MALTEMPO, IN VAL D’ARDA CEDONO LE STRADE

La provincia torna a tremare: le violente piogge di stanotte hanno portato alla mente quello che è accaduto lo scorso settembre. Questa volta a gonfiarsi sono stati i torrenti Riglio nella zona Paderna, Tidone, Chiavenna a Cortemaggiore e l’Arda che è arrivato a lambire le strade provinciali tanto che alcune arterie sono state chiuse alla circolazione: tra queste la provinciale 21 di Val d’Arda tra Lugagnano e lo stabilimento Buzzi Unicem, la provinciale di Val d’Arda tra Cortemaggiore e San Pietro in Cerro, la provinciale di Muradolo nel tratto tra Ponte Riglio e Caorso, la provinciale di Cortemaggiore interrotta in corrispondenza di Ponte Riglio e Chiavenna. L’Arda è una bomba pronta ad esplodere aveva detto qualcuno cinque masi fa quando l’attenzione era su Nure e Trebbia sorvegliati speciali dopo l’alluvione, aveva ragione. Il terreno non è in grado di assorbire le precipitazioni, è la preoccupazione dei primi cittadini e dei residenti, quindi l’acqua è destinata a tracimare e di conseguenza a danneggiare le strade.

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CARBONEXT: NUOVO INCONTRO PUBBLICO IL 15 A LUGAGNANO

La lotta dei comitati ambientalisti su Carbonext va avanti; un nuovo incontro pubblico è stato organizzato per giovedì 15 ottobre alle 21 al teatro  comunale di Lugagnano. “Da qualche mese la Valutazione di Impatto Ambientale relativa al progetto CarboNeXT di Buzzi Unicem per la cementeria di Vernasca (PC) è entrata nel vivo – scrivono gli organizzatori -. Il campo di battaglia principale (se non unico) è divenuto il Palazzo, all’interno del quale i cittadini non contano quasi nulla e non hanno gli strumenti per farsi ascoltare: dopo qualche mese di lavoro intenso, ma nascosto dai riflettori dell’opinione pubblica, i Comitati di cittadini che si oppongono alla devastazione della Val d’Arda attraverso un progetto impresentabile, zeppo di errori, e pericoloso per ambiente e salute umana, decidono di organizzare una serata pubblica per aggiornare i concittadini che continuano a chiedere come stia andando la lotta”.

“A che punto si trova la Valutazione del Progetto? Quali novità sono sorte dalle risposte di Buzzi Unicem alle osservazioni dei cittadini? Come si comportano i nostri politici locali e i tecnici della Provincia quando si trovano nei palazzi del Potere? Come si sono mossi i Comitati negli ultimi mesi, cos’hanno scoperto? Quali saranno i prossimi passi?”

“A queste e a tutte le domande e i dubbi della cittadinanza il Comitato “Basta Nocività in Val d’Arda”, il Comitato “Aria Pulita in Val d’Arda” e Legambiente Piacenza saranno pronti a rispondere giovedì 15 ottobre, dalle ore 21, presso il Teatro Comunale di Lugagnano Val d’Arda”.

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CARBONEXT: UN NO ANCHE DALLA POLITICA. PD ATTENDISTA

È un secco no anche dalla politica. Il progetto presentato dalla Buzzi Unicem di bruciare combustibile speciale Css e’ stato bocciato anche dalla politica, in modo praticamente bipartisan. La piazza di Lugagnano ha ospitato una serata organizzata dai comitati Basta Nocività in Val d’Arda, Aria pulita in Val d’Arda e Legambiente. Dietro al tavolo, questa volta, c’erano i politicizzata, i rappresentanti di tutti i partiti. Praticamente da parte di tutti, chi con toni più accesi, chi più sfumati a attendisti come il Partito Democratico, e’ arrivato un coro di no. Hanno partecipato Manuela Bruschini di Rifondazione Comunista, Tommaso Foti consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianluigi Molinari consigliere regionale PD, Jonathan Papamarenghi sindaco di Lugagnano e segretario provinciale di Forza Italia, Matteo Rancan consigliere regionale Lega Nord, Gianluca Sassi consigliere regionale M5S e Igor Taruffi consigliere regionale di Sel. Ampia la partecipazione dei cittadini che hannoanifeststo ancora una volta il forte interessa verso questa tematica che li tocca da vicino. Incassato anche il no della politica, cittadini e comitati attendono che la Provincia, alla quale spetta la decisione finale, si pronunci sia in merito alla concessione della Vis che sull’intero progetto del Carbonext.

