VIAGGIO AD HOMI TRA STILI DI VITA E PASSIONE PER I GIOIELLI

Ecco il nostro viaggio all’interno di Homi, il salone degli stili di vita in fiera a Milano. Accompagnati da Maria Elena Capelli abbiamo conosciuto gli artisti e i loro prodotti. Fil rouge: cura del dettaglio, originalità e ricerca delle materie di prima di qualità. Ecco com’è andata

TUTTE PAZZE PER I BIJOUX, IL BLOG CHE FA TENDENZA

Si definisce una cacciatrice di tendenze, per fare questo intervista, scopre, conosce, va in giro per il mondo. Il mondo di Maria Elena Capelli
è quello dei gioielli, una passione che l’accompagna da sempre; per lei la ricerca non è quella del souvenir ma del gioiello unico e speciale.
Il bisnonno orafo forse ci ha messo lo zampino, forse anche la mamma che ha la sua stessa passione, sta di fatto che sette anni fa decide di aprire il blog Tutte pazze per i bijoux. Dopo tre mesi entra nelle classifiche dei blog più visitati, come lo è ancora oggi. Ecco la sua storia

FERRARI ATS: “IL DOPO EXPO E’ SU UN BINARIO MORTO”

La sensazione è che Expo si sia svolto ben più di due anni fa. In realtà dall’inaugurazione dell’esposizione universale milanese è trascorso davvero poco tempo e solo un anno fa, per la precisione nel febbraio del 2016, in Comune, nel corso di una conferenza stampa, da più parti, organi istituzionali in prima linea, era stata confermata la volontà di proseguire la collaborazione per il dopo expo. Oggi cosa è rimasto di quello spirito? E soprattutto, esiste ancora la convinzione a portare avanti quel “sistema Piacenza” di cui abbiamo sentito parlare per oltre un anno? A giudicare da quello che semplicemente si vede, sembra di stare su un binario morto. Ma il denaro speso dal territorio per la macchina expo non è stato poco: poco meno di 2 milioni di euro, tra enti istituzionali, Camera di Commercio e Fondazione in primis e privati. Abbiamo girato queste domanda a Silvio Ferrari, presidente di Ats Piacenza, l’associazione temporanea di scopo, formata da 18 associazioni e 4 istituzioni che ha lavorato per l’organizzazione di Expo in Piazzetta Piacenza.

L’EXPO DEI CONTRASTI, A TUTTO TONDO

Bistrattata, discussa, osannata ed esaltata in tutte le salse: dell’Expo si parla e si continuerà a farlo. Abbiamo deciso di parlarne mettendo soprattutto in evidenza i contrasti che l’esposizione universale porta con sé ma anche concentrandoci su quello che ha maggiori legami con il nostro territorio, ovvero Piazzetta Piacenza e la Grande Zolla.Che Expo, con i suoi colori, i suoi assaggi, i suoi piatti tipici, assomigli ad una grande fiera mondiale è una realtà; dall’altra parte però c’è il tema, cioè nutrire il pianeta, con i suoi paradossi e le contraddizioni. Il Caritas Day ha voluto riflettere proprio su questo. E veniamo alla nostra piazzetta: posizione invidiabilissima, meglio non si poteva chiedere. Certo chi si avvicina resta con l’amaro in bocca, ci si sarebbe aspettati qualcosa in più dal punto di vista dei contenuti. Per questo, entro la fine del mese, la prima novità: il caleidoscopio si aprirà all’esterno, per portare davvero sul cardo Piacenza. Ci sono poi i percorso fuori salone, uno di questi è UnPOxExPO2015. Un progetto che parla tutto piacentino perchè il suo inventore è il piacentino Giampietro Comolli. Ottimo il bilancio del primo mese, 20 mila pacchetti venduti.

REGGI: “RISPARMIARE 300MILIONI DI EURO ALL’ANNO SULLE AUTO SEQUESTRATE”

Giornata da protagonista per Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio che ieri ha partecipato all’assemblea dell’Anci a Milano. E’ possibile risparmiare 300 milioni di euro l’ anno sulla gestione delle 50 mila auto che le forze dell’ ordine sequestrano ogni anno, attraverso una norma che “semplifichi il processo ed eviti gli oneri legati alla presa in carico e alla stima del veicolo”. Il 95% di queste vetture – ha spiegato a margine dei lavori – finisce nei depositi e poi in discarica. Dovremmo quindi ragionare come se il 100% delle vetture andasse in rottamazione – ha concluso – e andare a individuare subito quel 5% da
valorizzare e tenere in deposito”.

