IL SINDACO RISPONDE A PUTZU: “CI VUOLE RISPETTO DI MINORI E ISTITUZIONI. VALUTERO’ AZIONI LEGALI”

Non tarda ad arrivare, con toni tutt’altro che distensivi, la risposta del sindaco Paolo Dosi all’interrogazione urgente avanzata dal consiglieri di Forza Italia Filiberto Putzu in merito alla vicenda della bimba, di fede musulmana, che avrebbe al richiamo di un’insegnante avrebbe reagito dicendo che il padre appartiene all’Isis. Nella nota il sindaco condanna il gesto del consigliere azzurro, richiamandolo al rispetto dei minori e delle istituzioni, valutando, nei suoi confronti, azioni legali per procurato allarme. Toni pesanti quelli del primo cittadino che richiamano il consigliere ad un senso di responsabilità verso le istituzioni, le famiglie e i minori, senza limitarsi a generare polemiche fini a se stesse. “Aver reso pubblica una notizia simile – conclude il sindaco nella sua nota – senza neppure averne verificato la veridicità, non ha alcuna utilità dal punto di vista sociale; se non quella, del tutto strumentale e individualistica, di aver garantito a Filiberto Putzu un titolo sugli organi di informazione. Mi riservo, quando questa vicenda sarà stata definitivamente chiarita, di valutare azioni legali per procurato allarme”. Nella nota il primo cittadino rassicura il consigliere azzurro di aver informato la Questura e si domanda “perchè non abbia provveduto a farlo subito lui stesso, con la tempestività e la riservatezza che la situazione avrebbe richiesto. Tra l’altro, non occorre essere consiglieri comunali per segnalare alla Questura sospetti di questo tipo: basta essere normali cittadini, o meglio, cittadini normali”.

Ecco il testo firmato dal sindaco Dosi

“Non è la prima volta che mi trovo a rispondere a interrogazioni del consigliere Putzu che definirei quantomeno fumose, allarmistiche e fondate non su certezze, ma su episodi non chiari e frasi riportate. Da un uomo delle istituzioni, che peraltro fa così spesso appello alla loro serietà, mi aspetterei riflessioni e comportamenti di tenore ben diverso”. Non cela il suo disappunto, il sindaco Paolo Dosi, nel criticare “le modalità con cui si è scelto di affrontare una questione così delicata, che riguarda in primo luogo una bambina di 10 anni e il suo diritto alla tutela della riservatezza, di un sereno rapporto con la scuola che frequenta e con i suoi coetanei. Non occorre che escano nomi e cognomi, perchè questo diritto venga calpestato”.

“Nel rassicurare il consigliere Putzu che ho immediatamente informato la Questura del contenuto della sua interrogazione – prosegue il sindaco – vorrei sapere perché, nel suo ruolo di componente dell’assemblea consiliare, non abbia provveduto a farlo subito lui stesso, con la tempestività e la riservatezza che la situazione avrebbe richiesto. Tra l’altro, non occorre essere consiglieri comunali per segnalare alla Questura sospetti di questo tipo: basta essere normali cittadini, o meglio, cittadini normali. Ricordo al consigliere – aggiunge Dosi – che l’Amministrazione comunale non è il riferimento competente per fornire risposte in una vicenda come questa, che riguarda innanzitutto la scuola in cui i fatti si sarebbero svolti e, qualora ritenga necessario un approfondimento, la Polizia di Stato, solo soggetto che ha la funzione e le competenze, certo non proprie del sindaco, di valutare la fondatezza degli eventi. Mi chiedo perché, a maggior ragione se riteneva fondate le sue preoccupazioni, abbia scelto la via dell’interrogazione e del comunicato stampa, prevaricando il ruolo della Questura e rischiando di precludere il buon esito di eventuali indagini sulla effettiva presenza di armi, dispositivi o materiale esplosivo, per le quali credo che la discrezione sia un requisito fondamentale”.