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CONTRO IL CARBONEXT, SIT-IN IN PROVINCIA

La marcia contro il Carbonext prosegue. Dopo il successe della marcia dei 1000, comitati, associazioni ambientaliste e cittadini hanno organizzato per martedì 9 giugno alle 9.30 un sit-in davanti alla Provincia per esprimere le ragioni del proprio dissenso nei confronti del progetto in discussione, anche e proprio alla luce del largo consenso nell’opinione pubblica piacentina dimostrato dalla grande partecipazione alla Manifestazione di Lugagnano. Martedì è in programma la Conferenza dei Servizi; all’ordine del giorno è stata inserita la richiesta, da parte delle Amministrazioni di Morfasso e Castell’Arquato di essere ammesse a partecipare alla Conferenza dei servizi, come già avvenuto per Lugagnan. Il Sit-In è anche un modo per appoggiarne la richiesta e chiedere che le tre Amministrazioni, chiaramente coinvolte dagli effetti del progetto, sia a livello ambientale che sanitario, possano partecipare alla Conferenza dei servizi a pieno titolo, al pari del Comune di Vernasca, per ora unico Comune della Vallata a poter esprimere un parere in Conferenza. Nell’occasione verranno consegnate le 5ooo firme raccolte contro il progetto al Presidente della Provincia Francesco Rolleri.

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BUS: I SINDACI CONTRO IL PATTO “SIAMO SOTTO MINACCIA”

“E’ evidente che siamo sotto minaccia” così il sindaco di Cadeo Marco Bricconi risponde all’ipotesi di tagli del servizio di trasporto pubblico locale nel caso il suo comune, insieme a Lugagnano, Cortemaggiore e Coarso, non aderisca al Patto della mobilità. Tagli che sarebbero dietro l’angolo già a partire dal 1° luglio nel caso non arrivi il dietro front dei sindaci entro il 15 giugno. “Ma i tagli sono già in programma indipendentemente dalla volontà o meno di aderire al patto della mobilità – fa eco il sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi – da oggi incomincia il tour della Provincia nelle valli per illustrare il piano dei nuovi tagli, anche in quei comuni che hanno aderito da subito al Patto. Quello che chiediamo – spiega il sindaco – è di sederci intorno ad un tavolo per arrivare ad una riorganizzazione del servizio. E’ un discorso di buona gestione”. “Continuo a pensare che questa situazione sia assurda – continua il sindaco Bricconi – dovrebbe essere un piano sovracomunale ad occuparsi del Tpl, a partire dalle Province e Regioni. Questa minaccia che pende sui cittadini è inqualificabile. Porterò l’argomento all’ordine del giorno del consiglio comunale di stasera e valuteremo insieme cosa fare. Nonostante la disponibilità dei colleghi che hanno accolto da subito il Patto, temo che coi saranno ugualmente nuovi tagli sui comuni”. Il comune di Cadeo dovrebbe stanziare 18.170 euro; Lugagnano 12.408; Caorso 14.630; Cortemaggiore 6.836 euro.

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NO AL CARBONEXT, LA MARCIA DEI MILLE HA FATTO CENTRO

Un serpentone colorato, allegro, arricchito dalla presenza di tanti bambini, famiglie, da tantissimi cittadini che da Lugagnano si è snodato fino a Macomero davanti al piazzale della Buzzi Unicem. Obiettivo colpito nel segno. Questo doveva essere e questo è stato: toccare quota mille per dire no al progetto del cementificio di Vernasca di utilizzare il Carbonext, ovvero il css, un combustibile solido secondario derivato dalla lavorazione dei rifiuti.  Il tam tam sui social, il passa parola, hanno fatto centro, in una domenica pomeriggio in cui i protagonisti sono stati i cittadini, a partire dai bambini della scuola elementare di Vernasca, guidati dalla maestre e dai genitori, poi ragazzi, uomini e donne preoccupati per il futuro di un’intera valle. Tante bandiere alla marcia per la val d’Arda, nessun simbolo politico, tanti palloncini, tanto colore quello delle associazioni ambientaliste e della Coldiretti con i trattori. Presenti tutti i comitati sorti spontaneamente in questi mesi, che dal palco allestito davanti al piazzale della Buzzi Unicem hanno di nuovo fatto sentire la loro voce, contro una politica a loro dire assente e silente. Un progetto per il quale cittadini e istituzioni locali, comune di Lugagnano, Castell’arquato e Morfasso, gli unici presenti alla marcia, chiedono una seria valutazione di impatto sulla salute, per cui la provincia si deve ancora pronunciare. Un progetto quello presentato dalla Buzzi che preoccupa soprattutto i genitori dei bambini delle scuole elementari e le insegnati, al fianco delle famiglie in questa lotta per la salute.

