PROFUGHI, SALE LA TENSIONE TRA I SINDACI

La questione profughi si sta allargando e il livello di tensione sta assumendo dimensioni preoccupanti. Tra gli amministratori la preoccupazione è altissima, il caso della struttura di Caratta bruciata dopo l’annuncio dell’arrivo di una ventina di profughi è emblematico e ricorda ciò che sta accadendo nelle periferie romane. L’assessore al Nuovo Welfare del comune Stefano Cugini scrive su Facebook cita un proverbio dei nostri anziani “a es trop bon a s’e cuion”. Come dire che “Piacenza sta facendo anche per i Comuni della provincia che non fanno”. Piacenza ospita molti più profughi più rispetto a quanti in realtà potrebbe ospitarne in rapporto al numero di abitanti. Molti altri comuni della provincia, pur essendo di medie dimensioni, non ne hanno ospitato nessuno. Nel post l’assessore lancia una frecciata agli esponenti della destra piacentina   “Ai copywriter della destra, troppo concentrati sugli slogan, ricordo che a non gestire insieme la questione si finisce per avere le assegnazioni d’ufficio della Prefettura, i cui numeri sono sempre molto più alti di quelli spettanti a ogni singolo comune da un’equa distribuzione distrettuale. Finiti i titoli, come lo spiegate ai vostri cittadini?” La proposta dell’assessore Cugini è quella di una ridistribuzione dei migranti sulla base della popolazione dei singoli comuni. In altre parole: ognuno faccia al sua parte. 

 

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