CROLLO PONTE LENZINO: 6 MESI PER LA STRUTTURA PROVVISORIA

Ci vorranno 5/6 mesi per realizzare il ponte provvisorio a monte di quello crollato pochi giorni fa in località Lenzino, nel frattempo sarà garantita una viabilità alternativa sia per quanto riguarda il territorio di Piacenza che quello di Pavia. E’ quanto emerso dal tavolo in Prefettura a cui hanno partecipato la presidente della Provincia Barbieri, il prefetto Lupo, l’assessore regionale ai Trasporti Corsini e alla Protezione Civile Priolo.

“Parallelamente, Anas, a cui compete la gestione della Statale 45 – ha spiegato l’assessore Corsini-  realizzerà il progetto per ricostruire un nuovo ponte, che sostituirà quello crollato”.
Domani verrà fatto un sopralluogo per decidere dove realizzare il ponte provvisorio e per approntare gli interventi necessari a garantire una viabilità alternativa – che esiste già – prestando particolare attenzione a definire una segnaletica chiara ed immediatamente comprensibile.

“Ho chiesto di velocizzare al massimo tutte le procedure- prosegue Corsini- offrendo la massima disponibilità da parte della Regione, in questo senso, per quanto riguarda tutte le procedure di autorizzazione”.
“Quella Statale, la 45, rappresenta davvero una pagina nera- ha concluso l’assessore ai Trasporti- La sua riqualificazione è prevista da 10 anni nei programmi di Anas, con un costo 120 milioni di euro. E’ ora di realizzarla”.

Oltre all’aspetto della viabilità ci sono anche altri aspetti da valutare come l’assistenza alla popolazione, la vicinanza alle amministrazioni locali e le attività economiche coinvolte in questa vicenda.

“Stiamo lavorando in raccordo con la Protezione civile nazionale- spiega Irene Priolo, assessore regionale alla Protezione civile- per attivare la procedura per la richiesta di stato di emergenza nazionale oltre che per gli aspetti di viabilità anche per quelli legati all’assistenza alla popolazione, alle amministrazioni locali ed alle attività produttive a seguito delle criticità a cui sono sottoposte per l’interruzione di questa viabilità principale”.
“A questo scopo- prosegue Priolo- i nostri tecnici saranno presenti ai sopralluoghi che si faranno a partire da domani per la stesura della relazione necessaria per l’attivazione della procedura nazionale”.
“La provincia di Piacenza- conclude l’assessore alla Protezione civile- era già stata duramente colpita da Covid-19 e non possiamo permettere che questo ulteriore episodio metta in ginocchio una valle che, per la Regione, è un fiore all’occhiello”.

BONACCINI: “DOMANI SAREMO DAL PREMIER PER CHIEDERE MISURE SPECIALI”

Massima disponibilità ai sindaci del territorio piacentino da parte della regione che si trova davanti ad una sfida nuova e senza precedenti, quella del contrasto al Coronavirus. Contrastare l’emergenza sanitaria è l’obiettivo principale della regione confermato dal presidente stefano bonaccini che oggi ha incontrato in videoconferenza i sindaci del territorio piacentino e poi i giornalisti.

 

 

MINISTRO DE MICHELI: “ALLA BASE DI OGNI MISURA SOLO CRITERI SCIENTIFICI”

Sono Criteri scientifici quelli che guidano costantemente le azioni del governo e a ricaduta delle regioni e dei comuni per far fronte all’emergenza del coronavirus. Lo ha ribadito più volte il ministro dei trasporti De Micheli presente al vertice in prefettura a Piacenza alla presenza del prefetto, dei sindaci e delle autorità.

Nel decreto del governo firmato pochi giorni fa le misure di contenimento sono molto pesanti e riguardano le zone del focolaio, lombardia e veneto; il territorio piacentino invece, per ora, rientra nella cosiddette misure di mitigazione: al momento 17 ricoveri in Emilia, per lo più all’ospedale di Piacenza, sono derivanti dal focolaio lombardo.

 

DUE NUOVI CASI DI POSITIVITÀ AL CORONAVIRUS RICOVERATI A PIACENZA

Due nuovi casi di positività all’ospedale di Piacenza. Salgono complessivamente a tre, tutti contagiati dal focolaio lombardo. Al momento nessuna trasmissione in Emilia-Romagna

Si tratta di un cittadino lombardo di Maleo, in provincia di Lodi, e dell’infermiere addetto al triage all’ospedale di Codogno che si prese cura del paziente 1. Piacentino, si era messo in isolamento volontario in casa, dove vive da solo. Ambedue erano già ricoverati nel reparto di Malattie Infettive e sono in buone condizioni.