1000 BANDIERE PER LA VAL D’ARDA: LA MARCIA CONTRO IL CARBONEXT

L’avevamo anticipato, ed ora è una certezza. L’evento per dire no al Carbonext è stato organizzato. Si chiamerà 1000 bandiere per la Val d’Arda, l’appuntamento è per domenica 24 maggio alle 14,30; sarà una lunga marcia che si snoderà da Lugagnano fino al cementifico Buzzi Unicem. Una grande manifestazione popolare per la tutela della salute e dell’ambiente in Val d’Arda, scrivono gli organizzatori, Legambiente e i comitati Basta Nocività in Val d’Arda. “Una passeggiata di 7,5 km – scrivono gli organizzatori – che ha l’intento di far comprendere alle istituzioni che il progetto Carbonext non potrà calpestare i nostri diritti e la nostra vita”. Alla partenza saranno distribuite magliette dei comitati e palloncini e bandiere, qualunque siano; dalla squadra del cuore, al tricolore, lo stendardo delle associazioni, escluse le bandiere politiche o i simboli di partito. Segno che sarà una manifestazione di tutti, al di là del pensiero politico. Le eventuali offerte raccolte finanzieranno l’evento e le analisi che i tecnici dei Comitati stanno compiendo su terreni, acque e prodotti animali della zona presso laboratori accreditati, fino ad ora a proprie spese.

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CONTRO IL CARBONEXT UNA LUNGA MARCIA A PIEDI

“Sul tema Carbonext è indispensabile un incontro con la Provincia, perchè sarà lei a concedere o meno l’autorizzazione a bruciare combustibile css nel cementificio di Vernasca. Anzi il tavolo di confronto andava fatto prima”. E’ chiaro il sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi nel giustificare le ragioni che lo hanno portato a inviare all’amministrazione provinciale una richiesta di tavolo di confronto su una tematica che sta coinvolgendo tutta la Val d’Arda, due comitati, Legambiente e migliaia di cittadini. “Non ci si può lavare le mani da un punto vista politico – ha detto Papamarenghi – ed è necessario il coinvolgimento anche di altri comuni come Morfasso e Castell’Arquato che finora sono stati lasciati ai margini. Dove è la Regione in questa partita?” si domanda il primo cittadino. Prima del rilascio della VIA (valutazione di impatto ambientale) questi sono i passaggi da espletare: le osservazioni da parte dei comitati e di Legambiente sono state depositate entro il 2 marzo, da quella data la Provincia si è presa 30 giorni per la verifica, poi il passaggio alla Buzzi Unicem che ha a disposizione 90 giorni per le contro valutazioni.  L’ultima parola spetterà poi alla Provincia. La sensazione dei comitati è che questo temporeggiare da parte della politica voglia portare a far mollare la presa. Intanto per la metà di maggio è in fase di organizzazione una manifestazione di protesta a cui sono invitati cittadini, comitati ed associazioni che si oppongono al progetto del Carbonext: sarà una lunga camminata a piedi da Castell’Arquato fino alla Buzzi Unicem, passando per Lugagnano.

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BUZZI UNICEM – CARBONEXT: DOVE E’ FINITA LA POLITICA? SE NE PARLA A TUTTO TONDO

Prima ancora che esplodesse sulla stampa la vicenda della Buzzi Unicem e del combustibile Carbonext erano già un caso. Un caso nel quale si intrecciano interessi economici e la salute dei cittadini. Da una parte ci sono le ragioni del cementificio, corredate da due conferenze dei servizi e da uno screening che confermerebbero la non pericolosità per la salute dell’utilizzo del combustibile, dall’altra la voce della gente, delle amministrazioni, peraltro divise a loro volta e dei medici che chiedono una valutazione dell’impatto sulla salute che potrebbe avere il Carbonext bruciato nel cementifico della val d’Arda. Ma il cammino sembra tortuoso e destinato ad arrestarsi.

