GLI SPAZI PER SPORT E TEMPO LIBERO INSERITI NEL PUG: PRESENTATO IL MASTERPLAN

Più alberi meno cemento per vivere pienamente i luoghi dedicati allo sport e al tempo libero. Nella sede del CONI è stato presentato, dal prof. Emilio Faroldi del Politecnico di Milano, il masterplan che suggerisce nuove idee e proposte partendo dallo stadio Garilli. Quella illustrata è la visione futura dell’amministrazione rispetto alla recettività degli impianti sportivi e dei luoghi del tempo libero che verrà inserita nel PUG. Una visione che, oggi, deve fare i conti con un’impiantistica datata ma con atleti che raggiungono grandi risultati.

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PUG, AMMINISTRAZIONE: “DA NOI PARTECIPAZIONE COME IN NESSUN ALTRO COMUNE”

Arriva a stretto giro la replica dell’amministrazione alle associazione e comitati (12 in tutto) che venerdì, in conferenza stampa, avevano denunciato una partecipazione solo di facciata in merito al percorso di avvicinamento verso il Piano Urbanistico Generale.

Una critica che il Comune rispedisce al mittente, portando dati e numeri, definendo il percorso che sta portando alla stesura del PUG “una delle più importanti e articolate iniziative di partecipazione mai messe in campo dall’Amministrazione comunale, e non solo da quella attuale, ma in assoluto”.

Se la legge prevede l’obbligo che i Comuni organizzino un solo incontro per illustrare le proposte del PUG una volta assunte dalle giunte e lascia facoltà alle amministrazioni di organizzare altri eventi formativi prima dell’assunzione “il Comune di Piacenza ha promosso o partecipato ad oggi a più di trenta eventi tra incontri, workshop, visite guidate, commissioni consiliari e riunioni della Consulta Ambiente e Territorio. Ci sono Comuni che si sono limitati a organizzare l’unico incontro previsto per legge dopo l’assunzione della proposta di Piano da parte della Giunta”

“Mai così tanta partecipazione, dunque, anche sotto il profilo della condivisione in itinere dei vari documenti e sotto il profilo dell’allargamento alle proposte e considerazioni da parte dei singoli cittadini, associazione e stakeholder tramite un indirizzo e-mail istituito ad hoc” si legge nella nota.

“C’è da chiarire cosa si intende per partecipazione. E per farlo, ancora una volta, i numeri aiutano: sono 100 le associazioni che hanno partecipato al workshop dello scorso 25 febbraio 2023 presso la “Casa del Piano” ovvero a Palazzo Farnese. E tutte queste associazioni hanno portato istanze che devono trovare risposte nella stesura del Piano e, di conseguenza, il lavoro di un’Amministrazione è mediare cercando di raggiungere vari obiettivi che devono necessariamente coesistere: la sostenibilità ambientale, ma anche quella sociale ed economica. In altre parole, l’Amministrazione non può lavorare tenendo conto solo di alcune istanze ignorandone altre. In parole ancora più semplici: l’Amministrazione non può certo scrivere il Piano sotto dettatura di alcuni. Questa non è partecipazione.

Inoltre è stato sottoposto alla cittadinanza un questionario che ha avuto un riscontro eccezionale rispetto alle dimensioni della nostra città: 910 risposte. Si pensi, come termine di paragone, che un questionario analogo a Bologna, ovvero una città capoluogo di regione con il quadruplo della popolazione rispetto a Piacenza, ha raccolto 500 risposte.

Nell’ambito di questo percorso, la fase “Accendiamo il Pug” ha consentito di aprire le porte di luoghi dismessi, non solo di proprietà del Comune ma anche del Demanio e di Cassa Depositi e Prestiti.

Ora, giusto per chiudere il cerchio di ciò che prevede l’articolato percorso partecipativo in questione – conclude la nota – si apre la fase Condividiamo il Pug. Una fase che prevede un incontro già fissato per il prossimo 3 luglio in Sant’Ilario con la presentazione dei dati socio-demografici e l’offerta abitativa nel territorio di Piacenza, e un ulteriore e fondamentale incontro che verrà fissato a stretto giro e che vedrà la presentazione della proposta di Pug da parte dei consulenti che hanno lavorato in questi mesi e alla presenza della sindaca Katia Tarasconi e dell’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini. Un incontro che rappresenterà un momento di condivisione e di dibattito e che avverrà nella fase ancora precedente all’assunzione della proposta di Piano da parte della Giunta e sarà un’ulteriore occasione di partecipazione nella quale i presenti potranno assistere all’illustrazione dei contenuti e delle strategie del nuovo Pug che delineerà lo sviluppo di Piacenza sino al 2050″.