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IMAPP CONQUISTA ANCHE LO SMAU DI MILANO

Imapp sbanca e conquista anche il secondo posto al premio nazionale Smau Mob App Awards per la categoria Viaggi e Turismo. Marco Boeri, l’ideatore dell’applicazione innovativa che permette di visitare i musei civici di Palazzo Farnese attraverso lo smartphone, può aggiungere al suo palma res anche questo importante riconoscimentoImapp, a cui anche noi abbiamo dedicato più servizi, è una tecnologia avanzata, di cui i Musei Civici cittadini sono tra i primi in Europa ad avvalersi, grazie alla quale lo smarthphone o tablet del visitatore riceve, in tempo reale, informazioni dettagliate sull’opera che si sta ammirando in quel momento, con possibilità di ascoltare l’audio e localizzare, grazie a una mappa più estesa, la propria posizione nell’edificio.Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito del salone dell’informatica in corso a Milano e costituisce, sottolineano gli assessori comunali allo Sviluppo Economico e alla Cultura, Francesco Timpano e Tiziana Albasi, “motivo di particolare orgoglio, perché valorizza da una parte il talento e l’intelligenza creativa di una giovane start-up piacentina, dall’altra promuove il patrimonio museale del nostro territorio, rimarcando positivamente la presenza di un’innovazione importante a servizio del turista”.Il progetto Imapp aveva vinto, nel 2013, la sezione piacentina della Start Cup Emilia Romagna.

BOERI

“SOCIAL STREET” QUANDO LA PARTECIPAZIONE PARTE DAL BASSO

Social street”, ovvero quando da tante strette di mano si forma una catena. Una catena di solidarietà che parte dalla capacità dei cittadini di organizzarsi dal basso per migliorare la città o una parte di essa. A Milano esistono già una ventina di social street; l’amministrazione ha preso esempio da Bologna ed ha affidato all’istituto europeo di design uno studio per capire come declinare l’esperienza anche su altri territorio in base a bisogni, necessità ed esperienze. Nel capoluogo lombardo i cittadini si sono auto-organizzati, prima attraverso un passa parola sui social network, poi con un tam tam che ha coinvolto un gran numero di persone, spesso abitanti dello stesso quartiere e quindi profondi conoscitori della stessa realtà.
L’idea dell’amministrazione comunale è di prendere ad esempio Milano per riproporre lo stesso modello anche a Piacenza; il laboratorio ideale sarebbe proprio il progetto Porta Galera 3.0 un’occasione su cui il comune sta concentrando molte energie, puntando sui cittadini per migliorare una parte della città.

TRENO VELOCE MILANO – PIACENZA, LO STOP DEL PIRELLONE

E’ una corsa ad ostacoli quella che hanno affrontato in questi mesi Comune, Provincia e Confindustria per ottenere un collegamento ferroviario di qualità tra Milano e Piacenza. Un collegamento efficiente in vista di un evento di portata mondiale quale è Expo 2015 che, a sei mesi dall’avvio, non c’è ancora. O meglio ci sarebbe stato se il progetto, di cui si parla da tre anni, non avesse subito stop forzati in particolare dalla regione Lombardia. Il rischio? Quello di ospitare i visitatori di Expo su treni che oggi hanno 50 anni, carrozze di vecchia concezione, parecchio datate, che segnarono una vera svolta nel mondo ferroviario, ma negli anni 60.  A luglio sindaco dosi, presidente Trespidi e presidente Bolzoni erano convinti di essere arrivati ad una proposta di giusto compromesso che prevedeva: il coinvolgimento dell’azienda ferroviaria regionale Tper, l’utilizzo di due nuovi treni noleggiati dalle ferrovie svizzere, l’aggiunta di 7+7 corse al giorno verso Milano Centrale con arrivo a Rogoredo in circa 35 minuti, la sostituzione di tutti i treni del 1965 con altri meno vecchi, più efficienti, più capienti prima di Expo e per sempre dopo Expo e l’esecuzione di questo servizio per 12 mesi. Tutto questo però è stato completamente messo in discussione nell’incontro del primo agosto scorso alla regione Lombardia: 4 corse in più in una direzione con treni noleggiati, 8 corse sempre con treni noleggiati in sostituzione dei vecchi esistenti, mantenimento di 12 corse con i mezzi del 1965, servizio fatto solo per il periodo dell’Expo e quindi solo 6 mesi, percorso lento con fermata in tute le stazioni e tempo di percorrenza di 50 minuti, cancellazione dell’impegno espresso dall’assessore lombardo Del Tenno per una partecipazione ai costi. Proposta semplicemente irricevibile.