“Richiamo quindi il consigliere Putzu al dovuto senso di responsabilità, non solo nei confronti delle istituzioni ma in primo luogo verso i minori e le famiglie, senza limitarsi a generare polemiche fini a se stesse ma cercando di dare un contributo più costruttivo e consono al suo incarico di rappresentante dei cittadini. Aver reso pubblica una notizia simile – conclude il sindaco – senza neppure averne verificato la veridicità, non ha alcuna utilità dal punto di vista sociale; se non quella, del tutto strumentale e individualistica, di aver garantito a Filiberto Putzu un titolo sugli organi di informazione. Mi riservo, quando questa vicenda sarà stata definitivamente chiarita, di valutare azioni legali per procurato allarme”.

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GAZZOLA: “LA RICCI ODDI? IN QUESTI ANNI UN DOPOLAVORO”

Occorre una svolta, un cambio di marcia. Eugenio Gazzola, operatore culturale piacentino ed ex membro del consiglio di amministrazione della Ricci Oddi traccia le linee di ciò che, a suo parere, sarebbe auspicabile per il futuro della galleria. I fatti sono noti: dopo le dimissioni del presidente Giuseppino Molinari proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuto leggere il nuovo presidente, emerge di nuovo, il nodo che riguarda la natura dell’ente, privato da statuto datato 1930, ma di fatto pubblico perchè l’unico sovventore è il comune di Piacenza. “Me l’aspettavo – ha detto Gazzola – ma per la Ricci Oddi è meglio così.Ora io Comune può operare nella trasformazione della galleria”. Da una parte c’è Molinari che non vuole snaturare la galleria, dall’altra, il sindaco Dosi che rimarca “una contraddizione intrinseca allo statuto stesso, che si è sempre prestata a dubbi interpretativi pur essendo stata più volte oggetto di approfondimenti” scrive in una nota il primo cittadino. E prosegue “le contingenze economico-finanziarie attuali, con i continui tagli alle risorse e l’incremento dei servizi cui far fronte, non rendono più sostenibile questa situazione per il Comune di Piacenza”.

Ecco come Eugenio Gazzola vede il futuro della Galleria di via San Siro definita negli ultimi anni “un dopolavoro con qualche guizzo di vitalità dettato dalla contingenza”