La proposta di piano verrà poi assunta dalla giunta entro il mese di luglio; dopodiché la legge prevede che la stessa proposta venga pubblicata sul Burert (il Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna) e lì resti per 60 giorni durante i quali chiunque abbia osservazioni possa presentarle. “E a tal proposito si fa presente che l’Amministrazione, proprio per favorire la più ampia partecipazione, ha già deciso che dopo l’assunzione della proposta di Pug entro la fine di luglio, pubblicherà la proposta stessa sul Burert a settembre (e non subito, come potrebbe fare); ciò per consentire anche a coloro che in agosto saranno eventualmente in vacanza di poter avere il tempo necessario per leggere, studiare e successivamente presentare osservazioni”.

ASSOCIAZIONI E COMITATI: “VERSO IL PUG UNA PARTECIPAZIONE DI FACCIATA”

Una partecipazione che lascia a desiderare e che, nonostante, le intenzioni, è apparsa più di facciata che effettiva.
Legambiente insieme a tante associazioni e comitati di quartiere hanno da sempre rappresentato la necessità di un percorso partecipato per la costituzione del PUG, il piano urbanistico generale, che delineerà la città dei prossimi anni.
Peccato che dopo un primo incontro a palazzo Farnese nel febbraio scorso dove si costituirono tre gruppi di lavori, non sia seguito alcun incontro per una restituzione delle proposte avanzate, così come per il questionario, risposte utili, fanno sapere le associazioni, ma che certo non soddisfano l’urgente bisogno di interlocuzione avanza dai cittadini.

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PUG: PROSEGUONO I SOPRALLUOGHI NEI LUOGHI DELLA STORIA DI PIACENZA

Proseguono i sopralluoghi delle associazioni e dei cittadini all’interno della aree demaniali dismesse inserite nel percorso del PUG (Piano Urbanistico Partecipato). Qualche giorno si è svolta la visita al comparto della caserma Cella Alfieri in via Benedettine. Obiettivo dell’amministrazione è aprire questi luoghi ai cittadini perché possano formulare proposte sostenibili per il loro utilizzo e nello stesso tempo trovare la disponibilità dei privati per la gestione, manutenzione e restauro.

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(foto e immagini PiacenzaSera.it)

BASTIONE BORGHETTO: “NON CHIAMATELO NON-LUOGO”

Proseguono i sopralluoghi del ciclo “Accendiamo il PUG”. Oggi ha aperto le porte ai cittadini Bastione Borghetto, un luogo carico di storia che oggi è abbandonato a se stesso, dopo che la giunta dell’ex sindaco Dosi lo aveva rimesso in piedi per ospitare alcune appuntamenti politici.

Oggi questo luogo, come Torrione Fodesta e il Berzolla, è stato presentato al MIPIM di Cannes alla ricerca di investitori. Obiettivo dell’amministrazione è la sostenibilità economica degli spazi e la ricerca, appunto, di investitori che possano concretizzare idee e proposte di recupero. La vocazione ideale sarebbe certamente quella culturale e artistica: una cittadella della musica e delle arti. “Non chiamatelo non-luogo” ci tiene a ribadire l’assessore Fantini, “é un super luogo carico di storia”, anche se oggi il degrado, aggiungiamo noi, la fa da padrone.

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SI APRONO LE PORTE DI TORRIONE FODESTA: “VEDERE GLI SPAZI PER IMMAGINARE UN FUTURO”

Prendere visione per rendersi conto di ciò che la città offre. Perché se parla di città del futuro, questo è un passaggio indispensabile. L’amministrazione ha organizzato, di concerto con il Demanio, l’apertura di Torrione Fodesta per farlo visitare ad associazioni e cittadini che stanno prendendo parte, con le loro osservazioni, alla stesura del Piano Urbanistico Generale partecipato.

Ad oggi la struttura, per anni al centro di polemiche per sporcizia, incuria e frequentazioni, è di proprietà del Demanio. Piacenza è una l’unica città emiliana ad avere edifici come questo con mura 500esche rinascimentali.

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CONSUMO DI SUOLO: PER LA REGIONE PIACENZA E’ LA PIU’ VIRTUOSA. NON LO E’ PER ISPRA. ECCO PERCHE’

la Regione Emilia Romagna ha pubblicato in line i dati relativi al consumo di suolo. L’esito di questa attività di osservazione, a cinque anni dall’entrata in vigore della Legge Regionale numero 24 del 2017, mette la Provincia di Piacenza sul gradino più alto del Podio: è la provincia più virtuosa.