L’assessore regionale Sergio Venturi in un comunicato scrive: “Confermo che al momento non abbiamo un focolaio in Emilia-Romagna o trasmissione del virus nel territorio regionale, stiamo infatti assistendo tre persone che hanno contratto il Coronavirus in Lombardia. E ribadisco che il Servizio sanitario regionale è costantemente allertato per gestire al meglio la situazione, in contatto con le autorità nazionali e quelle delle altre Regioni. Vanno quindi seguite le indicazioni contenute nell’ultima ordinanza del ministro della Salute, che vede impegnato anche il nostro Servizio sanitario regionale, e il decalogo messo a punto in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità che le persone sono chiamate a seguire, poche ma importanti regole di igiene e prevenzione”.

Confermata la chiusura delle scuole fino a martedì, così come impianti sportivi pubblici e privati. Provvedimenti precauzionali, perché per ora non c’è trasmissione autoctona del virus in Emilia-Romagna, visto che la signora 82enne riscontrata positiva è una cittadina di Codogno, in Lombardia, recatasi all’ospedale di Piacenza per ricevere assistenza.
Il Comitato si riunisce due volte al giorno per aggiornamenti continui. La misura potrà essere revocata in qualsiasi momento a seconda dell’evolversi della situazione.

PER LA SICUREZZA DEL GIRO IN CAMPO ESERCITO E VOLONTARI

Piacenza e la sua provincia si preparano ad ospitare l’11esima tappa del 102° Giro d’Italia. Mercoledì 22 maggio la carovana rosa transiterà a Piacenza e nei comuni di Alseno, Fiorenzuola, Cadeo, Pontenure, Rottofreno, Sarmato e Castel San Giovanni per dirigersi verso Novi Ligure al termine dei 221 kilometri di tappa, con partenza da Carpi. 
Un momento certamente di festa per la cittadinanza ma anche e soprattutto una giornata di super lavoro per le forze dell’ordine che devono garantire la sicurezza sulle strade del giro. 
In campo ci saranno 50 uomini dello forze dell’ordine, 50 militari del genio pontieri per il presidio degli incroci stradali, le polizia locali dei comuni interessati, oltre 200 volontari tra associazioni, protezione civile e alpini. 
Per tutte le informazioni sulle ordinanze di divieti e chiusure strada è possibile consultare il sito

BANDO ACCOGLIENZA, I GESTORI “COSI’ NON CI STIAMO”

Tagliare i fondi destinati all’accoglienza sull’assegnazione dei profughi ai centri di accoglienza straordinaria avrà conseguenze non solo sui richiedenti asilo ma anche sulle comunità stessa in termini occupazionali e di costi.

I consiglieri di minoranza del Partito Democratico, Piacenza in Comune, Movimento 5 Stelle e Sinistra per Fiorenzuola presenteranno una mozione in consiglio comunale per chiedere alla prefettura la riapertura dei termini del bando con un ulteriore proroga delle condizioni in essere.

GLS: DAL PREFETTO UN NUOVO RICHIAMO AL DIALOGO

Un altro tavolo di concertazione è stato disertato: Gls e sindacati sono ancora distanti e i 33 facchini per il 14 esimo giorno occupano il tetto dello stabilimento di Montale. “Non è una sconfitta della prefettura ma del dialogo”. Sono le parole del prefetto Maurizio Falco nel commentare il nuovo tentativo di mediazione andato a vuoto.

Eppure la strada maestra è ancora quella di arrivare a far ragionare le parti, attraverso la mediazione che la Prefettura a chiamata ad esercitare.

PROTOCOLLO CONTRO IL DISAGIO GIOVANILE

Dalle parole ai fatti. Il prefetto Maurizio Falco ha ribadito più volte l’impegno a mettere nero su bianco attività che abbiano al centro i più giovani; un gruppo di lavoro per la prevenzione e il contrasto al disagio giovanile. Ecco la firma del protocollo d’intesa.

QUARANTA PROFUGHI IN VIA ROMA? DOSI “DECISIONE ASSURDA”

Quaranta profughi alloggiati nella zona di via Roma: il sindaco Dosi si oppone. Lo ha fatto attraverso una nota in cui definisce la scelta assurda e avventata  tenendo conto del fatto che “urta contro le scelte di condivisione e inserimento che non sono mai venute meno i questi anni da parte dell’amministrazione, rischiando di incrementare la tensione sociale sull’intero territorio urbano”. Sarebbe un soggetto privato a prendersi carico dei profughi stessi, dopo essersi aggiudicato la gara d’appalto. “Sebbene l’amministrazione – continua Dosi – non sia direttamente e formalmente coinvolta nelle scelte sulla collocazione dei rifugiati e richiedenti asilo, ci pare quantomeno assurdo che, dopo anni di progetti e iniziative di riqualificazione della zona, si vada ora a collocare in un’unica struttura, nel cuore di un quartiere, quello di via Roma che richiede particolare attenzione, un così alto numero di persone che non hanno seguito alcun percorso di integrazione”.