PELLEGRINA: IN UN LIBRO LE STORIE DI VITA DEGLI OSPITI

E’ un libro fatto di storie di persone. Quelle persone che sono passate in queste stanze, 150 in 25 anni, da quando cioè nel 1993 la casa d’accoglienza don Venturini ha aperto le porte alle persone affetti da Hiv e Aids, un opera segno della Caritas diocesana. Da pochi giorni è uscito il libro di Thomas Trenchi La Pellegrina, storie della casa accoglienza don Venturini.
Nel libro le premesse sono di Giuseppe Chiodaroli e Gian Luigi Rubini, le prefazioni di Francesca Sali e Alessandra Costa.

“ALLA PELLEGRINA ACCOGLIENZA AUTENTICA COME IN FAMIGLIA”

“La Pellegrina ha mantenuto negli anni la vocazione ad una accoglienza autentica, una casa per i nostri ospiti”. Francesca Sali definisce così la casa d’accoglienza Don Venturini, di cui dal 2009 è responsabile. Oggi dopo 25 anni dall’apertura lo spirito che anima l’equipe e i volontari è immutato. Dal 1993 sono passate di lì circa 150 persone malate di aids.

 

ALESSANDRO: “ALLA CASA DON VENTURINI MI SONO SALVATO LA VITA”

In 25 anni ha ospitato circa 150 persone, e ancora oggi, ogni giorno, continua nella sua opera di accoglienza verso le persone tossicodipendenti. La casa intitolata a Don Venturini, che tutti conoscono come Pellegrina, è nata 25 anni fa come segno della Caritas diocesana; una volontà chiara e precisa che andava nella direzione di superare il pregiudizio e lo stigma. Oggi la casa don Venturini si apre alla comunità e sopratutto ai giovani delle scuole superiori per creare consapevolezza e conoscenza.