DOSI: “NURE ESONDATO IN ZONE NON PREVEDIBILI”. ALLERTA SENZA ALLEGATO SULL’INTENSITA’ DELL’EVENTO

E’ stato un resoconto dettagliato quello che il sindaco Paolo Dosi ha esposto ai consiglieri. E’ evidente che qualcosa non è andato nella tempestività dell’allerta, perchè se le comunicazioni fossero state più tempestive, i danni, almeno nella frazione di Roncaglia, sarebbero stati minori. Il primo cittadino ha ricostruito la piene del Trebbia e del Nure prima che questi arrivassero in pianura. Partendo dal Trebbia “le prime telefonate informali sul rilascio della diga Boschi dalla Prefettura alla Protezione Civile comunale sono arrivate alle 4 nella notte tra domenica e lunedì – spiega il sindaco – dalle 4 alle 5.45 è avvenuta l’attivazione degli operatori comunali per transennare i tratti stradali esondabili. Alle 4.39 è scattata l’allerta con fase di allarme, alle 5.44 una nuova allerta con aggiornamento fase allarme”. L’allerta si divide in due fasi: fase 2 di preallarme e fase 3 allarme. “In queste comunicazioni – specifica Dosi – è mancato l’allegato relativo all’intensità dell’evento. Tra le 7.45 e le 8 la piena è arrivata a Case Rocco e il Trebbia ha esondato nelle aree prevedibili”. Pare di capire che nonostante nelle comunicazioni mancasse l’intensità dell’evento, il Trebbia ha esondato nelle zone prevedibili e quindi transennate. Ben diversa la situazione del Nure: “alle 4 abbiamo ricevuto le prime notizie informali della Prefettura alla Protezione Civile – spiega il primo cittadino – tra le 4 e le 5.45 sono stati attivati gli operatori nelle aree prevedibili; alle 4.49 è scattata la fase di allarme senza che venisse specificata la portata d’acqua. Tra le 7.30 e le 8 del mattino la piena è arrivata a Roncaglia, dove il Nure ha esondato nelle aree non prevedibili. Nel rapporto di ARPA Emilia Romagna viene specificato che già nei giorni precedenti erano stati previsti fenomeni temporaleschi intensi, ma in particolare sulla Liguria ” spiega il sindaco. Dalla ricostruzione fatta dall’amministrazione risulta che le fuoriuscite di acqua sono avvenute in punti dove prima d’ora non si era mai verificato nulla di simile, così come, a memoria d’uomo, non ricordano eventi atmosferici di questa portata e di questa intensità. “Dobbiamo mettere in campo contromisure che prevedano variazioni – ha concluso Dosi – anche all’esterno di quelle aree fino ad oggi monitorate, per prevedere anche l’imprevedibile “. Il nocciolo della questione sta nell’imprevedibilità dell’evento, ma in situazioni di emergenza come quella delle settimana scorsa a non reggere è il sistema. Le varie allerte che si sono susseguite sono state inviate via email, ma in condizioni delicate forse bisognerebbe andare oltre, ad esempio chiamando telefonicamente, nel caso specifico, il sindaco che detiene la delega alla Protezione Civile. Alle 4 del mattino, viene da chiedersi, chi legge le email? Il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ha parlato di “palleggiamento di responsabilità” mostrando come già dalle mezzanotte e mezzo ARPA avesse indicato che le precipitazioni avrebbero potuto generare allagamenti, “alle 2.30 – prosegue Foti – in quattro luoghi era già stato superato il livello di guardia. Solo alle 5 è arrivata la Protezione Civile. Ci sono responsabilità – ha detto – o si fanno saltare le teste o questi fenomeni di ripeteranno ancora. Ritengo si debba fare una commissione d’inchiesta e indagini interne. Il buco tra le 5 e le 8 deve venire a galla”.

CONSIGLIO MINUTO SILENZIO

ALLUVIONE, DOSI: “SIAMO CONSAPEVOLI DELLE NOSTRE CARENZE”

“E’ evidente che qualcosa non ha funzionato, ma questo non è il momento delle polemiche ma dell’emergenza”. E’ franco il sindaco Paolo Dosi nell’ammettere che qualcosa non ha funzionato come doveva nella gestione dell’emergenza nella frazione di Roncaglia. Gli abitanti non sono stati avvisati della piena che sarebbe arrivati, ma sono stati travolti dalle acque del Nure senza preavviso. Il tempo per lanciare l’allarme, in realtà, ci sarebbe stato, perchè dalla montagna sono trascorsa quattro ore prima che scendesse in pianura. Cosa non ha funzionato? Un gap di comunicazione? A dirlo dovranno essere gli stessi amministratori. Ma ora il primo cittadino vuole pensare all’emergenza, come è giusto che sia, nell’intento di togliere il fango e la melma da quella frazione che cerca di risollervarsi, ma a fatica. “E’ evidente che qualcosa non ha funzionato – ha detto Dosi – questo non significa non prendersi delle responsabilità, ma oggi non possiamo permetterci di guardare alle responsabilità altrui. Passata l’emergenza – prosegue il primo cittadino – faremo un sano esame di coscienza perchè siamo consapevoli delle nostre carenze”.

