EX CARMINE, AVVIATO IL CANTIERE DI 390 GIORNI

390 giorni di cantiere, al termine dei quali l’ex chiesa del carmine tornerà a splendere. Oggi la struttura ha riaperto le porte per ospitare i lavori di recupero e rifunzionalizzazione. Fondata nel 1334 dai padri carmelitani, in seguito alla soppressione nel 1805, la chiesa venne adibita ad ospedale, poi a magazzino mentre il vicino convento diventò prima caserma, poi pubblico macello. Dagli anni 50 fino al 2006 ospita gli uffici statali, da li in poi viene abbandonato. Il progetto complessivo, a seguito del ribasso dell’offerta, è pari a di 4 milioni 630 mila euro, di cui il 50 per cento dai fondi Dup della regione, ¼ dal Comune e ¼ dai fondi Asse 6. In sintesi l’intervento prevede la demolizione delle tamponature la riapertura delle porte minori, il rifacimento della scalinata su via borghetto, il recupero degli stucchi e il consolidamento delle volte e dei costoloni per adeguarli alle normative antisismiche. 

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ALL’EX CARMINE SPAZI IBRIDI E INCLUSIVI

Sarà uno spazio ibrido, difficile da definire, uno spazio comunque inclusivo e multi servizio. Quello che sorgerà all’interno dell’ex chiesa del Carmine di piazza Cittadella sarà qualcosa di difficile da concepire con precisione, almeno per il momento. Ma alcuni esempi possono venire in aiuto. Esempi come quello piacentino ne esistono già sparsi per l’Italia: a Milano, Napoli, Bari con i laboratori di barriera, a Bologna all’interno delle serre dei giardini Margherita, a Palermo nell’ex deposito locomotive. Spazi non convenzionali nati per iniziativa di gruppi dal basso, nati per ridare vita a luoghi dimenticati. La regione Emilia Romagna finanzierà in parte questi interventi come farà in ogni capoluogo di provincia. La tematica principale del laboratorio aperto nel Carmine sarà la mobilità logistica sostenibile. Il laboratorio aperto partirà prima che vengano ultimati i lavori di recupero del Carmine, stimati in circa tre anni. Troverà spazio, temporaneamente, al Tecnopolo, nel cuore appunto della logistica piacentina. I soggetti gestori dovranno avere caratteristiche specifiche, professionisti altamente qualificati nel settore della logistica ma non solo. Dovranno essere in grado di coniugare eventi ma anche offrire servizi ai piacentini, in modo che il Carmine diventi quella cintura tra chi arriva in città e il centro che fino ad oggi non è stato.

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QUANDO L’ACCOGLIENZA LA FANNO LE PERSONE. A TUTTO TONDO

In due anni sono passati di qui una cinquantina di persone; uomini italiani e stranieri senza fissa dimora, una condizione che il freddo dell’inverno rende ancora più difficile. La struttura sorta all’interno della parrocchia della Sacra Famiglia è nata come un dormitorio, oggi rappresenta qualcosa di più. Aprendo la porta si respira profumo di accoglienza vera, il calore di una famiglia che passa per i gesti e le azioni dei volontari che vi prestano servizio. Una sessantina circa, divisi in tre gruppi, una forza fondamentale senza i quali questa casa non potrebbe funzionare.

Quello che i piacentini si troveranno di fronte, una volta terminati i lavori, sarà qualcosa di inimmaginabile. L’intervento di ripristino dell’ex chiesa del Carmine di piazza Casali riporterà alla luce elementi, oggi, quasi impossibili da immaginare considerata la condizione di degrado in cui versa. Il progetto di restauro, che per essere eseguito deve essere ancora appaltato, prevede il ripristino di una gradinata del 1699 costruita all’esterno che collegava la chiesa a via Borghetto.

Gli ospiti del centro riabilitativo dell’Assofa hanno realizzato queste belle opere per augurare buon natale alle loro famiglie. Le prendiamo in prestito, idealmente, anche noi per augurarvi di trascorrere feste serene con il messaggio di mettere sempre in luce quelle di buono c’è in ognuno di voi come hanno fatto i ragazzi della cooperativa Assofa.

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