Anche nella centrale in via di dismissione di Caorso gestita da Sogin, così come a Trino, Latina e Garigliano, potrebbero essere installati gli SMR (Small modular reactor). Si tratta di piccoli reattori, ovvero impianti di taglia di più piccola che arrivano fino a 350 megawatt. I reattori che si installano oggi (terza generazione avanzata) hanno una potenza tra 1.100 MW e 1.650 MW. Lo spiega il Corriere della Sera in un’intervista al ministro Pichetto Fratin l’indomani del voto alla Camera del ddl sul ritorno al nucleare, approvato a maggioranza, prima diventi legge dovrà esprimersi anche il Senato. Se verrà approvato si avrà una legge delega che fissa i principi e i criteri a cui deve attenersi il governo per disciplinare una determinata materia, in questo caso il “nucleare sostenibile”; ci vorranno poi altri 8-9 anni prima dell’installazione dei primi impianti.
Il Governo ha indicato che questi dovranno essere, appunto Small modular reactor che “hanno la potenzialità di superare più agevolmente le difficoltà sorte in Occidente nella realizzazione di grandi reattori basati sull’economia di scala, inoltre consentono di ampliare gli utilizzi dell’energia nucleare. Per esempio in modalità cogenerativa per la produzione di calore a uso civile e industriale, la produzione di idrogeno, i trasporti navali – rafforzando così la capacità dei Paesi di soddisfare il fabbisogno energetico attuale e futuro in modo sicuro e sostenibile, anche per settori energetici diversi da quello elettrico”. Dal punto di vista della sicurezza spiega il ministro “sarà più facile raggiungere lo stesso livello di sicurezza dei reattori di terza generazione avanzata e anzi ridurre il potenziale impatto nel remoto caso di incidente”