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SINDACATO DI POLIZIA MUNICIPALE: “DAL SINDACO ANCORA SILENZIO”

Il sindacato Diccap Sulpl incalza il sindaco Dosi che continua a mantenere un basso profilo sulla questione sulle richieste della Polizia Municipale tra cui il festivo infrasettimanale, le visite mediche, la richiesta di una commissione medica e una più equa distribuzione degli straordinari. Il sindacato contesta fortemente l’atteggiamento del primo cittadino che “continua a non rispondere ai nostri accorati appelli e a trincerarsi dietro al muro del silenzio – si legge nella nota – Vogliamo ricordare al Sindaco che la prima autorità parte dal buon esempio e che rispondere è cortesia. Questa assurda politica della non risposta, dell’ignorare le richieste dei Lavoratori, del calpestare la loro dignità a chi gioverà? Ci sono forse in gioco intressi o logiche di partito? Chi può dirlo..” Nel testo si ricordano le richieste che hanno portato allo sciopero del 4 luglio scorso; quattro punti finora irrisolti, denuncia il sindacato, nonostante l’arrivo del nuovo comandante. “1. FESTIVO INFRASETTIMANALE: un Agente di Polizia Municipale in una giornata festiva infrasettimanale (come un Natale ad esempio) lavora per sei ore portando a casa 18 euro lordi, poichè l’Amministrazione, arbitrariamente, ha deciso di non riconoscee ai diversamente impiegati comunali in divisa il riposo compensativo che gli permettebbe di recuperare le sei ore che eccedono il normale orario di lavoro. Il negare questo diritto comporta anche una grave discriminazione rispetto ai normali impiegati comunali che in un giorno festivo infrasettimanale possono godersi la festività tra le mura domestiche con i propri familiari. 2. VISITE MEDICHE specifiche in relazione alla tipologia di lavoro svolto; poco ci importa sapere se abbiamo il colesterolo, sarebbe più importante per noi fare esami specifici dal momento che siamo quotidianamente esposti ad agenti patogeni ed inquinanti; 3. RICHIESTA DI UNA COMMISSIONE MEDICA al fine di effettuare una REVISIONE DEI CERTIFICATI MEDICI in essere, poichè e per il blocco delle assunzioni e per la mancata riorganizzazione del Comando e delle sue “risorse umane”, il personale destinato al servizio esterno è sempre più ridotto e sempre più gravato di compiti; abbiamo bisogno di personale idoneo fisicamente (eccezion fatta ovviamente per chi ha svolto un congruo numero di anni in servizio esterno, poichè bisogna pur tener conto del fatto che il nostro è un lavoro usurante), a svolgere il lavoro di Polizia di Prossimità al cittadino, per cui è stato assunto. 4. EQUA DISTRIBUZIONE DEGLI STRAORDINARI, ad oggi riservati solo a pochi eletti.  Questi sono solo alcuni dei punti che il 3 e 4 luglio hanno portato il 70% degli appartenenti al Corpo a scioperare. Un’Amministrazione questa che anche dinanzi ad un tentativo di conciliazione fatto da due nostre colleghe perchè hanno ritenuto ingiusta la votazione in pagella loro attribuita, ha lasciato decorrere i 30 giorni canonici senza neanche rispondere, forse per paura di presentarsi davanti a un organo terzo e super partes?”. Il sindacato commenta anche l’ipotesi di spostare il Comdando di via Rogerio a Borgo Faxhall: ” a noi viene da sorridere, ovvio che si tratta di un sorriso amaro – si legge nella nota – sono i soliti “corsi e ricorsi storici” di vichiana memoria: già in novembre 2014 il centrosinistra propose di dislocare la Municipale in quella zona per combattere il degrado, ma per fortuna il centrodestra si oppose. Il gravoso problema della sicurezza che attanaglia Piacenza non si risolve certo continuando a far traslocare la Municipale da una parte all’altra. Speriamo che anche questa volta qualcuno si opporrà a tale scelta e che venga proposta una sede consona e funzionale per il Comando, magari anche con un’idonea rimessa per i veicoli. Probabilmente, ciclicamente, si parla di questi argomenti per sollevare polveroni e distogliere l’attenzione dei cittadini da quelli che sono i reali problemi della Municipale; anche cambiando le sedi fisiche, i problemi del Corpo permangono, anzi si aggravano. Per concludere, tra gli altri argomenti estivi di cronaca rosa, abbiamo letto che il 31 agosto e il 1 settembre la Giunta Dosi andrà in ritiro a Strela di Compiano, in un agriturismo… magari verremo a fare un giro anche noi Dott. Dosi, potrebbe essere quella la sede per discutere serenamente con Lei e la sua Giunta dei problemi dei Suoi Dipendenti della Polizia Municipale!”