Si chiamano celle aperte, spazi nei quali i detenuti sono liberi di nei corridoi della propria sezione. Come occupare questo tempo? L’ideale sarebbero percorsi strutturati che vanno dall’apprendimento di un mestiere alla scrittura, nella direzione di rielaborare l’esperienza della detenzione. Oggi al carcere delle Novate il vero problema non è più il sovraffollamento ma tenere occupati i detenuti. La rivista Sosta Forzata, che oggi rischia di essere sospesa nella pubblicazione, andava proprio in questa direzione.

Sentire parlare chi ha visto la morte accanto, giorno dopo giorno, fa sentire enormemente piccoli. Sentire il giornalista Domenico Quirico raccontare la sua esperienza nelle mani di jihadisti per 150 giorni, con estrema lucidità, fa capire, ancora di più, che la minaccia dell’isis rappresenta davvero il vero e unico male del mondo. Il Grande Califfato, il titolo del suo libro, è un progetto di espansione mondiale.

SALUTE PUBBLICA E INTERESSI ECONOMICI, IL CASO CARBONEXT

E’ destinato a diventare un caso, se mai non lo sia già. Un caso nel quale si mischiano interessi economici alla salute dei cittadini che, a dire la verità, dovrebbe avere la priorità su qualsiasi cosa. Per il progetto presentato dal cementificio storico della Val d’Arda, Buzzi Unicem, pare proprio che la cittadinanza abbia sviluppato una notevole sensibilità, testimonianza ne sono la nascita dei comitati sorti spontaneamente e l’interesse intorno a questa tematica. Il progetto prevede la sostituzione di una parte del combustibile fossile tradizionalmente utilizzato con il Carbonext, un combustibile solido secondario derivato da rifiuti solidi urbani, proposta che sta preoccupando, non poco, cittadini, associazioni ambientaliste, titolari di aziende agricole e amministrazioni. Il comune di Lugagnano, portacolori centrodestra, ha portato avanti un iter improntato alla condivisione e alla trasparenza con i cittadini e associazioni ambientaliste, con la richiesta della Vis, la valutazione di impatto sulla salute, corredata da una petizione popolare di oltre 4 mila firme raccolte in tutta la Val d’Arda. “Un iter di trasparenza e chiarezza ci ha contraddistinto da subito – ha detto il sindaco Jonathan Papamarenghi – sena fare populismo non si può barattare la salute con qualunque altro interesse”.

La Vis in Italia non è obbligatoria, ma fortemente caldeggiata dalla Regione Emilia Romagna in attesa che diventi obbligatoria. Il progetto della Buzzi Unicem era stato presentato nel corso di due conferenza dei servizi e corredata da un cospicuo screening. Stando così le cose la decisione finale se concederla o meno spetterà all’ente Provincia.

Ad oggi l’unico strumento che l’amministrazione di Lugagnano possiede per la qualità dell’aria è una centralina posizionata una ventina di anni fa davanti alle scuole che rileva le polveri sottili, non la presenza di metalli pesanti, diossina o ceneri. Buzzi Unicem ha diramato una nota per tranquillizzare la popolazione sulla non pericolosità del Carbonext: “occorre evitare di diffondere falsi allarmi su “emissioni allarmanti” e/o con influenze negative sulla sanità pubblica. Anni di controlli e serie verifiche condotti sul territorio cuneese da ARPA e CNR su impianti che usano da tempo CSS, dimostrano che in Val d’Arda non si avrebbe alcun effetto nocivo per la salute – si legge. E ancora “– La combustione CSS, a temperature fino a 2000° con lunghi tempi di permanenza, non modifica le emissioni attuali e non produce ceneri”. Il comitato spontaneo Basta nocività in val d’arda, composto da circa 25 cittadini delle più svariate esperienze ed appartenenze politiche, chiede più chiarezza proprio in merito al progetto. Il dottor Giuseppe Miserotti, referente locale di Isde, società internazionale dei medici per l’ambiente, non ha mancato, fin dall’inizio di sottolineare l’importanza di ottenere un documento ufficiale come la Vis per valutare l’impatto che il css (Carbonext) avrebbe sulla salute nel tempo, come lo sviluppo di alcune patologie non solo tumorali.

 Il servizio completo con tutte le interviste raccolta nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

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