PALAZZO EX ENEL, NE PARLA ANCHE IL FATTO QUOTIDIANO.IT

il caso palazzo ex Enel esce dai confini provinciali. L’archeologo Manlio Lilli ha pubblicato sul blog del Il Fatto Quotidiano.it un lungo post dal titolo Piacenza: dopo l’Enel, ancora cemento sul teatro romano http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/18/piacenza-dopo-lenel-cemento-teatro-romano/1512125/. Nel pezzo si ripercorrono tutte le tappe che hanno portato all’abbattimento della struttura per la costruzione di appartamenti, negozi e uffici; dal 2009 quando si legge “il Consiglio comunale adotta il Piano che prevede anche la realizzazione di un  interrato di parcheggi pubblici da 50 posti auto, con il recupero e la musealizzazione dei resti romani, oltre a appartamenti, uffici e un primo piano interrato da 60 posti auto privati. L’operazione sembra definita, ma non è così. Nel Piano di recupero, approvato dal Consiglio comunale nel luglio 2010, viene eliminato il vincolo di uso pubblico a favore di una destinazione che ammette interventi edilizi, compresa la demolizione e la ricostruzione per usi privati. Nel luglio 2014 – si legge – la giunta comunale dell’amministrazione guidata dal Pd Paolo Dosi approva un ‘aggiornamento’ del Piano di recupero, con permesso di costruire, che cancella il secondo piano interrato di parcheggi e, quindi, la vista delle strutture antiche. Un aggiornamento si dice in occasione della presentazione del progetto nell’Auditorium Sant’Ilario, concordato con la Soprintendenza archeologica. Non è così”.

Intento le associazioni non si danno per vinte, evidenziando, nella petizione, aspetti poco chiari sia urbanistici che economici. Stasera consegneranno il documento con le firme di quasi 300 cittadini al prof. Salvatore Settis che sarà in Fondazione per un incontro dal titolo L’arte educa, educare all’arte. 

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