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POLIZIA MUNICIPALE – AMMINISTRAZIONE: IL BRACCIO DI FERRO CONTINUA

Altro che ricucire i rapporti, ormai tra sondacato di Polizia Municipale e Amministrazione e’ profonda rottura. Una nuova nota arrivata al termine dell’approvazione del Bilancio in consiglio comunale sottolinea quanto le parti siano ad una distanza che sembra incolmabile. In particolare le critiche del Diccap Sulpl si concentrano verso il sindaco Dosi che è anche assessore alla Sicurezza: “il sindaco continua a chiedere al comandante Poma di fare miracoli, ma come può farne con le poche risorse umane a disposizione, demotivate ed inascoltate da due anni dal proprio datore di lavoro che continua ad ignorarle, con la complicità dell’assessore al personale la cui unica preoccupazione e’ aumentare le attribuzioni delle Particolari Responsabilità?” si domanda il sindacato.

Ecco il testo della nota

“Con riferimento al Consiglio Comunale che si è tenuto ieri pomeriggio, possiamo dire di aver assistito ad una recita da parte dei nostri Amministratori: molti consiglieri hanno puntato il dito contro l’Amministrazione Dosi per come continua a gestire il tema della sicurezza e la Polizia Municipale… semplicemente senza trovare soluzioni ne per l’una ne per l’altra, ma facendo trascorrere inesorabilmente il tempo e lasciando le problematiche abbandonate a se stesse, che nel frattempo diventano macigni. Il Diccap-Sulpl ringrazia il consigliere Quagliaroli Mirta(del movimento 5 stelle) e quanti l’hanno appoggiata, per aver colto l’essenza del problema: se la Polizia Municipale è demotivata e in stato di agitazione da troppo tempo, la colpa è solo dell’Amministrazione, di nessun altro. Il nostro Assessore alla Sicurezza e alla Polizia Municipale, il Dott. Paolo Dosi, continua a chiedere al Comandante Poma di fare miracoli; ma come può farne con le poche “risorse umane” a disposizione, demotivate e inascoltate da due anni dal proprio datore di lavoro che continua ad ignorarle, con la complicità dell’Assessore al personale, la cui unica preoccupazione è quella di aumentare l’attribuzione delle Particolari Responsabilità? Infine, vogliamo suggerire al nostro Assessore alla Polizia Municipale, con riferimento alle affermazioni fatte ieri, considerando anche il suo incarico di Presidente del Fisu (Forum Italiano per la Sicurezza Urbana), di ripassare le funzioni attribuite agli Agenti della Municipale in materia penale e quindi di repressione dei reati. Scoprirà che dal 1986 la PM non è più solo deputata a reprimere i comportamenti incivili (come sanzionare i proprietari dei cani che omettono di versare acqua sulla loro urina), ma anche a fare opera di prevenzione e repressione dei reati, al pari delle altre Forze dell’Ordine, senza purtroppo essere tutelati come loro. I diversamente impiegati comunali chiedono al sig. Sindaco di chiarirsi col Questore in merito alle ordinanze di pubblica sicurezza che coinvolgono la Polizia Municipale e con il Magistrato che delega le indagini alla stessa, al fine di dispensare i suoi dipendenti comunali da tali incarichi, contravvenendo a quanto sancito dalla Legge Quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale n. 65/1986. I diversamente impiegati comunali restano in attesa di una risposta sensata… se possibile!”.