E adesso cosa si devono aspettare i piacentini? Una ennesima proposta al ribasso? Salutare per sempre l’idea di avere a disposizione dei 2700 pendolari una linea ferroviaria di qualità al pari di altre città del nord distanti dal capoluogo lombardo come Piacenza? Il presidente Trespidi punta ai vertici di Expo con cui bisogna aprire una fase di dialogo e al comune di Milano.

Il consigliere di Fratelli d’Italia Tommaso Foti esorta gli amministratori ad un gesto eclatante come le dimissioni di massa, ecco il testo: E’ assurdo e, al tempo stesso, vergognoso: Piacenza, nonostante la sua vicinanza a Milano, rischia di continuare a non avere un collegamento veloce con il capoluogo lombardo. Eppure di Piacenza per Expo ci sarà bisogno, eccome. Di fronte ad atteggiamenti dilatori, nonostante la piena disponibilità piacentina, ribellarsi è giusto “, lo sostiene Tommaso Foti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.” Il presidente Trespidi, il sindaco Dosi e il presidente di Confindustria Bolzoni hanno fatto bene a continuare ad insistere per avere il collegamento. Ora – continua la nota – va posta in essere qualche clamorosa azione per obbligare anche il Governo ad intervenire. Le ferrovie sono degli italiani, che le mantengono con le proprie tasse, e – quindi – anche dei piacentini, non certo delle Regioni. Tanto più che il federalismo ferroviario fa veramente pena.” ” Expo 2015 a Milano non è frutto del caso, ma dell’impegno e delle risorse stanziate dai Governi che, negli ultimi anni, si sono succeduti. Piacenza – aggiunge Foti – non può continuare a restare l’ultima provincia dell’impero per l’Emilia-Romagna e la figliastra per la Lombardia. Certo, se fossimo collocati in quest’ultima Regione, il problema non sussisterebbe. Ma il fatto che non sia così non è una buona giustificazione per tenerci nell’isolamento.”” Di essere solo ascoltati i piacentini sono stufi: o qualcuno interviene e consente, seppure in una situazione di grave ritardo, che il collegamento veloce Piacenza-Milano sia istituito – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale – oppure dimettiamoci tutti in massa: sindaci, consiglieri comunali ed assessori. Una volta tanto, facciamo una battaglia per Piacenza a testa alta.”

PALAZZO EX ENEL, UN GIGANTE CHE NON C’E’ PIU’

Manca una manciata di giorni e palazzo ex Enel non esisterà più. Le ruspe stanno ultimando i lavori di demolizione della struttura incominciati alla fine di luglio. La data ultima è lunedì 15 settembre in concomitanza all’avvio dell’anno scolastico.  I lavori dovranno essere terminati perchè venga ripristinata la vecchia viabilità in via X Giugno e nelle strade limitrofe.

Nel frattempo l’associazione Archistorica e il gruppo di ricerca Piacenza Romana hanno chiesto che si apra un dibattito pubblico attorno alla valorizzazione dei reperti archeologico presenti nel sottosuolo. Una tavola rotonda tra proprietà ed associazioni con la mediazione del Comune perchè, senza interferire con l’andamento del progetto, possano essere mostrati e valorizzati i reperti oggi coperti da una soletta di cemento. Gli esempi da cui prendere spunto non mancherebbero, sostengono i membri dell’associazione, a partire dall’oculo vetrato nella Corte Scaligera di Verona al pavimento trasparente della Camera di Commercio di Milano sotto al quale si possono ammirare i resti del teatro romano.

SANDVIK, “LICENZIATI PER TROPPA EFFICIENZA”

Da oggi i cancelli della Sandvik di San Polo si sono ufficialmente chiusi. È il bilancio del braccio di ferro tra azienda, istituzioni e sindacati dopo l’annuncio, lo scorso aprile, della chiusura dello stabilimento da parte della direzione. Su 57 lavoratori, 8 sono stati ricollocati, alcuni con profili allineati ai precedenti, altri in un contesto di vendita, altri specialisti di area. Per questi la sede principale sarebbe Milano; San Polo dovrebbe diventare la sede distaccata per 2, 3 persone, ma ad ora non è ancora operativa. Per i restanti lavoratori il futuro è la cassa integrazione, una decina ha fatto domanda per la mobilità. Altri, quelli prossimi alla pensione, hanno chiesto ed ottenuto incentivi all’esodo. Buoneuscite cospicue, che pero’ non pagano la delusione e l’amarezzadi aver perso il lavoro in un’azienda leader nel settore e in ottima salute. “Ci hanno licenziato per troppa efficienza” dice qualche lavoratore deluso e amareggiato per come si è conclusa la storia decennale della Sandvik.