COVID: 126 DIPENDENTI AUSL HANNO RIFIUTATO IL VACCINO

Sono 126 gli operatori sanitari sanitari piacentini che non si sono ancora vaccinati. In tutto il personale dipendente Asl è di 3900 persone, età media di 47 anni per lo più impegnati in comparto, suddivisi in medici, dirigenti, oss, infermieri, tecnici sanitario e amministrativo. I dati sono stati recentemente presentati nel corso dl webinar nazionale promosso da FIASO come “caso studio”.

Dati che oggi hanno un significato ancora più importante a seguito del decreto, varato pochi giorni fa dl Governo, che obbliga il personale sanitario alla vaccinazione contro il Covid. “Prima di arrivare alla coercizione – ha detto il direttore sanitario Guido Pedrazzini – vogliamo convincere e cercare di capire cosa blocca queste persone, coinvolgendole in modo proattivo”.

Dopo varie scremature (dovute alla assenze per malattia, alla legge 104, alle maternità) si è arrivati dunque a 126 persone che, senza motivazione, hanno deciso di non vaccinarsi. Chi sono? Per lo più infermieri 48%, professioni sanitarie 23%, Oss, Ota, autisti, assistenti sociali 22%, dirigenti medici 7%. La loro provenienza è per la maggior parte dal dipartimento delle medicine, ma coinvolgono tutti i dipartimenti dell’azienda.

“Per il 33% dei non vaccinati – ha spiegato il dott. Franco Pugliese direttore del Dipartimento Prevenzione e Protezione – non è stato possibile ricondurre la mancata vaccinazione a una delle ipotesi come maternità, aspettativa, legge 104, malattia generica, grave patologia, Covid già passato con anticorpi, quindi si è proceduto ad una indagine telefonica per condotta da personale sanitario -incaricato dal Medico Competente -sulle motivazioni della mancata adesione alla vaccinazione. Hanno risposto 85 lavoratori così suddivisi: 7 hanno accettato di prenotarsi, 7 hanno rifiutato l’intervista e 71 non sono attualmente disponibili alla vaccinazione”. Per quali motivi non sono disponibili? 27 hanno timore di un evento avverso, 18 si sono detti contrari al vaccino, 10 indecisi, 6 stanno ricercando una gravidanza o sono in allattamento, 6 si ritengono immuni per pregressa malattia, 4 non hanno fornito spiegazioni.

“Il primo obiettivo – ha concluso Pugliese – è vaccinare i non vaccinati, il secondo vaccinare con almeno una dose chi ha già contratto il Covid, il terzo vaccinare i neo assunti”.

E se i cosiddetti “irriducibili” persisteranno nella resistenza al vaccino? “Cercheremo di evitare la coercizione anche se, con il decreto, abbiamo la possibilità di farlo – ha detto il direttore sanitario Pedrazzini – ci sarà anche la mediazione degli Ordini professionali. Tuttavia l’impatto del decreto prevede l’obbligo di provvedimenti conseguenti alla scelta di non fare la vaccinazione: demansionamento, cambio mansione con modifica salariale, fino alla sospensione del professionista e dello stipendio. Il nostro primo approccio sarà l’obbligo morale alla campagna vaccinale in ospedale così come nelle Cra per non mettere a rischio le strutture. Tuttavia crediamo che non ci saranno servizi che entreranno in cri a causa della mancata vaccinazione degli operatori”.

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