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DOSI: “I NOSTRI AVVOCATI NON CI COSTANO 1MILIONE 600 MILA EURO”

“Gli avvocati del Comune non costano 1milione 600mila euro all’anno”. Sindaco Dosi e assessore Gazzola hanno chiarito il ruolo e soprattutto i costi dell’Avvocatura comunale dopo alcune considerazioni emerse nel corso della discussione del Bilancio. Sono state presentate tabelle dettagliate con la descrizione dei compiti e i relativi importi; sindaco e assessore hanno chiarito che “le spese collegate all’attività legale ammontano a 143 mila euro, le spese di personale, dirigente compreso e percelle di tutti gli avvocati non arrivano a 430mila euro”.

Sul banco anche la vicenda Mangiarotti/Comune di Piacenza: il sindaco e l’assessore hanno ripercorso tutte le tappe della vicenda, “al momento è in corso di valutazione l’appello cautelare al Consiglio di Stato cui seguirà l’ulteriore fase di merito avanti il tar e non è da escludersi un passaggio al Consiglio di Stato per giungere ala valutazione finale sulla legittimità della valutazione della Commissione seguita all’accoglimento dell’appello del Comune sulla prima decisione del Tar”. Si precisa che “l’avvocatura del comune non ha svolto alcun ruolo nella vicenda Mangiarotti se non la predisposione degli atti di incarico a difesa ad un legale esterno,l’avvocato Fantigrossi, come richiesto dall’amministrazione”.

COMUNE

PIACENZA COME INVESTE SULLA CULTURA? SE NE PARLA A TUTTO TONDO

Piacenza e la cultura, o meglio come l’amministrazione gestisce il patrimonio culturale e museale della città. Strategie, obiettivi, impegni, risultati. Ne abbiamo parlato con il sindaco Paolo Dosi partendo da tre pezzi unici: il Tondo di Botticelli, l’Ecce Homo di Antonello da Messina e il Fegato Etrusco. Tre unici di pregio che la città possiede, e questo è già un grande passo avanti. Lo step successivo è la loro divulgazione, la loro promozione, che in termini pratici si traduce nella loro capitalizzazione, per fare di queste opere d’arte e della cultura, in generale, un volano per l’economia.

La liaison tra Confcooperative e Legacoop non è una questione di leadership: l’Alleanza delle Cooperative Italiane, costituita da qualche tempo anche a Piacenza, sarebbe un matrimonio d’intenti. I numeri del comparto sono importanti a partire dagli occupati: 10.500 lavoratori in tutto, per questo Aci chiede una rappresentanza all’interno della giunta camerale. Ma all’orizzonte c’è una data importante: il 2017 quando nascerà una unica rappresentanza dei cooperatori italiani.

Non c’è innovazione se non c’è uno sguardo spiazzante rispetto alle cose, se non si è eretici e se non si ha il coraggio di percorrere strade nuove. Antonio Calabrò, giornalista e saggista, dà la sua ricetta per produrre innovazione; la stessa contenuta nel libro “La morale del tornio”. Il convegno L’innovazione dell’industria piacentina ha raccontato la storia di alcuni noti imprenditori del territorio, veri testimoni dell’innovazione.

