravaggi al termine del cda – il clima è stato tutt’altro che sereno, la tensione era palpabile, sinceramente mi sarei aspettato un po’ più di distensione”. Quella di oggi era una seduta già in programma da tempo,  una coda di una precedente nella quale non si erano discussi tutti i punti all’ordinedel giorno. Oltre all’ordinaria amministrazione,  alcuni membri del cda hanno richiesto al presidente ulteriore documentazione relativa alle dimissioni e alla convocazione del consiglio generale il 2 agosto. “Gli presenterò quello che mi hanno richiesto – spiega Scaravaggi – previa verifica di legittimità, anche perché ciò che dovevo spiegare e giustificare l’ho già ampiamente documentato. Per fortuna che è l’ultimo cda” si lascia andare il presidente. Rimane confermata la data del 2agosto per il consiglio generale nel quale dovrebbe essere nominato il nuovo presidente Massimo Toscani. L’utilizzo del condizionale ormai sembra d’obbligo dopo quello che è accaduto nell’ultima settimana. “Ormai non mi sorprendo di nulla” ha concluso Scaravaggi.

 

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FONDAZIONE, E’ LOTTA A COLPI DI CARTE

Un passo avanti e due indietro. Le vicende delle ultime settimane legate alla Fondazione seguono un andamento altalenante. Nel senso che non appena si intravede l’uscita dalla situazione di imbarazzante paralisi in cui si trova l’ente dal giorno in cui il presidente Scaravaggi ha annunciato le dimissioni, poco dopo si ricadete nell’incertezza e nella guerra delle carte. In Fondazione sta accadendo proprio questo, in particolare l’ultimo caso è quello relativo alla convocazione del consiglio generale, prima per il 26 luglio poi per il 2 agosto. La prima data è saltata perchè il collegio dei sindaci, composto da Vito Pezzati, Andrea Fantini e Marco Mongini, ha ravvisato irregolarità nei tempi di convocazione da parte del presidente Scaravaggi inviando un esposto al ministero. Pronta la risposta del presidente che ha scritto una lettera allo stesso indirizzo per difendere il suo operato. Una guerra di procedure? Ma finalizzata a cosa? L’effetto più evidente e immediato è il dilatarsi dei tempi per l’elezione del nuovo presidente Toscani che, ad oggi, possiede ancora i numeri per essere tale. “Continuo a non comprendere questo comportamento da parte del collegio sindacale – ha detto Scaravaggi – avevo informato il presidente dei sindaci Pezzati che era mia intenzione posticipare il consiglio del 26 perchè mi era arrivata, da parte di alcuni consiglieri, richiesta di inserire un nuovo punto all’ordine del giorno, ovvero la revoca dei membri del cda. Quindi – continua – avevo già pensato di spostare la nuova seduta di una settimana”. Nella lettera di difesa Scaravaggi scrive stupisce la decisione del collegio di denunciare una pretesa violazione dell’art. 7 del Regolamento e mi sorge il sospetto che il Presidente non  abbia informato del nostro colloquio gli altri due sindaci. Scaravaggi conclude la lettera scrivendo che ritiene imprescindibile nominare il nuovo Presidente della Fondazione, considerato anche l’imminente periodo di ferie, in modo da condurla fuori da questo stato di profonda crisi, complicato da un grave dissidio tra il sottoscritto e parte del consiglio di amministrazione, nel quale ha preso una parte non secondaria lo stesso collegio sindacale. 

Una cosa sembra certa, i tempi per la convocazione del consiglio del 2 agosto, sono stati rispettati, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto.

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DOSI SU FONDAZIONE:”IL NUOVO PRESIDENTE ESERCITI IL SUO RUOLO SENZA PREVARICAZIONI”

“Vorrei che il presidente fosse in grado di gestire la situazione secondo quello che il suo ruolo gli impone, senza prevaricazioni”. E’ l’auspicio del sindaco Paolo Dosi nei confronti della nuova presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il notaio Massimo Toscani, che a meno di colpi di scena succederà a Scaravaggi, sarà nominato nella seduta del consiglio del 2 agosto, posticipata rispetto alla precedente data del 26 luglio a causa di una segnalazione presentata dal collegio dei sindaci della Fondazione che contesterebbe la condotta tenuta nell’ultimo periodo da Scaravaggi. “Lo statuto è per certi aspetti lacunoso -risponde il primo cittadino – la situazione attuale non è contemplata”. In ogni caso Piacenza ne esce con le ossa rotte? “quello che è accaduto è da considerarsi certamente una sconfitta – confessa il sindaco – è il sistema che non ha funzionato e che ha fallito. Tutte le contraddizioni degli anni si sono accumulate e sono scoppiate adesso. Noi in parte, ci siamo trovati a doverle risolvere”.

FONDAZIONE, CDA TUTTO NUOVO?

I tempi si allungano per la convocazione del nuovo consiglio generale della Fondazione. Se fino a ieri mattina sembrava confermata la data del 26 luglio, in serata il presidente Scaravaggi si è trovato costretto a posticiparlo di qualche giorno a causa di alcune richieste di chiarimenti e verifiche da parte dei consiglieri. Verosimilmente dovrebbe svolgersi nei primi giorni di agosto. Sembrano non esserci dubbi invece sul nome del notaio Massimo Toscani per la presidenza dell’ente, l’ufficialità si avrà solo con la nomina da parte del consiglio. Il passo successivo sarà il consiglio di amministrazione che affiancherà il nuovo presidente in questa delicata fase. Tra i nomi che circolano quelli dell’avvocato Roberto Rovero, dell’attuale consigliere Lucia Favari, di Cesare Betti direttore di Confindustria,  Stefano Pareti attualmente membro del cda in carica e Carlo Ghisoni consigliere. Non c’è alcuna certezza, ogni dubbio verrà sciolto dal nuovo presidente, ma se venisse in parte confermato sarebbe un cda con alcune new entry, espressione del mondo economico e della sfera giuridica oltre che della società civile e della cultura.

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STEFANO PARETI: “MI DIMETTERO’ SUBITO DOPO SCARAVAGGI”

“Ho legato le mie sorti a quelle del presidente. Non appena rassegnerà le sue dimissioni, io gli andrò dietro”. Sono più convinte che mai le parole di Stefano Pareti, membro del cda della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Lo abbiamo contattato per un commento sull’invito del vice Anselmi a dimettersi per dare un segnale di chiarezza. “Io l’ho sempre detto – continua – non appena Scaravaggi si dimetterà lo farò anch’io senza problemi”. Il presidente ha sempre confermato la sua volontà di lasciare l’ente non appena sarebbe subentrato il successore, oggi identificato nel notaio Massimo Toscani. E’ solo questione di ore, dunque. Anche se il 26 luglio inizialmente designato come la data per il consiglio generale potrebbe slittare a causa della mancata presenza al alcuni consiglieri.

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