I dati – si legga nella nota dell’amministrazione – sono il frutto del monitoraggio regionale previsto dalla stessa legge urbanistica e realizzato in collaborazione con l’Istituto sui trasporti e la logistica, l’Università di Bologna e l’Università di Parma. All’articolo 5 intitolato “Contenimento del consumo di suolo”, la legge ha introdotto una verifica a cadenza semestrale con la quale i Comuni inviano alla Regione gli esiti del monitoraggio delle trasformazioni realizzate sul territorio. Il grafico indica i cinque interventi realizzati nella nostra provincia: due sono a Fiorenzuola, poi a Carpaneto, Besenzone e Travo per un totale di 12,2 ettari. Nessun intervento è stato realizzato nel territorio comunale di Piacenza.

“Sono dati più che positivi” commenta l’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini ricordando il convegno dello scorso 28 novembre durante il quale gli stessi dati erano stati anticipati da Paolo Ferrecchi della Regione. “In questi mesi – prosegue – il dibattito pubblico sul tema in questione ha tenuto spesso banco in città e la speranza da parte di molti era ed è che a Piacenza non si consumi suolo nel periodo di transizione tra il precedente strumento urbanistico, il Psc, e il nuovo strumento di pianificazione, ovvero il PUG che è in corso di redazione. Ebbene è proprio così: il Comune di Piacenza non ha attivato interventi che erodano il limite previsto per il territorio urbanizzato”. Anzi, stando al monitoraggio regionale la provincia di Piacenza nel suo complesso è in assoluto la più virtuosa in questo senso. “C’è inoltre da considerare – precisa Fantini – che l’Emilia-Romagna è una delle poche Regioni italiane che si è data una legge per disciplinare il consumo di suolo, e non è cosa da poco. Ora siamo nelle condizioni di poter fare un primo bilancio oggettivo mettendo da parte ogni posizione pregiudiziale ma, al contrario, considerando ogni opzione che rispetti i criteri stabiliti. Anche perché la sostenibilità economica va di pari passo con quella ambientale e sociale, come ha ricordato recentemente anche la sindaca Katia Tarasconi al convegno ‘Verso il Pug: la città che crea lavoro’ al quale era presente l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla”.

Un quadro che non è in linea con quello di ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero, i cui dati non hanno premiato Piacenza. al contrario l’hanno classificata come una delle province con il maggior consumi di suolo.

“Inizialmente non mi era chiara questa differente lettura – spiega l’assessora Fantini – poi mi sono documentata. Nel monitoraggio restituito da Ispra, oltre al consumo di suolo permanente dato da edifici, fabbricati, strade pavimentate, sedi ferroviarie eccetera, si includono anche gli usi temporanei che producono consumo di suolo reversibile come ad esempio strade non pavimentate, cantieri e altre aree in terra battuta, piazzali, cortili, campi sportivi, cave in falda, impianti fotovoltaici a terra. E’ una definizione che si differenzia di molto da quella delle previsioni insediative espansive a cui la legge regionale cerca di porre un freno”. “Il monitoraggio del consumo di suolo operato da ISPRA – prosegue l’assessora – avviene attraverso l’analisi della cartografia prodotta in seguito alla classificazione di immagini satellitari. I dati del consumo del suolo rilevati da ISPRA sono valori assoluti di “suolo consumato” che comprendono, ad esempio, le aree di cantiere funzionali alle trasformazioni. Questi dati, più volte evidenziati, assegnavano alla provincia di Piacenza il primato per incremento netto nell’anno 2021-2022 pari a 54,92 ettari. Ma lo stesso Michele Munafò, (dirigente ISPRA, responsabile del Rapporto SNPA sul consumo di suolo) nel suo intervento al convegno dello scorso 28 novembre, ha chiarito che i dati annuali hanno una rilevanza parziale perché i processi di consumo di suolo hanno una certa inerzia e vanno letti in periodi medio-lunghi. I processi pianificatori, aggiungo, hanno iter complessi e si attuano in determinati anni piuttosto che in altri anche per ragioni burocratiche, quindi una lettura corretta dei dati ISPRA dovrebbe quanto meno prendere in considerazione un quinquennio, se vogliamo confrontarli alla tabella regionale da cui siamo partiti”.