PIACENZA E LA GESTIONE DELLA CULTURA. INTERVISTA AL SINDACO DOSI

Piacenza e la cultura, o meglio come l’amministrazione gestisce il patrimonio culturale e museale della città. Strategie, obiettivi, impegni, risultati. Ne abbiamo parlato con il sindaco Paolo Dosi partendo da tre pezzi unici: il tondo di Botticelli, l’Ecce Homo di Antonello da Messina e il Fegato Etrusco. Tre unici di pregio che la città possiede, e questo è già un grande passo avanti. Lo step successivo è la loro divulgazione, la loro promozione, che in termini pratici si traduce nella loro capitalizzazione, per fare di queste opere d’arte e della cultura, in generale, un volano per l’economia. Certamente non è facile, ne è consapevole anche il primo cittadino che ammette che “oggettivamente non si è mai riusciti a trovare una chiave di volta pur nella consapevolezza che sono eccellenze, ma manca l’omogeneità fra i tre, c’è poca analogia” E allora che fare? Si sono cercate altre modalità per la promozione e la valorizzazione di questi pezzi unici: per la Madonna col Bambino di Botticelli si è puntato sulla trasferta al museo di Tokyo, proprio in queste settimane stanno arrivando a Piacenza i turisti giapponesi che avevano visto il quadro al Bankamura Museum. Per il Fegato Etrusco si è puntato sul nuovo allestimento recentemente inaugurato, per l’Ecce Homo si è avviato il coordinamento con il Collegio Alberoni in concomitanza con l’Expo che, si spera, dia i suoi frutti. Certamente però si tratta di un percorso lungo. Riuscire a capitalizzare il patrimonio culturale significa trarne vantaggi economici e ricadute positive per la città intera. “E’ vero – risponde Dosi – ma non dobbiamo creare l’aspettativa di un rapporto causa effetto tra i costi di gestione e le entrate che arrivano dai biglietti”, riferendosi al grande divario che esiste tra i costi di gestione di Palazzo Farnese e gli ingressi. “L’unico museo in attivo, in rapporto al numero dei visitatori, sono i musei Vaticani. Altra cosa è utilizzare il patrimonio per attirare turisti il cui contributo in termini economici va nella prospettiva di portare, indirettamente, ricchezza al territorio”. Una lunga chiacchierata che ha toccato anche la galleria Ricci Oddi, sulla quale il sindaco ha le idee chiare: modificare lo statuto che risale al 1931 troppo rigido e poco chiaro e rendere la galleria pubblica. “E’ assurdo che il Comune sia l’unico sovventore di una struttura che non è pubblica. Dal 1931 è cambiato il mondo e la galleria è diventato un bene di natura pubblica.”

L’intervista completa nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

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DOSI, UN VOTO DI META’ MANDATO? 7, MA SI PUO’ MIGLIORARE

Sarebbe un 7. Se il sindaco Dosi dovesse dare un voto alla sua amministrazione a metà del mandato elettorale, darebbe un 7, che scolasticamente significa ben oltre la sufficienza, ma decisamente migliorabile. Ed effettivamente è così: l’elenco delle promesse mantenute è lungo, si va dall’approvazione di pratiche decennali come Borgo Faxhall, il polo logistico, l’accelerata sull’acquisizione delle aree militari; l’attenzione costante ai servizi alla persona, all’imprenditoria giovanile; ma anche progetti e promesse che non verranno realizzate come invece stava scritto nel programma elettorale: ad esempio l’ex manifattura tabacchi o la conclusione della bonifica dell’ ex Acna. Tutto racchiuso in un volume stampato in 1000 copie, 88 pagine, costate 3.889 euro. Le condizioni rispetto a tre anni fa sono cambiate e così anche gli obiettivi, complice una situazione particolarmente difficile sotto il profilo della risorse economiche. Una giunta resistente, questo il tratto distintivo secondo il primo cittadino, resa più forte dopo il parziale rimpasto di un anno e mezzo fa. Un cambio di clima necessario – l’ha definito il sindaco – necessario per superare i contrasti che sorgono in ogni squadra. E a chi lo accusa di poco decisionismo, risponde così: “Sono un sindaco che pensa, che si consulta prima di prendere decisioni importanti per in cittadini. Credo che in realtà siano state prese molte decisioni per la città”. Ma il rapporto con la maggioranza è complicato, forse più che con l’opposizione. Mettere d’accordo le anime che compongono il Pd non è facile, così come è accaduto per il documento sul bilancio di previsione 2015. “Quando dico che ascolto prima di prendere decisioni, mi riferisco a questo: anche nella giunta ci sono state posizioni diverse rispetto ad un tema così importante come quello del bilancio di previsione, ma il mio compito è di fare sintesi”. Senza scendere troppo nei particolari, il sindaco Dosi non esclude una ricandidatura pensando alle comunali del 2017, nonostante la minoranza lo accusi di essere stato il peggior sindaco degli ultimi 20 anni, e nonostante sia indubbio che viva il suo ruolo con una certa sofferenza personale, in cui la componente umana spesso prevale su quella politica, come lui stesso ci ha confermato.