L’assessora all’Urbanistica porta due esempi per chiarire quali interventi ha fotografato ISPRA in quei 54 ettari che corrispondono a ciò che vediamo realizzato dal 2021 al 2022: “Si tratta di convenzioni quali l’AP12 Mandelli variante PUA 2018 convenzione 2020, o l’ambito di cava Polo 43 Ca’ Morta che prevederà la rinaturalizzazione a fine attività. Sono esempi particolarmente indicativi di quanto fuorviante possa essere la “fotografia” fornita da ISPRA: il primo, Mandelli, è esemplificativo della lunghezza dei processi, visto che si tratta di una pratica aperta anni fa; il secondo, Cà Morta, è un esempio di reversibilità: dove c’è la cava, in futuro la stessa area tornerà ad essere ambiente naturale a tutti gli effetti”.

“Questi 17 mesi di lavoro della giunta Tarasconi – conclude Fantini – ci hanno visti impegnati in attività di studio, nell’ascolto e nella creazione di una visione di una città attrattiva e sostenibile. Lo dimostrano, su tutte, due azioni concrete: il progetto dell’ex Manifattura tabacchi e l’approvazione in sede di Cuav dell’Accordo operativo Ex Camuzzi. È evidente che si sta lavorando nella direzione di privilegiare la rigenerazione urbana, il recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente sia in ambito abitativo sia per le aree produttive dismesse. Questi i due assi portanti su cui ci muoviamo nella costruzione del PUG. E’ all’interno di questi principi e di questa visione di città che verranno valutati di volta in volta nuovi possibili insediamenti. L’obiettivo è ed è sempre stato per noi quello di disegnare la Piacenza del futuro tenendo in equilibrio la tutela dell’ambiente che passa anche attraverso il non consumo di suolo e lo sviluppo della città e del suo territorio”.

PUG E LAVORO DI QUALITA’: PIACENZA PUNTI SULLE UNIVERSITA’

Il nuovo Piano Urbanistico Generale è una delle sfide maggiori per l’amministrazione. È come se dovesse ridisegnare la città stando al passo coi cambiamenti che sono in atto e sotto gli occhi di tutti; transizione demografica, sostenibilità e digitalizzazione. Piacenza dovrà essere competitiva su cinque tematiche: lavoro e qualità dello stesso, qualità della vita, progetto di futuro, metodo e reputazione, il punto più difficile da costruire perché è solo l’ultimo tassello di un puzzle molto complesso.

Nell’ambito del percorso partecipativo per la redazione del PUG, il lavoro è stato al centro del dibattito alla presenza degli stakeholders piacentini.

Tra gli aspetti da valorizzare per rendere attrattiva la città il ruolo delle università.

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BICIPLAN: TRA DIECI SARANNO 230 I KM DI PISTE CICLABILI. VANTAGGI SU AMBIENTE E SALUTE

Passeranno, in dieci anni, da 86,50 km a 230. I chilometri di piste ciclabili, nel 2033, saranno praticamente triplicati. Lo prevede il Biciplan, contenuto nel Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile approvato nel 2020. Nella casa del piano di Palazzo Farnese, si è svolto la presentazione alla città, nell’ambito del PUG, con la possibilità di fare domande da parte dei cittadini.

È cambiato l’approccio rispetto al passato, ha specificato l’assessore alla mobilità Adriana Fantini, oggi occorre agire sui vuoti, non più sui volumi come in passato, per cui interconnettere i cittadini con la città attraverso la mobilità dolce diventa la chiave di lettura di uno sviluppo sostenibile.

TAVOLI LABORATORIO PER COSTRUIRE IL PUG, FANTINI “DIALOGARE INSIEME PER CAMBIARE IL MODO DI LAVORARE”

Si sono riuniti a Palazzo Farnese i quattro tavoli di partecipazione per la costruzione del PUG, Piano Urbanistico Generale. Un centinaio di persone, uno per ogni ente, associazione, ordine, università, Consulta, categoria economica. I temi su cui si sono confrontati sono Ambiente, Lavoro, Attrattività e Sicurezza.

” Un momento importante di condivisione su cui costruire la programmazione del futuro”. hanno dichiarato la sindaca Tarasconi e l’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini che ha aggiunto: ” Vedere i rappresentanti delegati dalle Associazioni, gli enti, i 4 poli universitari , gli ordini professionali, le associazioni di categoria, comitati dei cittadini, dialogare insieme mi fa ben sperare che a Piacenza si possa cambiare modo di lavorare imparando a fare rete.”